Larix66


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Gita classica in una giornata serena e fredda con qualche raffica di vento soprattutto in cima. Neve portante su tutto il percorso, con un recente strato di pochi cm di polvere e brina alla partenza e fino a dieci nella parte alta, ampiamente rimaneggiato dal vento. Superato il canale, in ottime condizioni, puntiamo direttamente a destra verso il Sirwoltesattel senza passare dai laghi. Poca neve in alto, per effetto del vento forte dei giorni scorsi; la cima si raggiunge comunque agevolmente con gli sci, meglio se con i rampanti nel lungo traverso che dal Sirwoltesattel porta all'ultimo pendio sotto la cima. Per la discesa optiamo per il pendio ripido verso la Ritzitälli: in alto neve ventata con sastrugi induriti; appena la pendenza aumenta troviamo polvere indurita lavorata da vento e sole. Proseguiamo nella stessa direzione con neve che migliora man mano che si scende; ottima polvere nell'ultimo pendio che attraversiamo in diagonale per raggiungere la piana di Wysse Bode da cui ci riportiamo sul percorso dell'andata, non fidandoci a proseguire lungo la Ritzitälli. Il resto della discesa potrebbe essere migliore ma la neve cambia continuamente tra sottili strati di polvere recente e lastroni della consistenza del marmo.
Gita in compagnia di Nicola e Pietro; incredibilmente soli in cima, forse per la partenza di buon'ora. Zona affollata ma meno del solito.

Alla partenza con il primo sole sulla vetta

Sguardo su Breithorn e Schilthorn

Le firme, non solo nostre, scendendo verso Wysse Bode
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Gita in una giornata ventosa; neve dura nella parte bassa del percorso, scivolosa in salita e molto rumorosa in discesa. Dal pianoro dei laghi, dove il vento fortunatamente non arriva, neve ancora abbastanza portante, gessosa, con sastrugi e qualche lastrone indurito. Saliamo il primo tratto ripido in maniera più agevole dell'ultima volta, grazie alla consistenza della neve; avvicinandoci alla cresta troviamo di nuovo il vento, qui fortissimo, che ci ci induce a rinunciare alla vicina vetta. Tolte e riposte in qualche maniera le pelli cominciamo la discesa, tutto sommato divertente, soprattutto nei tratti più ripidi. La neve migliore si incontra nel canale a lato della cascata, dove stando al centro si trova uno strato di polvere trasportata dal vento che rende molto piacevole questa parte della discesa. neve per ora presente su tutto il percorso ma che comincia già a sparire al raccordo tra il prato di Chlusmatte e il sottostante breve pendio che conduce al ponticello.
Gita in compagnia di Nicola e Pietro.

