red fab


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Via corta, facile e con avvicinamento contenuto, perfetta per le giornate con il meteo incerto, come oggi.
In via più materiale di quanto pensassimo: abbiamo usato una serie di friend BD dallo 0.3 all'1.
Soste tutte su anello cementato, tranne quella nella nicchia, dove ci sono 2 chiodi da collegare.
Roccia in alcuni punti leggermente unta, ma assolutamente nulla di fastidioso: si scala con gran piacere!
Scesi con due doppie (15m e 25m) alla forcella tra la torre piccola e la grande, poi sceso il canalino a ovest (in tutto 3/4 punti in cui si disarrampica con passi di II e di III) e poi direttamente allo Strobel (arrivati all'estremità ovest della base della parete ovest, non abbiamo costeggiato la parete verso est, ma abbiamo seguito le tracce che scendono direttamente - passi di II).



Con Regista.
Un saluto a Giovanni, Michael e Marta, incontrati in via.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita al Paterno dalla Innerkofler (dal Locatelli) e ritorno al Lavaredo passando dal sentiero delle forcelle.
Bel giro di soddisfazione percorso anche con un po' di pioggia (in discesa dal Paterno e per metà delle forcelle).
Panorami strepitosi sulle tre cime.

Con Roberta, Anna e Regista.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Gran bella via! Impegnativa sia fisicamente sia psicologicamente.
Molto belle L5, L8, L10.
Abbiamo usato una serie BD dallo 0.2 al 4, doppiando dallo 0.5 all'1.
Alcuni tiri hanno parecchi chiodi: ad es. su L7 (dura!), tra chiodi e friend messi, abbiamo finito i 14 rinvii che avevamo portato.
Per la descrizione della via, consiglio la relazione di sass baloss

Le nostre tempistiche: rifugio-attacco della via: 2:30, via: 7:00, doppie: 2:00

Con Gian.
Grande accoglienza al rifugio Pontese!! Grazie a Mara e tutti i ragazzi!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Abbiamo raggiunto l'attacco della via salendo la prima metà della ferrata. Calcolare 50/60 min dall'auto (parcheggiata lato Cesana, prima del ponte sulla piccola Dora). Kit ferrata indispensabile.
Via nel complesso bella e divertente. Splendide L6 e L7, che da sole valgono il viaggio.
Su L4 oltre agli spit ci sono 2 chiodi, decisamente utili.
Spittatura alla Michelin prima maniera: ravvicinata nei tratti più impegnativi, ariosa nei tratti più facili.
Ci siamo portati dei friend medio-piccoli, ma non li abbiamo usati: la via è prevalentemente placcosa a tacche con scarse ossibilità di integrare. Su L7 qualche buco/fessura per dei friend medi c'è, ma la distanza tra gli spit non ci ha fatto integrare.
Quasi tutte le soste sono su albero: il consiglio è di avere dei cordoni propri, visto che quelli in loco sembrano piuttosto vissuti.
I gradi proposti qui su Gulliver (e anche sulla guida Passaggio a Nordovest) mi sono sembrati corretti: max 6a+.

