Bino92


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nulla da segnalare sulla ferrata in sé, ancora tanta neve invece sul sentiero verso il rifugio e sul sentiero che da quest'ultimo scende all'Arp Vieille, tanto che in molti punti non è visibile e si scende camminando sui nevai o sulle pietre. Giornata molto calda, mitigata dal vento in mattinata sulla ferrata, mentre un forno il vallone dell'Arp Vieille.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Sentieri interamente sgombri da neve, sia su quello dal versante sud che quello dal lago Morto
Gita sbattone della stagione! Giornata autunnale ma con temperature miti, cielo sereno che ha permesso di godere appieno del panorama; peccato solo per il vento che soffiava da ovest. Partito da Villeneuve alle 7, salito lungo il sentiero dal lago Morto e sceso dal versante sud, poca gente sui sentieri oggi; forse il miglior periodo per godersi la montagna: poca gente, zero caldo e zero mosche. Un saluto a Livio con cui ho condiviso parte della discesa.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sarà colpa delle valanghe o delle frane, ma il tratto di traccia che a quota 2800 metri aggira la pietraia non si scorge bene nemmeno in discesa; personalmente (salendo) consiglio di attraversare la pietraia sulla sinistra e arrivare alla base del canale di detriti che scende dalla Tour de Notre Dame, da lì proseguire tenendosi alla sua sinistra in direzione quasi verticale senza percorso obbligato fino a reperire a quota 2900 i resti del vecchio sentiero reale. Ho lasciato qualche ometto quà e là ad integrare quelli piccoli già presenti in quel tratto. Un casco sarebbe consigliato visto che gli stambecchi fanno ruzzolare i sassi.
Partito da Vers Le Bois e non da Eaux Rousses, da lì sono 2000 metri di dislivello positivo e 21 km A/R. Giornata spaziale! Meteo stupenda, nemmeno una nuvola a rovinare il bellissimo panorama che si gode dalla cima, fatica ampiamente ripagata. A differenza dei commenti che ho sentito in giro e delle recensioni su internet, ho trovato il percorso molto divertente; l'assenza del sentiero, le pietraie e pendenze sempre sostenute (dopo Orvieille) non fanno che aggiungere un po' di pepe, ideale per chi cerca un po' di avventura lontano dalle solite mete ultra frequentate ma richiede un discreto allenamento e orientamento. Salito in 4 ore e 20 con pause e sceso in 3 e 20 (la discesa da Orvieille a Vers Le Bois sembra non finire più), beccato qualche escursionista solo ad Orvieille e tanti quadrupedi nel vallone della bioula. In solitaria.
Allego traccia.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Per rendere la gita più panoramica e lunga sono partito da Vens. Dopo aver raggiunto il Lac de Joux e la Punta Oilletta seguendo il sentiero 29, ho camminato lungo tutta la cresta spartiacque che partendo da quest'ultima arriva fino a Punta Leysser con qualche sali scendi. Poi dal colle Paletta ho perso un po' di quota fino ad entrare nel canalino di salita al monte Rosso dopo un lungo traverso (in realtà ho provato a continuare lungo la cresta dopo il colle, ma alcuni salti rocciosi troppo alti mi hanno costretto a tornare indietro). Salita faticosa, consiglio di portarsi sulla destra del canalino e sfruttare i tratti erbosi per agevolarsi. Per il percorso di ritorno ho preferito non ritornare in cresta; le possibilità erano di seguire la poderale (lunghissima) che dal rifugio passa per gli alpeggi "più in alto" per poi ridiscendere verso verso Vens oppure di arrivare fino a Vetan per poi percorrere il sentiero 17A che passa per Leytanettaz. Per risparmiare un po' di tempo ho optato per una terza soluzione: arrivato all'altezza dell'alpeggio di Pesse Damon ho seguito una traccia di poderale che si andava a perdere verso una vasca dell'acqua, da lì ho attraversato un ruscello (grazie ad una labile traccia che terminava subito dopo) e dopo esser risalito su di una balza erbosa mi sono ricongiunto alla poderale citata prima che passando per Leytanaz Désot arriva sulla strada asfaltata che collega Vens con il Col di Joux.
Prima gita della stagione estiva, panorami stupendi! Salita faticosa al monte Rosso, ora capisco perché non sia una meta così frequentata, sfasciumi e pendenza non sono proprio così "invitanti". Meteo non proprio bellissimo, un po' di foschia e qualche nuvola non mi hanno fatto godere appieno del paesaggio. Temperature accettabili lungo la cresta (un bel vento gelido soffiava da Vertosan), un forno invece la conca di Crottes e tutto il percorso di ritorno. Dislivello abbastanza contenuto (1400/1500 m all'incirca) ma uno sviluppo considerevole. In solitaria.

Never stop exploring.

