MaurizioDallaChiesa


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Premessa..
La “Sbarua Centrale” (il cui scudo centrale delle "Placche Gialle" è davvero impressionante..), vista da sotto sembra un “Capitan” in miniatura a tutti gli effetti.. ed una via che riesca a salirne la mitica parete , è già di per sé garanzia di bellezza e di notevole esposizione..
La particolarità di questo tracciato è che affronta la salita sfruttando i punti deboli della parete mantenendosi costantemente sul 6a con alcuni passi anche più duri aggirando/evitando (con dei significativi traversi) i tratti verticali/strampiombanti più compatti in cui le difficoltà si aggirano costantemente sul 7a/7a+..
vedi ad esempio il 2° tiro (7a+) della “Via dei Fratelli” che parte da S1 di “Febbre Gialla” (avendone la sosta 1 in comune) o l’uscita della via “Tetti a Emme” (7a) che, da S5 di “Febbre Gialla”, potrebbe essere erroneamente interpretata come lunghezza finale più logica su cui proseguire (come è successo a noi costringendoci successivamente a tornare sui nostri passi e ad uscire verso dx sull’ultimo tiro in comune con la via de ”L’Armandone”).

La spittatura è ottima e abbondante (realizzata probabilmente dal basso visto la distanza ravvicinata in molti tratti) rendendo la via oggettivamente NON pericolosa.
Il materiale (spit FIXE) è in buono stato nonostante si tratti di acciaio normale (NON inox) datato 2005..

Ci sono però alcune considerazioni che vorrei fare riguardo la valutazione dell’ obbligatorio molto basso menzionato nella relazione iniziale..

Premetto che non avevamo con noi lungoni-anti panic, staffe o ammennicoli vari che potessero favorire o permetterci una progressione in A0 e, come tutti sanno, per determinare un grado massimo “obbligatorio”, bisognerebbe prima di tutto identificare tutti i tratti in cui, in base alla distanza (ravvicinata) degli ancoraggi fissi presenti in via, sarebbe possibile progredire in A0 (annullando di fatto le difficoltà scalatorie).
Per progressione in A0 si intende che tenendosi con una mano al rinvio sottostante, con l’altra mano si possa rinviare l’ancoraggio successivo trazionandolo a sua volta per progredire ulteriormente..
Quando, data la maggiore distanza fra i due ancoraggi tale pratica non è più fattibile e, per progredire è necessario arrampicare almeno per un tratto in libera (mani e piedi su roccia fra un ancoraggio e il successivo che può essere raggiunto solo scalando..), si definisce di fatto il limite massimo di difficoltà che si deve "obbligatoriamente" superare arrampicando in libera nel tratto più difficile della via in cui NON sia possibile progredire in A0..
In base a questo metodo valutativo universalmente riconosciuto (ma che a volte è bene ricordare per fare chiarezza..) in alcuni tratti di questa via, il grado [5a obbligatorio] ci è sembrato alquanto sottostimato!

Mi riferisco in particolare alla prima parte del 5° tiro: muretto iniziale +traverso sulla soprastante placca per raggiungere il fessurone sulla sx+prima parte fessurone (inizialmente sporco) in cui le difficoltà sono secondo noi risultate superiori a quelle riscontrate in L3 nel traverso a dx sotto il tetto (dove, anche se si tratta di pochi passi, se fatti onestamente in libera il 6a+ c'è tutto!).
Idem per quanto riguarda la prima parte del 6° tiro (diedro svaso lichenato a dx della pianta fino a mettere i piedi sulla placca superiore) dove, anche lì, secondo noi, le difficoltà sono risultate superiori a quelle riscontrate in L3 e forse anche ad L5.
In tutti questi tratti, sebbene la spittatura possa ritenersi ravvicinata ed ultra sicura (tipo falesia), obbliga comunque a fare almeno un passo in libera (mani e piedi su roccia) prima di raggiungere lo spit successivo con cui proteggersi, quindi, senza regalare nulla a nessuno, direi che il 6a obbligatorio c’è tutto!

