Pelau Blanc, Pointe de Bezin Nord e Sud anello di cresta per Pointe de Lessieres, Pointe de l'Arsette, Pointe des Fours

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 2770
quota vetta (m): 3137
dislivello complessivo (m): 1230

copertura rete mobile
wind : 60% di copertura
vodafone : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: luposolitario53
ultima revisione: 15/09/06

località partenza: Col de l'Iseran (Val-d'Isère , 73 )

cartografia: IGC 2 - Valli di Lanzo e Moncenisio - IGN 3633ET Tignes Val d'Isere

descrizione itinerario:
Raggiungere in auto il Colle dell'Iseran (m. 2770)
A sin. (verso di salita per chi perviene da Lanslevilard) salire, su sentiero con segni rossi, la rocciosa piramide della Pointe des Lessieres (m 3041). Una corda fissa situata in un traverso sopra la prima rampa facilita il superamento di un salto roccioso.
L'evidente traccia volge quindi a destra per aggirare la fascia rocciosa visibile dal colle. Si riguadagna poi la cresta su un ripido corridoio ascendente da destra verso sinistra.
Anche la cresta a tratti rocciosa non presenta difficoltà. In un'ora scarsa dal colle e con un dislivello dì appena 271 metri ci si trova all'ometto della prima cima (fine del sentiero e dei segni rossi).
Se per gli escursionisti non avvezzi alle vertigini si consiglia il rientro al colle, per gli appassionati di cime inizia invece un fantastico percorso di cresta di grande soddisfazione per il paesaggio e la presenza costante di animali.
Scendere a un modesto intaglio, tenersi dal lato Val d’Isere, aggirando in questo modo la precipite parete che incombe sulla statale dell'Iseran. Senza perdere troppa quota si traversano i ripidi e frantumati dirupi della marcata cresta che adduce all'esile bifida sommità dell'Ouillette m.3080.
Il percorso è facile senza neve, in caso contrario non va intrapreso se non si è in possesso di piccozza e ramponi che però non servono per tutto il percorso in condizioni normali. Invece è bene portarsi appresso uno spezzone di corda da 8 mm. di diametro e 20 metri di lunghezza. Può egregiamente servire, senza correre rischi, per scendere più agevolmente la barriera rocciosa di 10 metri (passi di I su cenge detritiche) che cinge la cima ed evitare così di perdere molta quota per aggirare dal basso tutta la fascia rocciosa ben più accidentata se si esce dalla cresta.
Discesi invece i 10 metri si è risolto il passo chiave che obbligava gli escursionisti al rientro. Discendendo la cresta si sono persi solo 74 metri invece dei 250 m. che sarebbero occorsi per aggirare dal basso la fascia rocciosa e risalire al Colletto su menzionato. Sin qui h.1,40 minuti di marcia a passo moderato. Riposta la corda nello zaino (vi sono alcuni spuntoni non taglienti sui quali farla scorrere doppia per calarsi e poterla ricuperare) si continua in un canale quasi a cavallo della cresta per sfasciumi e detriti che non oppongono difficoltà fino a raggiungere (siamo per un breve tratto sul lato della strada dell’Iseran) il piccolo valico secondario contrassegnato da un ometto chiamato "Col de la Calabourdane" a una quota di m.3006.
Di qui una traccia conduce senza difficoltà alla Pointe de L'Arsette m.3110. In effetti questa sommità e il vicino Pelaou Blanc m.3135 che si andrà a raggiungere, vengono saliti più agevolmente dal Col Des Fours m. 2979. Dalla Pointe de L'Arsette si scende, agevolmente al colletto omonimo quotato dalle cartine francesi dell'lnstitut Geographique National 1:50.000 m. 2999.
Pertanto una volta raggiunta la sommità del Pelaou Blanc in saliscendi si è compiuto un dislivello di 597 metri considerati anche gli 80 metri di dislivello fatti dalla Pointe des Lessires per raggiungere l'Ouillette (ore di percorso per scavalcare queste prime quattro sommità sopra i 3.000 metri 3,15 circa). Dai grossi "2 ometti" di vetta del Pelau Blanc scendere l'evidente traccia che adduce (evitando la sottostante cresta rocciosa) al valico molto frequentato del Col Des Fours m. 2979. Per i collezionisti di cime però non è ancora ora di scendere.
Un ben marcato sentiero infatti è un invito a nozze per raggiungere in breve la frequentatissima sommità della Pointe des Fours m 3078 che in termini orari comporta dalla precedente sommità un'ora in più di cammino. Dall'evidente segnale di vetta di tale sommità sono ben individuate altre tre limitrofe cime che cingono a cerchio la cresta sin qui percorsa.
E' il completamento ideale dell'interessante cavalcata dei 3.000 m. In lontananza svetta l'imponente mole della Mean Martin che con i suoi 3330 metri richiede una giornata a sé, anche per l'attrezzatura (piccozza e ramponi) necessari per la risalita da questo lato
Proseguendo il giro, per scendere agevolmente dalla Pointe des Fours all'intaglio della Pointe Nord de Bezin m.3039, è meglio lasciare per un'attimo l'accidentata cresta e lasciarsi guidare dall'evidente traccia che aggira la base dalla fascia rocciosa guadagnando in breve l'intaglio e la sommità della punta su menzionata. Siamo a quota 6 cime oltre i 3000 metri percorsi sinora.
Ne restano due per completare il giro. Dalla Pointe Nord si scende al valico omonimo (Col de Bezin, m.2946) per risalire l’acuminata Pointe Sud de Bezin m.3061(l'Istituto Geografico Centrale , n.2 "Valli di Lanzo e Moncenisio" quota tale sommità m.3056).
Sulla Cima della Pointe Sud che si raggiunge a destra, evitando di attraversare il nevaio a volte ghiacciato che incombe sul lato sinistro del valico (verso di marcia), vi è un ometto ben rifinito. Infine si scende agevolmente all'ampia dorsale che divide questa sommità dall'ultima della dorsale che supera la quota di 3000 metri.
La Pointe de la Met, m.3040, si raggiunge in 20 minuti di marcia dalla precedente sommità, senza difficoltà.
Dalla Pointe de La Met, dopo aver toccato i 2 ometti posti a 50 metri uno dall'altro nei due punti più elevati e precipiti della sommità, occorre discendere per macereti tornando all'intaglio tra la Pointe Sud de Bezin e la sommità appena raggiunta. Seguendo alcuni ometti ci si porta nel vallone che origina un piccolo lago glaciale proprio sotto il ghiacciaio residuo.
Di qui si deve affrontare l'ultima obbligata salita per valicare il colletto secondario che adduce al ripiano dove un tempo era presente il ghiacciaio de la Jave da cui si diparte il sentiero per il Col des Fours. Di qui si scende agevolmente con il sentiero su menzionato che perviene in breve al Pont de la Neige m.2528. Da qui risalire fino al Colle d'Iseran.
VARIANTE: È possibile e consigliabile partire da Pont de la Neige, così come è consigliabile effettuare il giro al contrario, in modo da superare i tratti più impegnativi in salita piuttosto che in discesa.