Nordend4612


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Posteggio della funiva a pagamento (accettati solo franchi svizzeri)
Saliti partendo da Hohsaas, stazione di arrivo della funivia da Saas Grund e pernottando al Bergrestaurnat Hohsaas.
Primo giorno senza alcuna difficoltà con arrivo in funivia al rifugio, tutti rimangono colpiti dal versante settentrionale della nostra montagna, sempre impressionante con i suoi seracchi e crepacci disseminati soprattutto nel suo centro, ovvero proprio dove noi dovremo attraversarlo.
Buon trattamento al rifugio Hohsaas, una sorta di alberghetto. Pulito, organizzato e gentili. Mangiare svizzero ma per me più che accettabile.
Nel tardo pomeriggio di sabato piove (come era previsto) e sorpresa, piove anche quando dobbiamo partire (non previsto) e così aspettiamo una buona mezz'ora prima di metterci in marcia. Partiamo oltre le 5 e percorriamo la stradina in discesa che ci porta al ghiacciaio.
Una volta legati e ramponati risaliamo velocemente il ghiacciaio, ancora ben coperto di neve residua, attraversando alcuni grossi crepacci che iniziano ad aprirsi lungo la traccia. Una volta arrivati nella parte pianeggiante ci dirigiamo verso il versante nord del Weissmies che risaliremo con percorso spettacolare tra seracchi e crepacci fino alla spalla. In questo tratto segnalo alcuni crepacci da superare non propriamente dei più facili, con alcuni salti atletici e adrenalinici oltre a un tratto (dove sono presenti le corde fisse) molto esposto e con uno spazio minimo dove mettere i piedi...occorre fare molta attenzione.
Una volta giunti sulla spalla, un grosso crepaccio taglia trasversalmente la traccia e richiede un bel passo lungo, sia in salita che in discesa. La risalita in cresta, poi, è ottimamente tracciata e arriviamo in vetta accompagnati da molte altre persone oltre che da un vento gelido.
Tanta gente proveniente dalla cresta SE, partendo dalla Almagellerhutte. Passiamo una decina di minuti in vetta a goderci il panorama molto vasto sulle alpi vallesane mentre dalla parte del Sempione e dell'Oberland è limitato da nuvolaglia in avvicinamento.
Per la discesa ci dividiamo in due gruppi, in 12 affronteremo la traversata sulla Almagellerhutte (come da programma) mentre i restanti rientreranno su Hohsaas e di lì a Saas Grund.
Di seguito riporto pertanto gli aspetti salienti di entrambe le discese:
- su Saas Grund, con il caldo le condizioni di qualche passaggio tra i seracchi e sui crepacci è diventato critico e anche il passaggio delle corde fisse, lavorato dai passaggi, è stato più ostico della salita. Riporto inoltre che un pezzo del seracco sommitale (quello che aveva determinato la chiusura della via qualche settimana fa) è crollato, fortunatamente senza conseguenze....in sintesi, questo percorso è tutt'altro che banale e sicuro, presenta dei pericoli oggettivi che bisogna considerare e valutare, specie con l'aumento delle temperature nelle ore centrali della giornata.
- in traversata su Saas Almagell, percorso tracciato nella parte alta della cresta data la buona copertura nevosa ancora presente; molta gente l'ha salita ma solo noi e due francesi l'abbiamo discesa. Non essendo presenti grandi indicazioni, ci siamo portati troppo presto sul lato sinistro (scendendo) per raggiungere il ghiacciaio e il tipo di terreno (sfasciumi di ogni dimensione) ha meritato costante attenzione per evitare di tirare giù pietre a ogni passo; consiglio di proseguire lungo la cresta più che si può, scendendo sul ghiacciaio dove la distanza dalla cresta è minore. Per il resto, il percorso è abbastanza evidente, raggiungendo lo Zwischbergenpass, la Almagellerhutte e poi Saas Almagell (la parte del colle, tuttavia, con nebbia può presentare problemi di orientamento).
Dalla Almagellerhutte (sita in una conca bellissima!) la discesa, seppur lunga è molto piacevole per l'ambiente circostante.
Salita fatta 15 anni fa con la Sucai e che ho riproposto molto volentieri, avendone un bel ricordo visto il magnifico ambiente glaciale attraversato.
Gita sociale della GEAT (Sottosezione del CAI Torino), 18 partecipanti....tutti in cima! In 12 abbiamo poi proseguito per la traversata, rientrando nel tardo pomeriggio a Saas Almagell. Tutti contenti, alcuni al loro primo 4.000 e tutti meravigliati dall'ambiente glaciale attraversato, veramente severo e impressionante.