Se poi la salita viene effettuata esclusivamente ed eticamente in libera come ha fatto Marco (Bestia) che da 1° non ha nemmeno "sfiorato" per sbaglio i rinvii mentre passava dentro le corde.. (evitando resting ed altre facilitazioni..) il tutto potrebbe diventare ancora più emozionante.. e, dato che come detto prima in L3 il 6a+ c’è tutto ed i passaggi di cui sopra, se affrontati completamente in libera, sono anche più duri, la difficoltà massima della via (salita in modo etico) potrebbe risultare superiore al 6a+.. .

Ritornando all'obbligatorio dichiarato.. un climber che in falesia sale il 5a e non oltre.. su questa via farebbe solo pochi metri all’ inizio (rinviando con difficoltà già il primo spit) per poi tornare indietro..

Protezioni molto ravvicinate che comunque non permettono di azzerare completamente i passaggi devono essere viste come un plus (la sicurezza nel nostro sport non è mai troppa..) e non certo come una caratteristica sminuente..
Se, come mi è parso di leggere in qualche precedente relazione, qualcuno desiderava una spittatura più lunga.. poteva rinviare uno spit si e uno no.. rendendo di fatto molto più emozionante la salita (sul primo tiro, dal 3° spit in poi, è possibile farlo abbastanza agevolmente..).

Nel complesso una bella via che consiglio a chiunque salga (realmente) il 6a in falesia.. su una parete esteticamente notevole e con un’esposizione che si “sente”, aumentandone il piacere durante la percorrenza..


L'imponente parete della Sbarua Centrale con al centro lo scudo delle 'Placche Gialle' vista dal rifugio Melano..

Livio e Marco su L1..

Livio alle prese con L1..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Attività manutentiva & altro..

Aggiunto spit nella seconda parte di L1 nella fascia strapiombante dopo lo sperone centrale per proteggere il tratto difficile di 6a+ che rimane comunque obbligatorio. In passato questo tratto presentava una chiodatura eccessivamente lunga tale da indurre il primo di cordata ad aggirarlo sulla sx salendo facili rocce (evitando così la serie di passi più impegnativi) ritornando poi sulla dx più in alto per rinviare lo spit successivo e riallinearsi con la linea di salita.. La precedente spittatura che non permetteva di "osare" (rischio impatto con cengia sottostante in caso di volo), rendeva solo il tiro meno interessante..

Protetto il tratto di trasferimento inizialmente molto esposto (traverso a sx su cengia posta a 40 mt. dalla base del Roc..) fra S1 e l'attacco di L2. Aggiunto spit nello spigolo che si aggira sulla sx dopo S1 (vedi foto allegata), per andare a reperire l'attacco di L2 sul muro appoggiato che si trova di fronte dopo un breve tratto di trasferimento..

Aggiunto spit + maillon di servizio alla base di L2 (vedi foto allegata) per assicurare il compagno di cordata mentre affronta il tratto di trasferimento (inizialmente molto esposto) e per ancorarsi mentre si assicura il primo di cordata nel tratto successivo..

Rispetto alla versione iniziale, aggiunti 4 spit su L2 per superare la pancia leggermente aggettante oltre la terrazza erbosa sopra il grande avancorpo basale e una sosta S2 su catena, (vedi foto allegata) sulla stessa cengia dove termina L2 di 'Giochi di Primavera' (una decina di mt. a dx rispetto alla sosta di quest'ultima).


Roc du Preve sullo sfondo e le indicazioni per il sentiero di accesso che da B.ta Grangetta (alle mie spalle) porta a B.ta Bustera, il gruppo di case più in alto visibile in foto..

Il tracciato della via comprensivo del tratto superiore in cui si sviluppano le prime due lunghezze di Genesi Atto Finale

