Mitria (la) Momo-Pofi

La gita

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle

La Momo Pofi alla Mitria merita le cinque stelle, ma soltanto se si apprezza la gita nella sua interezza, compresa l’escursione che precede l’arrampicata (parlare di semplice avvicinamento è riduttivo), e perchè no, anche per l’estetica della rocca (il nome non è casuale), insomma se si subisce il fascino del luogo; diversamente prevalgono le ragioni dei detrattori (due ore e mezza di marcia per poco più di cento metri di scalata e ravanamenti vari per tornare alla base). Ma non si potrebbe toglierla dalle falesie?…niente di più fuorviante per cogliere lo spirito della gita e del tipo di arrampicata…
Torniamo alla via: divertente, non difficile, comunque lontana dalla banalità del grado indicato, anche se sostanzialmente corretto. Noi non ce la siamo sentita, ma forse converrebbe farla con gli scarponi, i passaggi d’aderenza sono pochi e si eliminerebbero i patemi dei numerosi passaggi erbosi. Assolutamente consigliabile una corda da 60 m doppiata (i tiri sono inferiori a trenta metri ed anche la doppia sulla normale). Soste molto comode, attrezzate con anelli di calata in ottimo stato; sufficienti sette-otto rinvii. Le difficoltà maggiori si incontrano nei primi due tiri, poi si riducono.
1° tiro: fessura verticale sull’avancorpo della rocca, quindi cresta camminabile fra erba ed arbusti: nonostante la verticalità resta nei limiti del quarto grado, ma di quelli d’antan;
2° tiro: il migliore, diedro aperto, un po’ sbilanciante, con traverso di uscita esposto, tecnico anche se non difficile, riconoscerne il quinto grado renderebbe giustizia dell’impegno complessivo;
3° tiro: traverso a destra, ben protetto (anche se non è sempre agevole individuare la direzione degli spit), tre passi su zolle erbose (delicati), quindi placca verticale ben appigliata su roccia ottima ed uscita in traverso a sinistra: nel complesso tiro più facile del precedente (a meno di voler assegnare un grado di difficoltà arrampicatoria all’apprensione da erba olina);
4° tiro: facile e molto bello: placca rugosa ed appigliata, due passi erbosi, risalto verticale manigliato e traverso a sinistra;
5° tiro: placca simile alla precedente, sempre bella e senza difficoltà;
6° tiro: simile ma ancora più abbattuta, erbosa ma non disturba più di tanto;
7° tiro: si cammina fino alla cima, conviene togliere le scarpette per districarsi più agevolmente fra i rododendri.
Dalla vetta scendere a destra di pochi metri e reperire la sosta di calata sulla normale (trenta metri); quindi dieci metri verso est, un cordino d’abbandono (grazie a chi l’ha lasciato) facilita una seconda doppia nel canalone, trenta metri sono sufficienti per agevolare la ripida discesa fra i rododendri.

Con Germana, dopo aver rinunciato due anni fa ha voluto assolutamente tornare ed ha avuto ragione...

Gita caricata il 09/07/17

Le foto

la bella rocca della Mitria
l'avancorpo del primo tiro
il diedro del secondo tiro
discesa in doppia sulla normale
seconda doppia consigliata fra gli arbusti del canalone
Descrizione completa dell'itinerario