Una grande soddisfazione per noi accompagnatori aver portato a termine questa gita, davvero una forte emozione vederci tutti in vetta!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio a Bellevue dove parte la funivia.
L'itinerario dal Refuge du Gouter è molto discusso per vari motivi ma soprattutto perchè è obbligatorio avere la prenotazione (e arrivare entro le 17, pensa la nullità della stessa) presso il rifugio per potervisi recare e per salire il Monte Bianco.
Noi abbiamo prenotato il primo giorno di apertura al pubblico delle prenotazioni e in circa 30 minuti sono stati esauriti tutti i posti per l'intera estate!
La nostra salita è iniziata da Les Houches, prendendo subito la funivia fino a Bellevue e poi con il primo trenino fino a Nid d'Aigle (molto bello!). Consiglio di partire il prima possibile, l'itinerario è lungo e se si vuole attraversare il grand couloir non a ora troppo tardi, considerando anche il limite tassativo delle 17 per il rispetto della prenotazione, bisogna partire presto.
Dall'arrivo del trenino in circa 5 ore su sentiero e tratti innevati, siamo passati nei pressi del Rifugio Tete Rousse (posto di controllo delle prenotazioni) e poi abbiamo risalito la parete sottostante al rifugio.
Quest'ultimo tratto merita particolare attenzione; l'attraversamento del grand couloir è infatti uno dei punti più pericolosi delle Alpi.
Inizio col dire che il canale mi è sembrato molto più piccolo di quanto immaginassi tuttavia, pur non essendo particolarmente ripido è veramente molto pericoloso per la caduta di sassi. Noi lo abbiamo attraversato assicurandoci al cavo di sicurezza con la corda per evitare cadute in caso si venisse colpiti da pietre, dopodichè abbiamo risalito il lungo costone roccioso (via via sempre più ripido) che porta sulla cresta dove sorge il vecchio rifugio del 1960. A fianco il grand couloir ha scaricato molto spesso mentre il costone, essendoci solamente noi in salita, non ha visto scariche; l'ultimo tratto è ripido ma ben segnato e con parecchi cavi di sicurezza che aiutano la progressione e facilitano la sicurezza (tuttavia ho visto cavi dove personalmente non li avrei messi e assenza di cavi dove invece li avrei visti bene, specie con neve o ghiaccio presente).
Arrivati al vecchio rifugio si tratta di percorrere la cresta nevosa dell'Aiguille du Gouter fino al nuovo rifugio, distante una decina di minuti dal vecchio.
Trattamento molto buono al Refuge du Gouter (altro rifugio molto discusso come quello des Ecrins) rifugio pulito e di nuova concezione, mangiare valido pur non essendo da gourmet lo abbiamo apprezzato tutti. Personalmente ho apprezzato molto i letti con i separatori, invece delle camerate con i letti tutti uniti.
Unico punto dolente è l'odore maleodorante (proveniente dallo scarico sotto il rifugio) sempre presente....ma temo che in quella posizione e a quella quota non potessero fare molto meglio. In ogni caso si può sopportare.
Prezzi cari ma quello si sa, è un rifugio richiestissimo, sulla normale al Bianco e in un posto difficilmente accessibile....ci sta che non sia propriamente economico....volendo si può risparmiare sulla colazione (16 euro) ma bisogna portarsela nello zaino....
In compenso il panorama è straordinario dalla balconata...merita già solo per quello....vedere un tramonto da lassù non si dimentica!
Notte buona (dormito con finestra aperta per le alte temperature esterne) e sveglia alle 2. Colazione e alle 3 si parte già legati e ramponati dal rifugio.
Traccia ottima sul ghiacciaio (qualche buco inizia ad affiorare) e arrivo sul Dome du Gouter (32esimo 4.000) con i primi chiarori...pausa ad ammirare uno spettacolo incredibile che merita di essere visto una volta nella vita e poi si riprende sul traccione che, dopo una leggera discesa, riprende a salire fino alla Capanna Vallot e poi su, lungo la cresta sempre più affilata e molto panoramica fino in vetta al Monte Bianco.
Quest'ultima parte di cresta non presenta difficoltà particolari e, pur essendo molto stretta in certi punti, consente di affrontare gli incroci con cordate in discesa senza particolari problemi.
