Rebatta bousa


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada pulita sino a Blavy
Oggi salita pomeridiana per godere degli ultimi raggi di sole sulla vetta e smaltire il lauto pranzo.
Partiti da Blavy su ottimo sentiero, senza problemi raggiungiamo le baite di Vioù, incontrato in salita due escursionisti che avevano salito il monte Mary che ci ragguardano sulle ottime condizioni della neve, molto dura che permette una progressione veloce.
Dalle baite inizia la neve, noi saliamo su dritti senza passare alle baite superiori di Vioù. Si sale bene sulla neve, e poco dopo affrontiamo la parte più ripida sotto il colle, saliamo senza ramponi lungo un canale pendio leggermente svalangato che permette un ottimo grip agli scarponi. Poco dopo usciamo in cresta, che risulta pulita dalla neve e arriviamo in vetta dopo circa due ore dalla partenza giusto in tempo per ammirare il bellissimo tramonto. Temperatura molto rigida che non ci permette di fermarci troppo in vetta, scendiamo velocemente al colle e preferiamo calzare i ramponi per la discesa del tratto più ripido, la neve è molto dura e liscia sotto il colle. Giunti al pianoro togliamo i ramponi e continuando sulla neve, scendiamo con rapidità arrivando alle baite di Vioù con il buio. Bello il panorama di Aosta illuminata. Senza problemi raggiungiamo al macchina. Bellissimo il paesaggio invernale al tramonti in vetta.

Alle baite di Vioù

Inizia il tratto più ripido

Quasi in cresta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema sino a Pianfey
Lasciata l'auto sul tornante di Pianfey, si inizia con una stradina sterrata che ci conduce in una foresta molto tetra, con enormi massi ai lati, la salita è subito ripida e non molla sino al colle Pian Fenètre, permettendo così di divorare in poco tempo il dislivello del gradevole sentiero. Dal colle, dopo qualche minuto in piano abbiamo raggiunto una radura pianeggiante dove si trova la bella cappella di Sant'Anna. Qui abbiamo abbandonato il sentiero che conduce al colle di Poussauel e ci siamo portati in cresta, seguendo una flebile traccia siamo giunti sotto la Becca di Nona, ultimo tratto più roccioso e con le condizioni di pietre bagnate e scivolose odierne direi non facile. Da sotto la becca, si sale un canalino sulla destra della vetta, che conduce ad un intaglio, poi seguendo la breve cresta molto affilata ma con ottimi appigli si raggiunge l'omino di vetta (alcuni passi di II). Ritornati all'intaglio, e ridiscesi sotto la becca abbiamo deciso di proseguire in cresta verso il colle Poussauel per terminare il giro ad anello senza tornare indietro al colle Pian Fenètre e da li seguire il comodo sentiero. Dunque, nella prima parte di cresta aggirato le difficoltà sul lato sinistro, terreno complicato, si sale e scende tra massi, radici, alberi caduti....e tracce di neve. Poi segue un tratto più agevole e raggiunta un altra elevazione la aggiriamo sul lato destro, trovando uno spessore di neve maggiore, comunque senza ulteriori problemi raggiungiamo il colle Poussauel. Poi su comodo sentiero e tratto di asfalto ritorniamo alla macchina avendo compiuto un bel giretto.

Colle Pian Fenètre

Cappella di San Anna

L'intaglio e il tratto di cresta da superare fotografati dalla vetta.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada interpoderale aperta ai veicoli, almeno sino alla partenza sentiero n° 12
Nelle condizioni odierne tutto il percorso risulta asciutto e senza presenza di neve.
Noi abbiamo risalito tutto il canale cercando le zone dove il terreno era più stabile, senza alcun problema abbiamo raggiunto il colle. Dal colle stando il più vicino alla cresta si sale facilmente in vetta. Panorama eccezionale sul Bianco.
Da tenere presente che da quota 2500 sino in vetta non esiste alcuna traccia di passaggio, il pendio è ripido e molto poco stabile, bisogna cercare i tratti più solidi per la progressione. Dal colle sino alla vetta diventa più semplice.

