La Sfinge Sperone della Sfinge

difficoltà: 6a+ / 5b obbl
esposizione arrampicata: Sud
quota base arrampicata (m): 1500
sviluppo arrampicata (m): 100
dislivello avvicinamento (m): 240

copertura rete mobile
wind : 60% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: MaurizioDallaChiesa
ultima revisione: 30/10/17

località partenza: Parcheggio ex-impianti Aquila di Giaveno (Coazze , TO )

punti appoggio: Albergo ex-impianti Aquila di Giaveno

accesso:
Dal parcheggio degli ex-impianti dell'Aquila di Giaveno prendere la strada sterrata al termine del parcheggio (direzione ovest) che con una serie di tornanti ed un tratto dritto in salita porta a Pian del Secco. Una volta giunti in prossimità della sella erbosa di Pian del Secco dal quale si gode di un' ottima vista verso il gruppo Orsiera Rocciavrè, abbandonare la strada e prendere una traccia di sentiero che sale obliquamente verso sx in direzione di un affioramento roccioso dalla testa piatta che si innalza di poco rispetto alla linea di cresta. Tale affioramento è la sommità dello Sperone della Sfinge (non avendo un nome abbiamo deciso di chiamarlo così..) vista dal lato non esposto che da verso la zona del parcheggio dell'Aquila.

Poco prima di giungere nei pressi della sommità dello sperone della Sfinge, divallare verso dx sul versante opposto attraverso una sella erbosa divisa in due sezioni dalla sommità di un piccolo sperone roccioso (lo Sperone dell'Aquila alto una 20ina di mt. sul quale sono stati tracciati diversi monotiri).

Scendendo nel versante opposto dal primo canalone erboso che si incontra (Sperone dell'Aquila sulla sx scendendo), si passa sotto la base di quest'ultimo e man mano, proseguendo in discesa verso sx, si giunge sotto lo sperone della Sfinge fiancheggiandone la parete ovest fino ad incontrare la targa della via.. Tempo di percorrenza dal parcheggio dell'Aquila: max 40 min.

note tecniche:
Qualche tempo fa, andando ad esplorare una zona nuova sulle pendici dell'Aquila, mentre attraversavo la parte alta del vallone dove si trovano le pareti della Parei, girandomi alla spalle, ho visto questa magnifica struttura di gneiss-granitoide alta un centinaio di metri che, se vista da una certa distanza ed una certa angolatura, assume le sembianze di una Sfinge. ..Fantastico..
Sebbene sulla struttura esiste già una vecchia via (mi è stato detto che risale a 25/30 anni fa), esplorandone le pendici ho visto che vi erano diverse nuove possibilità di salita, alcune delle quali su linee fantastiche.
Ovviamente il desiderio di salire integralmente questa parete con roccia molto lavorata e di ottima qualità era diventato irrefrenabile..
Parlandone con un amico, Marco Moine, mi sono reso conto che tale progetto avremmo potuto realizzarlo insieme così, dopo tanti anni da parte mia e per la prima volta da parte sua, abbiamo tracciato e salito una nuova via a cui abbiamo voluto dare lo stesso nome dello sperone, "La Sfinge" poiché immaginiamo che in seguito potrebbe diventare la via "classica" di salita di questa struttura che, fino a poco tempo fa, non aveva nemmeno un nome..

descrizione itinerario:
La via "La Sfinge", non attaccando la struttura nel punto più basso, presenta uno sviluppo verticale di un'ottantina di metri mt. per un nro complessivo di 3 lunghezze.

L1: 5c, 6a/b, sviluppo 30 mt. (7 spit)
L2: 4a, 2, 5b sviluppo 30 mt. (3 spit)
L3: 5b sviluppo 20 mt. (4 spit).