Arrivo in vetta assieme a tante altre persone alle 7 del mattino circa, panorama grandioso senza una nuvola, senza vento e con una visibilità pazzesca!
Foto di rito (anche con la bandiera della GEAT - Sottosezione del Cai Torino), abbracci e poi si comincia la discesa; decidiamo di effettuare la traversata, scendendo lungo l'itinerario dei trois mont blancs che avevo fatto nel 2005.
Nulla di particolare da segnalare, è tutto molto tracciato questo itinerario, tuttavia rilevo che rispetto a 14 anni fa il tratto di discesa dal col du Mont Maudit non presenta più l'ancoraggio per le doppie; c'è una lunga traccia in traverso che porta sul versante settentrionale del Mont Maudit (evitando grandi crepacci) e poi giù a goccia d'acqua fino al Col Maudit.
Questo tratto in traverso, data la neve molle della mattinata e il ghiaccio sottostante ci ha fatto un po' penare e l'abbiamo percorso in conserva protetta (consiglio di portare delle viti da ghiaccio, cordini e il necessario per fare una sicura veloce).
Dalla spalla del Mont Blanc du Tacul discesa senza storia e rientro sotto un sole infernale all'Aiguille du Midi per prendere la funivia di rientro.
Ritorno quindi in funivia a Chamonix e di qui a casa.
Personalmente consiglio l'itinerario in traversata per poter apprezzare davvero la grandezza e la vastità del massiccio, rispetto a salire e scendere dallo stesso itinerario.
Dopo 14 anni torno sul Monte Bianco; questa volta però salgo dal classico itinerario francese del Refuge du Gouter con gli amici Paolo, Flavio e Sergio.
Arrivare in cima alla vetta più alta delle Alpi è sempre una grande soddisfazione e anche se l'avevo già provata rimane comunque emozionante compiere la salita al Monte Bianco. Panorami a perdita d'occhio e un'altra alba vista lassù che non scorderò mai.
Grandissima soddisfazione questo ritorno sul Bianco, per una via nuova peraltro (anche se non molto difficile), in compagnia di grandi compagni di tante avventure.....il mio ringraziamento va a loro per avermi coinvolto in questo loro progetto (da anni desideravano salirlo) e per avermi sopportato e supportato lungo tutto il percorso.
Un bellissimo ricordo, tra i più belli che ho della montagna, con alcune immagini che rimarranno indelebili nella mia mente.
Ora sotto con nuovi e grandi obiettivi!

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 2300
attrezzatura :: scialpinistica
Salita effettuata in giornata da Torino, raggiunto l'amico Paolo a Gravellona Toce e poi insieme alla volta del Sempione.
Uno sbattone ma ne è valsa la pena!
Arrivati al passo nella nebbia e sotto una leggera pioggerellina....attendiamo qualche minuto che smetta e poi partiamo, fiduciosi nelle previsioni di meteosuisse.
Sci spallati fino al traverso sotto l'Hubschhorn, nonostante qualche lingua di neve giunga più in basso. Superato l'ostico traverso a piedi (quasi tutto ormai privo di neve) mettiamo gli sci su bella neve primaverile. Giunti sul ghiacciaio finalmente le nubi si diradano lasciando spazio a una giornata fantastica!
Arrivati in cima sci ai piedi su ottima traccia, intorno alle 11, dal ghiacciaio in su presenza di due dita di neve fresca che non hanno ostacolato la progressione in salita.
Dalla cima panorama di prim'ordine sulle Alpi Vallesane, l'Oberland e il vicino Monte Leone (salito nel 2015).
Tanta gente, in prevalenza diretta al Monte Leone.
Discesa: sci ai piedi dalla vetta su bellissima neve che aveva mollato il giusto. Super sciata dal Breithornpass in giù...pendii perfettamente sciabili e goduriosi. Arrivati al traverso sotto l'Hubschhorn l'abbiamo superato a piedi e poi rimesso gli sci fin che si poteva su lingue di neve....ultimi 20 minuti a piedi fino alla macchina.
Gita consigliatissima ma per poco...temo che già il prossimo week-end possa non valerne più la pena, pena portage eccessivo...
Ultima gita della stagione in compagnia di Paolo per una grandissima sciata. Al Sempione in giornata non l'avevo mai fatto....comporta un'alzataccia ma si può fare...post gita con bagno nel Lago di Mergozzo per ritemprarsi e suggellare l'inizio dell'estate...ora si passa all'alpinismo!
