Politri (Monte) o Bric Rosso e Fea Nera da Balziglia per il vallone del Pis

La gita

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle

note su accesso stradale :: ottimo, strada piuttosto stretta negli ultimi km

Un viaggio, wilderness totale in ambiente selvaggio e affascinante, con lati molto dolci come il bellissimo sentiero per il colle del Pis, e altri aspri come gli sterminati pendii di erba e sfasciumi.
Con ordine, partito poco prima delle 8 da Massello, giusto in tempo per avere i primi raggi di sole, temperatura ottimale, tiepida. Il vallone del Pis è bellissimo, ora in veste autunnale, mai noioso e a ogni passo cambia aspetto e ambiente. Di buon passo ma senza strafare risalgo il vallone fino di fronte alla cascata del Pis, l'acqua non manca (in primavera deve avere una portata notevole), quindi lunga serie di serpentine per risalire il pendio che sorregge le Alpi Lauson (un po' nascoste in basso). Ero un po' indeciso se percorrere la via normale passando nei pressi del Colle Albergian, o avventurarmi per la salita del versante sud, allora mi son detto "se trovi chiari segnali del punto di attacco salgo, altrimenti proseguo sul sentiero". Naturalmente segnali non ne ho trovati, ma 5 minuti dopo arrancavo già su ripidissime chine erbose, alternate a bancate di lastroni di roccia. Rispetto alla traccia gps inserita da Rfausone mi sono tenuto molto molto più a sinistra, ho attaccato il pendio nei pressi del secondo canalino torrentizio che si incontra, ma non so se sia il posto corretto dal quale passare. In ogni caso la salita non comporta problemi (con visibilità ottimale), non ci sono passaggi obbligati o da evitare, ma è consigliabile se si vuol passare da qui, guardare bene possibili percorsi quando si risale il vallone del Pis. Io così ho fatto, e mal che vada mi sarei spostato progressivamente a sinistra per la Fea Nera, dove avevo individuato un pendio senza ostacoli. Salito un po' vagando, scegliendo i percorsi più logici non ci sono mai stati problemi, se non appunto un po' di fatica per la ripidezza, mentre la serie di terrazzi di roccia-erba-terriccio hanno dato una mano. Raggiunta una specie di cresta mi sono prima spostato a sinistra per evitare che gli stambecchi sovrastanti mi tirassero pietre, poi a destra per aggirarla, finendo nei pressi di un canalone che scende dalla cima. Qui il terreno è migliorato, un po' meno pendenza e più terrazzamenti. Poi quella che mi sembrava una paretina rocciosa, aggiratola diventa il terrazzo che sorregge l'enorme pendio detritico superiore, che da sotto non si vede (questa è la vera incognita di questo percorso, il cambio di pendenza non consente di capire se si è sul giusto o se ci si infogna). Tutti i miei dubbi sulla correttezza del percorso svaniscono, forse non ho seguito il tracciato migliore, ma in ogni caso superata l'ultima rampa di fine e molle detrito, sono in cresta, molto spostato verso la Fea Nera; ora non ci sono più ostacoli, e dopo una tranquilla camminata sui detriti della cresta raggiungo la cima del Bric Rosso (3h 30' da Balsiglia). Spuntino, foto e riprendo la cresta a ritroso, direzione Fea Nera. Cresta lunga e panoramica, senza ostacoli particolari, in circa 30' con una breve ma ripida risalita, sono sulla Fea Nera. Il tiepido sole a tratti velato fa piacere, mentre le nuvole dal fondovalle iniziano a risalire.
Per la discesa avevo una mezza intenzione di passare nei pressi del Colle Albergian e poi tagliare per il ricovero Moremout, poi però mi sono lasciato attrarre dal pendio sud che scende direttamente dalla vetta, pensando di abbreviare di parecchio il percorso. Ed in effetti così è stato, lunga discesa per 600 m di dislivello con percorso a piacere, fino a che il pendio si interrompe bruscamente su un salto; visto successivamente, avrei trovato un passaggio all'estrema sinistra per pendio erboso, io invece per evitare il problema, sono risalito di una trentina di metri a destra, e ho individuato un canalino di erba e detriti che mi ha condotto direttamente al sentiero, nei pressi di una palina indicatrice. Da qui il lungo ma piacevole rientro, finalmente su sentiero!
Non ho visto assolutamente nessuno nè sul percorso, nè sulle cime circostanti... peccato perchè in questa stagione la montagna regala colori e scorci meravigliosi! In compenso tanti tanti animali, enormi branchi di camosci, stambecchi e anche mufloni, tutti insieme appassionatamente, visto anche una lepre variabile bianca. Zero neve sul percorso, in zona sui versanti nord c'è una spolverata da 2700 m in su, ancora di poco conto. Gran bella gita, non consiglierei di salire dal pendio diretto, anche se a me è piaciuto molto!

Gita caricata il 01/11/13
Descrizione completa dell'itinerario