SirFlowersNL


Chi sono

Geologo e speleologo.
Nato tra le montagne, da sempre amante dei luoghi ameni e incontaminati. Cammino per godermi il paesaggio e non per fare a gara, tanto prima o poi si arriva ovunque: basta avere la costanza di un mulo, la testardaggine di un asino e il corpo di un cavallo.

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo
Come già espresso nella descrizione dell'itinerario: seppure trattasi di camminata, è molto impegnativa a livello fisico e di concentrazione. Si perde spesso il sentiero e alcuni passaggi sono da fare con cautela e cognizione. Non adatta a chi vuole godersi una passeggiata in montagna in tranquillità. Gita da amatori esperti.
Bella giornata di sole e pioggerella in compagnia di "Madama Ciapera". E' mancato persino il tempo per mangiare e riposarsi. Ma che soddisfazione!!

Passo del Frassinetto (guardando il vallone di Trinità)

Il puntino bianco nel verde della foresta è San Giacomo (dal Passo)

Spettacolare conoide di detrito (salendo, sulla destra)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: Poco posto per parcheggiare nei pressi di Pleyne
quota neve m :: 1000
Ciaspolata amena, semplice e divertente. Neve poca e a tratti molle, ma sufficiente.
Il percorso da noi adottato oggi parte presso l'ultimo tornante della strada prima della Borgata Pleyne (sulla destra è infatti indicato "Battagliola") ripercorrendo l'intera vecchia mulattiera militare fino alla cima. Se non si adottano scorciatoie, la pendenza si mantiene, lungo tutto il percorso, davvero lieve e rende la passeggiata molto rilassante. Una volta in cima si può utilizzare un piccolo e vecchio ricovero militare in prossimità della vetta per ripararsi dal vento freddo mentre si consuma il pranzo.
Partiti alle 8.30 da Pleyne, con 12°C. Tempo bello stabile fino alle 11.00 circa. In vetta 2°C e raffiche piuttosto gelide.
Verso le 11.30 approccio di alte nubi temporalesche da sud e risalita della bassa nefosità da valle. Alle 12.00 cieli coperti e nevischio a tratti: condizioni meteorologiche piacevolmente suggestive!
Alle 13.30 di nuovo alla macchina.
In ottima compagnia del buon Frank, Francesca e dell'immancabile amica a quattro zampe, Stellina.

Pelvo D'Elva visito dalla Cima Battagliola
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Nel tratto finale, sui versanti poco soleggiati è presente ancora qualche nevaio. Qualcuno di questi invade il sentiero, ma non vi è alcun problema a superarli.
Gita in solitaria: unici compagni di viaggio, i camosci. Giornata calda e soleggiata.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Gita molto rilassante e interessante sotto molteplici aspetti, accompagnata per una buona parte del tragitto da famiglie di camosci e di marmotte. Una volta giunto al Lago ho potuto osservare quello che ai miei occhi sembra un'incisione rupestre, oltre che a un bel gruppo di una ventina di camosci (o stambecchi? erano lontani...) che brucavano tranquilli sulla riva dell'immissario. Quasi in cima, per puro caso sono riuscito a vedere la vetta, in quanto il sentiero non è proprio di aiuto a riguardo. A mio modesto parere, chi di dovere, dovrebbe mantenerlo meglio. Qualche panino al volo con 6 gradi e un vento gela orecchie e poi il tragitto a ritroso, durante il quale il tempo è volato come i panini insieme al vento.
Gita solitaria e amena. Tempo bello, qualche nuvola nel pomeriggio.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Anche se la Bisalta è sempre la Bisalta, è stata, come sempre, una gita sfiancante ed eterna. Dopo ore di cammino sulle colline si arriva a Fontana Cappa e lì è solo l'inizio ! Il tratto da qui alla cresta è assai ripido e dopo ogni roccia sale sempre di più, sembra infinito. Una volta in cresta il più è fatto, ma manca ancora una bella ora e mezza di fatica. In compenso, la vista è in ogni punto del tragitto mozzafiato, per non parlare della vetta che è letteralmente un balcone sulla piana cuneese. Tranne qualche poiana, di animali non se ne vedono forse anche perchè di acqua non se ne vede l'ombra dai 2000 in su: le uniche fonti trovate sono state Fontana Cappa, e un piccolo ruscello più a monte, nei pressi del passaggio di roccia.
Dopo una rifocillante sosta in vetta, abbiamo intrapreso il sentiero fino alla Motta, per poi scendere al Ceresole. Abbiamo quindi proseguito il nostro eterno pellegrinaggio fino ai Prati del Soglio. Qualche passo ancora e, finalmente dopo 12 ore di cammino, siamo scesi a Rosbella dove un nostro amico, come il buon samaritano, ha raccolto le nostre povere ossa stanche e ci ha portati alla macchina.
Il cellulare prende molto bene nei dintorni della vetta.
Ce l'abbiamo fatta: abbiamo compiuto una sorta di Grand Tuor della Bisalta, un anello a dir poco infernale, ma non privo di grandi soddisfazioni. Sebbene leggendo la descrizione, questa sembri essere stata una gita sconfortante, è invece il contrario: certo è che abbiamo fatto molta fatica, perchè alcuni passaggi sono molto ripidi e allo stesso tempo lunghi, ma consiglio questa gita a chiunque, specialmente a coloro che hanno piacere di spendere una bella giornata di Sole. Suggerisco a proposito una bella compagnia di amici, e di avere chiaro nell'ottica dell'impresa il pranzo in vetta. Questo infatti aiuta a recuperare energie, e ripaga appieno mente e spirito di tutte le fatiche fatte e da farsi. Io, per lo meno, l'ho interpretato come scopo principale dell'esperienza.
Concludendo, ci tengo a sottolineare che non è proprio una semplice passeggiata, nemmeno se, una volta in vetta, avete intenzione di tornare sulla stessa strada di ascesa.
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