Red Fab


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Gita di ripiego dopo una notte molto travagliata al rifugio Torino.
Cresta completamente asciutta che si percorre bene senza ramponi.
Alcuni passaggi degni di nota, soprattutto salendo lungo la NE.
Cresta mai difficile, terreno ottimo per una salita "didattica" sulla conserva protetta: spuntoni a non finire e ottima possibilità di usare friend.
Dopo la salita in vetta siamo scesi lungo la cresta SE.
Scesi sul ghiacciaio con un doppia da 30 m

Con Gian
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Effettuato un giro solo parziale di tre giorni.
Il primo giorno siamo partiti da Pian delle Gorre e siamo saliti al Rifugio Garelli dal percorso più breve e diretto.
Il secondo giorno siamo saliti alla Punta Marguareis dal Canalone dei Torinesi e percorrendo un tratto del sentiero attrezzato Flavio Sordella, per poi scendere al Rifugio Don Barbera.
Il terzo giorno siamo tornati al Pian delle Gorre passando dalla capanna Morgantini, da Gias delle Ortiche, dal Passo del Duca e dalla cascata del Saut.
Con la variante Sordella, la difficoltà è EEA.

Bella tre giorni con Pirru ed Alecop
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Grande cavalcata sul filo dei 4000.
Partiti dal Rossi & Volante alle 5:30. Pendio per salire al Roccia Nera con parecchio ghiaccio fuori.
Canalino per salire al Gemello con ghiaccio affiorante. Calata dal Gemello con sosta a spit un po' da cercare in basso (dopo la crestina nevosa delicata in discesa) sulla sx dopo l'evidente sosta a chiodi.
Non banale recuperare la sosta a spit per scendere dall'Orientale: occorre scendere sulla sx, e traversare seguendo una matassa di cordoni (delicato). Dalla sosta a spit con una mezza da 60m si arriva a toccare neve, altrimenti c'è una sosta intermedia (1 spit + chiodo) sulla placca sottostante.
Cresta del Centrale pulita: saliti i primi due torrioni (fantastico il primo!) senza ramponi. Abbiamo trovato un passaggio nel raccordo tra secondo e terzo torrione, in discesa con parecchio ghiaccio ed abbiamo quindi calzato i ramponi, tenendoli per tutto il resto della cresta.
Terzo torrione estetico e più lungo di quanto sembrasse. L'ultimo passaggio con il passo di IV è facilmente aggirabile traversando a sx, dopo di che le difficoltà su roccia sono finite e rimane solo cresta di neve fino alla vetta del Centrale.
Dal Centrale siamo scesi a capofitto verso Testa Grigia.

Con Raffo, sfortunato nell'ultimissimo passaggio della cresta del centrale, che ha stretto i denti fino alla Testa Grigia nonostante il ginocchio malconcio!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: In auto fino a Lavachey, poi a piedi o con navetta fino ad Arp Nouvaz
Via veramente bella e divertente.
Non abbiamo trovato neve all'attacco. Fare comunque attenzione perché subito sopra c'è ancora un nevaio "a ponte" piuttosto grande, che scarica bei blocchi di neve che finiscono direttamente all'attacco. La zona è spesso bersagliata anche da cadute di sassi.
Divertenti soprattutto L1, L3 (fisica!) e soprattutto L6 con un'ultima parte molto bella tra lame rovesce ed un estetico spuntone. Da S5 non farsi confondere dagli spit di Cristallina, che si dirigono verso dx, ma attraversare la cengia e dirigersi leggermente verso sx.
L2 di placca delicata: stare a dx sullo spigolo per poi traversare a sx sotto il tettino; tettino decisamente ostico ma ben protetto (spit subito prima) e, vista la presenza di un cordone, anche azzerabile.
Spittatura "ariosa", abbiamo utilizzato friend BD dallo 0.3 al 2 per integrare in alcuni punti.
Scesi in doppia lungo la via S7->S6->S5->S3->S2->S1->terra.

Bella e lunga giornata (soprattutto il rientro alla macchina, eterno).
Un ringraziamento ai ragazzi del cai Chivasso per il passaggio che ci ha evitato i 4 km abbondanti di strada asfaltata per raggiungere la macchina.
Con Eugenia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Traccia per il Col d'Entreves molto evidente (praticamente una trincea), 1h di avvicinamento dal termine delle scale di punta Helbronner.
Cresta molto affollata (almeno 6-7 cordate presenti in contemporanea!), con i conseguenti inevitabili rallentamenti in una giornata assolutamente tersa e calda.
La cresta è completamente asciutta e nelle condizioni attuali non necessita di ramponi.
2 i passaggi di arrampicata: il primo dopo l'aggiramento a dx del primo torrione (dopo essere rientrati sul filo di cresta da un intaglio), il secondo al termine della parte più affilata, subito dopo la prima sosta (da collegare), con presente un cordone (passo atletico).
Raggiunta la vetta affilata, abbiamo optato per non calarci (come da più parti suggerito, presente spit singolo con anello) nella prima parte della cresta NE, ma abbiamo disarrampicato.
Con Raffo

