Bianca (Croda) Spigolo Fantòn

difficoltà: AD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 1828
quota vetta (m): 2841
dislivello complessivo (m): 1100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: andreamilano
ultima revisione: 30/10/17

località partenza: Rifugio Baiòn (Lozzo di Cadore , BL )

punti appoggio: Rifugio Baiòn

accesso:
Dal Rifugio Baion (raggiungibile in automobile da Lozzo di Cadore per Pian dei Buoi), si segue il sentiero segnavia 262 per il Rifugio Chiggiato.
Il sentiero passa pianeggiante al di sotto dello spigolo SE che andremo a salire, quando poco prima di un tratto attrezzato, bisogna prendere una leggera traccia (indicata con freccia rossa su masso) che con rapide svolte porta verso "forcella Peronat".
La forcella non va raggiunta, ma poco prima puntare ad un evidente cengia erbosa (visibile anche da lontano) e ben inclinata che porta direttamente sullo sperone a 1/3 della sua lunghezza (traccia con ometti).

note tecniche:
La Croda Bianca è una delle più belle ed appariscenti cime del gruppo delle Marmarole. IL suo spigolo sud-est è visibile da tutta la valle del Cadore.
La via non è molto frequentata e la chiodatura è molto scarsa se non del tutto inesistente. Alcuni bolli rossi molto sbiaditi e ometti di pietra aiutano nell'individuazione dell'itinerario abbastanza articolato.

descrizione itinerario:
Salita:
Una freccia indica la salita in un canalino d’erba e rocce subito a destra dello spigolo (I, pass. II). Dopo 60 m circa si giunge ad una cengia, dalla quale si sale uno stretto camino poco a destra dello spigolo, con un masso incastrato (10 m, II e III), fino ad un´altra cengia.
A questo punto si incontra una paretina ripida con un canalone sulla destra, si possono salire entrambi, ma la parete ha una roccia migliore (III+) con due vecchi cordini a metà (inutili) e nessuna sosta al suo termine.
Al termine di questa si raggiunge una zona di facili cenge di sfasciumi che allontanano per poi riportare allo spigolo. L'ultima è un cengia ripida e liscia (verso sinistra) su cui prestare attenzione. Sono presenti una fettuccia ed un chiodo da controllare.
Giunti ad un terrazzino sul filo, si risale un canalino inclinato a destra (30m II), alla base della parete strapiombante che caratterizza lo spigolo fino all’anticima.
Si ritorna un po’ a sinistra per rocce appoggiate, per obliquare ancora a destra (pass. II, segni rossi).
Non si segue la cengia inclinata che riporta sullo spigolo, ma si sale per qualche metro la soprastante paretina inclinata (10m III) che deposita su una cengia più alta. Si sale la cengia, di roccia pulita e levigata, verso sinistra, tornando sullo spigolo. Lo si segue ora a destra ora a sinistra, scavalcando vari spuntoni per scendere ad una spaccatura e salendo poi un camino di buona roccia (20m II+) subito a sinistra del filo, e spuntando su una sella.
Si traversa verso sinistra su cengia detritica verso un arco naturale (pass. di II), dal quale si sale in direzione della vetta per un canalino (30m II) raggiungendo l´anticima. Un ultimo tratto di roccette (20m II) e seguendo le tracce sulla cresta si è in vetta.
Discesa:
In discesa può essere percorso l'itinerario di salita o più brevemente:
Dalla cima ritornare sull'anticima. Da qui è visibile sulla destra (ovest) una cengia franosa segnalata con grossi ometti che permette di raggiungere la "cresta degli invalidi" che unisce la Croda Bianca con la "forcella Marmarole".
Lungo la discesa tenere la traccia alta degli ometti ed evitare la cengia più bassa che porta ad una strozzatura nella cresta molto esposta. Suddetta traccia alta porta ad un intaglio nella cresta, da cui si può scendere sul lato opposto (nord) con una corda fissa.
Da questo punto seguire sempre la serie di ometti che in discesa e poi con un traverso su un ampio pendio porta alla forcella Marmarole.
Da qui scendere con funi metalliche fino all'imbocco del lungo canalone ghiaioso che va percorso fino alla sua base e a raggiungere il sentiero per il rif. Chiggiato precedentemente abbandonato lungo la salita. Da qui in un ora al rifugio Baion.

altre annotazioni:
Primi salitori: fratelli Umberto e Arturo Fanton di Calalzo il 30.6.1910

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