MAX64


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: si prosegue circa 1Km dopo il bivio per Murenz
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: scialpinistica
Da dove si lascia l'auto circa 10-15 minuti sci in spalla, poi innevamento continuo salvo un tratto di 10 mt prima dell'inizio del pianoro del Talarico. Buon rigelo notturno, temperatura non troppo alta con una brezza fresca che ha mantenuto la neve anche in basso in buone condizioni. Coltelli utili nelle rampe ripide del vallone, indispensabili nella parte finale del canale del passo di Vens. Meglio ancora i ramponi, che poi servono in ogni caso per il pendio finale. In alto la neve è a placche ventate, a volte duretta, ma si scende bene con un po' di attenzione dati i tratti ripidi. Dal passo di Vens in giù bella neve, cotta in superficie se in pieno sole, che permette una bella sciata fino quasi al pianoro. Qui si spinge un po', poi, prendendo a dex prima del ponticello, si arriva con qualche slalom tra rocce ed alberi a 5 min dall'auto. A mio parere forse leggermente più di un BS.....
Giornata con meteo super (ormai siamo abituati) bellissimo ambiente, alcuni scialpinisti verso il colle di Lausa, altri che risalivano al colle dal vallone di Vens, in 5 in vetta noi compresi. Nota: in effetti, all'inizio della strada c'è il divieto, ma fortunatamente sembra che si lasci correre.... Con Manuele

in vetta

discesa dal passo di Vens
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: strada pulita fino a Besmorello, parcheggio subito dopo la borgata
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Dai prati dopo Besmorello si mettono gli sci dopo 5 minuti, e non si tolgono più a patto di spostarsi sulla sinistra poco dopo il ponte e non seguire la strada che si snoda nel versante assolato. Quindi si passa a sinistra della cascata, e dal pianoro del Migliorero in su l'innevamento è buono su tutto il vallone. Neve primaverile con buon rigelo, sole caldo ma una brezza fresca ha impedito alla neve di mollare troppo (siamo partiti dall'auto alle 8.30, forse conveniva anticipare un po'). Canale del passo di Laris in buone condizioni, necessari i ramponi nell'ultimo tratto, perchè sotto lo strato superficiale c'è neve ghiacciata. Qualche metro di discesa, poi abbiamo calzato i ramponi e risalito sci in spalla il versante del Becco Alto, trovando neve ventata, a tratti dura, ma comunque ben sciabile in discesa, tenendo la sinistra nell'ultimo tratto. Neve cotta dal sole dal passo di Laris in giù. Si può tagliare alti a destra del Migliorero e spingere quasi nulla. Se dalla cascata si sta sempre a destra, scegliendo i passaggi migliori nella boschina, si può guadare il torrente poco prima del ponte, e poi sciare sulla stradina e sui prati fin quasi dalla macchina.
Gran gita, piuttosto lunga per sviluppo e dislivello, ho dato 4 stelle per la sciabilità, ma nel complesso 5 stelle le meriterebbe tutte. Ambiente maestoso, con molteplici possibilità che meriterebbero tutte di essere sfruttate. Giornata stupenda, numerosi scialpinisti nella vallata, alcuni al passo di Laris, solo noi sul Becco Alto. Percorso non banale, sicuramente qualcosa di più di un BS, tenuto conto della ripidezza del tratto finale al passo di Laris e del versante che sale alla cima, da percorrere con attenzione. Un saluto al ragazzo della Val Maira che ha condiviso con noi un tratto di salita. Con Gino, Paolo e Ricky.