Salendo al Col d'Entreves: Aiguille d'Entreves a sx, Tour Ronde a dx

Prima (larga) parte della cresta

Passo atletico dopo l'aggiramento a dx del torrione

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dente in buone condizioni.
Partiti con la prima funivia da Courmayeur alle 7:30.
Abbiamo lasciato il Torino alle 8:15 e siamo arrivati alla salle a manger verso le 10:30.
Il ghiacciaio per arrivare sotto il gendarme è ben coperto di neve, con nessun crepaccio aperto. Il pendio per arrivare alla spalla del gendarme è al momento una scala di neve. Dalla spalla alla salle a manger il percorso è tutto su neve e ben tracciato.
Abbiamo trovato il Dente pulito, a parte un nevaietto alla base delle placche Burgener.
Noi siamo saliti calzando scarponi, ma una cordata francese che ci seguiva ha scalato in scarpette.
Siamo saliti sino alla base delle placche in due tiri, incontrando 3 soste a spit: la prima una ventina di metri dall'attacco, al termine della parte spittata, la seconda nel diedro canale, la terza alla base delle placche. Saltata la prima sosta a spit, abbiamo sostato su chiodo + friend circa 10 metri sotto la seconda sosta a causa del grande attrito per le corde (nello stesso tratto, possibilità di sostare facilmente anche su spuntoni di roccia).
Il murettino/diedro che precede la sosta a spit alla base delle placche è sprovvisto di canapone: rimangono pochi resti di uno tranciato.
Terzo tiro con sosta a spit a circa metà delle placche, con bella arrampicata sulla parte sinistra delle stesse.
Per il quarto tiro abbiamo sostato alla base del diedro di V.
Quinto tiro: superato il diedro di V e raggiunta la sosta posta al suo termine, abbiamo continuato nel diedro sovrastante sino ad arrivare ad una sosta a spit sul terrazzino al termine dello stesso (tiro con un'esposizione davvero notevole!!!)
Sesto tiro: dal terrazzino siamo saliti per cresta sempre più aerea sulla punta Sella e poi ridiscesi all'intaglio tra le due punte.
A causa dell'ora e delle nuvole minacciose ci siamo calati dall'intaglio.
La sosta per le doppie si trova all'incirca sotto l'ultimo spit (con condoni) che si incontra scendendo da punta Sella verso l'intaglio: appena scesi nell'intaglio cercarla in direzione opposta rispetto a punta Graham.

Rientro dalla gengiva su neve molto marcia per nulla banale: abbiamo sceso faccia a monte parecchi tratti che al mattino erano facili su neve dura. Abbiamo impiegato 3 ore dalla gengiva al rifugio Torino, contro le 2:15 impiegate dal Torino alla Gengiva.

Bella giornata in quota con ottime temperature: a parte il primo tiro abbiamo scalato tranquillamente senza guanti. Probabilmente usando le scarpette sarebbe stato anche più divertente: le condizioni trovate l'avrebbero permesso.
Attenzione alla discesa se nel pomeriggio la neve ha mollato!

Con Tachi e Leonardo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via classica, salita in una giornata fredda con l'incognita della pioggia sempre incombente.
Salita in 7 tiri e non in 8 (come invece descritto dalla relazione presente su Gulliver).
Primo tiro fisico, che ci ha impegnato anche in considerazione della roccia molto fredda (quasi da bollita alle mani!). La parte più impegnativa è la sezione successiva allo strapiombo, dove non ci sono chiodi e non è così intuitivo trovare posti per buone protezioni.
Sul secondo tiro evitare di commettere l'errore che abbiamo fatto noi: dopo il tettino NON farsi tentare dal bel diedro a sx, alla cui base si trova una sosta a chiodi, ma prendere il diedro chiaro più sulla dx. Tiro che presenta parecchi chiodi.
Terzo tiro con il superamento dello strapiombo non banale e poi con rampa ascendente verso sx, facile ma ben poco protetta/proteggibile.
Sul quarto tiro allungare bene le protezioni: la corda fa molto attrito.
Quinto e sesto tiro belli nel diedrone (uno spit sul quinto tiro).

