Catabolik couloir

L'itinerario

difficoltà: IV / 4   [scala difficoltà]
esposizione: Nord
quota base cascata (m): 1460
sviluppo cascata (m): 650
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: nicoventurin
ultima revisione: 30/07/09

località partenza: Rosazza (Rosazza , BI )

cartografia: carta dei sentieri il Biellese 1:25000 foglio n°2

note tecniche:
Cascata impegnativa in ambiente selvaggio e severo, ultimo gioiello scoperto nelle valli biellesi, salita per la prima volta il 6 Gennaio 2006 da Stefano Perrone e Venturin Nicolò.
Per ulteriori informazioni contattatemi a nicoventurin@hotmail.com.

descrizione itinerario:
Accesso:
da Rosazza seguire il sentiero E30 in direzione Desate (30 min circa). Superate le baite dell’abitato si giunge ad un bivio (l’ultimo imponente salto della cascata è già visibile sul versante orografico destro): imboccare il sentiero verso sinistra che porta alla piccola cappella di S. Giovannino. Da quest’ultima svoltare decisamente a sinistra seguendo l’ampio letto di un affluente del torrente Pragnetta fino a quando diventa una stretta gola (tracce di sentiero verso l’alpe Piana).
Risalire due brevi risalti rocciosi (3-4 metri circa) e proseguire fino al fondo della stretta gola dove si trova il primo salto ghiacciato dell’itinerario (1h/1h30). Dopo aver salito i primi due tiri ci si trova in un’altra stretta gola rocciosa. Percorrerla per 200 metri fino al fondo dove, all’estrema destra, riprende l’itinerario in questione.

Descrizione:
L1: muro impegnativo a 90° poi 80°, 50 metri.
L2: tratto facile a 45°/50°, 50 metri.
L3: muro impegnativo a 85°/90° poi muretti più facili, 50 metri.
L4: breve salto verticale, poi tratto abbattuto facile e salto verticale di 10/12 metri su ghiaccio molto lavorato a 80°/85°, 50 metri.
L5: lungo tratto di collegamento su terreno facile, 75 metri circa.
L6: breve e delicata colonna con ghiaccio molto lavorato, poi stretta goulotte e terreno facile, 50 metri.
L7: brevi risalti poco impegnativi a 75°/80°, 50 metri.
L8: facile risalti, 60 metri circa.
L9-L10: stretta forra molto suggestiva costituita da brevi muretti alternati a terreno più facile, 80/100 metri circa.
L11: breve muretto, poi per mammelloni si giunge alla base dell’ultimo imponente risalto, 50 metri.
L12: risalire il facile canale alla base del risalto verticale fino ad una piccolo terrazzino, 50 metri.
L13: dal terrazzino seguire una rampa obliqua verso destra su ghiaccio a 85° fino al termine della cascata, 50 metri.
Discesa:
Dall’uscita della cascata reperire a destra tracce di sentiero (bollini rossi) che con tortuoso percorso permettono di scendere sul lato orografico sinistro della cascata. Giunti in prossimità della gola rocciosa di L3 attraversare tra i rododendri fino alla base della gola. Con due doppie su fix si raggiunge la base di L1.
Dal termine della cascata si può proseguire fino alla bocchetta di finestra posta tra monte Tovo e monte Camino, da lì scendere fino ad Oropa.