Enri78


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Prima volta a scalare nella zona del Maggiorasca, piacevole sorpresa. La roccia coperta dai licheni del primo tiro ed un voletto per un appiglio saltato non frenano l'entusiasmo. Il luogo è incantevole e la chiodatura rassicurante (eccezion fatta per un tassello che evidentemente non ha fatto presa all'uscita del primo tiro).
Davanti a noi Rin e Simo, dietro Chri ed io, ancora sotto cordata a 3 per Miriam, Diego e Carletto...tutti a tiri alterni.
Tutto liscio fino al tiro di V, dove si scatena il diluvio. Rin e Simo sono gia sul penultimo tiro di III ed usciranno in vetta, mentre Miriam, due tiri sotto, decide di girare le corde. Io raggiungo Chri in S4 sotto l'acquazzone e visto che ho pensato bene di salire in t-shirt e che allo stesso tempo abbiamo lasciato del materiale sul tiro precedente per favorire la cordata che ci segue, decidiamo di fare dietro front provando a recuperare più materiale possibile dalla rampa obliqua del 3° tiro. Manca solo la muta, del resto è una discesa stile canyoning. :D
Raggiunta la base della via con 3 doppie (S4-S2/S2-S1), recuperiamo tutto ad eccezione di una fettuccia e due moschettoni ad inizio traverso. Lasciamo inoltre 2 maillons sugli spit di S4 ed S2 per le calate.
Scoli fradici, con Carletto in mutande tra i funghi, tra una risata e l'altra scendiamo alle auto, mentre puntualmente il cielo si riapre.
Piattone di ravioli come meritata consolazione e tutti giù a casa...a pensare alla prossima gita alla Rocca del Prete.
Grazie a Rin, "padrone di casa" qui in Val d'Aveto, e a tutta la banda per l'ottima compagnia.

La Rocca sulla via del rientro. Alla prossima!
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
La mia prima via in pieno stile avventura, nei luoghi dove sono cresciuto e che più amo. In cima all'avancorpo, un pensiero è andato ad Ale, amico recentemente scomparso con il quale, allora adolescente, attraversai per la prima volta questo meraviglioso angolo dell'Orba.
Un enorme ringraziamento va agli amici Simone e Nicholas, che hanno voluto seguirmi in questa piccola, ma per noi ambiziosa, avventura.

Sviluppo via.

S1

Attacco via.

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Con Nico, diretti verso il cuneese, fermati ancora una volta dal maltempo previsto su tutto il nordovest.
Ripieghiamo, nonostante il diluvio previsto per le 12, su Perti Nord, con la premessa di partire "presto".
Alle 9 siamo all'attacco (alla faccia del presto!). Decido di partire da sopra il masso, facendomi lo sconto sul passaggio da sotto...che non vedo logico, come non vedremo logici altri due passaggi più in alto, nel corso della mattinata.
I tiri scorrono bene, nonostante oggi non si opti per il comando alternato. Niente impicci con le corde, le soste sono tutte supercomode e con le due mezze si va su che è un piacere. Unico appunto va al passo di 6a un pò più che forzato, il quale spezza l'armonia della linea logica della via ed il passaggio così ravvicinato ad Aprosdoketon sull'ultimo tiro. Comunque roba di poco conto: la via è divertente, protetta intelligentemente ed integrabile a piacere per fare un pò di didattica sull'uso delle protezioni veloci. Usciti sulla rocca si scatena il temporale...giù di corsa alla Scaletta a godersi il diluvio davanti a 2 (x2) ottime IPA e due panini da urlo.

Nico sull'uscita di L2

Nico sull'ultima lunghezza. Notare l'adiacenza dei resinati di Aprosdoketon...

Uscita via, con le prime gocce sulla testa!

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La calura estrema in città fanno si che oggi il bosco sia affollatissimo. Tutti in cerca di un pò di fresco.
Un gruppone da Genova ed una gradita visita da Novi Ligure ravvivano la base della falesia. I tiri centrali i più gettonati.