Buone gite a tutti.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: ventata
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
Gita grandiosa per l'ambiente in cui si svolge e il panorama circostante, specie dalla cima dove si può godere della vista sul magnifico Weisshorn, per me la montagna più bella delle Alpi.
Saliti da Zinal il 30/4 per pernottare alla Cabane du Tracuit, raggiunta con lungo percorso dopo circa 6 ore.
Per salire abbiamo seguito l'itinerario primaverile. Su quest'ultimo, viste le numerose relazioni che riportano di errori e di passaggi dalla Cabane d'Arpitettaz, segnalo che dal piazzale dove si lascia l'auto occorre seguire le indicazioni per la
Cabane du Petite Mountet e il fondovalle; una volta superato il ponte e raggiunta la borgata di Le Vichiesso, proprio all'ingresso del Vallone d'Arpitettaz, occorre voltare decisamente a sinistra seguendo le indicazioni per il Roc de la Vache che si supera sulla destra tramite un colletto che con lungo traverso discendente porta nell'ampio vallone sotto il Col du Tracuit, ricongiungendosi con l'itinerario estivo e portando con un ultimo ripido pendio alla Cabane du Tracuit.
Percorso del primo giorno molto lungo, circa 13 km e con dislivello importante (1600 metri); da valutare la fattibilità con scarsa visibilità.
Dal Rifugio ottima traccia fino alla sella che divide la Pointe Burnaby dalla vetta del Bishorn, dove si lasciano gli sci. Di qui, anche senza ramponi (qualche tratto di ghiaccio è comunque presente), si arriva in cima per comoda e tracciata crestina.
Panorama grandioso su tantissimi 4000 delle alpi, con il Weisshorn e la sua cresta nord a dominare la scena.
Note tecniche: usati i coltelli nel pendio finale sotto la Cabane du Tracuit, non strettamente indispensabili ma comunque utili; per il resto ottima traccia e qualche gava e buta nella parte bassa prima di trovare la neve continua dal colletto nei pressi del Roc de la Vache.
Discesa: pendio finale del bishorn con neve ventata, sempre portante e ben sciabile ma nella parte mediana sono presenti alcuni sastrugi da vento che rendono meno godibile la sciata.
Parte bassa del ghiacciaio e primi pendii sotto il rifugio con crosta, spesso non portante ma comunque sciabile, che lascia spazio intorno ai 2900 metri a una bella primaverile morbida molto divertente.
In discesa abbiamo seguito, vedendo diversa gente salire da quel percorso, l'itinerario estivo che permette di arrivare con un lungo ed esposto traverso su bastionate rocciose proprio sulla verticale del parcheggio dove si lascia l'auto.
Con un po' di intuizione del percorso tra lingue di neve e alberi si arriva sciando a circa 2000 metri e poi a piedi, su sentiero, alla macchina.
E' un percorso da valutare bene, la rifugista ce l'ha sconsigliato e devo dire che con neve dura o con i pendii carichi anche io avrei evitato vista l'esposizione sulle bastionate rocciose sottostanti, ieri era possibile farlo con qualche attenzione nel traversare.
Gita ancora fattibile ma non per molto, soprattutto dovendo scegliere se salire dall'itinerario primaverile con circa due ore di portage o dall'itinerario estivo, più diretto ma più complesso ed esposto nella parte bassa.
Salita effettuata in compagnia degli amici Flavio, Paolo, Guillaume e Franca...tutti in vetta in una giornata fantastica!
Una gran compagnia per un bel 4000 sciistico!
Un saluto a Nicolaj e al suo gruppo che credo di aver conosciuto il primo giorno in salita.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: provocato fratture al manto
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Confermo le relazioni precedenti, anche se dopo le precipitazioni di questi giorni le condizioni cambieranno nuovamente.
Salita effettuata in giornata. Innevamento buono, circa 15/20 minuti di portage poi neve continua.
Presente una brezza gelida che ha mantenuto dura la neve (specie nella parte alta) e che ha richiesto l'uso dei coltelli nei traversi più ripidi.
Seguita la traccia che passa nei pressi del rifugio e poi traversa su ampi pendii fino al canalino nei pressi della vetta; sconsiglio nella parte bassa di prendere il canale diretto che porta ai pendii finali utilizzato da alcuni di noi (ripido e con neve pessima).
Canalino finale tracciato con belle peste (necessari picca e ramponi), spostandosi da esse presente ghiaccio, meglio seguirle. Panorama dalla vetta nullo causa nuvolaglia; effettuate salita e discesa del canalino con picca e ramponi, dopodichè discesa in sci su ampi pendii di neve dura più o meno portante ma ben sciabile.
