Bourcet (Vallone di) Ferrata Nicola Ciardelli

difficoltà: D :: :: ::
esposizione prevalente: Sud
quota base ferrata (m): 1050
sviluppo ferrata (m): 400
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
wind : 40% di copertura
vodafone : 45% di copertura
tim : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura
3 : 60% di copertura

contributors: abo Marco Gilardetti
ultima revisione: 25/07/16

località partenza: Roreto (Roure , TO )

punti appoggio: Rifugio Serafin (Chasteiran)

cartografia: Fraternali 1:25000 n.5 Val Germanasca, Val Chisone. IGC N°1: valli di Susa, Chisone e Germanasca

accesso:
Da Torino A 55 per Pinerolo; poi su SR 23 della Val Chisone fino a Roreto. Immediatamente prima della doppia curva sulla quale termina il lungo rettilineo che attraversa l’abitato di Roure, all'altezza delle strisce d'attraversamento pedonale, si svolti a SX per la strettissima via, incassata tra le case e di difficile individuazione, che attraversa il torrente Chisone e reca ad un comodo parcheggio (mt 854, cartelli d’avviso della presenza d’un metanodotto sotterraneo).

note tecniche:
Via ferrata tra le più impegnative in territorio piemontese, vuoi per le doti atletiche che richiede, vuoi per la forte esposizione, vuoi per il ridotto apporto di materiale artificiale, non è adatta ad inesperti e bambini e può porre in qualche difficoltà le persone di bassa statura (può essere utile improvvisare una o due staffe di diversa lunghezza con moschettone e cordino onde aiutarsi nei punti che richiedono un forte scavalcamento).

VIA ATTUALMENTE CHIUSA PER ORDINANZA DEL SINDACO. Ignoti hanno lasciato intendere di aver manomesso la ferrata e si stanno facendo le dovute verifiche per garantirne la sicurezza.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio, imboccata a DX (O-SO) la carrareccia sterrata in salita che sovrasta il parcheggio (tabelloni d’orientamento, breve tratto lastricato) ci si inoltra nel vallone del Bourcet raggiungendo in breve (15’ circa) le vie della palestra di roccia. Le si oltrepassi proseguendo sulla carrareccia fino a raggiungere (35' da Roure) il tabellone e la palina d'orientamento che segnalano a DX l'attacco della via ferrata, che si raggiunge dopo pochi passi nel bosco.

SALITA
La ferrata inizia con una lunga ed impegnativa placca verticale che mostra immediatamente le caratteristiche salienti della via: gradini ridotti al minimo indispensabile, numerosi passaggi in cui è necessario porre i piedi in aderenza, necessità di una buona forza fisica e doti atletiche.
Segue un lungo e più facile traverso verso DX (E), che si svolge in parte su cenge naturali, il quale reca al ponte tibetano, molto esposto su di un ripidissimo colatoio e caratterizzato da cavi particolarmente laschi.
Senza soluzione di continuità, non appena valicato il ponte si affronta un'impegnativa placca verticale, superata la quale si oltrepassa nuovamente un traverso a DX (E) che si conclude con un pittoresco passaggio attraverso un anfratto naturale. Si giunge così al bel pilastro verticale conclusivo, estremamente esposto ed assai faticoso, salito il quale la via ferrata si chiude con un tratto terminale di misto, che include comunque alcuni sbalzi sempre fisicamente impegnativi (ometti in pietra, palina d'orientamento, 1H 20' dall'inizio della ferrata se da soli, 2H se in gruppo).

DISCESA
Imboccando il sentiero a SX (O) è possibile scendere verso la carrareccia di fondovalle, poche decine di metri a monte della partenza della via ferrata (marcature rosse, frecce indicatrici). E' anche possibile ricollegarsi alla vecchia ferrata dello Spigolo Grigio (bollini blu).

Alternativamente, si può proseguire verso gli abitati di Chezalet e Chasteiran per ristorarsi al rifugio Serafin (privato, apertura stagionale). Si imbocchi la traccia di sentiero a DX (E) la quale però dopo pochi passi effettua una brusca svolta a SX (O) in salita (palina indicatrice) per dirigersi verso Ovest, direzione che sarà mantenuta fino all'arrivo a Chezalet. L'itinerario, sempre su traccia, costeggia antichi terrazzamenti in stato d'abbandono e percorre aeree mulattiere di forte suggestione. La traccia, molto debole a tratti (difficoltà: EE), è però facilmente mantenuta in quanto la morfologia del costone roccioso rende molti passaggi pressoché obbligatori. Giunti a Chezalet (30', fontanella) si risale facilmente a Chasteiran (45') su ampia carrareccia ed infine su strada asfaltata (per ulteriori dettagli e per il percorso di rientro si consulti l'itinerario per Chaulieres).

altre annotazioni:
Il Maggiore Nicola Ciardelli, a cui questa via ferrata è intitolata, è stato un artigliere paracadutista caduto a Nassirya (Iraq) il 27 Aprile 2006. Nel 2008 la ANA di Roure e l'amministrazione comunale hanno aggiunto all'attacco della via una targa in memoria del Tenente degli Alpini Giovanni Vinçon, "Marchese della Marmolada".


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