Lo sbarramento da Nord ben visibile all'orizzonte

Wysse Bode con il fronte dello scaricamento e il canale

La cima con il vento che ci attende in cresta
Sciabilità :: **** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: Nessun problema fino a Fundighebi
attrezzatura :: scialpinistica
Le condizioni di scarso innevamento, con lunghi tratti del percorso da effettuare sci in spalla, permettono di rimanere in compagnia per buona parte della gita al gruppo odierno, eterogeneo per quanto riguarda il tipo di attrezzatura: chi con gli sci, chi con ciaspole e tavola, chi a piedi e chi a quatto zampe (Toby). Per quanto riguarda gli sci, è possibile partire appena attraversato il fiume e arrivare fino alle fornaci con le pelli, quindi la poca neve lungo la mulattiera con molti tratti scoperti obbliga a trasportare gli attrezzi almeno fino quasi ad arrivare a Cortenuovo. Occorre inoltre fare attenzione ai numerosi tratti della mulattiera coperti dal ghiaccio. Vista la scarsità di neve fino a circa 1700 metri, decidiamo di non tentare di cercare il percorso diretto per la Bocchetta di Corterchiuso ma proseguiamo lungo la mulattiera, anche per permettere a chi sale a piedi di sfruttare una esistente traccia verso la Laurasca, che seguiamo fino oltre Scaredi per poi effettuare il lungo traverso verso il Cimone. Questa parte del percorso si svolge su neve abbastanza portante, tranne per chi sale senza sci o ciaspole, con presenza di molti lastroni induriti dal vento. Superata come nella descrizione dell'itinerario la fascia diagonale di rocce sul pendio finale, saliamo abbastanza agevolmente fino alla cima nonostante la notevole inclinazione, grazie alla consistenza della neve, dura ma non gelata. Per salire con gli sci sono necessari i rampanti, mentre la salita a piedi richiede i ramponi. Le piccozze, portate per prudenza, non vengono utilizzate. In discesa, dopo le prime curve su neve durissima ma liscia, raggiungiamo una fascia con presenza di un sottile strato di neve riportata, ancora miracolosamente soffice, già notata lungo la salita e sfruttata per intero durante la discesa veramente appagante in questa fase. Proseguiamo quindi per canaloni e balze raggiungendo il Lago del Marmo, appena intuibile sotto la neve, da cui con percorso vario e una breve risalita torniamo a Scaredi. Ancora qualche curva quasi decente verso Cortenuovo e poco oltre, poi tocca nuovamente spallare fino alle fornaci, dove possiamo rimettere gli sci per il rientro.
Gita un po' "fuori dagli schemi" in una bella giornata soleggiata, per niente fredda nonostante tutto il tragitto sia in ombra, in compagnia di Beppi (col simpatico Toby), Marc e Simone. Complimenti a Marc che con le ciaspole ai piedi ha salito il ripido pendio fino alla cima.

Sentiero coperto di ghiaccio

Cortenuovo

Scaredi

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Sciabilità :: / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
note su accesso stradale :: Strada percorribile fino al ponte della Rassia
attrezzatura :: scialpinistica
Neve presente con una certa continuità solo a partire da circa 1800 m sul versante Est. Vista l’impraticabilità della grande piodata e lo scarso innevamento lungo la via normale da Sud, decido di salire direttamente da “i Motti” tenendomi sotto l’antecima 2296, che appare più vicina del reale, per risalire quindi la piodata di Sud Est, da cui raggiungere la cresta Sud a circa 2150 m. Crosta più o meno portante ad Est e neve molto compatta lungo la parte alta del versante percorso dalla via normale. La grande piodata mostra copiosi scaricamenti di fondo e parecchie fratture nel rimanente manto visibili a poca distanza dalla traccia.
Questa non è la solita relazione; inutile dilungarsi in dettagli tecnici per una gita attualmente al limite della praticabilità, in cui quasi metà del dislivello si percorre con gli sci in spalla, riservata solo a chi non è del tutto sano di mente o, come nel mio caso, ha con questa cima un rapporto che va oltre la semplice ammirazione paesaggistica. “Non ci credo, lo sto facendo veramente!” penso mentre salgo con sci sullo zaino e lampada frontale lungo la mulattiera verso i Motti, nel buio pesto a cui la falce di luna in cielo fa solo il solletico. Da troppo tempo volevo togliermi lo sfizio di salire con gli sci; le condizioni di sicurezza in alto e il buon innevamento in basso coesistono talmente di rado che alla fine decido di sfruttare le prime, verificate di persona nella gita pedestre del 29.12, incurante della mancanza di neve nella prima metà del percorso. L’alba verso la Cannobina mostra un cielo che ricorda la bandiera tedesca, con strisce gialle e rosse sotto uno strato plumbeo di nuvole; quando i primi raggi di sole infiammano la vetta e l’antecima, la vista ripaga della levataccia e della fatica di portare a spasso gli sci per circa 600 metri di dislivello. Salgo il pendio detritico sotto l’antecima 2296 con affioramenti di roccia e ghiaccio; raggiungo a sinistra la lunga costola rocciosa della piodata di Sud-Ovest, superata piuttosto in alto salendo e molto più in basso durante la discesa per sfruttare il migliore innevamento sulla piodata. Raggiungo quindi la cresta Sud, dove trovo la confortante traccia lasciata durante la nostra gita di tre giorni fa. Arrivo quindi in cima nei tempi previsti; viste le condizioni della neve appena sotto la cima, decido di tenere le pelli anche al ritorno nei due tratti orizzontali di cresta a scendere a piedi il breve tratto ripido che li collega. Mi preparo quindi alla discesa appena passato il traverso. Il sole si copre per non guardare; peccato, perché una neve appena smollata in superficie avrebbe garantito una sciata da favola. Per la stabilità del manto è comunque meglio così; potrei aspettare ma viste le temperature anomale meglio non perdere tempo. Il pendio che mi si presenta è uno dei più belli dove abbia mai sciato; peccato che non gli rendo il giusto onore con una scivolata non prevista, senza conseguenze. Ancora qualche curva poi attraverso a sinistra per tornare sui pendii percorsi salendo. Qualche difficoltà nell’attraversare un tratto privo di neve tra lastroni di roccia, poi proseguo la discesa su neve a volte portante, a volte no, fino a raggiungere il sentiero all’altezza della fontana sotto i Motti dove devo togliere gli sci, che rimetto poi per un breve tratto a Villasco. La Pioda mi ha concesso di realizzare finalmente un vecchio sogno, e anche oggi mi ha insegnato qualcosa.