Qualche tratto con polvere recente e altri molto lavorati dai passaggi nelle strettoie; sotto il rifugio splendida neve primaverile molto divertente...attenzione però, dato il rialzo termico delle ore più calde, è capitato che nella parte bassa (sopra il bosco) si siano originate delle slavine di modeste dimensioni al passaggio del singolo sciatore, occorre fare attenzione.
Si arriva fin quasi alla macchina con qualche gava e buta.
Dopo tanti anni torno sul Rutor ma questa volta con gli sci. Salita impegnativa in giornata ma sempre bella e varia, peccato per la nuvolaglia che ha oscurato la vista e il panorama nella parte finale.
Grandissima avventura condivisa con Mauro, Franca, Paolo, Gianluca e Michele (per la prima volta con la splitboard!).
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Si arriva su sterrato buono intorno a 1.800 metri
quota neve m :: 1900
attrezzatura :: scialpinistica
Una montagna che non conoscevo e un angolo della Val Maira (proprio al fondo) dove non ero mai stato....aggiungiamoci un'ottima neve primaverile e ne viene fuori un'ottima gita!
Partiti per il Ciaslaras su ottimo suggerimento del gestore del Campo Base, abbiamo risalito la lunga strada sterrata con la macchina fino a dove cominciava la neve (intorno a 1.800 metri circa). Portage di 10 minuti circa prima di trovare neve continua e poi ottima traccia fino al colletto del Ciaslaras (pendio finale risalito coi coltelli dato qualche tratto con fondo ghiacciato).
Dal colle si lasciano gli sci per assenza di neve e si raggiunge la vetta a piedi; panorama grandioso sulle vette dell'Alta Val Maira ma allo stesso tempo desolante data la scarsità di neve...
Discesa: effettuata a ora tarda, dal colle siamo scesi sci ai piedi su un pendio sostenuto ma non ripidissimo. La bella neve primaverile aveva mollato parecchio e tutti ci siamo goduti la sciata. Peccato per la parte finale della discesa dal pianoro in giù dove i pendii erano in ombra e sembrava di sciare sulla pietra.
Salvate le gambe nell'ultimo tratto innevato tra le pietre, siamo arrivati comodamente alla macchina.
Se volete ripeterla consiglio di partire molto presto date le temperature di questo periodo; la neve (primaverile) è ottima e piacevole da sciare.

Gita sociale della GEAT effettuata in sostituzione della sociale al Monte Bego prevista tra due settimane ma non effettuabile causa mancanza di neve; 11 partecipanti di cui 2 con le ciaspole. Tutti contenti per la bellissima giornata e l'ambiente incontrato.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Itinerario splendido, percorso nel 2007 con le racchette, non mi ha deluso neanche questa volta. Il vallone adducente al col de Chaude Maison è veramente bello da risalire (su ottima traccia) e una volta al colle il panorama si allarga anche sulla cresta di confine con l'Italia.
Dal colle siamo saliti fino all'anticima su buona traccia, talvolta lavorata e su neve dura; personalmente non ho messo i coltelli in questo tratto, utilizzandoli invece per maggior sicurezza nel tratto dall'anticima alla cima vera e propria che si raggiunge sci ai piedi fino a pochi metri dalla vetta.
Panorama molto vasto in una giornata dal meteo eccellente.
Discesa: neve in rapida trasformazione e via via più umida scendendo di quota; nella parte alta fare attenzione a qualche roccia affiorante mentre nel vallone sotto il colle, stando sul lato destro (scendendo si trova la neve migliore). Giunti all'inizio del bosco abbiamo percorso il canale a sinistra (scendendo) fino alla pista da fondo (ottimamente battuta). Tramite questa alle auto.
Gita sociale della GEAT (Sottosezione del CAI Torino), 25 partecipanti tra sciatori e ciapsolari, 12 in punta mentre i restanti si sono fermati al col de Chaude Maison.
Questa volta in bus, con tanto di rinfresco a fine gita...un'ottima organizzazione da parte di Paolo che ringrazio.
Tutti contenti!
Un saluto a Marmotta, compagno di gita.

Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nessun problema
Neve dal parcheggio, durissima e con qualche tratto ghiacciato lungo le rampe iniziali della strada. Arrivati sulla dorsale, neve continua sulla strada e attorno molto rada. Pendio finale sotto la cima unico tratto con neve continua mentre la cresta finale presenta qualche tratto innevato duro ma ben tracciato (occorre comunque fare attenzione data l'esposizione sui due versanti).