Le placche basali dove attaccano Unione delle Forze (in prossimità della targa commemorativa in marmo bianco) e Genesi dello Spettacolo..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
In concomitanza della chiodatura della nuova via "Genesi Atto Finale" che riprende l'ex 5° tiro dismesso di "Giochi di Primavera", è stata rivista anche la chiodatura della parte terminale del 5° tiro attuale (dalla sosta allestita per le doppie in poi..), con l'intento di rendere le due lunghezze completamente indipendenti fra loro.
L'intersezione delle due vie avviene ora nel breve tratto di trasferimento su rocce piatte al disopra dell'avancorpo in cui è possibile muoversi senza proteggersi e, nel caso dovessero trovarsi due cordate in quel tratto, non vi sarebbe alcun problema con le corde poiché, provenendo da "Giochi di Primavera", si percorre tutta la sommità piatta dell'avancorpo fino alla sosta di progressione S5 posizionata sulla dx sotto il grande diedro obliquo (2 spit disgiunti + maillon) mentre chi proviene da "Genesi Atto Finale" si ferma subito dopo aver salito il muro dell'avancorpo sulla dx (vedi foto), sedendosi sulla sommità piatta in una posizione assolutamente comoda e panoramica (con le gambe a penzoloni nel muro e il viso rivolto a valle..) dalla quale, ancorandosi a due spit (anch'essi posizionati sulla sommità piatta a fianco di chi si siede..), è possibile assicurare i compagni di cordata con il reverso in vita senza alcun problema.
In tal modo, un'eventuale cordata proveniente da "Genesi Atto Finale" si fermerebbe prima di incrociare le corde con chi proviene da "Giochi di Primavera" per poi trasferirsi solo in seguito, senza l'ausilio delle corde, verso l'attacco del 2° tiro di "Genesi Atto Finale" posizionato a sx della sommità piatta dell'avancorpo.. (1 spit alla base per ancorarsi).

Rimosso il cordone inutile lasciato nello spit sotto il passaggio chiave di L6.. Il passaggio non è azzerabile e va affrontato e superato in libera!

Tracciato new L5 di 'Giochi di Primavera' & L1 di 'Genesi Atto Finale' che attacca dalla sosta conclusiva (S2) della Elogio a Manno. Le due lunghezze si intersecano solo nel tratto di trasferimento sulla sommità piatta dell'avancorpo..

Dettaglio della nuova spittatura nella parte alta del 5° tiro, dalla sosta intermedia in poi.. Il tratteggio bianco indica il trasferimento sulla sommità piatta dell'avancorpo per raggiungere S5 sulla dx alla base del grande diedro obliquo/tetto..

Intersezione delle vie al termine del 5° tiro (new) di 'Giochi di Primavera' e del 1° tiro di 'Genesi Atto Finale'. L'intersezione avviene nel tratto di trasferimento in comune ad entrambi i tiri sulla sommità piatta dell'avancorpo..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
..era da 28 anni che volevo dare un senso logico a questo tratto della via dato che la parete ci aveva in qualche modo costretto a realizzare un 5° tiro fuori dalla linea ideale di salita ed un tiro successivo troppo breve per essere ritenuto tale..
Ai tempi dell'apertura della via, non avendo ritenuto possibile superare in libera il tetto posto direttamente sopra S4, per non banalizzare le difficoltà aggirandolo sulla sx salendo un tratto facile fino alla grande cengia successiva, avevamo preferito proseguire sulla dx spostandoci molto al di là della linea logica di salita, risalendo facili rocce accatastate (vedi 2a foto sottostante) che ci avrebbero permesso di salire al disopra dello sperone sporgente superando il tetto che in quel tratto presentava un punto debole..
Grazie all' intuizione di Andrea Garello è stato possibile attrezzare il nuovo tiro che supera brillantemente il tetto direttamente sopra S4 dando continuità logica alla via.
Il nuovo 5° tiro è stato protetto con 6 spit fino alla sosta allestita per le discese in doppia (visibile in foto) ma, anziché terminare su di essa, si procede oltre (rinviando la sosta stessa) e due successivi spit, fino alla sosta di progressione posizionata sulla dx oltre la cima piatta dell'avancorpo, sotto il grande diedro obliquo/tetto (allestita con due spit disgiunti e un maillon utile nel caso scendendo in doppia non ci sia abbastanza corda per arrivare alla cengia sottostante oltre il canalone erboso dove è posizionata la catena di calata rinviata in precedenza..).
Il nuovo 5° tiro presenta uno sviluppo complessivo di 35 mt. ed un totale di 9 rinvii di progressione (+ l'eventuale rinvio dello spit superiore di sosta..).


Il nuovo L5, anziché spostarsi sulla dx, supera direttamente il tetto al disopra di sosta 4 (nel cerchio rosso il 5° spit sul cambio di pendenza). E' presente ancora uno spit (non visibile in foto) da qui alla sosta S4 sottostante..