Lo spettacolo della Pioda rossa al primo sole

Fronte dello scaricamento dalla piodata

Innevamento scarso sui pendii ad Est

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada percorribile fino ad Arvogno e oltre.
La Pioda di Crana innevata è uno spettacolo per veri cultori della montagna vigezzina. Neve presente con continuità solo oltre i 2000 metri; le prime lingue si incontrano al pianoro a circa 1750 m dove è presente una panchina in pietra. La grande piodata ha già scaricato buona parte della neve caduta in abbondanza tra fine ottobre e novembre mentre la cima presenta uno strato di circa due metri. Neve stabile sulla parte alta del percorso della via normale estiva, affrontato con i ramponi. Qualche difficoltà invece nel tratto del sentiero che costeggia la cresta sul ripido versante ovest, parzialmente ingombro di neve non troppo compatta. Anche la faggeta sopra Borca impegna oltremisura il senso dell'equilibrio per via dello spesso strato di foglie che ricopre il sentiero.
Magnifica gita in compagnia di Beppi, in una giornata che solo la brezza in vetta e i larici spogli fanno definire "invernale"; il cielo sereno ovunque permette di apprezzare per intero l'ampio panorama mentre sulla via del ritorno troviamo temperature che richiedono un cospicuo alleggerimento del vestiario.

Innevamento attuale

Passaggi critici sui pendii ad Ovest della cresta

Lungo la cresta parzialmente innevata

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Giornata ottima con temperature più che accettabili, assenza di vento e solo qualche innocua velatura ad alta quota. Innevamento di spessore ridotto ma presente sull’intero percorso, con la sola eccezione del ponticello alla partenza, coperto da una lastra di ghiaccio. Neve portante in basso, con tracce di una recente spolverata molto rimaneggiata dal vento alternate a sottili croste che non fanno sprofondare troppo gli sci per via del fondo abbastanza duro. Salendo si incontrano strati di neve recente, in parte ancora polverosa, altrove già piuttosto indurita. Prima di arrivare al canalone a lato della cascata si sfiora il fronte di una valanga di medie dimensioni, non recente, con i grossi blocchi ancora visibili; nei dintorni si notano altre piccole valanghe. Nessun problema nel canale, già tracciato, e nella successiva salita dopo il pianoro dei laghi di Sirwolte, con neve portante parzialmente coperta da sottili strati di polvere recente. Il primo tratto ripido con lo stato attuale della neve si affronta più agevolmente a piedi; il secondo, con neve ancora più dura, se percorso sci ai piedi richiede l’uso dei rampanti. La cresta mostra grosse cornici rivolte a Nord-Ovest, ben visibili da sotto ma facilmente evitabili nel salire verso la vetta che volendo si può raggiungere con gli sci. Una piccola croce in ferro ha sostituito il bastone che indicava la vetta l'ultima volta che ci sono stato. In discesa, il primo tratto ripido offre neve molto compatta ma non gelata; nel successivo troviamo la migliore neve dell’intero percorso, una decina di centimetri di polvere su fondo duro che permette di realizzare una sequenza di belle curve. I successivi pendii che riportano verso i laghi suggeriscono una certa prudenza, per il manto che mostra l’aspetto del lastrone da vento ma che si dimostra comunque abbastanza stabile. Bella neve anche nella valletta che riporta verso il canalone, affrontato senza problemi tenendosi al centro. Infine neve piuttosto variabile fino alla fine della discesa, con croste indurite dal vento e depositi di polvere gessosa, che sembra sempre sul punto di cedere ma che si rivela portante più o meno fino alla fine.
Gita in compagnia di Daniele e Simone; qualche decina di scialpinisti in zona, divisi tra Galehorn, Böshorn e Schilthorn.