Il Migliorero nella sua bellissima conca nevosa

Salendo al passo di Laris

Sul pendio del Becco Alto

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: strada pulita fino al ponte dopo i Tetti Porcera, poco parcheggio
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Buon innevamento sulla stradina di fondovalle, neve al limite nel bosco, dura in salita e con tratti un po' problematici, dopo il bosco, nei traversi che portano alla conca superiore, neve dura al mattino. In alto neve ventata di tutti i tipi, non agevole in salita perchè le pelli tenevano poco. In discesa: neve non bella nei primi 200 mt sotto il colle, poi, andando a cercare le zone giuste, farina ventata molto bella; nella parte più bassa della conca ci siamo spostati a sinistra, dove il sole la ha già trasformata, bella anche qui. Nel bosco fortunatamente aveva mollato e siamo riusciti, con acrobazie varie, ad arrivare in fondo senza togliere gli sci; qualche tratto da spingere sulla stradina.
Gita per amatori ben allenati e avvezzi a percorsi molto articolati. Per evitare errori come quelli che abbiamo fatto noi all'inizio: il ponte del Suffiet va attraversato e non prendere la strada che si tiene sulla destra. Quando si abbandona la mulattiera per il Sabbione (circa 2 Km dopo il Suffiet), dopo aver attraversato il ponte, si prosegue nella radura ancora per qualche centinaio di metri prima di trovare il sentierino che sale nel bosco e torna indietro verso destra. Eravamo un po' sconfortati durante la salita, ma poi ci siamo abbastanza divertiti in discesa, peccato che il bello sia solo da 1800-2000 metri in su..... Sosta alla locanda del Sorriso al ritorno. Con Mauro e Manuele

un tratto di bosco asciutto

sul ponticello con in vista il bosco dove passa il sentiero

tratto ripido in uscita dal bosco

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: comodo parcheggio a Upega
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza sci ai piedi dall'auto, parcheggiata nel tornante presso la cappella della Madonna della Neve. Buon innevamento su tutto il percorso, tranne 5 mt asciutti salendo lungo il sentiero estivo. Sole cocente ma brezza fresca (-3°C alla partenza alle 8.30), quindi la neve ha mollato ma non troppo. Nessun problema per la salita fino al colletto sotto la cima; di qui un lungo traverso sul ripido pendio a destra, con numerose placche ventate o di neve ghiacciata vecchia (coltelli indispensabili). Dalla cima siamo scesi per un tratto sul versante francese, su neve primaverile ottima, poi, dopo una beve risalita, abbiamo raggiunto la cresta nel punto dove si può imboccare il ripido pendio lato Upega che dà sulla conca sottostante. Dopo un traverso un po' delicato, la discesa su una ripida striscia di neve compatta e liscia fino alla conca. Da lì abbiamo trovato neve variabile da farina a pressata, ma mai crostosa, ben sciabile. Dalle Case Cacciatori in giù sopravvivenza, con neve irregolare, a tratti crosta dura, poi umida, poco sciabile, comunque si scende fino in fondo sci ai piedi.
La valle Tanaro, in questo inverno di magra, è un'oasi per lo scialpinismo: l'innevamento è tutto sommato buono e permette diversi itinerari. Questo percorso passa in boschi di larici radi, molto belli, e fino al colletto sotto la punta non presenta particolari difficoltà, ed è sicuro anche con innevamento abbondante. Posto bellissimo la radura e le Case Cacciatori, dove oggi abbiamo misurato più di 60 cm di neve assestata. Al mattino colazione alla Vineria della Posta di Ormea (torte sempre speciali) ed al ritorno panachè al sole del dehor della Locanda di Upega, sempre molto frequentata da sciatori, ciaspolari e turisti. Con Gino e Roberto. Solo 2 altri scialpinisti incontrati sulla cima.