Vista dalla cima sulla punta Oilletta (dx) e punta Leyssé (sx)

Vista verso il Fallère

Il canalino è a sinistra della grossa pietraia sotto la punta, parzialmente nascosto
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella ferrata, non difficile ma con qualche tratto impegnativo. La maggiore difficoltà è dovuta principalmente al fatto che la roccia, consumata dal passaggio degli escursionisti, è molto scivolosa, quindi altamente sconsigliata in caso di roccia bagnata!
Percorsa nel primo pomeriggio approfittando di una lezione cancellata; giornata nuvolosa ma il caldo si è fatto comunque sentire, quindi consiglio di percorrerla nelle ore meno calde e non d'estate, altrimenti si cuoce! 2 ore e 50 la salita (senza aiutarsi con le corde ahah), 45 minuti la discesa lungo la mulattiera, fortunatamente ha iniziato a diluviare appena messo piede in stazione. In compagnia di Fabio, alla sua prima ferrata, in questa trasferta fuori dalla Vallée.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Nessun problema
quota neve m :: 1700
Giornata azzeccatissima! Cielo sereno lungo tutto il percorso e temperatura abbastanza alta durante la discesa; unica pecca negativa il vento in cima che non mi ha permesso di rimanere molto a godere il panorama. Il percorso è ancora innevato fin dalla partenza, ma penso che nei prossimi giorni la situazione nella parte più bassa del bosco sarà ben diversa; vari tipi di neve in basso mentre sopra i 2800 neve durissima e sastrugi (occhio che in alcuni punti c'è ghiaccio vivo!) che, fortunatamente, mi hanno permesso di proseguire su una linea più verticale fino al colletto a quota 3250. Il vento nei giorni passati ha cancellato tutte le tracce fino a 2600 m, ho perso un po' di tempo a cercane una invano, quindi non fidatevi troppo della mia traccia! Partito alle 7, ci ho messo 4 ore a salire e una e 45 a scendere. In solitaria, ho incrociato 2 guardiaparco e 4 skialp in tutto, unico ciaspolatore.
Finalmente ho aggiunto questa classica nel mio curriculum! Prossimo obbiettivo: 2000 m di dislivello.

Never stop exploring.


Panorama dalla cima


Gran Paradiso
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: Strada pulita
quota neve m :: 1000
Bella gita di allenamento in vista delle prossime escursioni; ho seguito fino al Col du Mont Blanc una vecchia traccia di uno skialp, da lì in poi ho dovuto battere fino in cima. Neve molto pesante fino al colle (soprattutto dalla baita di Champromentier, una faticaccia!), da lì in poi crosta non portante fino allo spigolo in cui ho trovato neve molto dura. In discesa ho allungato passando per gli alpeggi di Verrogne seguendo la poderale. Patito un po' freddo nel bosco mentre in cima c'era un bel sole caldo. In solitaria, nessun'anima viva in giro, nemmeno un camoscio! Una bella giornata

Allego traccia

Cima

Col du Mont Blanc visto dalla cima

Champromentier

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: Strada pulita
quota neve m :: 1000
Gita veloce ed interessante, trovato traccia battuta fino al casotto del PNGP; in compagnia solo di qualche camoscio. Cielo sereno ma vento abbastanza forte quando si usciva dal bosco. Finalmente ho testato le ciaspole come si deve!

In realtà ho messo 4 stelle solo perché il mio vero obbiettivo era Cima Becca Piana, sono stato costretto a fermarmi a 40 metri dalla cima per troppa neve su pendio troppo ripido; è stata una faticaccia tracciare 600 metri di dislivello su neve così sfondosa per non arrivare nemmeno in cima! Mi consola il fatto che è stato comunque un buon allenamento in vista delle prossime uscite.

Casotto PNGP

Gran Nomenon (dx) e Grivola (sx)