Verso il canale

Grosso scaricamento prima del canale

La cima vista appena a monte del Sirwoltesee

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
quota neve m :: 1800
attrezzatura :: scialpinistica
Si ricomincia più o meno da dove era finita la scorsa stagione. Prima gita di un certo impegno con scelta un po' ambiziosa della meta, e lo scarso allenamento si fa sentire. Giornata molto fredda, con qualche folata di vento nella parte alta ma del tutto limpida, come non se ne vedono spesso. Pensavamo di trovare la folla delle grandi occasioni invece ben poche persone sull'itinerario; colpisce la vista del parcheggio di Engeloch completamente vuoto alle 8 di mattina: o sono tutti impegnati nelle compere pre-natalizie o fa davvero freddo...
Innevamento continuo lungo l'intero percorso ma neve direi scarsa, fortemente rimaneggiata dal vento con affioramenti rocciosi anche in punti mai visti prima. Neve pressoché portante quasi ovunque, con una strana brina di superficie nella parte bassa che fa addirittura scivolare le pelli; ben percorribile in salita nel resto del percorso, con gli effetti del vento ben visibili dopo il Breithornpass verso la cima. In discesa la consistenza della neve cambia continuamente tra polvere indurita, sastrugi, lastroni marmorei e brevi tratti ancora polverosi, dove fare un paio di curve decenti prima di trovare un altro lastrone o della crosta poco portante, facendo attenzione ai già citati affioramenti di roccia.
Gita in compagnia di Simone.

La cima e buona parte del percorso visti dal traverso

Terrarossa ben imbiancato

Percorso movimentato dopo il Breithornpass verso la cima

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Terza volta in meno di due mesi su questa cima con cui ho un rapporto speciale. Stavolta ci dividiamo in due gruppi: Beppi ed io saliamo per la piodata mentre Gianni e Mario ci attenderanno in cima salendo dalla via normale da Borca. La roccia è molto più asciutta del solito ma non mancano tratti umidi all'ombra della parete strapiombante che sovrasta il canalone. Le prime placche mi impegnano più del previsto; posso però contare sul prezioso aiuto di Beppi che mi offre un'assicurazione a spalla, forse aleatoria sul piano strettamente tecnico, ma straordinariamente efficace su quello psicologico. Decido quindi di raggiungere anche stavolta il salto di erba e roccia a sinistra che permette di salire alla "Forcella" da cui proseguire lungo la via normale, mentre Beppi continua lungo la grande piodata. Ci ritroviamo prima del traverso e arriviamo insieme in cima, dove è un piacere incontrare Gianni e Mario che forse abbiamo fatto aspettare più del previsto. Dopo una sosta in vetta, scendiamo poi tutti insieme lungo la via normale, concedendoci anche una visita all'antecima.
Gran bella gita all'insegna dell'amicizia, in una giornata con velature nuvolose al mattino e ampie aperture in seguito. Via normale oggi più frequentata del solito.