Panorama notturno affascinante.
Discesa per la via di salita.
Gita sociale della GEAT (sottosezione del CAI Torino) in notturna, 13 partecipanti.
L'idea da programma era di fare due gruppi, uno con gli sci e uno con le racchette; lo scarso innevamento ha fatto sì che si formasse un solo gruppo che ha fatto la salita con racchette, ramponi o anche solo con gli scarponi (il sottoscritto).
Bel giro in notturna con la luna piena, peccato per lo scarso innevamento, mi sarebbe piaciuto usare gli sci ma quest'anno dobbiamo avere pazienza e rimandare ad anni migliori dal punto di vista dell'innevamento.
Tutti i partecipanti alla gita erano soddisfatti comunque.
Buone gite a tutti!
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: Per salire da Sodani necessarie termiche o 4 stagioni
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Purtroppo carico la gita solo ora. Salita infrasettimanale su un gran bel Cugulet (salito nel 2010 con le racchette); tanta neve recente e traccia già presente che abbiamo in parte ribattuto. Nella parte bassa tenere presente i pali della seggiovia come riferimento, specie con scarsa visibilità.
Arrivati in punta sotto un cielo plumbeo che non ha pregiudicato la visibilità nè il panorama, ci ha accolto una brezza gelida, invitandoci ad accelerare i preparativi per la discesa.
Discesa: neve da urlo sui pendii sommitali e le prime vallette sottostanti, autentica farina 00, leggermente pesante in alcuni punti ma sempre sciabilissima e molto divertente.
Parte del bosco con neve pesante e un po' di sano ravanage tra rami e arbusti. Arrivati alle piste, tappa obbligatoria al rifugio Meire Garneri (ottimo trattamento) e poi discesa sulle piste per maggiore velocità, con tratto finale di nuovo su farina leggera molto divertente dalle baite in giù.
Gran bella gita e condizioni ottime, molto consigliata...anche se temo che in questo week-end gli spazi vergini inizino a latitare.
Bellissima uscita infrasettimanale in compagnia di Sergio, Andrea, Frank e Osvaldo...tutti contenti e soddisfatti.
Buone discese a tutti!
Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
note su accesso stradale :: Ok fino a Thures, per Rhuilles tratti di ghiaccio vivo lungo la strada
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Lasciate le auto a Thures e percorsa a piedi la stradina che porta a Rhuilles (tratti di ghiaccio vivo sulla strada, occorre fare attenzione), dove si possono calzare gli sci dal ponte. Neve ce n'è poca ma, seppur dura, è continua. Con qualche tratto dove serve lavorare di lamina (rampant fortemente consigliati) si arriva alle grange Chabaud e di qui, su ottima traccia fino a 30 metri sotto la punta dove manca la neve. Panorama ottimo su una valle che amo molto.
Discesa: difficile dire i tipi di neve...si incontrano tutte le tipologie possibili; volendo fare qualche precisazione la pala finale presenta una crosta da vento con numerose tracce rigelate, noi siamo scesi sul pendio verso la Dormillouse, meno tracciato e con neve più regolare, dopodichè tratti ventati e crostosi, più o meno portanti. Dai canalini in giù neve dura, tavolta durissima con gli ultimi metri prima del ponte dove si cercano di salvare gambe e solette. La strada, tutto sommato è ancora ben innevata, tranne qualche passaggio nel bosco nel quale occorre fare attenzione.
Gita sociale della GEAT - Sottosezione del Cai Torino, la prima dell'anno e solo noi su questo itinerario.
Ero preparato al peggio, invece sia la salita che la discesa sono stati tutto sommato piacevoli. Bel gruppo, compatto sia in salita che in discesa (con tre ciaspolari che ci hanno accompagnato).
In questo periodo di magra bisogna accontentarsi purtroppo...speriamo nevichi al più presto...e che non mollino le temperature!