Shea (5b)

Panoramica falesia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La lama...o meglio dire "ciappa"...dell'ultimo tiro è appesa lì...mi sono guardato bene dal tirarla anche perché per chi assicura non c'è modo di ripararsi da un eventuale distacco.
Segnalo che non ci sono neanche più i vecchi cordini che permettevano di azzerare il passo. Risultato: se non volete tirare quella ciappa partite con un obbligatorio leggermente più alto nelle braccia.
Diretti la mattina presto verso il Mongioie, a Ceva ripieghiamo per un repentino cambio metereologico tornando in riviera. Un'afa pazzesca fin dalle 7, socio con un dito del piede rotto ed io con l'influenza...riusciamo ad uscirne, ma non senza difficoltà sull'ultimo passo.
La via merita...soprattutto la bella, atletica sezione del 4° tiro (i chiodi vintage fanno valore aggiunto!). Meno interessante il trasferimento del 3° tiro.
A tiri alterni con Andrea, sulla nostra prima via lunga insieme.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Il gelicidio dello scorso inverno ha tirato giù qualche grosso albero sul sentiero. Al momento (presto faremo un giro con la motosega...) si possono aggirare gli alberi caduti appena più a valle del sentiero.
Due orette al fresco in terra nostrana in alternativa alle roventi falesie costiere. Salite 4 vie, ripulite dalle piccole ricrescite. Materiale in ordine. Con Nico.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti da Urbe alle ore 3:15, a Castello alle 6:30. Breve sosta alla base del canalone, siamo al Boarelli alle 9:45. Il bivacco è vuoto, ma la scelta di partire presto si rivelerà azzeccata: prima del calare del sole saremo in 32, e gli ultimi saranno costretti a riposare sul pavimento.
Un giro verso il bivio Nicoli/Sagnette nel pomeriggio e poi risate e riposo attendendo la sera. Sveglia alle 4:45, ma il primo gruppo di francesi parte già alle 4.
Accese le frontali alle 5:15, lasciamo il Boarelli in direzione dell'Andreotti, dove faremo una breve sosta. Sopreso, raggiungiamo la cengia di attacco e realizzo che il nevaio Sella del quale avevo sempre letto nella relazioni non c'è. E' stata un'estate davvero dura anche quassù!
I tratti di facile arrampicata si alternano a brevi trasferimenti su roccette e detriti, ancora il breve diedro appoggiato dei fornelli e dopo un'ultima breve cengia detritica che taglia il canale, siamo finalmente in vetta: sono le 8:40.
La vista è incredibile: riesco ad intravedere (oltre alle solite note Bianco, Rosa, Cervino, Argentera) anche le Apuane, il Beigua, il Tobbio e le Figne, guardando in direzione "di casa".
Foto di rito e scendiamo (ancora non riesco bene a capire il perchè...forse più gente attorno di quanto ci aspettassimo?) quasi subito. La discesa è lunga e l'attenzione, visto soprattutto l'affollamento, è massima. Alle 12:40 siamo nuovamente al bivacco. Pranziamo, riposiamo e ripartiamo in direzione del Berardo, per percorrere un itinerario diverso da quello dell'andata. Qui un'ultima sosta, e poi giù verso la pineta. Alle 18:30 raggiungiamo l'auto. Cena a Sampeyre per brindare alla ns prima ascensione del Re di Pietra.
A casa alle 23.

Con Daniele, Giorgio e Nicholas, grandi camminatori ed ottimi compagni, che ringrazio per la loro piacevole compagnia, il loro spirito e la loro determinazione.

Tristemente apprendiamo dell'incidente avvenuto sui Fornelli il giorno seguente. Esprimiamo il nostro profondo cordoglio alla famiglia, alla quale rivolgiamo le nostre più sentite condoglianze.

Il gruppo dei conquistatori del Boarelli: in alto Dani, al centro Giorgino ed in basso Nico. :)

Passaggi lungo la normale.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nonostante la prevista trasferta a Punta Ostanetta, il meteo non è dalla nostra, è così propongo al socio gita nell'imperiese: Placche di Borniga, nel mio mirino da tempo!
Raggiunta l'alta valle Argentina, qualche perplessità riguardo l'avvicinamento, ma alla fine con un mix di logica, orientamento ed un pò di fortuna (ometti tutti pressoché abbattuti o coperti dalla vegetazione) riusciamo a trovare la corda fissa che conduce a base parete (catena per la verità).
Entusiasti della compattezza del suo calcare e della posizione meravigliosa di questa balconata sulla valle Argentina, prendiamo confidenza sui primi tiri di "Precipizio" e "Con l'aiuto di Paola". Attacchiamo infine i tre tiri di "Occitania", (60 mt, 6a max). L1+L2 con Nico davanti, in gran forma. Placca, muretto verticale, placca. L3 tocca a me: una placca tagliata da una fessura verticale appena accennata, ricca di piccole concrezioni in quarzo utilissime come appoggi. Tutti e 3 i tiri molto, molto belli e continui. Scesi da S3 con un'unica calata (2 mezze da 60).
Al rientro, dopo un paio di birrette a Realdo, ancora un tiro alle Rocce di Loreto per dare una sbirciata al sito ed un'occhiata al Paretone, dove qualche mese fa avevamo salito la via Festival. Beer Room di Pontinvrea per una pizza e dritti sotto la doccia a Urbe.