Dall'Alpe i Motti verso l'attacco del canalone

Sulle prime placche

Sguardo verso i Motti dal canalone

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Gita per chiudere in bellezza la stagione. Partenza dal ponte della Rassia (così viene chiamato localmente il ponte sul Melezzo al termine della strada da Arvogno) in una giornata piuttosto fresca; sentieri in buone condizioni ben segnalati fino alla faggeta sopra Borca, poi nessuna marcatura ma traccia evidente nonostante l’erba alta. Giunti alle prime rocce della cresta, a circa 1900 metri, un ometto indica la traccia che evita le roccette verso destra per tornare in cresta dopo una ventina di metri, dove un altro ometto segnala il punto dove il sentiero si sposta sul versante Ovest (a sinistra, salendo). Nessun problema poi nel seguire la traccia fino al traverso, affrontato ancora appoggiando sulle esili cenge sotto il filo di cresta. Alla bellezza dei ben noti panorami di vetta, resi speciali dalla progressiva formazione di cumuli orografici, si aggiunge lo spettacolo di un’aquila che sorvola la cresta a poca distanza, per farsi vedere di nuovo mentre scendiamo.
Gita in compagnia di Francesco.

Punto dove si evitano le roccette passando a destra

Punto dove si lascia il filo di cresta spostandosi a sinistra

Un'aquila sorvola la cresta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada percorribile fino a Riale
Gita effettuata in giornata con partenza da Riale, forse sottovalutando un poco la lunghezza del percorso. Il meteo comunque ci ha aiutato e il ghiacciaio è in discrete condizioni per quanto riguarda la percorribilità, mentre altrettanto non si può dire in termini ecologici visto lo stato in cui si trova; il confronto con alcune foto di pochi anni fa mostra una notevole riduzione. Lasciamo l’auto al grosso parcheggio dei camper, oltre il quale la strada è chiusa; il poter salire in auto fino alla funivia ci avrebbe risparmiato almeno un’ora di cammino tra andata e ritorno. Saliamo per il nuovo sentiero, alto sulla gola del Sabbione, quindi seguiamo il corso del torrente verso la diga. Un sentierino sulla sinistra idrografica consente di evitare la percorrenza dei tratti più stretti e disagevoli, oltre che pericolosi in caso di piena. Raggiungiamo il marcato sentiero per il Rifugio Claudio e Bruno; ad un bivio segnalato da un precario cartello teniamo la sinistra costeggiando il Lago del Sabbione, senza salire al rifugio, fino ad accedere al ghiacciaio. Questo mostra ghiaccio vivo per tutta la sua lunghezza, tranne gli ultimi cinquanta metri verso il Passo del Mittelberg ancora coperti di neve. Nella parte bassa, quasi pianeggiante, pochi crepacci aperti, molti massi erratici anche di grosse dimensioni e numerosi rivoli d’acqua in superficie; salendo in conserva il tratto più ripido incontriamo presto due grossi crepacci aperti che evitiamo con qualche diagonale. Facciamo lo stesso più in alto dove notiamo diversi altri crepacci pieni di neve ancora sporca della sabbia portata dalle perturbazioni da Sud di questa primavera. Arrivati all’apice del tratto innevato, ormai ben distante dal Passo, ci liberiamo dell’attrezzatura e raggiungiamo per le rocce lasciate libere dal ritiro glaciale l’ampia cresta detritica che conduce in vetta, transitando anche presso una vistosa colata di massi calcarei con incrostazioni che potrebbero interessare gli appassionati di minerali. Bel panorama dalla cima, ostacolato solo verso l’Oberland dalle nuvole da cui improvvisamente spunta l’inconfondibile sagoma del Finsteraarhorn. In discesa, ricomposta la cordata, evitiamo ancora tutti i crepacci, anche quelli coperti di neve; per l’impossibilità di reperire le tracce della salita ci troviamo quindi a metà circa dell’ultimo crepaccio, aperto per circa un metro, che taglia trasversalmente buona parte del pendio. Decidiamo così di saltarlo, per proseguire la discesa senza ulteriori difficoltà fino al termine del ghiacciaio, dove la fusione aumentata nelle ore più calde ha formato un vero e proprio fiume che scorre verso il Lago del Sabbione. Anche il resto della lunga discesa si svolge più o meno sul percorso dell’andata.
Gita di grande soddisfazione in compagnia di Beppi, in ambiente straordinario e oggi insolitamente deserto.