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Tutte le sue gite

  • Weissmies Via Normale da Saas Grund (21/07/19)
    Bianco (Monte) Via Normale dal Refuge du Gouter (30/06/19)
    Breithorn dal Passo del Sempione (16/06/19)
    Bishorn da Zinal (01/05/19)
    Rutor (Testa del) da Bonne (20/04/19)
    Ciaslaras (Monte) da Chiappera (16/03/19)
    Turge de la Suffie da le Laus (23/02/19)
    Aquila (Punta dell') e Cugno dell'Alpet da Alpe Colombino (15/02/19)
    Cugulet (Monte) da Sodani (07/02/19)
    Dorlier (Cima) da Thures (13/01/19)
    Carail (Croix) da Nevache par le Bois Noir (16/12/18)
    Giassiez (Monte) o Giassez da Thures (07/12/18)
    Ecrins (Barre des) Via Normale da Pré de Madame Carle (29/07/18)
    Grande Aiguille Rousse dal Lago del Serrù per il Colle della Vacca (08/07/18)
    Alphubel dalla Täschhütte (27/06/18)
    Tsa (Tour de la) da Chamen, versante NE (01/06/18)
    Almiane (Punta di) dal Ponte d'Almiane (26/05/18)
    Furggen (Cima del) o Tète de la Forclaz da Cervinia (22/04/18)
    Vallee Blanche (02/04/18)
    Arp Vieille (Mont) da Bonne (14/03/18)
    Lusignetto (Punta) da Ala di Stura (03/03/18)
    Bisalta o Besimauda (Monte) da Pradeboni (11/02/18)
    Grum (Monte) da San Giacomo (20/01/18)
    Liste (Cima delle) o Punta Gardetta da Indritti (17/12/17)
    Aigle (Pitre de l') da Traverses (09/12/17)
    Polluce Cresta SO (29/08/17)
    Zumstein (Punta) Via Normale da Indren (23/07/17)
    Coin (Testa del) dal Ponte d'Almiane (02/06/17)
    Gran Paradiso da Pont Valsavarenche per il Rifugio Vittorio Emanuele II (07/05/17)
    Thabor (Monte) dalla Valle Stretta (15/04/17)
    Entrelor (Cima di) da Bruil (31/03/17)
    Galibier (Pic Blanc du) dalla strada del Col du Lautaret (12/03/17)
    Flassin (Mont) da Parcheggio Flassin (15/02/17)
    Saurel (Cima) da Bousson (15/01/17)
    Sea Bianca (Punta) da Pian della Regina (18/12/16)
    Giassiez (Monte) o Giassez da Thures (03/12/16)
    Dufour (Punta) o Dufourspitze Via Normale della Cresta Ovest (17/08/16)
    Miage (Domes de) traversata est-ovest (17/07/16)
    Ramière (Punta) o Bric Froid dalla Valle Argentera (20/05/16)
    Costazza (Bec) dalla strada per Dondena (26/04/16)
    Grand Etret (Testa del) da Pont Valsavarenche (26/03/16)
    Ciarm del Prete da Tornetti (06/03/16)
    Valletta (Punta) da Cerisey (21/02/16)
    Bosco (Cima del) da Thures (17/01/16)
    Roccia Nera, Gemello e Breithorn Orientale da Plateau Rosa (26/07/15)
    Leone (Monte) dal Passo del Sempione (24/05/15)
    Terra Nera (Monte) da Rhuilles (06/05/15)
    Sommeiller (Punta) da Grange della Valle (21/04/15)
    Cervet (Monte) da Lausetto (01/04/15)
    Ruissas (Monte) da Lausetto (08/03/15)
    Marmottere (Monte) da Tornetti (01/03/15)
    Giobert (Monte) da Preit (31/01/15)
    Cervetto (Testa di) da Meire Bigorie (06/01/15)
    Pierre (Pointe de la) da Ozein (05/02/12)
    Boscasso (Bric) da Chialvetta (12/12/10)
    Bo Valsesiano (Monte) da Rassa (04/12/10)
    Sant'Orso (Torre di) Via Normale da Valnontey (04/07/10)
    Abisso (Rocca dell') da Colle di Tenda (13/06/10)
    Lamet (Pointe du) da Plan des Fontainettes (04/06/10)
    Entrelor (Cima di) da Bruil (10/04/10)
    Faraut (Monte) da Sant'Anna (28/03/10)
    Resy (Palon di) da Saint Jaques (06/03/10)
    Cugulet (Monte) da Sodani (07/02/10)
    Selleries (Rifugio) da Pra Catinat (24/01/10)
    Lion (Monte) da Fondo (17/01/10)
    Sea Bianca (Punta) da Pian della Regina (02/01/10)
    Montestrutto (Falesia di) (21/11/09)