Con Gian.
Scendendo a piedi, possibilità di sosta con birra e panini ai bar nella conca erbosa. Dalla conca erbosa la discesa verso Cesana è lungo la pista da sci, e poi lungo il bosco, che va sceso a lungo e senza traccia particolare sino ad arrivare quasi alla strada: nella parte finale della discesa si incrocia un sentiero che porta brevemente alla strada e lungo quest'ultima si torna alla macchina. (2 ore con pausa birra e panino inclusa)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Splendida via di grande soddisfazione.
L1: prima placca e poi diedro, III - IV, nessuna protezione in loco, sosta su 2 spit all'imbocco del diedrone della Madier.
L2: pochi metri sopra la sosta c'è il bel tunnel (uscirne con lo zaino non è stato comodo), oltre il quale dopo circa 15 m c'è la sosta. 2 spit, 1 chiodo, sosta su 2 spit.
L3: salire sopra la sosta (1 spit) e poco prima di arrivare all'altezza delle soste con cordoni della Berthet (ben visibili a dx), traversare a sx seguendo 2 spit (piuttosto distanziati). Quando si vede un ulteriore spit in alto, non puntarlo, ma continuare a traversare a sx fino ad un chiodo, per poi salire infine allo spit e qiundi alla sosta. Allungare bene le protezioni per evitare un grande attrito. 4 spit, 1 chiodo, sosta su 2 spit.
L4: Salire dritti sopra la sosta per circa 20 m, superando un diedro che porta alla sosta. 1 spit, sosta su 2 spit.
L5: Dopo la fessura Madier, è il tiro più impegnativo. Superare un muretto sulla sx (1 spit), proseguire lungo il diedrone, superare in dulfer un risalto (1 spit), raggiungere, aggirando leggermente a sx un salto, una vecchia sosta a chiodi sotto dei tetti, proseguire lungo il diedrone sino ad un chiodo, in corrispondenza del quale si abbandona il diedrone per innalzarsi a dx su ottime maniglie e pervenire ad un terrazzino con sosta. 2 spit, 1 sosta a chiodi, 1 chiodo, sosta su 2 spit.
L6: Salire obliquiando su placca (2 spit) e poi dritti in un diedro ben ammanigliato (1 spit) fino alla sosta. 3 spit, sosta su 2 spit.
L7: Salire un diedro-camino fino alla cengia Boell (1 spit), quindi traversare a dx fino a portarsi alla base della fessura Madier, dove la cengia finisce contro un masso (1 spit). 2 spit, sosta da fare su 1 spit, oppure collegando anche quello posto alla base della fessura a sx della Madier.
L8: Fessura Madier. Salire dritti (2 spit, 1 friend incastrato), poi traversare a sx sotto uno strapiombo (1 spit) che si supera con passo faticoso a sx. Salire quindi la fessura che si fa più larga ed impegnativa (1 spit, 1 friend incastrato, una sosta intermedia su 2 chiodi, 1 fettuccia su clessidra), arrivati alla fettuccia su clessidra le difficoltà si abbassano sul V e si raggiunge la sosta su terrazzino. 4 spit, 2 friend incastrati, 1 sosta intermedia su chiodi, 1 fettuccia su clessidra, sosta su 2 spit.
L9: Ultimo tiro della via Madier vera e propria. Salire sopra la sosta, spostarsi a dx (1 spit), per poi risalire a sx su terreno con grossi appigli ed arrivare alla sosta. 1 spit, sosta su 2 spit.
L10: Abbiamo proseguito lungo le Cannelures Stofers. Non salire dritti sopra la sosta (sarebbe Visite Obligatoire), ma spostarsi a sx di circa 2-3 metri, dove si trova 1 chiodo e si inizia a salire lungo le scanalature ascendenti leggermente verso sx, fino a raggiungere uno strapiombino che si supera sulla sx per arrivare alla sosta. 3 chiodi, 1 cordone su clessidra, sosta su 2 spit (in comune con Visite O).
L11: Siamo saliti dapprima verticalmente sopra la sosta (1 spit) e poi abbiamo seguito la via Boell, andando prima verso destra, per poi seguire lo spigolo verso sx. 1 spit, sosta su 2 spit.
L12: Seguire la rampa a destra del filo, e rimontare poi lo spigolo salendo un muretto a sinistra (2 spit) senza percorere il diedro più a destra. Oltre lo spigolo si sosta ( in comune con Visite O). 2 spit, sosta su 2 spit.
L13: Rimanendo a destra del filo, si raggiunge la vetta per rampe. 1 spit, sosta su spuntone.

Dalla vetta abbiamo disarrampicato per 10 m, poi 2 calate da 25 m l'una per arrivare all'inizio della cengia. Non sottovalutare la cengia che porta alla traccia con ometti: è esposta e con passi di II/III.
Dalla fine della cengia, lungo il facile percorso di rientro al rifugio, abbiamo attraversato 3 nevai ben tracciati: avevamo dietro i ramponcini ma non li abbiamo calzati.

Tempistiche:
2h40 per arrivare al Rifugio Sorellier
Attacco della via: 7:30
Cima: 15:00
Rientro al rifugio: 17:00 (con una lunga sosta ristoratrice dopo la cengia: in realtà in circa 1h00, max 1h30 si torna comodamente)
Rientro alla macchina: 2h00

Abbiamo usato una serie di friend BD dallo 0.3 al 3 e qualche nut. Il 4, portato per la fessura Madier, è rimasto appeso all'imbrago: in ogni caso, nel dubbio meglio portarlo.


