MaurizioDallaChiesa


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
..era da 28 anni che volevo dare un senso logico a questo tratto di parete che ci aveva in qualche modo costretto a realizzare un 5° tiro fuori dalla linea ideale di salita ed un tiro successivo che, data la conformazione della parete, risultava troppo breve per essere ritenuto tale..
Ai tempi dell'apertura della via, non avendo ritenuto possibile superare in libera il tetto posto direttamente sopra S4, per non banalizzare le difficoltà aggirandolo sulla sx salendo un tratto facile fino alla grande cengia successiva, avevamo preferito proseguire sulla dx spostandoci molto al di là della linea logica di salita, risalendo facili rocce accatastate (neve sopra vedi relativa foto) che ci avrebbero permesso di salire al disopra dello sperone sporgente superando il tetto che in quel tratto presentava un punto debole..
Grazie all' intuizione di Andrea Garello è stato possibile attrezzare il nuovo tiro che supera brillantemente il tetto direttamente al disopra di S4 dando continuità logica alla via.
Il nuovo 5° tiro è stato protetto con 6 spit al disotto della sosta allestita per le discese in doppia (visibile in foto) ma, anziché terminare nella suddetta sosta, va a congiungersi con il precedente 6° breve tiro di 10 mt. (2 spit per proteggere il collegamento) presentando uno sviluppo complessivo di 35 mt. ed un totale di 9 spit.
N.b.: Il precedente breve tiro era protetto con un solo spit poiché ripartendo dalla sosta sulla dx (cerchio giallo) terminava subito dopo, al disopra dell'avancorpo, posto alla base del grande diedro obliquo soprastante.
Il cerchio verde in cima (vedi foto), evidenzia il maillon posto in prossimità della sosta impiegato per assicurare il secondo/i di cordata. Non essendoci una comoda cengia (l'avancorpo termina con una cima piatta passando da una parete verticale, ad una orizzontale) la sosta è attrezzata con due spit posti in orizzontale al disopra della cima piatta dell'avancorpo da collegare tramite fetuccia e un terzo spit+maillon (da collegare anch'esso) dove è montato il suddetto maillon che sporge sulla verticale. La sosta può risultare scomoda per il primo di cordata che rimane quasi appeso (c'è solo una piccola sporgenza per appoggiare i piedi) ma efficace per assicurare il secondo di cordata che, una volta giunto in sosta, può sedersi direttamente sulla cima piatta dell'avancorpo, ammirando il sovrastante diedro obliquo che caratterizza la via...

Il nuovo L5, anziché spostarsi sulla dx, supera direttamente il tetto al disopra di sosta 4 (nel cerchio rosso il 5° spit sul cambio di pendenza). E' presente ancora uno spit (non visibile in foto) da qui alla sosta S4 sottostante..

Il precedente L5 passava tutto sulla dx risalendo una serie di facili rocce accatastate (neve sopra) che permettevano di salire al disopra dello sperone sporgente e proseguire oltre.. Ovviamente il 5° tiro (old) non verrà dismesso..

il nuovo L5 non termina in prossimità della sosta (qui in foto) allestita per le doppie, come succedeva in precedenza, ma prosegue comprendendo il 6° breve tiro considerato solo un trasferimento.. I cerchi rossi evidenziano gli spit nel tratto finale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sempre con Marco, abbiamo attrezzato e salito il "Muro di Aton", la variante dura al primo tiro della via "Ombre Rosse".
Muro bellissimo verticale/strapiombante con roccia strepitosa in cui è necessaria un'arrampicata di forza ed equilibrio allo stesso tempo.. E' importante riuscire a riposare le braccia per superare i 15 metri senza soluzione di continuità sulle massime difficoltà..
Serata bellissima, in cui la parte alte della struttura ci ha ricordato il perché di questo nome..

Ombre rosse alla sera sulla parte sommitale della struttura..