Nico su L3
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Weekend impegnativo al lavoro per il socio: optiamo per uscita pomeridiana in falesia, esimendoci da un'altra trasferta di montagna nel cuneese.
Nico propone la falesia del mammut, ultimo lavoro di Mr.Delfino. Visto il bel lavoro fatto al Caimano, non mi tiro indietro e nonostante l'aver sbirciato la relazione che riporta tiri cortini, alle 15 ci fiondiamo giù lungo il Rio Manie, in secca, per raggiungere la base della falesia.
Il sentiero, nonostante sia immerso in una vegetazione quasi amazzonica, è ben individuabile grazie ai bolli verde antinebbia. :)
Partiamo sul tiro n.2, non entusiasmante ma che regala un bel passo delicato di placca se impostando il passaggio diritti sul chiodo.
Poi ci spostiamo man mano a sinistra, ripetendo la n.6 (placca), 9 (spigolo/placca molto carino), 14, 12 (placchette tecniche). Un giro infine io sulla 17, leggermente strapiombante, di resistenza, con passaggio duretto di ristabilimento a metà tiro.
A parte qualche tiro spezzato da discontinuità che abbiamo saltato in favore di altri, una falesia che merita sicuramente un altro giro.
Chiodatura ok (a prescindere dalla quantità dei resinati) sui tiri da noi ripetuti. Come già riportato da Stegio, grosso nido di calabroni tra i tiri 15 e 16, attenzione. Grazie all'apritore per il gran lavoro svolto (vedi anche le zanche in ferro posizionate qua e là, non un lavoro da poco).
Caldo umido in bell'ambiente isolato, smorzato verso sera da una bava d'aria. Pizza, birra e rock al Beer Room di Pontinvrea. Urbe alle 22.

Falesia del Mammut
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Mezza mattinata a disposizione, come al solito nel weekend.
Daniele (con il quale ero salito alla Nasta l'estate scorsa), mi propone da buon ferratista di andare a fare un giro con lui. Accetto di buon grado, ma chiedendogli se l'avesse già percorsa e sentendomi rispondere "6 o 7 volte", colgo l'occasione al volo e gli propongo qualcosa di alternativo: una via lunga sul conglomerato. Io non ne ho mai salite su questo tipo di roccia (che a me dopotutto era piaciuta, mettendovi mano salendo la ferrata) e lui, più ferratista che arrampicatore, non si è mai cimentato in una multipitch. Do un occhio qui su Gulliver e scorgo via e grado che fa al caso nostro: un 5a max di 4 tiri (scopro poi che su Onde di Pietra viene data - erroneamente - come via di 5 tiri dalle difficoltà decisamente più contenute).
Troviamo in breve l'attacco della via, ubicata all'estrema destra della parete che si interseca verso sud con il torrione della Biurca, una ventina di metri prima del diedro, in prossimità di alcuni giovanissimi alberi. Per raggiungerla traversiamo una placca/cengia che risale dal sentiero fino a base la parete.
Una volta legati, parto sul primo tiro. E' sul secondo chiodo il passaggio chiave della via (e forse l'unico di V): un singolo movimento su murettino verticale, dove è essenziale (come sempre) la fiducia sui piedi e questa volta anche sulla puddinga del Reopasso. Devo dire che in realtà non ha mosso una virgola durante la salita, ma d'altra parte la placca è appoggiata ed i frequenti buoni appigli, che comunque mi sono parsi stabili, servono giusto per consolidare l'equilibrio.
Da qui in poi, la via spazia tra brevissimi trasferimenti di III, passaggi di IV e singoli di IV+. Ancora un passo di V forse su L2, su una placca/diedro molto aperta ma con ottimi appoggi.
Una piccola nota: i tiri della relazione sono segnalati da 20 mt; in realtà L1 ed L2 sfiorano i 35 ed L3+L4 si scalano comodamente con un unico tiro di 30 metri.
Scesi al sentiero di avvicinamento per la normale.
L1 (IV, 5a, IV; placca diag dx, 35 mt)
L2 (IV, 5a; placca, 35 mt)
L3 (IV, III; placca, 15 mt)
L4 (IV, III, II; placca, 15 mt)
Soste su resinati con catena e maillon di calata (catena e maillon arrugginiti ma in buone condizioni). Chiodatura sportiva.
Un caro saluto a Giulia e Marco, una coppia di escursionisti locali (Noceto) usciti dal bivacco della Biurca contemporaneamente alla nostra uscita dalla via, e con il quale abbiamo fatto quattro chiacchiere in buona compagnia prima di rientrare a Crocefieschi.

L2

Daniele sulla diagonale di L1

Discesa dalla normale: inclinazione parete.

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