Trono di Osiride Oltre il Giardino

difficoltà: 6c / 6a obbl / A2
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1600
sviluppo arrampicata (m): 180
dislivello avvicinamento (m): 400

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: MauMau
ultima revisione: 08/09/17

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

bibliografia: Sogno di Sea Gian Carlo Grassi

accesso:
Come per le altre vie del bracciolo di sinistra

note tecniche:
Difficoltà massima 6c oppure VI+/A2 in apertura
Bell’arrampicata con la parte finale difficile ed esposta ma in ambiente spettacolare. Durante la prima libera sono stati aggiunti degli spit (solo alle soste) e dei chiodi normali.
Allo stato attuale la via è percorribile con una serie di friend sino al 4BD, raddoppiandolo nel caso si segua la variante nella parte bassa aperta durante la prima libera.

descrizione itinerario:
Attaccare appena a sinistra dell’angolo del Trono dove si individua una piantina con cordino arancione. Qui attacca anche la via Tut-An-Kaminon: le due vie hanno in comune i primi metri. Salire sulla piantina e seguire a destra un bel diedro fessurato, quindi progressivamente tendere a sinistra per fessure e infine raggiungere un bel terrazzo con due chiodi, S1, 40m (5b).
Si è ora alla base di una evidente fessura. Salire su un gradino, quindi seguire interamente la fessura sino alla base di un’enorme stele appoggiata. Evitarla a sinistra, salire un diedro e sostare su friend appena possibile, S2, 40m, (5c).
Salire ora la fessura del diedro e poi un secondo in spaccata uscendo su un terrazzo. Con un corto diedro incassato a sinistra raggiungere il cengione mediano, S3 spittata con anello da doppia, 40m (6a+).
Salire nel diedro sopra la sosta che diviene sempre più difficile e continuo. Dopo una dura sezione ad incastro di dita, finire per una fessura di mano strapiombante sino su un comodo gradino, S4 su spit da integrare con friend 2BD, 35m, interamente da proteggere con un cordone lasciato sul passo finale in una clessidra (6c o VI/A1).
Salire ora il diedro sopra la sosta (1 ch) sino contro il tetto (1 ch). Traversare a sinistra ma invece di appendersi ai blocchi sotto il tetto che sembrano comunque abbastanza solidi abbassarsi di un metro ed appendersi con le braccia ad una tagliente lama. Traversare due metri e riguadagnare il fessurino alla base del tetto raggiungendo lo spigolo in piena esposizione, S5 su due chiodi in loco, possibile integrare anche con friend, 15m (6b).
Salire un fessurino che incide il muro sommitale (2 ch) sino alla sosta di calata, S6 su spit e anello, 10m (6b). Discesa con due doppie da 60 e 55 m la seconda delle quali fuori linea.

VARIANTE diretta al secondo tiro: bella variante con arrampicata rude in fessura. Sul secondo tiro salire tutta la fessura sino alla base della stele. Salirla in dura dulfer (doppio 4BD) uscendo su dei gradini ed un piano inclinato, S3 su spit e chiodo, 35m, (6b+).
Salire la larga fessura a sinistra della sosta ristabilendosi su una cornice, quindi a sinistra riprendendo la via originale sino alla cengia, S4, 40m (6b)
Relazione Maurizio Oviglia 2017

altre annotazioni:
Prima salita: Maurizio Oviglia e Maria Teresa Bolla, 23 giugno 1984
Prima libera: Maurizio Oviglia e Simone Sarti, 5 settembre 2017