salendo nel bosco

l'innevamento sul versante Sud zona Marguareis

il pendio finale

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: parcheggio prima del ponte che porta a Tetti Rumiano
quota neve m :: 500
attrezzatura :: scialpinistica
Stradina ben innevata e con traccia di ciaspolari per un buon tratto; neve variabile a tratti portante. Dal Gias Sottano Pitté in su abbiamo trovato neve asciutta, e leggermente ventata sulla cresta. Siamo scesi verso il Gias Sottano del Colle in ottima farina; di lì in giù la neve diventa più pesante. Scesi sulla stradina, a parte qualche taglio nella parte alta, su neve pesante.
**** la parte alta, ** quella bassa: la stradina è eterna sia in salita che in discesa, quando in qualche tratto tocca anche spingere....ma lo sapevamo.
Con Gino, Mauro, Ricky
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: ok fino al parcheggio superiore delle piste
quota neve m :: 800
attrezzatura :: scialpinistica
Dal parcheggio abbiamo seguito la stradina a sinistra che porta verso Pratorotondo, per un buon tratto, con neve in genere farinosa. Nel punto dove la strada scende e si inoltra nel vallone che sale da Pratorotondo verso la conca tra Mindino e Bric Nei, abbiamo preso a mezza costa e siamo arrivati, su neve a tratti portante, alla dorsale tra i due monti, dove la neve è abbondante e farinosa; e di qui al Mindino, la cui sommità è stata spazzata dal vento e ricoperta da tratti ghiacciati ed erba. Siamo scesi sul versante nord: dopo alcune decine di metri il pendio diventa molto bello, con un buon strato di neve polverosa, che permette una bella sciata da *****. La neve è sempre abbondante e farinosa anche nel bosco sottostante, con tratti divertenti fino al fondo del ruscello, dove abbiamo ripellato e siamo risaliti in direzione del Bric Nei fino alla sommità delle piste. Ottima discesa sulle piste, anche se nella parte bassa lo strato si riduce al minimo.
Al mattino, sulla provinciale tra Mombasiglio e Lisio abbiamo assistito ad una scena da Canada o Finlandia: un branco di circa una dozzina di cervi, tra cui 2 maschi con una notevole impalcatura, correndo nella neve, ci ha attraversato la strada e dai prati lungo il torrente si è diretto nel bosco: uno spettacolo magnifico. Sul Mindino abbiamo trovato una sessantina (!) di ragazzi e ragazze del corso di scialpinismo di Saluzzo, che hanno deciso una trasferta credo per loro non usuale alla ricerca di innevamento sufficiente per la loro gita. Un saluto e complimenti per l'organizzazione. Con Gino, Mauro e Manuele, il nostro tracciatore ufficiale......
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: NN
quota neve m :: 1400
attrezzatura :: scialpinistica
Risalite per un breve tratto le piste, abbiamo percorso la stradina fin dopo il ponte, ben innevata e battuta.
Di qui le cose si complicano un po' perchè la risalita del primo tratto del pendio verso il Ciotto Mieu è costituito da poca neve dura, tratti in erba e cespugli; si sceglie il percorso migliore possibile, utili i coltelli. Dal pianoro soprastante l'innevamento, stando nel centro del vallone, è più uniforme, con neve in genere dura, piccoli tratti ancora in farina e placche ventate. Senza particolari problemi la risalita al passo di Ciotto Mieu, e di qui, tolti gli sci, per cresta alla cima. Dalla cima, spostandosi per qualche decina di metri sulla cresta verso ovest, siamo scesi nel vallone della Leusa, verso Palanfré. Tratto ripido e neve dura nei primi metri, poi uno strato di farina grezza e veloce su fondo duro, una bellissima discesa fino al Pian della Reina (*****). Ripellato e risaliti al colle tra il Ciotto Mieu e il Creusa. Discesa verso Limonetto su neve che purtroppo non aveva mollato quasi nulla, ma seguendo il lungo canale al centro del vallone abbiamo sciato su placche dure ma lisce di neve ventata, non male. (***) Finale della discesa stile "meglio che si puo'", con tratti di erba, qualche zona ancora di farina, neve dura, cespugli, ecc (**) Nessun problema sulla stradina.
Partiti alle 9.30 ed arrivati con gli sci dall'auto, bella neve sul versante Palanfré, un po' da amatori la parte bassa; nel complesso per me una bella gita, considerando il periodo di magra. Incrociati 4 scialpinisti che scendevano a metà salita, poi totale solitudine.
Con Gino, Mauro, Ricky