Alle prese con il Muro di Aton nella prima parte..

il muro si mantiene in modo continuativo sulle stesse difficoltà (6b) per una 15ina di metri.. poi, negli ultimi 5 mt. prima di arrivare in catena le difficoltà si attenuano attestandosi sul 5b prima di proseguire sulla sx verso L1 di Ombre rosse..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Prima salita con Marco, il mio compagno di avventure verticali e apritore, insieme al sottoscritto, di nuove vie.
E' sempre emozionante percorrere una nuova via appena attrezzata.
Il 3° ed ultimo tiro regala sensazioni intense..

Targa su base naturale.. all'attacco della via in prossimità dello spigolo basale sx dello sperone

La parete ovest dello sperone della Sfinge su cui sale Ombre Rosse

Il muro finale su cui sale L3 visto dalla sommità del canale che divide lo Sperone della Sfinge da quello dell'Aquila..

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Percorribile in auto (preferibilmete alta) fino al rifugio Selleries, di cui gli uitimi 2 km sconnessi.
Mi permetto di dare alcuni consigli:

1) mettere in conto un avvicinamento dal rifugio di 2,5 ore per non arrivare con le gambe sderenate (possibili crampi) all'attacco della parete;

2) attaccare la via non prima delle 11:00 11:30 poiché il primo tiro è completamente all'ombra e la roccia è fredda al punto tale da arrivare con le dita insensibili in S1 (a noi è successo attaccando alle 11:30);

3) avere nelle mani e soprattutto nella testa i gradi dichiarati!. Ad esempio il 7° tiro di 35 mt. (5b/5c) è protetto da un solo spit e due cordoni, di cui uno completamente marcio che è meglio non sfiorare nemmeno con gli occhi.. Ci si può quindi ritrovare ad arrampicare su queste difficoltà con lo spit 15 mt. più in basso..;

4) una volta usciti dalla via non è finita! Scendere con una serie di doppie, data la conformazione della parete e le soste non propriamente attrezzate per tale pratica, la ritengo una follia poiché le probabilità che il nodo di giunzione delle corde possa incastrarsi sono elevatissime! (e rimanere incastrati nella parete ovest della Cristalliera non è il caso..)
L'unica discesa consigliabile soprattutto in termini di sicurezza, è quella dalla via normale, in pratica un semplice sentiero (nemmeno troppo scosceso) che parte dietro la croce di vetta scendendo inizialmente nel versante opposto della montagna verso la valle di Susa per poi volgere a sx e ritornare nei valloni posti al di sopra del rifugio Selleries attraverso il Colle Superiore di Malanotte (2680) e successivamente a fianco dei laghi Manica e Laus che si incontrano anche durante il percorso di salita.
Una volta usciti dalla via, per raggiungere la cima della Cristalliera sulla dx (sovrastata da un'evidente croce di ferro), procedere in quella direzione su una cresta esposta larga come un tavolo.. ..il cui versante dx precipita per 250 mt. senza soluzione di continuità fino alla pietraia sottostante posta alla base della parete.. Dove la cresta sembra interrompersi con una forcella, poco prima, sulla sx, disarrampicare un vago caminetto di 2/°3° per qualche metro finché si raggiungono traccie poco visibili di sentiero, prima in discesa, poi in salita sulla dx. Man mano che si procede in direzione della cima della Cristalliera, il sentiero diviene sempre più evidente passando sotto alcuni risalti rocciosi sulla dx e proseguendo su una pietraia di rocce granitiche più chiare, giunge fin sotto la croce. Mettere in conto che dall'uscita della via alla croce di vetta sono necessari ancora 30 minuti. Dalla vetta al rifugio Selleries sono necessarie altre 2 ore scendendo di corsa, prestando attenzione a grossi massi che si incontrano durante il percorso (800 mt. di dislivello dalla vetta al rifugio).