Salendo lungo il Rio del Sabbione

Arbola e Hohsandhorn a destra visti dal Lago del Sabbione

Verso il ghiacciaio

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Tutte le sue gite

  • Galehorn da Engiloch (20/01/19)
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    Crana (Pioda di) da Arvogno, versante Sud (01/01/19)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (29/12/18)
    Schilthorn da Engiloch (27/12/18)
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    Crana (Pioda di) per la grande piodata (29/09/18)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (02/09/18)
    Sabbione (Punta del) o Hohsandhorn dalla Diga di Morasco (30/08/18)
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    Stagno (Pizzo) da Fondighebi, anello per il Monte Cimone (21/08/18)
    Mater (Monte) da Albogno, anello (19/08/18)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (16/08/18)
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    Breithorn dal Passo del Sempione (20/03/16)
    Trubbio (Cima) da Arvogno (19/03/16)
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    Crana (Pioda di) da Arvogno (01/01/16)
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    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (27/12/15)
    Breithorn Occidentale da Cervinia (20/12/15)
    Margineta (Monte) da Albogno (05/12/15)
    Caneto (Cima di) da Blitz per il Monte Ziccher (21/11/15)
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    Pedum (Cima) da Fondo li Gabbi (29/08/15)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (27/08/15)
    Craveggia (Bagni di) da Blitz per la Bocchetta di S. Antonio (25/08/15)
    Pezza Comune (Punta, cima principale) da Arvogno (22/08/15)
    Valgrande (Pizzo) da Ponte Campo, anello (20/08/15)
    Rossa (Passo della) dall'Alpe Devero, anello per il Passo di Crampiolo (17/08/15)
    Sassone (Cima del) e Pizzo Formalone da Alpe Blizz (13/08/15)
    Ragno (Pizzo) Traversata Orcesco-Malesco per il Pizzo Nona (12/08/15)
    Cinque Passi (giro dei) anello da Cheggio (11/08/15)
    Galehorn da Engiloch (07/08/15)
    Maderhorn dall'Ospizio del Sempione (06/08/15)
    Teggiolo (Monte) da Bugliaga (02/08/15)
    Gnifetti (Punta) - Capanna Regina Margherita Via Normale dal Rifugio Gnifetti (10/07/15)
    Pioltone (Pizzo) o Camoscellahorn da San Bernardo, anello (05/07/15)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (07/06/15)
    Dammastock dall'Hotel Belvedere (06/06/15)
    Blinnenhorn o Corno Cieco dalla Diga di Morasco (24/05/15)
    Senggchuppa da Engiloch (10/05/15)
    Breithorn dal Passo del Sempione (02/05/15)
    Rebbio (Punta del) o Bortelhorn da Berisal (12/04/15)
    Laurasca (Cima della) da Malesco (06/04/15)
    Tignolino (Pizzo) da Trontano (29/03/15)
    Trubbio (Cima) da Arvogno (21/03/15)
    Mater (Monte) da Druogno (01/03/15)
    Trubbio (Cima) da Craveggia (22/02/15)
    Brunni (Corno) da Riale per il versante Sud. (05/01/15)
    Arezhorn dal Passo del Sempione (02/01/15)
    Crana (Pioda di) per la grande piodata (30/12/14)
    Spitzhorli da Passo del Sempione (29/12/14)