Usata una serie di friend dallo 0.3 al 2 BD per integrare i chiodi presenti in via.
Soste a spit (3 per sosta).
Calati in doppia sulla via: è possibile saltare le soste dispari.

Dietro a Tachi, Francesca e Roberto, in cordata con Gianfranco.
Alla fine abbiamo preso acqua solo negli ultimi 10 minuti di sentiero prima delle macchine!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Arrivati all'attacco della via risalendo la pietraia (ometti).
Primo tiro piuttosto fisico e di soddisfazione. Usati friend 0.3, 1, 4, e 2 BD.
Diedro del secondo tiro che non ci è sembrato esattamente il 4c che viene riportato da più fonti.
Salito il camino, facendo prima sosta su "spuntone" su masso incastrato dentro al camino (per recuperare il secondo dalla S2), e poi salendo in opposizione fino ai massi incastrati a qualche metro di altezza, per poi uscire dal camino percorrendo la lama orizzontale sulla sx e poi ribaltandosi sulla placca (fessura di dita, utili friend pioccoli) ed infine in sosta.
Quarto tiro facile per arrivare ai primi alberi della cengia mediana (utile friend 4 BD).
Quinto tiro di soddisfazione, molto ben proteggibile.
Sesto tiro impegnativo. Si trovano 3 friend incastrati nel diedro. Dal larice abbiamo risalito la fessura verticale liscia, che presenta parecchi friend incastrati, dei quali solo uno utilizzabile (gli altri hanno "camminato" nella fessura e sono irraggiungibili), al termine della fessura abbiamo proseguito dritti per blocchi (cordone incastrato) e poi a sx su una breve placca che porta a dei grossi larici, a fianco dei quali si trova una sosta. Probabilmente abbiamo concatenato L6 ed L7 della descrizione.
Abbiamo terminato con un ultimo tiro salendo una fessura dalla sosta dei larici (friend 2 e 3 BD) per poi traversare brevemente a dx per raggiungere la sosta di Jedi Master (1 spit di Jedi Master nel traverso).

Scesi alla cengia mediana con 2 doppie sotto la pioggia che ne frattempo ci aveva raggiunto.
Dalla cengia a terra con una calata da 40 m all'estrema sx della cengia (faccia a monte): stessa calata che si fa scendendo dalla Locatelli

Tutte le soste sono a spit. Rinforzata con un cordone una sosta di Jedi Master mentre ci stavamo calando alla cengia mediana.

Trovati friend incastrati solo nel sesto tiro (diedro con fessura di dita + fessura verticale con incastro di mano). Nessuno spit lungo la via (soste escluse).

In generale, ci siamo trovati bene con una serie completa dallo 0.2 al 4 BD, con doppi dallo 0.75 al 3, ed un mazzo di nut.

Con Gianfranco, ed in compagnia della cordata di GianFlo, Silvia ed Enrica
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Avvicinamento in 20 min dal parcheggio.
Dopo esser passati dietro la chiesa seguendo il sentiero della cascata, al primo bivio segnalato (50 m dopo le ultime case) prendere a dx. Al secondo bivio, indicazione "Torre di Aimonin" che fa prendere nuovamente a dx per arrivare alla partenza di Spigolo e Pesce d'aprile. Ben difficile sbagliare strada.
Abbiamo terminato L1 alla sosta subito dopo il primo diedro, dopo la sosta a golfari.
Presente un unico spit sulla via (soste escluse), alla partenza di L3 (tiro della lastrina). Per L3 utile un friend 0,2 BD: uno 0,3 dopo un'eventuale caduta non sarebbe di facile recupero. Sulla lastrina di L3 utilizzato lo 0,2 e poi uno 0,3.
Su L4 (diedro) presenti 2 friend incastrati. Bellissima lunghezza che risulta molto più fattibile sfruttando bene gli appoggi del lato dx del diedro.
In generale è meglio portarsi materiale autonomo per collegare gli spit delle soste: alcuni cordoni presenti in loco sono piuttosto usurati...
Scesi dalle calate della via dello spigolo, raggiungibile brevemente andando a sx (faccia a monte): S5-S4-S2 (quella dopo il grottino, scendendo)-terra. L'ultima calata è parecchio a rischio incastro, in mezzo a molte piante, ma per fortuna tutto è sceso a dovere (e cmq eravamo già coi i piedi accanto agli zaini).

Seconda volta sulla classica di iniziazione della valle. Questa volta mi sono tolto lo sfizio di tirare i tiri della lastrina e del diedro che mi mancavano.
Sempre splendida la fessura dell'ultima lunghezza.
Cona Raffo, alla sua prima via da proteggere.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella giornata con il corso arrampicata della scuola Gervasutti
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Tutte le sue gite

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