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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Buone
tipo ghiaccio :: Compatto per buona parte della cascata, stalattitico e con parecchia aria nella seconda parte del muro di L4
note su accesso stradale :: OK fino al parcheggio del campeggio di lillaz
Temperature al parcheggio di Lillaz: -5°C alle 7:45, -5°C alle 18:00.
Cascata certamente non gonfia, ma formata su tutti i salti e ben salibile.
Vista la quasi totale assenza di neve in Valleile, l'avvicinamento ad oggi è abbastanza comodo in poco meno di 2h. Si attraversano 4 coni valanghivi duri e ghiacciati oltre ad un altro paio di pendii con neve dura: valutare eventualmente l'utilizzo dei ramponi nella seconda metà (noi non li abbiamo usati all'andata, ma al ritorno ci hanno fatto molto comodo).
Cascata un po' discontinua ma con due tiri davvero belli!
L1 è a balze, 60m, con sosta su spit singolo a dx oppure su ghiaccio più centralmente sulla colata.
L2 spostamento su neve a sx, sino alla base del risalto successivo, 60 m abbondanti, noi siamo saliti in conserva ed abbiamo sostato su ghiaccio.
L3 balze verso sx, 40 m, per arrivare alla base del muro; la sosta alla dx del muro è ad oggi molto alta e scomoda, noi abbiamo sostato su ghiaccio alla sx del muro.
L4 gran bel muro, salito lungo la linea di sx, verticale e lavorato, 50 m: nella prima parte presenta ottimi appoggi per i piedi e buone viti, nella seconda è meno compatto e con ghiaccio morbido e alveolato (viti non fantastiche). Abbiamo sostato su spit sulla dx (sosta comoda per 2 cordate), ma è possibile sostare su ghiaccio poco sotto, al termine delle difficoltà. Ad oggi questa lunghezza prende sole per circa un'ora nella tarda mattinata.
L5 trasferimento su neve a sx sino alla base della bella candela.
L6 candela finale e poi breve goulottina sino alla sosta a spit sulla sx. Bella candela, salita sul lato dx, dove il ghiaccio ha formato un bel diedro che consente ottimi riposi, con viti abbastanza buone, poi ristabilimento al centro per infilarsi nella goulottina. Lunghezza ben lavorata.

Calate.
Da S6 alla base della candela.
Da S5 calata (o conserva su neve) sino a S4 sopra il muro.
Da S4 calata alla base del muro.
Dalla base del muro di L4 calata alla base delle balze sottostanti (abalakov, oppure spit ma ad oggi quella a spit è molto scomoda).
Dalla base delle balze scendere in conserva sino a S1 oppure, dopo essere scesi 20 m su neve, calata su abalakov sino a S1.
Da S1 (spit singolo, maillon) sino alla base della cascata.

Oggi gran pienone: arrivati alla base con 2 cordate davanti a noi, mentre stavamo salendo ne abbiamo contate in tutto 8, per un totale di quasi 20 persone (!!!). La cascata è larga e consente di non darsi eccessivo fastidio sino alla base del muro di L4, poi iniziano i dolori. Alla fine, alla base della candela siamo arrivati in 3 cordate: le altre hanno fatto retromarcia subito prima o subito dopo il muro di L4.

Gran bella gita, che ci ha riempito completamente la giornata. Il fondo della Valleile è splendido e la cascata è bella.
Con Gianluca e Diego.

Vista dalla base

Il muro di L4.

La candela finale.

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Buone
tipo ghiaccio :: Fragile/spaccoso, sorbetto in una sezione del terzo tiro
note su accesso stradale :: Ok fino al rifugio Melezè
Temperature alla macchina: - 8°C alle 8:30, - 8°C alle 15:30.
Avvicinamento con neve dura/ghiaccio (1h): si sale bene, utili ramponi per la discesa.
Cascata salita in 4 tiri.
L1 fino alla sosta del massone (chiodi), 60 m.
L2 a superare il muretto, fino alla sosta su spit a sx dell'uscita del muro (sosta non bellissima, spit con cordoni), 60 m abbondanti: forse per S1 conviene sostare non al massone ma su ghiaccio più a sx.
L3 a superare i 2 risalti successivi, 40m sosta a spit a sx, ottima con catena.
L4 sino all'uscita (ottima sosta a spit con catena), 60 m giusti.
Lungo L4 abbiamo incontrato una sosta a spit con catena dopo il primo risalto (MALMESSA: una piastrina è rotta, e c'è una fettuccia "avvolta" attorno allo spit [?!?!]), ed una sosta a spit con cordoni, molto in alto sulla roccia, non raggiungibile con la cascata nelle "magre" condizioni odierne entrambe sulla dx orografica.