5) mettere in conto complessivamente una giornata completa. Se si attacca alle 11:30 si può arrivare al rifugio alle 20:00/20:30. E' pertanto necessario che le condizioni meteorologiche siano PERFETTE per tutto l'arco della giornata o almeno fino a quando si è scesi dalla cresta che si incontra al termine della via. (Un temporale in cresta a 2800 mt. quota non sarebbe auspicabile..)

6) Al rifugio hanno un' ottima birra alla spina fresca e rigenerante da non perdere..

Altra magnifica intuizione di Fiorenzo Michelin ma la spittatura è una Michelin prima versione (direi ancora più severa del solito) quindi è assolutamente necessario avere il grado sicuro nelle mani poiché, se si sale senza integrare (cosa ovviamente possibile noi abbiamo solo messo un friend e passato un cordoncino in tutta la via), un eventuale volo avrebbe conseguenze che è meglio non evocare..
Comunque vie bellissima, in cui si praticano tutti i tipi di arrampicata (Dulfer, ecc.) su tutte le possibili conformazioni rocciose, camini, diedri, fessure, placche, muri, ecc. in un ambiente superbo con Jonathan e Daniele.

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Arrampicare in questa struttura con ottime condizioni climatiche è puro piacere per la mente.. Con Marco l'apritore..

L1: Marco sulla 1a parte del tiro.. ..Alla base della struttura i nostri zaini..

L1: Marco ha appena superato il passo chiave.. Ritrovare l'equilibrio sul muro prima di prendere la fessura in Dulfer non è facile.. ..specialmente se lo si fa in libera pulito.. il 6a/b c'e' tutto!

L3 su questo magnifico muro finale, la roccia ricca di tacche orizzontali per mani e piedi fa si che le difficoltà non vadano mai oltre il 5b.. ..ma che bella arrampicata! Puro piacere per la mente con magnifiche visioni sottostanti..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ripetuta in condizioni climatiche migliori, con Marco l'apritore, è un piacere arrampicare su una struttura così bella..

L3: dopo aver superato il tetto, pochi metri prima della catena sommitale.. ..alla sera pochi istanti prima che la parete diventasse rossa..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ambiente sempre bello ed inaspettatamente alpino nonostante la quota modesta (si arrampica a 1500 mt. d'altezza).

Realizzata la 1a ripetizione della via con Framil che è passato pulito in libera su tutti passaggi più tosti confermando i gradi dati durante l'apertura.
Giornata iper fredda nonostante il periodo dell'anno. Arrampicato in maglietta (o anche senza a novembre) ed in pile (spessino)+maglietta a fine giugno..
Spostata sosta S1 per allinearla alla linea di salita. Il primo tiro molto tecnico, avendo caratteristiche da falesia di bassa quota (tacche nette, piccole, su muro verticale/strapiombante), si presta per una pratica a moulinette "didattica" che, grazie al posizionamento attuale della sosta S1 può essere provato più volte senza compromettere la "salute" della corda.

Chiodatura in perfetto stato, anche se la prossima volta bisognerebbe mettere nel sacchetto della magnesite una chiave da 16mm per chiudere una vite da roccia sul 3° tiro probabilmente non avviata a dovere durante l'apertura della via.

Schema via..

Piantina di accesso.. La traccia arancione è la traccia di sentiero che risale i pendii erbosi.

L3 visto dal basso..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Prima assoluta della via realizzata in data odierna con Marco Moine.

Considerando che questa è stata la prima salita, la roccia è ottima poiché non è stato necessario fare alcuna opera di disgaggio ne di pulizia degli appigli.
Il gneiss granitoide su questa parete presenta livelli di grip a dir poco eccezionali!
La roccia molto lavorata presenta in molti tratti tacchette nette in grande quantità tali da abbattere notevolmente la gradazione nonostante la verticalità di alcuni tratti di parete come sul 3° ed ultimo tiro della via.