Il precedente L5 passava tutto sulla dx risalendo una serie di facili rocce accatastate (vedi neve sopra..) che permettevano di salire al disopra dello sperone sporgente e proseguire oltre.. Ovviamente il 5° tiro (old) non verrà dismesso..

il nuovo L5 non termina in prossimità della sosta allestita per le doppie (qui in foto: Raumer inox doppio anello di calata) come succedeva in precedenza, ma prosegue aggirando l'avancorpo sulla sx fino a giungere sulla sosta S5 di progressione...

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sempre con Marco, abbiamo attrezzato e salito il "Muro di Aton", la variante dura al primo tiro della via "Ombre Rosse".
Muro bellissimo verticale/strapiombante con roccia strepitosa in cui è necessaria un'arrampicata di forza ed equilibrio allo stesso tempo.. E' importante riuscire a riposare le braccia per superare i 15 metri senza soluzione di continuità sulle massime difficoltà..
Serata bellissima, in cui la parte alte della struttura ci ha ricordato il perché di questo nome..

Ombre rosse alla sera sulla parte sommitale della struttura..

Alle prese con il Muro di Aton nella prima parte..

il muro si mantiene in modo continuativo sulle stesse difficoltà (6b) per una 15ina di metri.. poi, negli ultimi 5 mt. prima di arrivare in catena le difficoltà si attenuano attestandosi sul 5b prima di proseguire sulla sx verso L1 di Ombre rosse..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Prima salita con Marco, il mio compagno di avventure verticali e apritore, insieme al sottoscritto, di nuove vie.
E' sempre emozionante percorrere una nuova via appena attrezzata.
Il 3° ed ultimo tiro regala sensazioni intense..

Targa su base naturale.. all'attacco della via in prossimità dello spigolo basale sx dello sperone

La parete ovest dello sperone della Sfinge su cui sale Ombre Rosse

Il muro finale su cui sale L3 visto dalla sommità del canale che divide lo Sperone della Sfinge da quello dell'Aquila..

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note su accesso stradale :: Percorribile in auto (preferibilmete alta) fino al rifugio Selleries, di cui gli uitimi 2 km sconnessi.
Mi permetto di dare alcuni consigli:

1) mettere in conto un avvicinamento dal rifugio di 2,5 ore per non arrivare con le gambe sderenate (possibili crampi) all'attacco della parete;

2) attaccare la via non prima delle 11:00 11:30 poiché il primo tiro è completamente all'ombra e la roccia è fredda al punto tale da arrivare con le dita insensibili in S1 (a noi è successo attaccando alle 11:30);

3) avere nelle mani e soprattutto nella testa i gradi dichiarati!. Ad esempio il 7° tiro di 35 mt. (5b/5c) è protetto da un solo spit e due cordoni, di cui uno completamente marcio che è meglio non sfiorare nemmeno con gli occhi.. Ci si può quindi ritrovare ad arrampicare su queste difficoltà con lo spit 15 mt. più in basso..;

4) una volta usciti dalla via non è finita! Scendere con una serie di doppie, data la conformazione della parete e le soste non propriamente attrezzate per tale pratica, la ritengo una follia poiché le probabilità che il nodo di giunzione delle corde possa incastrarsi sono elevatissime! (e rimanere incastrati nella parete ovest della Cristalliera non è il caso..)
L'unica discesa consigliabile soprattutto in termini di sicurezza, è quella dalla via normale, in pratica un semplice sentiero (nemmeno troppo scosceso) che parte dietro la croce di vetta scendendo inizialmente nel versante opposto della montagna verso la valle di Susa per poi volgere a sx e ritornare nei valloni posti al di sopra del rifugio Selleries attraverso il Colle Superiore di Malanotte (2680) e successivamente a fianco dei laghi Manica e Laus che si incontrano anche durante il percorso di salita.
Una volta usciti dalla via, per raggiungere la cima della Cristalliera sulla dx (sovrastata da un'evidente croce di ferro), procedere in quella direzione su una cresta esposta larga come un tavolo.. ..il cui versante dx precipita per 250 mt. senza soluzione di continuità fino alla pietraia sottostante posta alla base della parete.. Dove la cresta sembra interrompersi con una forcella, poco prima, sulla sx, disarrampicare un vago caminetto di 2/°3° per qualche metro finché si raggiungono traccie poco visibili di sentiero, prima in discesa, poi in salita sulla dx. Man mano che si procede in direzione della cima della Cristalliera, il sentiero diviene sempre più evidente passando sotto alcuni risalti rocciosi sulla dx e proseguendo su una pietraia di rocce granitiche più chiare, giunge fin sotto la croce. Mettere in conto che dall'uscita della via alla croce di vetta sono necessari ancora 30 minuti. Dalla vetta al rifugio Selleries sono necessarie altre 2 ore scendendo di corsa, prestando attenzione a grossi massi che si incontrano durante il percorso (800 mt. di dislivello dalla vetta al rifugio).

