Tre Signori (Corno dei) Via Normale dal Passo Gavia

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 2600
quota vetta (m): 3360
dislivello complessivo (m): 900

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: francorossigeologo
ultima revisione: 29/08/07

località partenza: Passo Gavia (Valfurva , SO )

cartografia: Kompass n.72 scla 1:50.000

note tecniche:
Bellissima cima che domina il Passo Gavia con la sua mole triangolare.
La salita è tutt'altro che banale, anche a causa di alcune frane (anno 2004) che hanno reso molto più difficoltoso l'accesso alla Bocchetta del Corno dei Tre Signori.
La risalita del versante S è poi faticosa per gli sfasciumi e i detriti mobili, così come l'accesso alla cresta; questa è invece di roccia relativamente salda e facile a dispetto di quanto appare ad un primo sguardo.

descrizione itinerario:
Dal Passo Gavia si segue la mulattiera che costeggia il lago Bianco sulla destra; al primo tornante la si abbandona per risalire le chine moreniche che conducono nella conca al centro del vallone.
Si segue il sentiero fino ad una catena che aiuta ad arrivare alla bocchetta del corno dei Tre signori
La lunga costa di fronte, sopra la Vedretta del Corno dei Tre Signori, tra il Corno dei Tre Signori e il Corno dei Camosci, deve essere superata direttamente.
Il segnavia dell'Alta Via Camuna passa all'incirca per il centro della parete. Raggiunta in qualche modo la Bocchetta del Corno dei Tre Signori, si scende per alcuni minuti lungo il sentiero segnato nel vallone Ercavallo, per poi voltare ancora a sinistra, a ridosso della cresta, su terreno morenico e nevai puntando verso la cima.
Il pendio si fa più erto e faticoso per gli sfasciumi e i detriti mobili fino a ridosso delle rocce della cresta Est.
Questa normalmente si raggiunge al centro per un breve canalino roccioso; se innevato conviene seguire quello più largo ma più lungo alla sua destra, in corrispondenza dei resti di un baraccamento della prima guerra mondiale (corda fissa; passi di II).
Raggiunta la cresta, la si segue interamente, non lasciandosi impressionare dalla vista di una placca liscia solcata da fessura che in realtà è assai agevole (II-); superatala si prosegue per l'aerea cresta ma senza alcuna difficoltà fino in vetta.
Discesa per lo stesso percorso (non farsi tentare da un ripido canalone verticale che scende direttamente dalla cresta Sud alla sottostante Vedretta, assai pericoloso per caduta sassi).