Prena (Monte) Via dei Laghetti

L'itinerario

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud
quota partenza (m): 1821
quota vetta (m): 2561
dislivello complessivo (m): 900

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: annibale
ultima revisione: 01/12/09

cartografia: Carta CAi 1:25000 Gran Sasso d'Italia

bibliografia: It. 83/f Gran Sasso d'Italia Grazzini-Abbate CAI-TCI

note tecniche:
Bella via caratterizzata dalla presenza di numerosi laghetti dalle limpide acque ereditate dallo scioglimento delle nevi.
E' indispensabile sapersi muovere su roccia ma nonostante la via presenti passaggi impegnativi, a differenza della via Brancadoro, non è mai esposta. Sicuramente utile avere uno spezzone di corda.

descrizione itinerario:
Difficoltà: PD (alpinistica con passaggi di II e III grado)

Raggiunta la piana di Campo Imperatore nei pressi del bivio per Santo Stefano di Sessanio, inizia una sterrata che si inoltra in direzione di Monte Prena e Monte Infornace.

Questa costeggia un piccolo casale per pastori e quindi passa nei pressi di un fontanile(Fonte S. Lorenzo, 1657 mt).

Parcheggiata l'auto poco più avanti si segue verso sinistra il fiume di ghiaia (la Canala) incontrando in successione prima due casaletti vicini, quindi si oltrepassa la via Cieri (altro itinerario che porta su Monte Prena) ed infine si raggiunge la presa dell'acquedotto (+/- 1810 mt) dove "inizia" la via.

Questa si svolge all'interno di un ampio canalone con paretine e numerosi passaggi di II e III grado, sempre allietati dalla presenza di numerose pozze d'acqua.

Subito all´inizio dopo qualche roccetta, il primo salto, bagnato da un rivolo di acqua. Il primo salto bagnato finisce su un terrazzino e poi riprende ripido svoltando a destra con una cengetta.
Dopo la cengetta, svolta a sx con un passaggetto scomodo.
La prima difficoltà si esaurisce subito dopo in qualche roccetta e in comodi, brevissimi passaggi di 2° grado.

La via continua incassata nel canale, alternando roccette a passaggi di II grado. La roccia è a tratti ottima, molto compatta e levigata dall´acqua.

I tre passaggi di III grado sono degli infidi salti di due-tre metri che impongono molta attenzione.
Il primo è un muretto di meno di tre metri ben appigliato e senza difficoltà.
Il secondo si presenta come una liscia placchetta appoggiata a uno spigolo, quasi a formare un diedro, che va superata forzando il passaggio in aderenza, senza appoggi per i piedi e con un solo buon appiglio per la mano destra, subito dietro lo spigolo.
Il terzo passaggio, anche questo non privo di qualche difficoltà, è uno stretto camino che precede un masso incastrato. Uno dei lati del camino è completamente lisciato dall´acqua.

Si continua per roccette e passaggi di I-II grado anche divertenti, a volte su roccia compatta e abbastanza liscia.
Il canale conduce, con ripide rampe ad una forcella dove ci si ricongiunge con la via Brancadoro proveniente da destra (bella vista sulla cresta Est e Monte Camicia, 2564 mt).
Per ghiaie si superano le ultime rocce, obliquando verso sinistra, e si raggiunge la vetta.

Per la discesa dalla croce si continua sulla cresta, verso Est, per un breve tratto per poi scendere verso Nord in un ripido canalino ghiaioso fino a raggiungere una spalla. Seguendo il sentiero verso destra, a zig-zag tra erba e ghiaie, si raggiunge prima la cresta Est e poco più avanti, dopo aver risalito un cocuzzolo, la depressione del Vado di Ferruccio (2245 mt, targa).

Dal Vado il sentiero scende a destra e dopo aver attraversato tutto l'anfiteatro, formato dal versante sud-occidentale di Monte Camicia, conduce con un piccolo valloncello alla carrareccia che porta alla ex miniera.

Seguire la strada in discesa abbandonandola quando piega a sinistra (+/- 1716 mt). Oltrepassata la Fornaca si aggira Monte Veticoso (1876 mt) intorno a quota 1700 mt ed in leggera salita si ritorna alla macchina.