5) mettere in conto complessivamente una giornata completa. Se si attacca alle 11:30 si può arrivare al rifugio alle 20:00/20:30. E' pertanto necessario che le condizioni meteorologiche siano PERFETTE per tutto l'arco della giornata o almeno fino a quando si è scesi dalla cresta che si incontra al termine della via. (Un temporale in cresta a 2800 mt. quota non sarebbe auspicabile..)

6) Al rifugio hanno un' ottima birra alla spina fresca e rigenerante da non perdere..

Altra magnifica intuizione di Fiorenzo Michelin ma la spittatura è una Michelin prima versione (direi ancora più severa del solito) quindi è assolutamente necessario avere il grado sicuro nelle mani poiché, se si sale senza integrare (cosa ovviamente possibile noi abbiamo solo messo un friend e passato un cordoncino in tutta la via), un eventuale volo avrebbe conseguenze che è meglio non evocare..
Comunque vie bellissima, in cui si praticano tutti i tipi di arrampicata (Dulfer, ecc.) su tutte le possibili conformazioni rocciose, camini, diedri, fessure, placche, muri, ecc. in un ambiente superbo con Jonathan e Daniele.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Arrampicare in questa struttura con ottime condizioni climatiche è puro piacere per la mente.. Con Marco l'apritore..

L1: Marco sulla 1a parte del tiro.. ..Alla base della struttura i nostri zaini..

L1: Marco ha appena superato il passo chiave.. Ritrovare l'equilibrio sul muro prima di prendere la fessura in Dulfer non è facile.. ..specialmente se lo si fa in libera pulito.. il 6a/b c'e' tutto!

L3 su questo magnifico muro finale, la roccia ricca di tacche orizzontali per mani e piedi fa si che le difficoltà non vadano mai oltre il 5a.. ..ma che bella arrampicata! Puro piacere per la mente con magnifiche visioni sottostanti..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ripetuta in condizioni climatiche migliori, con Marco l'apritore, è un piacere arrampicare su una struttura così bella..

L3: dopo aver superato il tetto, pochi metri prima della catena sommitale.. ..alla sera pochi istanti prima che la parete diventasse rossa..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ambiente sempre bello ed inaspettatamente alpino nonostante la quota modesta (si arrampica a 1500 mt. d'altezza).

Realizzata la 1a ripetizione della via con Framil che è passato pulito in libera su tutti passaggi più tosti confermando i gradi dati durante l'apertura.
Giornata iper fredda nonostante il periodo dell'anno. Arrampicato in maglietta (o anche senza a novembre) ed in pile (spessino)+maglietta a fine giugno..
Spostata sosta S1 per allinearla alla linea di salita. Il primo tiro molto tecnico, avendo caratteristiche da falesia di bassa quota (tacche nette, piccole, su muro verticale/strapiombante), si presta per una pratica a moulinette "didattica" che, grazie al posizionamento attuale della sosta S1 può essere provato più volte senza compromettere la "salute" della corda.

Chiodatura in perfetto stato, anche se la prossima volta bisognerebbe mettere nel sacchetto della magnesite una chiave da 16mm per chiudere una vite da roccia sul 3° tiro probabilmente non avviata a dovere durante l'apertura della via.

Schema via..

Piantina di accesso.. La traccia arancione è la traccia di sentiero che risale i pendii erbosi.

L3 visto dal basso..

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