Giornata di grande soddisfazione su una punta che merita di essere scalata anche solo per l'estetica. La via è bella, soprattutto L3, L5 e L8.
Con Gian.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Splendida salita su roccia da urlo.
All'attacco dal Torino in circa 1 ora, ritorno in circa 1:45. La traccia ad oggi è ottima. All'andata siamo passati da sopra, al ritorno abbiamo optato per una traccia un po' più bassa e diretta. Nonostante il gran caldo i ponti di neve sembrano tenere bene: fare comunque attenzione soprattutto se le temperature restano così alte.
Come hanno già scritto gian62 e rocco, la via presenta ben pochi chiodi. Noi abbiamo utilizzato una serie completa dallo 0.3 al 4 BD (4 usato sul terzo tiro), con doppi dallo 0.75 al 3.
La fettuccia che consentiva di azzerare il passaggio di 6a+ del secondo tiro, menzionata più volte nei commenti delle gite passate, non c'è più. Personalmente ho protetto il passaggio inizialmente con uno 0.5 BD, per poi rinviare sul chiodo.
Notevole il quinto tiro: diedro-camino che ho trovato fisico ma di grande soddisfazione, proteggibile con camalot medi e grandi, con uscita a finale a sx. Per arrivare alla sosta non abbiamo seguito la bella lama verso sx (improteggibile a meno di avere almeno un 5 BD), ma abbiamo percorso la cengetta verso sx, per poi risalire una breve placca appoggiata (proteggibile con uno 0.4 BD) ed arrivare alla sosta.
Soste tutte spittate, alcune con spit collegati da catena ed anello di calata, altre da collegare.
Attenzione ai possibili incastri durante le calate in doppia: consigliabile scendere portandosi le corde all'imbrago piuttosto che lanciarle, per evitare spiacevoli corde infilatesi in fessura.

Gran bella via in una giornata spaziale: non una nuvola e scalata in maniche corte!!
Con Gianfranco.
Un saluto a rocco, incontrato alla base.
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
Il primi due tiri si possono tranquillamente concatenare. Sul primo tiro abbiamo integrato prima del muretto con cui si raggiunge S1 (che abbiamo saltato).
Non banale il traverso del terzo tiro.
Bello il quarto tiro, dove il 6a+ volendo è facilmente azzerabile per la spittatura ravvicinata.
A partire dal quinto tiro, e in particolare su quest'ultimo tiro, la roccia diventa piuttosto delicata, con lame e blocchi dall'aspetto e dal "suono" poco rassicuranti: fare ben attenzione a quello che si tira.

In generale una via non indimenticabile, con bei movimenti, ma con roccia, negli ultimi tiri, di dubbia qualità.

Spit in ordine (artigianali michelin-style). Soste con cordoni un po' vecchi: noi abbiamo collegato gli spit con il nostro materiale e non abbiamo avuto problemi di sorta.

Scesi con 3 calate: S7->S5->S2-> zaini

Con Eugenia
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via piuttosto sostenuta nelle difficoltà presentate.
Atletici i primi due tiri e, nel caso si continui sino in cima su Le Temple, anche L6, dove è molto utile portarsi qualche friend: noi abbiamo usato un 1, uno 0.75 e un 2 camalot BD.
Un po' unte L1, L2, L3 e L6.
Su L6 la deviazione a sx per raggiungere la sosta S6 non è poi così evidente. Attenzione a non proseguire dritti in fessura troppo a lungo: ci si ritroverebbe sulla variante di destra di 6a protetta prevalentemente a chiodi tradizionali e molto atletica. Noi abbiamo commesso questo errore e siamo rientrati sul percorso "classico" con un traverso su una cengia ascendente a sx facile ma completamente da proteggere, che porta agli utlimi metri (ultimi 2 spit) di L7: abbiamo "unito" L6 e L7 arrivando da S5 direttamente a S7.... opzione non raccomandabile.
L7 abbastanza breve con roccia molto rotta e notevole pericolo di tirare giù sassi.

Ambiente assolutamente superlativo!!!!

Gran bella giornata con Walter e Regista: ottimo battesimo su una via lunga in Calanques!
La vista dalle soste è qualcosa di incredibile: vale da sola il viaggio!