innevamento nel pianoro

la cresta sotto la cima
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: nessun problema fino al parcheggio dell'area pic-nic
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Siamo partiti dall'area pic-nic, l'innevamento nei pendii soleggiati è molto scarso, quindi conviene seguire il vallone stando alla destra del ruscello, dove la neve non manca ed è in genere portante. Abbiamo risalito il pendio cercando il percorso migliore per arrivare alla strada militare, tracciando la neve a tratti farinosa ed in buona misura. Ci siamo poi spostati per un tratto sulla militare fino ad imboccare il vallone che porta fin sotto al Missun. Alla colletta a sinistra della punta abbiamo lasciato gli sci e fatto gli ultimi metri a piedi. In discesa conviene andare a cercare la neve migliore tra i larici sui versanti a nord, per poi buttarsi verso il centro del vallone. Alcuni tratti sono veramente belli, tanto da meritare una ripellata.
Considerando la scarsità generale di neve è un'ottima gita, si parte e si arriva sci ai piedi all'auto, la neve permette in generale una buona sciata ed in alcuni tratti è molto bella, a patto di scegliere bene dove passare. Un po' di vento non freddissimo che in cima dava delle belle raffiche, giornata più che buona. Molte macchine al parcheggio al ritorno, ma non abbiamo incrociato nessuno sul nostro itinerario. Cascatisti in azione alla Giasera d'Upega. Torte sempre speciali e buonissime alla Vineria della Posta di Ormea.
Con Manuele.

Panorama dalla cima
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: OK fino al parcheggio dopo Chianale
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Innevamento scarso per la stagione, ma si riesce quasi a partire e tornare all'auto con gli sci ai piedi, salvo brevi tratti.
Neve in genere dura, più o meno ondulata, la brezza fredda di oggi non ha permesso al sole di farla ammorbidire, se non nei tratti più ripidi in pieno Sud. Tratti ghiacciati.In salita siamo stati a destra del torrente, dove abbiamo attraversato tratti di pascolo ormai asciutti, mentre in discesa, stando sull'altro versante (dex idr.) la neve continua ci ha permesso di scendere senza problemi. Indispensabili i coltelli.
Bella giornata, leggera velatura, in cima il vento ha mollato e si stava abbastanza bene.
Nessuno sul nostro itinerario, diverse persone al colle dell'Agnello.
Nel complesso una buona gita.

nei pendii sotto la Rocca Bianca

al cospetto del Re di Pietra
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok fino alla Pera Sciapà, salvo che il divieto di accesso è ben più in basso.....speriamo bene.
quota neve m :: 2200
attrezzatura :: scialpinistica
Come già detto da Gazzano, giornata con meteo super, non fredda, senza vento. Ottimo rigelo alla partenza e neve portante quasi ovunque fino alla sella d'Asti. (Utili i coltelli) Siamo scesi fino al laghetto prima della Breche de Ruine, su farina pressata ma ben sciabile. Risaliti al Pic Brusalana siamo scesi sulla cresta verso la sella e poi giù fino all'auto. Scegliendo bene il tracciato si trovano spazi ancora vergini (nelle tracce dei giorni precedenti si scende male), di neve primaverile, che in basso aveva mollato il giusto. Con qualche cautela non si prendono pietre e l'ultimo chilometro si fa sulla strada, poca neve ma pista battuta perfetta.
Considerando la stagione e le temperature alte dell'ultimo periodo, è stata una gita da metterci la firma. panorama stupendo a 360°, ambiente sempre spettacolare, con il Re di Pietra che ha un po' perso il bianchissimo rivestimento che ho visto nelle foto di qualche giorno fa. Un saluto ai numerosi scialpinisti incontrati ed in particolare a Quor56, che mi ha incaricato di scrivere questa relazione.
Al ritorno ottimo panaché al "Delfin dal Pianhol" presso la borgata Caldane di Casteldelfino (vicino ai tornanti): un locale bellissimo ed accogliente, aperto da neppure un anno, fatto di pietra e travi di Larice e mobili di pino Cembro, con un potente caminetto. Ci ha accolti un fiocco rosa ed una bimba di appena 1 mese e mezzo. Un bel segnale in una borgata che era quasi abbandonata nella brutta stagione. Con Mauro.

sotto il Pic d'Asti

in vetta al Brusalana
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