L1:
la via (targa alla base) attacca su una placca appoggiata di 3°/4° che sale obliquamente a sx, prosegue poi su un muro verticale 5c, entra in un diedro appoggiato che sale obliquamente verso sx e ne supera il lato destro aggettante (spit al disopra non visibile) sfruttando una buona presa che permette di ribaltarsi al disopra dello stesso (5c/6a). Prosegue poi sulla sx superando una fascia aggettante in prossimità dello spigolo con il suddetto diedro (innalzandosi con i piedi in condizioni di equilibrio precario su tacche aleatorie poste sullo spigolo stesso 6a/b) che permettono di innalzarsi sufficientemente per infilare la mano dx in presa rovescia in un'evidente fessura posta al disopra della fascia strapiombante. Tale fessura procede prima obliquamente verso sx e poi verticalmente permettendo di salire in Dulfer tutto il tratto finale del tiro fino in sosta S1.

L2:
dopo S1 salire obliquando verso dx su speroncino tondeggiante facile (4a), e proseguire per una "schiena d'asino" rocciosa facile facile (2°) passando in mezzo alla spaccatura di un grosso blocco di roccia che, precipitando dalla parte alta della struttura in epoca remota, è rimasto appoggiato alla schiena d'asino spaccandosi in due pezzi.. Una volta superato il suddetto blocco di roccia, procedere ancora sulla dx fino a giungere in prossimità dello spigolo con le sottostanti placche della parte dx della struttura e proseguire dritti sul torrioncino che sale con tratti più o meno verticali (5b) fino alla sosta S2 posizionata in prossimità di una spaccatura della roccia poco a sx della linea di salita. Gli spit sono stati posizionati per favorire una linea di salita molto vicina allo spigolo (se non sullo spigolo stesso, spit finale) che presenta passaggi sicuramente più interessanti rispetto ad una linea che sale il torrioncino centralmente..

L3:
dopo S2, con un breve trasferimento sulla dx ci si porta al disotto del grande diedro finale molto ben visibile da sotto e lo si affronta direttamente nel suo lato dx salendo dritti fino in cima alla struttura su una parete quasi verticale ma con appigli talmente netti e ben definiti da non andare mai oltre il 5b di difficoltà. Come dice Marco un tratto di arrampicata di puro piacere..

Discesa:
tutte le soste sono attrezzate per la discesa in doppia con una corda singola da almeno 60 mt. (NON MENO) o con due mezze corde oppure per comodo sentiero con scarpe da ginnastica dopo aver percorso la sommità rocciosa con scarpette da arrampicata ai piedi.. (non ci sono pericoli ma non si a mai)

Materiali impiegati:
S1 ed S2 sono realizzate su catena con maillon di calata inox (10mm) montato perpendicolarmente alla parete favorendo la massima scorrevolezza della corda in caso di recupero.
S3 realizzata con 3 punti di ancoraggio di cui 2 dotati di anello di calata (diametro del filo 9 mm) che, in caso di discesa in doppia devono NECESSARIAMENTE essere impiegati alla "francese" passando la corda in entrambi gli anelli.

La chiodatura "plaisir" è stata realizzata secondo un criterio di massima sicurezza, sufficientemente ravvicinata dove serve, garantendo comunque l'obbligatorietà dei passaggi che generalmente devono essere superati in libera.
Il materiale con cui è stata attrezzata la via, sebbene non sia completamente inox, è di buona qualità (placchette FIXE da 30 Kn che, essendo bicromate, offrono alta resistenza all'ossidazione) e tecnologicamente avanzato (viti per assemblaggio pietra naturale.. che, data la resistenza del materiale impiegato ed il trattamento metallurgico di carbocementazione che ne indurisce notevolmente la superficie, sono in grado di filettare direttamente la roccia..) offrendo una tenuta che, in termini di sicurezza non ha pari con nessun altro genere di ancoraggio (il carico di rottura può variare da 40 Kn a 50 Kn a seconda del tipo di vite impiegata).

altre annotazioni:
Prima salita: Maurizio Dalla Chiesa, Marco Moine domenica 29/10/2017