Vie del settore Temple, da Calanque Escalade Ed. VTOPO
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via, affatto banale.
L1 in comune con il Pesce. All'ennesima volta in cui l'ho percorsa, mi sono accorto che il muretto subito prima di S1 è mooolto più semplce se prima si sale un po' nel diedro alla sua sx e poi si traversa a dx con ottimi appigli. Le altre volte l'avevo salito attaccandolo direttamente e, seppur non difficile, mi era sembrato molto meno facile!
L2 prima dritti sulla sosta, leggermente a sx per facili gradoni fino a trovare 2 chiodi, poi traversare a dx con buone lame per le mani, fino ad arrivare ad un diedrino ammanigliato (chiodo) mooolto divertente, da cui si esce a dx. Poi salire una specie di rampa sulla sx fino alla sosta.
L3 Siamo stati prima sulla sx, quasi lungo lo spigolo, forse sconfinando per un po' su Oui on dance, 1 spit, poi ci siamo portati sotto le 2 fessure strapiombanti. Dopo alcuni tentativi non riusciti di salire la fessura di dx, proteggibile mettendo un 1 BD in basso e un 2 BD più in alto, e con un incastro di mano, abbiamo ripiegato sulla fessura di sx (2 chiodi), altrettanto di non facile interpretazione. Torneremo per capire meglio l'uscita di dx con incastro di mano.
L4 bellissima! Prima siamo saliti all'interno del grottino sino a rinviare il cordone penzolante, per poi uscire sulla destra con movimenti a dir poco acrobatici su mega presoni per le mani. Abbiamo protetto la prima parte della fessura off-width con un 5 BD, che ci sta ma quasi al pelo: forse un 6 sarebbe più adatto. A metà fessura il cordone su masso incastrato è ad oggi lungo e facilmente rinviabile. Al termine della fessura larga abbiamo continuato per la fessura sulla verticale, protetta con un 1 BD, e poi traverato a sx su cengia fino alla sosta.
L5 bella e non banale. Primo movimento delicato per rinviare lo spit in comune con Oui on dance, poi diedrino (messo ottimo nut), lame, spuntone, possibile rinviata alla sosta finale di Tutto si farà, parte strapiombante con uscita a sx (chiodo, messo un 1BD), diedrino delicato con macchia blu (messo 0.4 BD). Il diedrino volendo può essere bypassato sulla placca alla sua destra, sconfinando su Oui on dance.Al termine del diedrino, all'inizio della placca, si può mettere uno 0.3 BD e puntare alla sosta visibile in alto a dx: segni di 2 spit eliminati e nessuna possibilità di proteggersi sino alla sosta.

Scesi in doppia lungo la via: S5->S4->S2->zaini


Bella salita con Regista, in un sabato in cui davano tempo pessimo ovunque, abbiamo tentato la fotuna e ci siamo ritrovati soli su tutta la torre di Aimonin, con la via completamente asciutta nonostante le piogge dei giorni precedenti ed un pallido sole che ci ha fatto patire il freddo meno del previsto.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Discrete
tipo ghiaccio :: umido/sorbetto
Cascata con ghiaccio abbondante, che ad oggi prende sole dalle 14:30. Temperature alte: -1°C alle 8:30 al parcheggio di Gimillan, +10.5°C alle 15:30.
Avvicinamento abbastanza veloce per la quasi assenza di neve, a parte il conoide di accesso: 8:40 al parcheggio, 10:10 alla base della cascata. Ramponi utili nell'ultima parte del conoide, quando inizia ad affiorare ghaccio sotto la neve.
Partiti lasciando gli zaini a dx della colata, al termine della parete rocciosa che delimita la cascata sulla sx orografica.
L1 con ghiaccio sorbetto, 35-40 m, sosta a spit con cordone salendo sulla dx.
L2 50 m molto bagnato, con doccia assicurata nella sua parte dx ed anche a sx. Noi siamo saliti seguendo una linea centrale, saltando S2 ed andando direttamente a S3, a sx al termine del muro, prima traversando a sx in orizzontale da S1, per superare una parte con doccia abbondante, e poi salendo dritti: tratto verticale per 10m circa e poi pendenza che diminuisce, con successione di rigonfiamenti. Tracce di passaggi precedenti non presenti o non apprezzabili. Uscita verso sx per arrivare a S3 un po' delicata: con abbondante crosta di rigelo (che si sgretolava al contatto con picche e/o ramponi) sopra uno strato di ghiaccio piuttosto sottile. S3 a spit con cordone e maillon di calata.
Non abbiamo percorso quello che è indicato nelle varie relazioni come l'ultimo tiro per arrivare al larice isolato: una rampa nevosa abbattuta per raggiungere quest'ultimo per la prima calata.
Siamo scesi con un'unica doppia da 60 m giusti giusti, che dalla sosta al termine del muro ci ha depositato agli zaini.

Gran bella giornata che molto probabilmente ha chiuso la stagione del ghiaccio 2019.
Salita fatta con Alberto, accanto alle cordate di Eugenia e Chiara, Giuseppe e Mattia

Mattia su L1

L2 salita centralmente

Eugenia su L2, salita a dx

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