The Jack


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: park a Bellecombe.
Ampio park a Bellecombe. Si seguono le indicazioni per il rifugio del colle della Vanoise, il sentiero scende dolcemente fino a circa 2000 (si perdono circa 300 mt di dislivello), e dopo un breve falsopiano, dal ponte in pietra si risale fino a giungere al pianoro dove si trova il rifugio. Rifugio bello, ben organizzato e personale molto disponibile. La sera del 9/7 eravamo circa in 120 persone, di cui noi 2 eravamo gli unici stranieri. Cena abbondante. Sveglia alle ore 3, destinazione Grande Casse: noi e 2 guide con 2 clienti a testa.
la nebbia fitta ci ha tratto in inganno per accedere alla morena, ma poco dopo siamo arrivati sulla via che taglia da dx a sx sotto la bastionata rocciosa, da lì si alternano brevi tratti di sfasciumi e nevai, fino a giungere al ghiacciaio, che si presenta con qualche crepaccio molto evidente. Quando la parete si raddrizza, ci si tiene sulla sx, evitando il fronte centrale di ghiaccio vivo e il seracco sulla dx., fino a giungere alla conca glaciale, dove sulla destra si arriva brevemente sulla Punta Matthews. Ritornati nella conca si affronta il pendio che porta sulla cresta nevosa fino a pochi metri dal "segnale"della cima, costituita da qualche pietra accatastata. Dalla cima panorama estesissimo: Monviso, Barre des Ecrins, Mejie, Monte Bianco e Monte Rosa e Ciamarella. Nonostante le temperature non fossero fredde, la neve si è mantenuta compatta e portante anche durante la discesa del Gran Couloir, avvenuta tra le ore 9 e le 11 circa. Per le condizioni trovate, gita ancora fattibile.
Prima volta nella Vanoise: molto grande e puntinata di ghiacciai qua e là. Piacevole vedere un rifugio così pieno a metà settimana, di persone di tutte le età. Al ritorno non siamo riusciti a prendere la navetta, che si ferma subito sopra al ponte de la Renaudiere, causa incompatibilità di orari: era passata da 10 minuti e sarebbe ripassata dopo più di 1,5 ore.
Meteo buono( a parte un po di pioggia la sera del 9), anche se nel primo pomeriggio un po di nuvolaglia ha avvolto la Grande Casse. No internet nella zona, la rete telefonica copre la zona del rifugio. Bella alpinata con Zena...




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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok, parcheggiato dalla diga.
Che bella salitona in un ambiente selvaggio!Il sentiero dal Piano delle Muande,(che risale un canalone con ruscelli con acqua di fusione) è ben segnalato da ometti, tracce e segni rossi. Abbiamo continuato fino alla fine della morena, poi abbiamo messo i ramponi, che toglieremo soltanto all'attacco della crestina finale. Neve presente circa dai 2900 mt, al mattino intorno alle 8 teneva bene. Il canale centrale era ben assolato, ma tutto sommato lo abbiamo trovato in discrete condizioni anche in discesa.Nella parte bassa si sta aprendo qua e là qualche crepaccio. Sulla crestina sono presenti 2 corde fisse, (di cui una presenta qualche sfilacciamento) poi abbiamo incontrato 2-3 passaggi (II°), di cui il primo per esposizione e anche per la stanchezza, ci ha lasciati un po perplessi. Lungo la via ci sono un paio di fettucce, ma si trovano diversi punti dove poter fare sicura. No libro di vetta, c'è soltanto la scatola di metallo. Sul versante nord il ghiacciaio è tutto chiuso, e il canale nord che porta alla cresta (provato solo per pochi metri) è in neve alquanto portante.
Per le condizioni odierne salita consigliata, ma bisogna affrettar in quanto il caldo farà il suo lavoro.
Gran bella gitona, con partenza notturna da casa. Incontrato un paio di ragazzi , già di ritorno dalla cima, prima del colle di Teleccio e un ragazzo che ci ha superato in velocità mentre salivamo il canale: un salutone a tutti!Di ritorno dalla Torre, al colle di Teleccio ci siamo lasciati tentare dalla cresta (inizialmente nevosa, poi rocciosa, direi difficoltà F+) che si raccorda con l' Ondezana, fino a che la cresta stessa riprende a salire in maniera decisa: qui abbiamo traversato più o meno in orizzontale, fino ad intercettare la traccia che risaliva il pendio nord. E' stata una buona idea, così facendo non abbiamo perso dislivello e velocemente ci siamo portati sulla traccia per la cima. Il sottoscritto, prima del termine del pendio di neve ha alzato bandiera bianca per l'eccessiva stanchezza, complimenti all' amico Daniele che ha proseguito fino in vetta. Nel frattempo il meteo si era andato guastando, ma senza precipitazioni fino alle 18 circa. Giunti al Pontese ci concediamo una meritata pausa: complimenti allo staff, c'è sempre aria di festa.



