Rocciamelone da la Riposa

La gita

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle

L’inverno 1989-1990 è ricordato come uno dei pochi senza un fiocco di neve fin quasi a febbraio. Quindi si fecero salite inusuali per il periodo.
Più volte avevo guardato il Rocciamelone che non recava nemmeno la più piccola macchia bianca. L’unica era provare a salirci. Combinai con i miei amici Franco e Tullio. Non da sprovveduti, con tutto il necessario, corda, piccozza ramponi. Che, come leggerete, restarono ad appesantirci gli zaini e basta .

Partiamo molto prima dell’alba , e torniamo subito indietro perché Franco aveva dimenticato gli scarponi; giungiamo alla Riposa (allora si arrivava fin lì) alle 8, con un'alba splendida illuminante una spessa cappa nera sulla nostra terra di origine. Ci prepariamo in 5 secondi netti, a causa di un vento polare che minaccia di riportarci a valle e via.
Breve sosta all'interno dell'invernale del Cà d’Asti per una colazioncina, abile passaggio a Franco della corda che mi sono portato per precauzione (A peisa!) e poi via verso la vetta.
Affrontiamo la ripida salita sugli sfasciumi tenendoci ben sotto il filo di cresta per non essere portati via dalla fresca brezza, fino a giungere alla Crocetta, punto in cui pensiamo che sicuramente dovremo calzare i ramponi e impugnare la piccozza.
Niente, il sentiero ci appare quasi pulito. Ma che invernale è mai questa? Va bè, ormai ci siamo e andiamo su, anche se l'entusiasmo per questa impresa si è un po' ridotto, visto che le condizioni sono quasi uguali a quelle che troveremmo ad agosto, meno che per la gente (e il freddo).
Conquistiamo facilmente la vetta che ci ricompensa dalle fatiche con uno splendido panorama a 360 gradi, smog incluso, e con l'assoluta mancanza di altre persone, fatto quasi incredibile per questo posto.
Foto di rito in pochi secondi dato il vento che porta via e ripariamo subito dopo semicongelati nel rifugio .
Ma la temperatura sta sempre più scendendo, prova ne è che la mia camicia che ho steso ad asciugare sta ormai in piedi da sola.
Decidiamo perciò che è ora di scendere e affrontiamo cautamente il sentiero. Alla Crocetta incontriamo due bei tipi che vorrebbero trascorrere la notte al rifugio in vetta. Dopo che hanno risposto negativamente alla nostra domanda "Lo avete il sacco a pelo?" li informiamo che abbiamo contato in tutto tre coperte sulle brande e che lassù la temperatura si avvicina allo zero assoluto, al che li lasciamo molto pensierosi a guardarsi negli occhi. Non ho mai saputo che fine abbiano fatto.
Discesa senza storia a parte il freschino e le spalle che dolgono per tutta la roba che ci siamo portati.
Ne è comunque meritata la pena. Il Roccia a gennaio come semplice escursione non è da tutti i giorni !


Gita caricata il 21/03/20

Le foto

L'alba partendo da La Riposa
Alla Crocetta
La costiera Val di Susa - Val di Viù
Foto ricordo in vetta con Tullio
Verso la pianura
Il Gran Paradiso quasi senza neve
La zona del Moncenisio
Il Monviso sotto nuvole ventose
Sulè e Lera
Scendendo verso la Crocetta, dove si scorgono i due pazzi che vogliono pernottare in vetta
Descrizione completa dell'itinerario

Caratteristiche itinerario

sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero con tacche bianco/rosse fino in cima
difficoltà: EE :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 2050
quota vetta/quota massima (m): 3538
dislivello salita totale (m): 1488

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