Camontilla


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Giornata limpida e fresca. Attrezzatura ancora non necessaria per la salita alla vetta. Partenza da Riale. Salita effettuata dal canale dei Sabbioni che passa per il baitello Zum Stock, discesa passando dal piano dei camosci e da Bettelmatt. Un po' commovente la continua e impressionante regressione dei ghiacciai. Incontrati 2 ciclisti sulla cima (?!)
Con Mad alla sua prima volta in questa zona da mio "primo amore" che non mi annoia mai.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Piacevole gita d'allenamento a percorsi lunghi e vari. Salita dalla cresta Sud, discesa da quella sud-ovest. Nonostante la normale della cresta sud sia tecnicamente più facile e paragonabile ad un ripido sentiero, presenta punti con accentuata esposizione, da non trascurare. La cresta sud-ovest è divertente e generalmente con buona roccia sul filo. Sul lato ovest di questi tempi si può incontrare un po' di verglass. Entrambi gli itinerari sono individuabili con buon spirito di osservazione verso gli ometti.
A mio modesto parere, non può essere definita una montagna scialpinistica.
Nonostante la nebbia di questo primo lunedì tipicamente autunnale, con forte centratura e consapevolezza, sono arrivata sulla cima col costante pensiero di lei, con la sua presenza vigile sulla mia spalla.
Ciao Ele!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Concordo con le note tecniche già inserite nell'itinerario. Cresta pulita, percorsa tutta senza ramponi, nei giorni seguenti credo sia già cambiata la situazione, date le precipitazioni. In conserva protetta dopo i primi 200 m circa. I primi 2 gendarmi li abbiamo disarrampicati, mentre il terzo è l'unico dal quale ci siamo calati. Percorsa in giornata con prima funivia. Se non ci fossero stati rallentamenti di altre cordate e la mia stanchezza in discesa, saremmo stati nei tempi per prendere funivia anche in discesa... Ma si sa che siamo abbonati alla discesa a piedi fino a Saas Grund!
Grazie a Luis! E anche ai simpatici ex allievi del corso di alpinismo Cai Villa ritrovati sul posto
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Lasciata auto al primo parcheggio prima della dogana di Gondo
Giornata asciutta, ideale per percorrere questo itinerario. Tutta la salita nel canale è ben identificabile da segni rossi e inizialmente da qualche ometto. Noi lo abbiamo percorso in conserva protetta, sfruttando qualche rado spit in buone condizioni. Confermo le cattive condizioni della ferrata, controllare sempre lo stato del cavo di acciaio. Casco obbligatorio! I tronchi nel famoso budello al termine del canale sono nella prima parte ancora affidabili, poi decisamente marci. Arrivati in cima al canale, il sentiero per Bugliaga è ben identificabile da scritte in basso su un grande sasso (verso destra rispetto all'uscita) e da segni rossi (guardando verso sinistra rispetto all'uscita). Da Bugliaga di Dentro abbiamo percorso in discesa il sentiero Scagnol per poi rientrare a piedi sulla strada statale per recuperare auto a Gondo, compiendo un percorso ad anello di sicura remunerazione. Impiegato 5 ore per tutto il giro con progressione tranquilla, soprattutto in salita nel canale per goderci la storia e prestare attenzione a non smuovere sassi.
Un percorso decisamente suggestivo, grazie Luis.

Indicazioni per Bugliaga su sasso localizzato verso destra rispetto all'uscita del canale
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via percorsa tutta coi ramponi in conserva protetta (dove si riesce...). Trovato solo un chiodo verniciato di rosso, una sosta su fettucce e una su cordone nella prima parte dello spigolo. Pochissimi i segni dei ramponi sulle rocce. Un po' complicata l'individuazione della via e difficile è evitare canali di rocce marce, dove abbiamo incontrato anche verglass. Pur cercando di stare il più possibile sul filo, la roccia non è mai molto buona. Partenza dal bivacco Luino alle 5.30, in vetta alle 11. Discesa verso la Britannia Hutte e poi fino a Felskinn per prendere funivia fino a Saas Fee.
Giornata spettacolare, a parte il forte vento costante durante la salita dello spigolo.
Grazie a Luis, col quale la concentrazione e la sintonia sono state massime, per affrontare al meglio questa avventura.

alba sul bivacco, dall'attacco del primo risalto roccioso

e alba sul Rosa..