Avendo terminato di attrezzare la via alle 16:40 ed avendola attaccata alle 16:50 siamo giunti in cima alle 18:15 quando ormai era buio..
Fino a poco prima il cielo aveva assunto tonalità del rosso a dir poco eccezionali..
Spettacolo nello spettacolo anche se purtroppo quelle striature rosse che solcavano il cielo non erano dovute all'umidità in quota ma bensì all'enorme quantità di fumo presente nell'aria proveniente dai grandi incendi delle vallate adiacenti..
Siamo passati a fianco del "mento" della Sfinge alle 6 di sera (con l'ora solare era quasi buio..) mentre il cielo solcato da ampie striature rosse nel colore violaceo della notte che stava per sopraggiungere, aveva assunto una colorazione surreale..
In quella inusuale condizione cromatica del cielo, quando ho salito il tiro finale, la "testa" della Sfinge aveva assunto un colore rosso intenso che non avevo mai visto nelle giornate precedenti.. mentre la base della struttura era già immersa nel buio della notte..

Nel magico silenzio della concentrazione dell'ultimo tiro, sentivo Marco dire che era fantastico veder salire una persona su quella parete rossa che stava per spegnersi..
Quando però è toccato a lui, gli ultimi appigli li ha visti con la luce della luna.. ma era lo stesso magia..

Cosi è andata la prima salita della Sfinge.. Cronache di attimi fuggenti..


La Sfinge..

Schema..

L3: il camino a sx dell'uscita della via.. Prima di entrarvi è presente un vecchio spit per proteggersi..Resta da capire se da li si passa.. In tal caso meriterebbe ripristinarne la via di salita originale con qualche spit in più..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Splendida giornata in compagnia di un ospite d'eccezione, mio cugino Ermanno alla sua prima esperienza multi-pitch e la scelta non poteva che ricadere su questa bella via "plaisir".
Ri-spittata di recente (fine 2014) con fix-inox 10mm e soste Raumer inox con doppi anelli di calata integrati per potere scendere in doppia da qualsiasi tiro (sufficiente corda da 60 mt.) ed una lunghezza delle protezioni come in falesia, ben si presta a questo genere di esperienze.
Dopo quasi un anno dall'ultima ripetizione, è tutto perfettamente in ordine, gli spit non muovono e sono in ottimo stato (come appena messi).
Complice la giornata estremamente secca e fresca (venti da nord a quote medio-basse e cielo blu cobalto) il gneiss-granitoide della "piramide" presentava livelli di aderenza oltre le aspettative.
Trattandosi di un tipo di roccia non molto frequente in altre parti d'Italia (se si escludono le Alpi), il mio compagno di cordata ne è rimasto stupito in positivo, sia per il livello di aderenza riscontrato sia per la compattezza della roccia, sia per la nuova abitudine nel fidarsi ad impiegare il piede su vaschette che su un'altro tipo di roccia non offrirebbero alcuna aderenza..
Va anche detto che il gneiss-granitoide della Carra Saettiva è uno dei migliori in assoluto (qualcosa di simile nella nostra zona lo si può trovare solo al Bourcet).

Essendo alla prima esperienza multi-pitch era fondamentale poter comunicare a parole con chiarezza fra un tiro e l'altro (allestimento soste, impiego mezzi di assicurazione, ecc. ecc.) pertanto ho deciso di spezzare l'ultima lunghezza in prossimità della sosta di servizio posta poco sopra la lama aerea del 6° tiro (una conformazione rocciosa che ricorda la prua di un nave nel mare in tempesta) dalla quale si riesce a comunicare chiaramente con chi ti assicura dalla sosta a "nido d'aquila" del 5° tiro.
Ricordo che L6 ed L7 possono essere concatenati in un unico tiro da 45/50 mt. ma una volta giunti sul pietrone sommitale di "Willy Coyote" dove termina la via, si perde completamente il contatto vocale con il compagno ancorato su S5 (ed un'incomprensione alla prima esperienza su vie di più tiri è assolutamente da evitare..).