I ruderi di Petit Poignon

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Percorso di salita come da descrizione partendo da Buillet, per il ritorno ho deciso di passare per Rhèmes St Georges chiudendo così un ottimo ma lungo anello: arrivato allo spiazzo dopo il Mont Paillasse dove c'è la palina segnaletica e i tavoli da pic-nic ho preso la poderale in direzione Champromenty; arrivato là ho preso il sentiero 4 che alternando alcuni tratti di poderale ad altri di mulattiera (fate attenzione ad una svolta a quota 1650 m in cui c'è solamente un paletto di legno con un adesivo del parco a segnalare il sentiero che si stacca dalla poderale! Se non lo vedete rischiate di allungare di molto) mi ha portato in centro a St Georges (è segnato come località Vieux); arrivato sulla strada regionale dopo 500 metri dalla fine del centro abitato in direzione Introd ho proseguito sulla poderale del vecchio canale che in 3,5 km pianeggianti porta fino a Soressamont nei pressi della vasca (un cartello recita "strada chiusa" ma non è vero); da lì basta proseguire per un chilometro circa di strada asfaltata per ritrovarsi al Buillet. Con questo anello non si va a variare il dislivello ma si aumenta considerevolmente lo sviluppo (il GPS mi ha segnato 24 km).
Possibile alternativa per ridurre di un po' la lunghezza è di prendere il sentiero 3A che appena dopo Champromenty porta direttamente a Soressamont, così si evita di passare per Saint Georges risparmiando più o meno 3 km.
Gita e giornata stupenda sia per il meteo che per i panorami mozzafiato (geniale l'idea di mettere una postazione con canocchiale in cima alla Paillasse!), non ho dato 5 stelle solo per la cresta che parte appena dopo la croce a quota 2414 m. Nulla di impossibile, però essa richiede un costante uso delle mani, una certa esperienza su questo tipo di terreno, un discreto allenamento e un certo occhio nel cercare la via più semplice e sicura. Per questi motivi reputo che la sigla EE sia un po' stretta, secondo me è un EE/F. È costituita da vari piccoli torrioni (5/6 passaggi delicati) intermezzati da tratti più semplici; entrambi i versanti sono molto esposti, quello di Rhèmes si presenta con sfasciumi alternati da vari lastroni lisci mentre quello di Valsavarenche da ripidi pendii erbosi con qualche canalino di pietre. Su quest'ultimo ci sono varie tracce di passaggio di animali. In salita ho deciso di percorrerla quasi interamente sul filo, scelta che ahimé si è rivelata sbagliata poiché sono stato costretto più volte a fare dietrofront per cercare un altro passaggio o a disarrampicare alcuni tratti per niente sicuri. In entrambe le direzioni mi ha richiesto una marea di tempo, 2 ore per la salita e poco meno per il ritorno (e si sta parlando di 550 m di dislivello!!). Il mio consiglio è di percorrere la prima parte su uno dei 2 fianchi (è indifferente, sono entrambi facili), aggirare i primi torrioni, poi portarsi sul lato Valsavarenche proseguendo, fin dove possibile, lungo le tracce degli animali per poi percorrere l'ultimo pezzo sul filo di cresta (forse la parte più semplice, il pezzo più difficile secondo me è quello centrale) e per il ritorno ripercorrere il tutto a ritroso.
Nonostante tutto, gita molto panoramica dalla grande soddisfazione (la cresta mi ha gasato moltissimo!!) che consiglio solo a gente con un po' di esperienza che desidera un pizzico di avventura mettendosi alla prova lontano dai soliti sentieri. Quasi sicuramente ci ritornerò, magari per proseguire fino alla Punta del Ran, ma NON in solitaria per ovvi motivi di sicurezza; purtroppo l'unica mia compagnia oggi sono stati molti camosci, una quarantina in tutto. Bellissimi il bosco che in questo periodo autunnale regala colori favolosi e le baite di Arpilles che sono in una posizione stupenda... Altro che il grigiore della città!!
Allego traccia

Cresta vista dalla cima

Panorama dalla cima

Ultimo tratto di cresta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Itinerario da classificare come alpinistico F invece che escursionistico nelle condizioni in cui l'abbiamo trovato; da quota 3400 in poi la cresta si presenta innevata e con verglas, condizioni che la rendono pericolosa e molto scivolosa, bisogna far attenzione a dove appoggiare i piedi e si ricorre molto alle mani; molto più sicuro proseguire con ramponi e picozza sul nevaio che porta direttamente in cima. Nessun problema invece fino a dopo il colle della Rossa.
Giornata stupenda, partiti alle 7 e 20 da Valnontey siamo arrivati in vetta all'una con più di un'ora di pause; tempo non molto promettente fino a quota 3200 con molte nuvole basse e il sole che andava e veniva, vallone del lauson spruzzato di neve e nevischio poco prima del colle della Rossa. All'attacco della cresta il tempo si è aperto lasciando coperta solamente la Valnontey. In cima il panorama è davvero mozzafiato, si ha una vista incredibile sulla Grivola (prima o poi...) e le sue punte vicine, dal Bianco fino al Rosa e la zona dell'Emilius, il dislivello e il lungo sviluppo ne valgono davvero la pena! Ancora gasati per il panorama e per aver percorso la cresta in quelle condizioni ripartiamo verso valle, anche le nubi su Valnontey sono sparite lasciando spazio ad una vista spettacolare su ghiacciai e vette. Incontrato tanti stambecchi e una coppia di francesi che si è fermata a quota 3300. Escursione notevole (2000 m D+ e 21 km) ma caldamente consigliata, sicuramente da rifare con cresta in condizioni migliori, con un possibile attraversamento fino alla punta Nera.
Con Julien

Punta Nera, punta Bianca e Grivola

Condizioni non proprio buone

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