In discesa sulla via normale, poco sotto la vetta
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Percorso in parte la traversata dei camosci, attraversando prima il ghiacciaio di Seewjinen e poi quello di Schwarzberg verso ovest, sempre al di sotto della cresta di confine tra Italia e Svizzera fino al bivacco città di Luino, dove abbiamo pernottato. Nell'ultimo tratto di ghiacciaio si aggirano crepacci grandi come cattedrali, per poi raggiungere la cresta dove è posto il bivacco senza problemi. Partenza alle 10 dall'arrivo della funivia del Monte Moro, arrivo al bivacco alle 14. In alcuni tratti più esposti al sole si sfondava un po' nella neve. Bivacco ben tenuto, fornito di coperte, pentole e fornello con bombola a gas. Luce non funzionante, sembra che il pannello solare sia stato danneggiato da qualche fulmine. Eravamo in 7, decisamente un po' stretti...
Prima di due giornate trascorse con Luis in una zona selvaggia, remota e affascinante.

primo tratto, in prossimità della bocchetta di Galkerne

Ingresso al ghiacciaio, dove abbiamo calzato i ramponi

un primo tratto ripido

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Concordo con l'itinerario qui descritto. Utili indicazioni sono date dai segni dei ramponi sulla roccia. Fatta in giornata con prima funivia da Saas Grund. Cresta pulita, percorsa tutta in conserva protetta, a parte i 2 brevi tratti spittati. Nuvole e nebbia dal lato italiano riservano minaccia che alla fine non si è espressa nella sua forma peggiore. Discesa dalla via normale, nel solito zig zag sospeso di crepacci e seracchi abominevoli... Prestare attenzione all'orario di discesa di questi tempi!
Itinerario lungo, soprattutto se fatto in giornata, ma entusiasmante e divertente... perso ultima funivia ad Hohsaas in discesa. Senza perdersi d'animo, ci spariamo a piedi la discesa fino a Saas Grund, resa più leggera dall'incontro ravvicinato con marmotte che sembrano addomesticate e resa un po' più pesante dai miei piedi che gridano pietà !!!
I hope everything is fine for those two guys that were climbing just after us until a certain point... ! Once we arrived on the top, we saw a rescue helicopter probably taking them away.

Avvicinamento al Lagginjoch, sulla destra la prima parte della cresta N della Weissmies

prima parte della cresta

Tratto intermedio

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Traversata effettuata verso Cicogna dopo aver pernottato alla bocchetta di Campo ed aver salito il Pedum. Ambiente selvaggio, che richiede intuito nell'individuare la traccia: nella parte iniziale delle strette i passaggi sono obbligati, dopo i prati di Ghina sembra ci si possa rilassare ma è invece necessario rimanere concentrati, rendendo grazie alle vaghe tracce di vernice che con svariate serpentine portano a Pogallo.
Il telefono prende in un breve tratto sopra la bocchetta di Campo, prima di "buttarsi" verso la prima stretta
Via d'esplorazione, senza incontrare nessuno. Splendido weekend di respiro autunnale.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ambiente splendido e giornata ideale per affrontare questa affascinante montagna. Pernotto al bivacco della Bocchetta di Campo, ben tenuto e fornito di legna. In vetta in un'ora circa. Prestare attenzione se umido.
Grazie ai miei occhi e a quelli di Luis
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti con la prima funivia da Saas Grund, fino ad Hohsaas (3100 m). Da qui bisogna scendere circa 200m per andare a prendere la morena del ghiacciaio. Giornata molto calda (zero termico a 4600m). La neve caduta i giorni precedenti ha rallentato la progressione, facendoci sfondare in alcuni punti fino al ginocchio. Tanti i crepacci aperti con ponti di neve esili, non polverosi, ma nemmeno particolarmente solidi. La traccia nella parte alta del ghiacciaio passa più in basso del solito. Sulla cresta nord-ovest per arrivare in vetta neve un po' più portante. Diverse scariche di sassi al margine sinistro del ghiacciaio rispetto alla linea di salita.
Incontrato un signore svizzero, da solo, senza attrezzatura, ha affrontato la salita con un solo rampone e in pantaloni corti... spero che non mi ricapiti presto di tremare di paura per uno sconosciuto!
Nel complesso ottima gita, anche considerando che siamo riusciti a prendere la funivia a Kreuzboden per il rientro mezz'ora prima della chiusura!
Grazie Luis!

In discesa dopo l'arrivo ad Hohsaas, passando sotto al Lagginhorn

L'inizio della salita sulla morena del ghiacciaio

Dalla cresta nord-ovest, uno sguardo sulla parete nord...

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