Sempre molto belli il 2° ed il 5° tiro che a seconda della propria predisposizione possono essere apprezzati in modo diverso (L2 placca tecnica con passi di aderenza, L5 muro verticale/leggermente strapiombante con tacche nette), interessanti e di soddisfazione tutti gli altri tiri che, sebbene siano di difficoltà contenute (4c/5a, un passo tecnico all'inizio del 6° tiro che potrebbe essere classificato di 5b), con protezioni posizionate in modo assolutamente sicuro, non risultano mai essere banali.

Perfetto e ben segnalato il sentiero di discesa che in questa stagione può anche essere percorso con scarpette (comode) da arrampicata ai piedi..
Avendo impiegato un tempo maggiore del previsto per arrivare in cima, quando siamo usciti sulla sommità della "piramide" era troppo tardi per scendere in doppia (considerando anche il fatto che se non si è abituati a ascendere in doppia con il buio o con poca luce potrebbe diventare un rischio eccessivo) abiamo quindi optato per una discesa a piedi nonostante non fossimo dotati di scarponcini e/o scarpe da ginnastica rimaste alla base della parete.
N.b.: In questa stagione l'erba olina non invade più il sentiero di discesa quindi si scende relativamente bene ed in sicurezza anche con le scarpette da arrampicata.


Che dire, sempre bella da ripetere.
Bella figura garantita con chi vuole cimentarsi per la prima volta sulle vie del comprensorio della Carra Saettiva, in ambiente selvaggio e suggestivo che da il meglio di sé con il sopravvenire dell'autunno, periodo dell'anno in cui fu aperta questa via nel 1989..

Un aspetto che stupisce in positivo è la totale mancanza di antropizzazione di questi luoghi nonostante siano passati 28 anni dalle prime frequentazioni ..spettacolo..

Ermanno mi assicura da S1.. Dopo il traverso verso sx segue magnifica placca tecnica mantenedosi sulla linea verticale degli spit

Ermanno alle prese con L2 affrontando la placca sulla linea verticale degli spit. Se non si va a prendere il bordo sulla sx e si rispetta il tracciato originale della via che sale dritto sulla linea di spit, vi sono diversi passi di aderenza di 6a..

L3 Maurizio.. ..Visioni strepitose sulle frasche sottostanti nonostante non sia ancora la stagione ideale..

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ritornare su questa via dopo 27 anni è stato per me uno straordinario "viaggio nel tempo" di emozioni e sensazioni. Senza dubbio Roc du Vei è la parete più bella del comprensorio della Saettiva sia per la sua verticalità che per la sua compattezza e spero che questa via recentemente ri-attrezzata dal Cai di Coazze/(soccorso alpino) per opera di Franco Carbonero , possa essere di massimo gradimento per i futuri ripetitori.

Protezioni:
la via è stata ri-attrezzata con materiale inox della miglior qualità, le soste di calata/progressione sono state realizzate con 2 spit-fix, catena di giunzione e doppi anelli di calata integrati per garantire il massimo scorrimento delle corde durante il recupero delle doppie, riducendone al minimo lo sfregamento sulla roccia.
Si può tranquillamente scendere a piedi dal canale erboso/boschivo posto a sx della parete (guardando dalla cima verso valle) ma, vista la verticalità della parete e la predisposizione delle soste se ne consiglia anche la discesa in doppia (salendo quindi leggeri senza scarponcini) impiegando RIGOROSAMENTE S4, S2 con 2 mezze corde da 60 mt. oppure S4, S2, S1 con corda da 60-70mt (probabilmente è possibile scendere anche con corda da 50 mt. ma bisogna prestare molta attenzione perché in questo caso ogni doppia è al limite dei 25 mt..) .

