Tullio Vidoni (Alta Via) da Ca di Janzo

sentiero tipo,n°,segnavia: AVTV, 211
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 1354
quota vetta/quota massima (m): 2930
dislivello salita totale (m): 2700

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: facchinetti flavio
ultima revisione: 20/09/17

località partenza: Cà di Janzo (Riva Valdobbia , VC )

punti appoggio: rifugio Carestia, bivacco Castaldi, bivacco Ravelli

cartografia: Monte Rosa Alagna e Macugnaga (istituto geografico centrale)

accesso:
SP Varallo Sesia – Riva Valdobbia sino a raggiungere la frazione di Cà di Janzo, dove si parcheggia. Da Cà di Janzo si procede su strada asfaltata sino a Sant’Antonio. Questo tratto non è consentito alle autovetture nel mese di Agosto e nei fine settimana da Giugno a Settembre, pertanto occorre lasciare l’auto a Cà di Janzo.

note tecniche:
L' Alta Via Tullio Vidoni compie il periplo attorno al Corno Bianco (3320 m), la più alta cima valsesiana se si esclude il gruppo del Monte Rosa, toccando i Valloni del Forno e del Rissuolo (Riva Valdobbia), di Ciampono, di Netscio e di Spissen (Gressoney), di Tailly, di Terrafrancia, di Otro nella parte alta (Alagna Valsesia).
Il percorso può essere fatto in ambo i sensi. Quello descritto predilige l’avvicinamento più comodo e veloce, in alternativa è possibile lasciare l’auto ad Alagna.
Itinerario in buona parte su traccia e fuori sentiero su terreni instabili, pietraie e prati ripidi, ottimamente segnalato non lontano dal Monte Rosa. Frequenti nebbie anche nel periodo estivo.
Normalmente il giro si effettua in tre giorni utilizzando i rifugi o bivacchi esistenti.
Periodo ottimale luglio, agosto e settembre, compatibilmente con le condizioni di innevamento.

descrizione itinerario:
Da Cà di Janzo (1354 m) ci si cammina lungo la strada prima asfaltata per S. Antonio, poi sterrata sino ad imboccare sulla destra il bivio in direzione Rifugio Carestia (2201 m), che si raggiunge su comodo sentiero. Dal Carestia si prosegue lungo l’itinerario 2 del Corno Bianco, passando sempre su comodo sentiero, prima l’Alpe Rissuolo (2275 m) poi il Lago Bianco (2333 m), che si costeggia sulla destra per salire il fianco della montagna sino al Lago Nero (2667 m).
Da questo punto si abbandona l’itinerario 2 per il Corno Bianco per imboccare il sentiero 2b che sale al Colle del Rissuolo (2930 m). Qui giunti si scende di circa 150 metri in direzione di Gressoney lungo l’itinerario 8, per poi prendere a destra la traccia che porta al Bivacco Castaldi (2607 m).
Dal Bivacco, collocato nei pressi di due laghetti, si prosegue in diagonale sempre su traccia camminando su roccia friabile e sfasciumi (fare molta attenzione, tratto instabile!) prima leggermente in discesa poi faticosamente risalendo sino al Passo dell’Uomo Storto (2870 m). Dal Passo si ridiscende per un ripido canalino e poi per un vallone detritico sino al Lago di Terrafrancia e al vicino Bivacco Luigi Ravelli (2503 m).
Si prosegue sempre abbassandosi verso destra sulle morene dell’oramai morto ghiacciaio d’Otro ai piedi dell’imponente parete nord del Corno Bianco, fino a risalire l’intaglio del Colletto Tailly (2719 m), superato il quale un ripido ed esposto canale porta ai Laghi Tailly.
Tenendosi alla destra del secondo lago si risale l’ultimo colle denominato Passo delle Pisse (2566 m). Infine si scende nel Vallone del Forno e su sentiero 211 all’Alpe Pissole (2072 m), quindi Sotto Le Pisse,
Cambiaveto sino a toccare la sterrata della Val Vogna che porta a Sant’Antonio, chiudendo l’anello a Cà di Janzo.

altre annotazioni:
Alta via dedicata a Tullio Vidoni, uno dei più noti alpinisti valsesiani. Originario del Friuli si era trasferito in Valsesia da ragazzo iniziando presto la sua avventura alpinistica. Nel febbraio 1988 perdeva la vita travolto da una valanga durante una gita sci-alpinisica al colle del Piccolo Altare.