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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: OK
quota neve m :: 2200
Parcheggiato vicino alla diga, partenza poco dopo le 6, abbiamo proseguito su neve portante fino alla base del pendio che porta al colletto a quota 2720.Di lì abbiamo imboccato erroneamente il canale subito a dx (40°-45°), confondendolo con quello che porta al passo della capra (nettamente più a dx), giungendo sulla cresta rocciosa che partiva dal colletto: sfruttando un paio di cenge, e disarrampicando siamo scesi sulla traccia della normale, dove la neve iniziava a cedere un po. Neve fino a pochi metri dalla cima. Cambiato racchette per i ramponi, abbiamo proseguito a sx per cresta fino a una bella e panoramica quota, presa d'assalto da molti scialpinisti. In discesa la neve ha tenuto nei primi due pendii, ma ben presto è diventata un delirio per le racchette, mentre gli sciatori erano entusiasti(beati loro)!. All'altezza del lago, si sono staccate un paio di superficiali slavine, ma nulla di chè.
Bellissima giornata, freddina causa vento persistente, per la prima mezz'ora. Molti sciatori sul percorso.Gran colpo d'occhio sulle vette vicine. Ottima compagnia degli amici Andrea e Daniele, che mi hanno pazientemente atteso in cima, e ottimo brindisi dall'auto...Alla prox!

Il canale a dx del pendio che porta al colletto 2720...

Parte finale del canale

La cima a sx della Cima del Carro

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Sentiero con qua e là qualche chiazza di neve o ghiaccio, sci o racchette inutili. Dopo l'attraversamento del ruscello neve portante fino all'attacco della via. Ghiaccio in buone condizioni, tacche per le picche molto utili. Tre tiri, 2 soste a destra e l'ultima della goulotte a sinistra. Molto invitante la prosecuzione verso la cima del triangolo, ma terminata la goulotte, noi ci siamo calati giù.Temperatura non fredda, vento a tratti nel vallone di Vallanta, ma nella goulotte si era al riparo. Giornata stupenda.
Ottima imbeccata di Diego (grazie!) che mi ha portato su questa via , bella e di un certo impegno.
Illusi di essere gli unici, saluto le altre tre simpatiche cordate che hanno proseguito verso la cima.



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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Percorso ben segnalato e sgombro da neve, fatta eccezione qualche decina di metri nei pressi del Monte Plum, e su Rocca Cernauda. Il nostro percorso: Colletto-Batuira-La Bastia-Cresta del Balou-Rocca Cernauda-spartiacque Grana-Maira passando su comodo sentiero sotto Rocca Albert-Monte Plum-Colle Margherita-Campfei-Colletto.
Bel giro panoramico, assolato e al riparo dal venticello che tirava da nord. Pranzato ai piedi dei pietroni vicino al Monte Plum, siamo scesi per il bel sentiero che attraversa la borgata di Campfei, dove diverse abitazioni sono in fase di ristrutturazione.

Prime baite scendendo dal colle Margherita


Sulla dorsale Maira-Grana, in vista di Rocca Cernauda.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Dopo aver trascorso la notte al bivacco Balmenhorn, ci dirigiamo verso il Lyskamm orientale, che non si attacca subito sul filo della cresta est, ma sulla parete sud (ripida e con qualche zona con ghiaccio affiorante) per giungere sull'affilata cresta.Questo tratto resta alquanto esposto da entrambi i lati fino a che la cresta non si impenna verso la cima.Riguardo a questa via ha già ottimamente relazionato l'amico Diego.
Condizioni veramente ottime: buon rigelo, assenza di vento, roccette pulite e traccia evidente.Infatti la via era trafficata in entrambe le direzioni.
Che bella cavalcata!Panorama a 360°.Un saluto a tutti gli altri occupanti del bivacco: simpatici e gentili.
Un ringraziamento all'amico Diego, grande compagno di cordata.

L'ultimo tratto di salita prima di giungere alla cima Orientale.


Che soddisfazione!