    Pagliaio (Picchi del) Traversata Accademica (06/11/09)
    Sbarua (Rocca) via Gervasutti-Ronco (24/10/09)
    Asgelas (Punta dell') o du Lac Gelè da Dondena , anello per Il Monte Rascias e Lago Miserin (11/10/09)
    Tresenta (la) da Pont Valsavarenche (13/09/09)
    Giordani (Punta) Via Normale da Indren (06/08/09)
    Parrot (Punta), Ludwigshohe, Corno Nero, Piramide Vincent Traversata da Indren (12/07/09)
    Neige des Ecrins (Dome de) Via Normale da Pre de Madame Carle (14/06/09)
    Sassa (Col de la) da Chamen (24/05/09)
    Grand Etret (Testa del) da Pont Valsavarenche (03/05/09)
    Breithorn Occidentale e Centrale Traversata da Plateau Rosa (25/04/09)
    Palit (Punta) da ex impianti Palit (04/04/09)
    Ostanetta (Punta) e Punta dal Razil o Rumelletta da Ostana, anello per Punta Selassa (15/03/09)
    Vaccarezza (Monte) e Cima dell'Angiolino da Branco, anello (22/02/09)
    Colombano (Monte) dal Ponte del Dazio (25/01/09)
    Serrù (Diga del) da Chiapili di Sopra (11/01/09)
    Vallone (Cima del) da strada Quincinetto - Scalaro (04/01/09)
    Monch Via Normale dallo Jungfraujoch (27/07/08)
    Vincent (Piramide) e Balmenhorn Via Normale da Indren (20/07/08)
    Musiné (Monte) da Caselette (14/06/08)
    Tre Denti di Cumiana da Picchi, anello (01/06/08)
    Nera (Rocca) da Crissolo (09/03/08)
    Dormillouse (Cima) da Thures (24/02/08)
    Ros (Mont) da Mont Blanc (03/02/08)
    Aquila (Punta dell') dall'Alpe Colombino (27/01/08)
    Aquila (Punta dell') dall'Alpe Colombino (19/01/08)
    Cialma (la) o Punta Cia da Carello (28/12/07)
    Bianca (Rocca) da Indritti (16/12/07)
    Roccia Nera - Breithorn Occidentale traversata dei Breithorn da Plateau Rosà (01/07/07)
    Argentera (Cima Sud) Via Normale per il Rifugio Remondino (17/06/07)
    Niblè (Monte) Via Normale da Grange della Valle, anello per il Rifugio Vaccarone (29/04/07)
    Malamot (Monte) o Pointe Droset da Piano San Nicolao (22/04/07)
    Pintas (Monte) dalla Fontana della Batteria (06/04/07)
    Turge de la Suffie da le Laus (18/03/07)
    Marchisa (Rocca la) da Sant'Anna (11/03/07)
    Tantané (Monte) da Artaz (18/02/07)
    Cialma (la) o Punta Cia da Carello (17/12/06)
    Torchè (Becca) Cresta NO (05/11/06)
    Bishorn e Pointe Burnaby Via Normale da Zinal (30/07/06)
    Herens (Dent d') Cresta Tiefenmatten (02/07/06)
    Aletschhorn Via Normale dal Mittelaletschbiwak (03/06/06)
    Barone di Coggiola (Monte) da le Piane, anello per la Spelonca e Bocchetta Foscale (21/05/06)
    Vergia (Punta) da Rodoretto (07/05/06)
    Allalinhorn Via Normale dal Mittelallalin (24/04/06)
    Strahlhorn Via normale dalla Britanniahutte (23/04/06)
    Ciantiplagna (Cima) da Frais per il Colle delle Vallette (10/04/06)
    Ciarmetta (Monte), sella SE da Lausetto (12/02/06)
    Vandalino (Monte) da Ponte Barfè per il versante Nord (05/02/06)
    Bosco (Cima del) da Thures (11/12/05)
    Breithorn Occidentale Via Normale da Plateau Rosà (30/10/05)
    Mars (Monte) Cresta Carisey SSO (19/09/05)
    By (Grande Tete de) via Normale da Glacier per il Rifugio Chiarella (24/07/05)
    Sonadon (Mont) da Glacier, via normale dal Col du Sonadon (24/07/05)
    Grand Combin Spalla Isler (24/07/05)
    Bianco (Monte) Via Normale dal Refuge des Cosmiques per il Col du Maudit (19/06/05)
    Dolent (Mont) da Arnouva, Via Normale (12/06/05)
    Pelvo d'Elva Couloir Est (22/05/05)
    Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II (15/05/05)
    Soardi-Fassero (Bivacco) da Forno Alpi Graie (07/05/05)
    Nel (Colle di) da Chiapili di Sotto (10/04/05)