    Galehorn da Engiloch (22/11/14)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (31/10/14)
    Grigna Settentrionale e Grigna Meridionale da Piani Resinelli, Traversata Alta (21/09/14)
    Laurasca (Cima della) e Cimone di Cortechiuso Anello da Fondo li Gabbi (14/09/14)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (28/08/14)
    Crana (Pioda di) per la grande piodata (27/08/14)
    Capezzone (Monte) da Campello Monti (24/08/14)
    Wenghorn da Simplon Dorf per il canale ESE (21/08/14)
    Leone (Monte) Via Normale dal Passo del Sempione (17/08/14)
    Scheggia (Pizzo la) da Arvogno (14/08/14)
    Ruscada (Pizzo) da Dissimo (06/08/14)
    Casaletti (Cima dei) da Arvogno (04/08/14)
    Cortefreddo (Pizzo) o Corno del Ferso da Giovera di Montecrestese (27/07/14)
    Capezzone (Monte) da Campello Monti (19/07/14)
    Zeda (Monte) da Falmenta, anello creste Nord e Est (13/07/14)
    Gnifetti (Punta) - Capanna Regina Margherita da Indren (21/06/14)
    Breithorn dal Passo del Sempione (02/06/14)
    Galenstock dal Furkapass (31/05/14)
    Rothorn o Corno Rosso per il Ghiacciaio dei Camosci (17/05/14)
    Strahlhorn dalla Britanniahutte (10/05/14)
    Basodino (Monte) da Riale (04/05/14)
    Valle (Punta della) quota 2611 m SO da Alpe Devero (01/05/14)
    De Zen Piero (Bivacco) da Egga (CH) (26/04/14)
    Terrarossa (Punta di) o Wasenhorn dal Passo del del Sempione (13/04/14)
    Mattwaldhorn da Engiloch (06/04/14)
    Magehorn da Engiloch (30/03/14)
    Arbola (Punta d') o Ofenhorn da Valdo per il Rifugio Margaroli (29/03/14)
    Pioltone (Pizzo) o Camoscellahorn da San Bernardo (09/03/14)
    Mater (Testa del) da Pian del Sale (08/03/14)
    Pianchette (Cima) da San Bartolomeo (09/02/14)
    Tre Croci (Poggio) da Bardonecchia (26/01/14)
    Cima (la) da Malesco (18/01/14)
    Mater (Monte) da Druogno (06/01/14)
    Ziccher (Monte) da Alpe Blizz (05/01/14)
    Alta (Cima) da Arvogno (03/01/14)
    Trubbio (Cima) da Craveggia (29/12/13)
    Cima (la) da Malesco (27/12/13)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (14/12/13)
    Scaravini (Cima) da Massiola per la cresta Sud (27/10/13)
    Muino (Schegge di) da Vocogno (26/08/13)
    Arbola (Punta d') Via Normale da Valdo per il Rifugio Margaroli (22/08/13)
    Bavona (Val) Traversata da Foroglio a S. Carlo per la Bocchetta della Crosa (20/08/13)
    Marcio (Pizzo) e Monte Togano da Coimo a Campra (17/08/13)
    Camosci (Punta dei) o Battelmatthorn dalla Diga di Morasco, anello per Passo del Gries (13/08/13)
    Stockalperweg da Gondo a Brig (10/08/13)
    Marsicce (Cima) e Cimone di Cortechiuso da Fundighebi (09/08/13)
    Diosi (Pizzo dei) per la Cappella di Terza (06/08/13)
    Craveggia (Bagni di) da Blitz per la Bocchetta di S. Antonio (04/08/13)
    Avino (Lago d') da Veglia, rientro dal passo del Croso (03/08/13)
    Torriggia (Monte) da Finero, traversata a Cursolo (01/08/13)
    Fornale (Pizzo del) da Arvogno (31/07/13)
    Campeia (Passo) da Arvogno, giro della Pioda di Crana per il Passo Larecchio (30/07/13)
    Forno (Pizzo del) o della Fria da Agarina (28/07/13)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (14/07/13)