La cascata ha ghiaccio un po' magro, ma è salibile in sicurezza, con buon ghiaccio e viti che sembravano buone.

Scesi con 4 doppie: S4-S3, S3-S2, S1-sosta a spit e cordone alla base del muro di L2 (al centro della colata), da questa sosta alla base (calata di 60 m giusti giusti)

Con Gian, in una bella giornata glaciale (finalmente fa freddo!)
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada pulita fino al piccolo parcheggio di Ponteil (posto per 4 vetture)
Nel Brianconnaise per qualche giorno, nella speranza di trovare qualcosa da spicozzare con avvicinamenti decorosi; il caldo e le 3 ore di avvicinamento per le poche cascate ben formate ci hanno fatto optare per una via su roccia, il 2 gennaio (!!)

Strada ben pulita.
Avvicinamento minimo (10 min), ad oggi fattibile anche solo in scarpe da ginnastica: sul sentiero c'è poca neve.

La via è nella parte destra della parete, con scritta bianca all'attacco (piuttosto sbiadita).

Via ben spittata. I primi 2 facili tiri sono un po' ariosi. Le protezioni aumemtano all'aumentare delle difficoltà. Possibile integrare (bd c4 1, 2, 3) ma non indispensabile.

La roccia è spesso piuttosto lucida, soprattutto nei passaggi "chiave" del 4 e 5 tiro e per buona parte del 3 tiro.

L3 molto continua e fisica, per me la lunghezza più impegnativa della via, sebbene non presenti il passaggio singolo più duro. Roccia mediamente unta su tutto il tiro. Tiro cmq di soddisfazione.
L4 con passaggio singolo (superamento del tettino) fisico (azzerabile), il resto del tiro generalmente più semplice.
L5 con tettino più ammanigliato e meno strapiombante di L4.

Scesi con 2 doppie: da S5 a S2, 50 m a piombo, passando parecchi tetti; poi da S2 agli zaini.


Bella giornata al sole con Regista: con queste temperature e questo bel sole sembrava ottobre!!!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: umido/sorbetto
tipo ghiaccio :: lavorato
Cascata discretamente formata. Il ghiaccio non è super abbondante ma neppure scarso. Abbiamo salito la linea sulla sx. Primo tiro facile appoggiato, S1 a spit sulla sx alla base del muro, 55 m.
L2 dritta ma attualmente molto lavorata: divertente, S2 nel grottino. L3 dritta in uscita dal grottino (super lavorata, fatta tutta in aggancio), poi si abbatte, S3 a dx su spit.
Scesi con 2 doppie: da S3 a S1, da S1 al canale nevoso di accesso.
La parte medio-alta prende sole a metà mattinata.
Oggi temperature alte: 4°C alle 10:30, 5°C alle 14:30 alla macchina.
Abbiamo probabilmente indovinato l'orario tardo: abbiamo scalato con la parte alta di nuovo all'ombra e al nostro passaggio i tiri non colavano, mentre la cordata con cui abbiamo diviso S1(noi in salita, loro in discesa) si è fatta la doccia su L3.
In generale: occhio alle temperature!!!! Se continua così forse è meglio andare al Lomasti (!!!)



Con Maciste156, inaugurazione della stagion: buona la prima!
Un saluto a Franco, incrociato ad S1, e ad Eugi e Fede.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Salito l'attacco della Nicora e poi Il Vecchio originale.
S1 fatta su albero, con l'imbarazzo della scelta: al termine di L1 c'è una cengia molto grande con parecchi alberi.
S2 su spit (da collegare) o eventualmente su albero, appesa e un po' scomoda.
S3 che può essere fatta sui fittoni del Vecchio (da collegare) o sugli spit verdi con catena di Chiodi di garofano, comoda.
S4 su spit con catena su cengia comoda.
S5 (eventualmente evitabile) su fittoni da collegare, su cengia comoda.
S6 su albero.
Belle L2, L3 e L4, con le fessure di L2 e L4 unte. Delicato il muretto e soprattutto il traverso di L3, comunque molto ben protetto ed eventualmente anche azzerabile.