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Giunti sul Monte Giuep abbiamo proseguito sullo spartiacque fino alla Testa di Malacosta, e di lì siamo scesi per la sua normale. Sentiero ok fino al Passo Mongioia, poi diventa una traccia evidente, costellata qua e là da ometti.
Giornata fantastica, con panorama a 360°: bellissimo.Un po di gente in giro su tutti i percorsi.
Un ritorno con la grande Compagnia...

Dal bivacco, vista sul percorso dal Monte Giuep(a sx), alla Testa Malacosta(in fondo a dx)

Panorama dalla Testa di Malacosta sul percorso fatto
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada chiusa oltre Praz. Parcheggio molto ridotto.
I circa 6 km di avvicinamento su strada (asfaltata e sterrata) con 300 mt di dislivello si sono fatti sentire sopratutto al ritorno.Nonostante la monotonia del percorso, si possono ammirare degli scorci paesaggistici bellissimi.Al termine della strada sterrata inizia il sentiero ottimamente segnato che porta al bivacco situato in un incantevole ripiano.Il bivacco è veramente molto bello!Abbiamo seguito una traccia dx del lago, che però ci ha portato troppo a est, quindi tagliando trasversalmente verso il colle Luseney, ci siamo portati su una cresta secondaria (con traccia e ometti) che si agganciava alla cresta SE.Da lì cresta(bella) con passaggi di II grado qua e là evitabili, tranne la placca un po' esposta di III(presente fettuccia per eventuale doppia).Scesi dalla normale seguendo ometti e traccia su sfasciume, fino ai resti del ghiacciaio(utili ramponi) e poi al colle Luseney. Il canale di accesso è alquanto pericoloso: pieno di detriti mobili(di tutte le dimensioni), e molto incassato.Al suo termine è presente una fettuccia(malconcia) per calarsi sul sottostante ghiacciaio, salto di circa 5 mt. Evitato la doppia spostandoci su delle cengette a sx, poi per pietraia e pendio erboso fino al pianoro del bivacco, senza trovare un ometto.

Incontrato circa una decina di persone sul percorso zona bivacco.Bella montagna, il cui percorso la rende abbastanza impegnativa(avvicinamento eterno, percorso non ovvio, terreno instabile).Grandioso panorama(dal Monte Bianco al Monte Rosa), che però spesso ci è stato oscurato dalle nebbie.Un grazie a Daniele per questa gran bella gita. Consigliato l'uso di una mtb fino a quota circa 2100. Da metà cresta fino in cima funziona internet.

Sullo sfondo la Dent d' Herens

Sulla cresta in vista della cima
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Montagna splendida, e arrampicata molto particolare su tavoloni lisci, parola d'ordine:aderenza!
Le difficoltà non sono eccessive, però almeno nei primi due tiri la chiodatura non è rassicurante, in quanto i chiodi sono alquanto distanziati.Giunti sulla cresta, sono presenti chiodi sul primo tratto verso (sud) la cima centrale.Di qui siamo scesi e come da descrizione siamo arrivati ai piedi della cima sud, da qui il tratto più brutto e pericoloso della gita: siamo scesi in un colatoio e attraversando verso sud abbiamo trovato una moltitudine di tracce che confondevano un po le idee, fino ad incontrare degli ometti, e successivamente la traccia che ci portava in basso su di un ripiano erboso fino a ricongiungerci con la traccia dell'andata.
Sopratutto nella parte della discesa, la roccia si è rivelata un po mediocre e instabile.
L'attacco della via non è molto evidente.
Bella gitona! Stato di relax nella salita(da secondo)grazie ai fidati compagni Diego e Furio che ringrazio per avermi fatto da apripista su questa montagna particolare.La compagnia e la giornata splendida (panorama dal Delfinato al Monte Bianco) hanno alleviato le sofferenze...

Al primo tiro...

Arrivando alla Cima Centrale.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Come già detto da Diego, le condizioni erano ottime.Ottima accoglienza al Rifugio Torino, e molto spettacolare la skyway, presa d'assalto da turisti e alpinisti.Circa 70-80 persone al rifugio, di cui forse una decina di italiani. All'alba, dalla gengiva in poi , siamo stati accolti da un bel venticello gelido da nord, al ritorno invece le condizioni erano alquanto diverse e la neve aveva mollato il giusto.
Un saluto ai simpatici ragazzi veronesi che ci hanno preceduto sulla cresta.
Sarà per la bellezza del paesaggio, le condizioni favorevoli della via, ma sopratutto per la compagnia, che questa gita resterà per me indimenticabile.

Sulla cima dell'Aiguille

Saliscendi tra l'Aiguille e il Dome

Panorama dalla cima del Dome verso le Grand Jorasses

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