    Valgrande da Patqueso a Trontano, traversata per Mottac e Scala di Ragozzale (30/06/13)
    Alphubel dalla Täschhütte (16/06/13)
    Leone (Monte) dal Passo del Sempione (08/06/13)
    Valrossa (Punta di) da Riale (12/05/13)
    Breithorn dal Passo del Sempione (25/04/13)
    Tossenhorn dalla Laggintal (14/04/13)
    Boshorn da Engiloch (07/04/13)
    Bandiera (Pizzo) da Alpe Devero (01/04/13)
    Sirwoltehorn da Engiloch (16/03/13)
    Galehorn da Engiloch (03/03/13)
    Breithorn dal Passo del Sempione (02/03/13)
    Straffelgrat Ovest (Punta) da Niederalp (10/02/13)
    Fornalino (Pizzo) da Alpe Cheggio (09/02/13)
    Ruggia (Pizzo) da Arvogno (19/01/13)
    Pioltone (Pizzo) o Camoscellahorn da San Bernardo (04/01/13)
    Sangiatto (Monte del) da Alpe Devero (29/12/12)
    Stagno (Pizzo) da Fundighebi per Alpe Cavalla (27/12/12)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (17/11/12)
    Grigna Settentrionale e Grigna Meridionale da Piani Resinelli, Traversata Alta (16/09/12)
    Diosi (Pizzo dei) per la Cappella di Terza (27/08/12)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (26/08/12)
    Ragno (Pizzo) Traversata Orcesco-Malesco per il Pizzo Nona (22/08/12)
    Valrossa (Punta di) e Punta d'Elgio da Riale, anello (21/08/12)
    Valgrande da Scaredi a Cicogna, traversata per le Strette del Casè (19/08/12)
    Leone (Monte) Via Normale dal Passo del Sempione (17/08/12)
    Freghera (Cima della) da Canza (14/08/12)
    Gelato (Lago) da Arvogno per l'Alpe Camana (11/08/12)
    Cervandone (Monte) dal colle Marani (09/08/12)
    Laurasca (Cima della) da Fondo Li Gabbi (08/08/12)
    Torrione (il) da Finero, anello (07/08/12)
    Mater (Monte) da Buttogno (04/08/12)
    Fontanalba (Pizzo di) da Arvogno (02/08/12)
    Sassone (Cima del) e Pizzo Formalone da Alpe Blizz (31/07/12)
    Fracchia (Costa di) e La Porcella da Siberia (30/07/12)
    Forno (Pizzo del) o della Fria da Agarina (29/07/12)
    Stagno (Pizzo) da Fondighebi, anello per il Monte Cimone (17/06/12)
    Senggchuppa Parete NE (02/06/12)
    Breithorn dal Passo del Sempione (13/05/12)
    Nefelgiù (Corno Orientale di) da La Frua (28/04/12)
    Griessernuhorn da Egga (09/04/12)
    Valletta (Punta della) da Pila per il Canale Ovest (01/04/12)
    Diei (Pizzo) da San Domenico (25/03/12)
    Tamierhorn da Riale (10/03/12)
    Laurasca (Cima della) da Malesco (18/02/12)
    Loccia di Peve (Monte) da Scarliccio (05/02/12)
    Stella (Corno) da Foppolo (15/01/12)
    Corona Troggi da Cologno (07/01/12)
    Corbernas (Monte) da Alpe Devero per la Bocchetta di Scarpia (29/12/11)
    Breithorn dal Passo del Sempione (11/12/11)
    Muino (Schegge di) da Vocogno (10/12/11)
    Cazzola (Monte) da Alpe Devero (09/12/11)
    Sassone (Cima del) e Pizzo Formalone da Alpe Blizz (29/10/11)
    Zeda (Monte) da Falmenta, anello creste Nord e Est (02/10/11)
    Limidario (Monte) e Gridone (Cima est) da Spoccia (27/08/11)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (25/08/11)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (20/08/11)
    Campelli (Cima) da Arvogno (18/08/11)