Con Chiara e Marta, dietro alla cordata rosa di Eugenia, Carlotta e Tatyana.
In una giornata con poco sole , che non ci siamo goduti perché quando appariva da dietro le nuvole eravamo in soste all'ombra, e molto vento.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Non molto da aggiungere ai numerosi commenti precedenti.
Rispetto alla descrizione dell'itinerario presente qui su Gulliver, i tiri sono 6 e non 7. Molto precisa la descrizione su Sass Baloss.
Via di stampo calssico. Molto utili friend per integrare, soprattutto sul 4° e sul 5° (penultimo) tiro. Noi abbiamo usato dallo 0.4 al 2 C3 Camalot.
Sul 5° tiro, sebbene il passo più impegnativo è poco dopo la partenza, tra il 1° ed il 2° spit, è ben più "impegnativa" tutta la seconda parte, tra canne verticali che presentano molto muschio e ben poche protezioni in luogo.

In una giornata particolarmente gelida (non mi era ancora capitato di scalare per tutto il tempo indossando uno spesso piumino, non parliamo poi della mancanza di sensibilità alle mani...), in cordata con Luca e Francesco. Uscita corso AR1 Gervasutti.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella via, soprattutto per 2°, 3° e 7° tiro. Sul secondo tiro ci sono un paio di cordoni malconci: meglio non usarli.
Non abbiamo capito se abbiamo azzeccato il primo tiro: abbiamo seguito una linea di spit che passa poco a destra di quelli di "serpenti", per poi traversare a dx poco sotto la sosta sempre di serpenti per arrivare a S1.
Tutte le soste sono collegate con catena, tranne S6 che va collegata.


Con Gian, in una caldissima giornata di inizio autunno.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Gita di ripiego dopo una notte molto travagliata al rifugio Torino.
Cresta completamente asciutta che si percorre bene senza ramponi.
Alcuni passaggi degni di nota, soprattutto salendo lungo la NE.
Cresta mai difficile, terreno ottimo per una salita "didattica" sulla conserva protetta: spuntoni a non finire e ottima possibilità di usare friend.
Dopo la salita in vetta siamo scesi lungo la cresta SE.
Scesi sul ghiacciaio con un doppia da 30 m

Con Gian
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Effettuato un giro solo parziale di tre giorni.
Il primo giorno siamo partiti da Pian delle Gorre e siamo saliti al Rifugio Garelli dal percorso più breve e diretto.
Il secondo giorno siamo saliti alla Punta Marguareis dal Canalone dei Torinesi e percorrendo un tratto del sentiero attrezzato Flavio Sordella, per poi scendere al Rifugio Don Barbera.
Il terzo giorno siamo tornati al Pian delle Gorre passando dalla capanna Morgantini, da Gias delle Ortiche, dal Passo del Duca e dalla cascata del Saut.
Con la variante Sordella, la difficoltà è EEA.

Bella tre giorni con Pirru ed Alecop
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Grande cavalcata sul filo dei 4000.
Partiti dal Rossi & Volante alle 5:30. Pendio per salire al Roccia Nera con parecchio ghiaccio fuori.
Canalino per salire al Gemello con ghiaccio affiorante. Calata dal Gemello con sosta a spit un po' da cercare in basso (dopo la crestina nevosa delicata in discesa) sulla sx dopo l'evidente sosta a chiodi.
Non banale recuperare la sosta a spit per scendere dall'Orientale: occorre scendere sulla sx, e traversare seguendo una matassa di cordoni (delicato). Dalla sosta a spit con una mezza da 60m si arriva a toccare neve, altrimenti c'è una sosta intermedia (1 spit + chiodo) sulla placca sottostante.
Cresta del Centrale pulita: saliti i primi due torrioni (fantastico il primo!) senza ramponi. Abbiamo trovato un passaggio nel raccordo tra secondo e terzo torrione, in discesa con parecchio ghiaccio ed abbiamo quindi calzato i ramponi, tenendoli per tutto il resto della cresta.
Terzo torrione estetico e più lungo di quanto sembrasse. L'ultimo passaggio con il passo di IV è facilmente aggirabile traversando a sx, dopo di che le difficoltà su roccia sono finite e rimane solo cresta di neve fino alla vetta del Centrale.
Dal Centrale siamo scesi a capofitto verso Testa Grigia.

Con Raffo, sfortunato nell'ultimissimo passaggio della cresta del centrale, che ha stretto i denti fino alla Testa Grigia nonostante il ginocchio malconcio!
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