Chiodatura a spit-fix 10mm secondo un criterio di massima sicurezza ma, a parte il 2° tiro che può essere in parte azzerabile, generalmente i passaggi devono essere arrampicati in libera in particolare sul 1° e 4° tiro dove le difficoltà dichiarate sono obbligatorie. E' quindi necessario che il primo di cordata passi agevolmente sul 5c/6a.

Difficoltà:
per quanto riguarda le valutazioni, parlandone con Franco e Antonio Migheli, trattandosi di una parete con caratteristiche più vicine a quelle di una falesia (verticalità) piuttosto che di una via di montagna (sviluppo verticale limitato) , il metro più consono da utilizzare è quello della falesia, pertanto, il 2° tiro, anziché 6b è un buon 6a+ costante. Le valutazioni sono comunque tutte da rivedere poiché in quel periodo (la via fu aperta nel 1990) il numero di falesie e pareti attrezzate per arrampicare era di gran lunga inferiore a quello attuale e conseguentemente anche i termini di paragone erano pochi, risultava quindi più difficile di oggi dare una gradazione dei singoli tiri in base ad una media valutativa riscontrabile su più vie di analoghe difficoltà. In base a quanto sopra, dopo averla ripetuta, ci pare che le difficoltà possano essere così riassunte: L1 5c costante, L2 6a+ costante, L3 4° (3c/4a), L4 5c/6a nel tratto finale strapiombante decisamente esposto.

Consigli:
la via a torto mai ripetuta fino ad ora se non da Franco Carbonero & C. dopo la richiodatura, presenta molti licheni "rinsecchiti" nel primo e nel secondo tiro pertanto, nelle prime ripetizioni, consiglio di portarsi una spazzola di acciaio che, in alcuni passi chiave, potrebbe tornare utile..
Con la frequentazione che, date le caratteristiche della via si spera possa essere alta, la presenza dei licheni potrà venire meno.

Pericoli oggettivi:
il gneiss di ottima qualità che caratterizza questa parete e l'estrema compattezza della stessa (durante l'apertura della linea di salita non fu necessario effettuare alcuna 'opera di disgaggio) fanno si che non ci siano cadute di pietre di alcun genere.. La grande cengia da cui parte la via è completamente sgombra da pietrisco.

Sentiero di accesso:
necessita di una maggior frequentazione e di una segnalazione/tracciatura migliore, fare attenzione a dove si mettono i piedi poiché il percorso di avvicinamento, specialmente dopo aver superato il "Pilastrino" e la successiva pietraia, passa vicino a salti rocciosi di altezza considerevole, sparsi in mezzo al bosco, che sarebbe meglio evitare..
Fare molta attenzione nel tratto finale di avvicinamento poco prima dell'attacco della via (sulla cengia dopo la grotta), dato che la traccia di sentiero, al momento non profonda, passa un tratto erboso scosceso dove se si è distratti si rischia di scivolare..
Si tenga presente che proprio sotto la cengia, qualche metro prima di giungere all'attuale punto di attacco della via caratterizzato da due spit (come fosse una sosta più un vecchio cavo d'acciaio che porta all'attacco di "Via Roma") c'è un potenziale primo tiro ancora da realizzare che porterà la via a 5 lunghezze sfruttando la parete nella sua interezza..


Un grosso ringraziamento per la qualità e l'ottimo lavoro di richiodatura realizzato da Franco Carbonero ed un abbraccio a Framil e PopeAntonio, i miei compagni di "viaggio" (mentale e fisico) che mi hanno accompagnato in questa magnifica avventura verticale alla ri-scoperta di una via che si era perduta nel tempo.. ma non nella mia memoria..

Buon divertimento a tutti.


Framil e PopeAntonio in sosta S2. Sto attraversando la parete verso sx per portarmi sotto la verticale del muro finale.

PopeAntonio e Framil in azione su L4

PopeAntonio e Framil in azione nella parte finale di L4 dove la parete va oltre la verticale..