Il canale da risalire

A metà canale

Ultima antecima

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sino al casotto del Trayo su bel sentiero, poi deviato a destra sulla traccia che parte subito dietro al casotto vicino cartello indicatore, a tratti esposta, (oggi sotto una leggera pioggerellina non era il massimo), una decina di stambecchi ci precedevano indicandoci la via esatta, raggiunto la cresta est e poi saliti su ripidi pendii di erba/roccette. Giunti sotto la prima punta abbiamo deviato a destra per evitare le rocce che a questa quota presentavano un fastidioso strato di ghiaccio, e causa poca visibilità abbiamo proseguito sino alla seconda punta pensando di essere sulla prima!! Sulla seconda punta trovato omino di vetta, ridiscesi e saliti alla prima punta, questa senza omini e con il vento gelido di oggi nessuna voglia di farne uno. In discesa, traverso verso sinistra e scesi al centro del vallone sotto la verticale della seconda punta sino ad incrociare il sentiero pianeggiante che riporta al casotto. Direi che se si segue anche in salita questo versante la gita si può catalogare come EE, visto che si cammina tutto su erba senza mai usare le mani. Oggi condizioni un po' al limite, parte bassa pietre bagnate e in alto ghiacciate (equilibrismi da circo per stare in piedi), in basso pioggerellina non fastidiosa, in alto nevischio ghiacciato e vento forte e gelido.

Sul traverso esposto

La seconda vetta

La prima vetta dalla seconda

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Lasciato l'auto nell'unico posteggio in zona nel villaggio di Baravex
Da Baravex su asfalto sino a Praz poi con sentiero n°17 al colle Fenètre.
Dal colle seguito la cresta, prima un po' bassi sul versante destro (salendo) per poi guadagnare il filo, si prosegue aggirando le varie difficoltà a volte a destra a volte a sinistra senza un percorso obbligato, vien facile seguire una flebile traccia di passaggio.
Poco prima dell'antecima del monte Meabé si incontra il bel sentiero che sale da Torgnon e in poco tempo si raggiunge la croce dell'antecima. Si prosegue sulla pianeggiante cresta per poi scendere ad un colletto, si aggira sulla sinistra un piccolo dosso e poi si affronta la paretina del monte Meabé puntando ad un evidente canalino che senza difficoltà ci porta in vetta. Poi si ridiscende e si prosegue in cresta senza ulteriori difficoltà. Si oltrepassa il colle Nord del Monte Meabé e poi si raggiunge la vetta della quota 2601. Qui devo aprire una parentesi: su 3 delle 4 mappe a mia disposizione viene indicato come Monte Miracolo, su quella ufficiale del sito della regione VDA viene indicata questa quota come MONT MIRACLE, e allora sono andato a curiosare sul libro "guida dei monti d'Italia" di Gino Buscaini il quale indica la quota 2601 come Monte Miracolo, ai posteri l'ardua sentenza......
Chiudo la parentesi e proseguendo sulla cresta che ora diventa più rocciosa si raggiunge la seguente depressione, da li sceso dritto sul versante sino ad incrociare la poderale che riporta a Praz. Bella cresta panoramica, oggi tutta asciutta e perciò non incontrato difficoltà degne di nota .

Salita monte Meabé

Cresta dal Monte Miracolo

I tre metri più ripidi del Meabé

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Oggi nebbia fitta da quota 1900 sino a 2600 metri, tanto che trovato il colle Giron con ausilio del GPS. Ormai quasi convinti di rinunciare alla cresta per scarsa visibilità una improvvisa schiarita ci ha fatto cambiare idea.
Sempre presente il chiodo sul primo passo di quinto, poi saliti quasi sempre fedelmente sul filo destro della parete sino in vetta al mont Giron, incontrato qualche altro passo di quinto, fare molta attenzione a parecchie prese mobili. Vento gelido e mani ghiacciate con nebbie che andavano e venivano.
Discesa facile dal mont Giron, poi proseguito sulla cresta incontrando ancora qualche passaggio impegnativo, tenendoci preferibilmente sul lato dx perché al riparo del vento e scaldato dal sole.
In tutta la parte alpinistica usato le scarpette (senza avrei faticato parecchio in certi passaggi!!!)
Confermo che la cresta si presta a molte interpretazioni, scegliendo di volta in volta il percorso che più ci garba.
In discesa non abbiamo trovato tracce di sentiero, ne di omini, ma abbiamo puntato al centro del versante nord della Noire scendendo preferibilmente nelle zone con sassi più grossi e stabili. Causa nebbia che ci impediva una buona visuale non ci siamo fidati di scendere nella bella variante di Rocco.
Altre due vette che vedo da casa nello zaino.....ne mancano poche ormai!!!


Il tratto con chiodo

Bei passaggi

Ambiente oggi

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita effettuata senza problemi, visto che non abbiamo mai usato le mani in tutta la salita la si può catalogare come EE.
Da considerare che si risale una parete rocciosa, dove non esiste nessuna traccia di passaggio. La cresta finale è molto facile anche se molto esposta sul versante di Rhemes.
Si pensava di trovare maggiori difficoltà, in realtà si tratta di una bella camminata facendo un po' di attenzione nel tratto roccioso, panorama spaziale dalla vetta.
In questo periodo, non abbiamo trovato neve sul percorso.

Il punto in cui si abbandona il sentiero del Col Feleumaz

La via di salita sulla parete ovest

La vetta con omino nuovo fiammante

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Dopo le 9.00 divieto di salire in macchina sino al parcheggio di La Joux
Gita eseguita in giornata per la via più diretta saltando il rifugio Deffeyes, oltre il notevole dislivello c'è pure un buon sviluppo in km dovuto ai numerosi e lunghi ripiani da superare.
Saliti sul ghiacciaio al suo fronte, parte bassa senza neve, ultimi cento metri di dislivello copertura continua di neve, poi saliti al colle Doravidi senza problemi, neve e sfasciumi, dal colle seguito la facile cresta sino in vetta. Nessun segno di passaggio umano da parecchio tempo!!! Oggi nessuna cordata neppure sulla normale del Rutor, che strano!!
Vista da Aosta, bella vetta che spicca con la sua gemella cima sud sul ghiacciaio del Château Blanc.

La vetta e il percorso seguito per salirci

Ghiacciaio

Vetta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nessun problema a parte il tratto di percorso obbligato in cresta sotto antecima che non è per nulla banale , vista la poca frequentazione trovato roccia friabile ricoperta da pietrisco, bisogna procedere con molta attenzione perché appena sotto c"e un bel salto nel vuoto! Io lo indicherei come itinerario alpinistico, usato parecchio le mani in quel tratto sopratutto per la poca fiducia degli apoggi per i piedi. Cima comunque molto panoramica. Qualche omino indica la via dal lago all'inizio cresta, in salita fatto giro largo sulla destra salendo del vallone, in discesa sceso dritto per canali innevati al lago.

Itinerario parte alta

Lac Sans Fond

Vetta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ottime condizioni su tutto il percorso, incontrato Michele al Lago Lungo e proseguito insieme in vetta.
A vederlo dal lago Morto il percorso sembra ostico, in realtà molto più facile del previsto, a dirla tutta il tratto più impegnativo è il passaggio della forcella che separa le punte se si vuole proseguire sino all'estremità Sud.
Comunque l'esposizione c'è specialmente nel primo tratto di cresta.
Aggiunto qualche omino dove mancavano.
Tanti saluti a Michele con cui ho condiviso la vetta.

Lago Morto

Il traverso esposto

Curiosi

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