Valeria (Punta) Napoleone

difficoltà: 6b+ / 6a+ obbl / A0
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 2550
sviluppo arrampicata (m): 350

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: ziocharli
ultima revisione: 06/09/17

località partenza: San Martino (Val Masino , SO )

punti appoggio: Bivacco Manzi-Pirrotta

accesso:
Dalla Val di Mello (Valtellina, SO) salire al bivacco Manzi-Pirrotta (circa 4 ore).
Dal bivacco traversare su detriti (traccia) puntando all'evidente Fiamma del Torrone. Salire un centinaio di metri in direzione di un’evidente vena bianca che si trova alla base della liscia placca che caratterizza la parte inferiore della parete, a sinistra di un grande tetto. Chiodo con vecchio cordone poco prima di un piccolo ballatoio (30 min circa). La via si sviluppa sulla parete a destra della Fiamma del Torrone ed è riconoscibile da due marcate cenge erbose nella parte alta. La Punta Valeria (toponimo proposto) è una prua rocciosa caratterizzata da un insieme di guglie affilate sulla sua sommità

note tecniche:
Per una ripetizione utili due mezze corde da 60 mt, una serie di friend fino al nr. 3 BD, martello, qualche chiodo da granito universale e piatto, cordini per le soste (anche da abbandono).

descrizione itinerario:
L1 - VI+, 30 mt
Seguire l'evidente vena bianca verso sinistra e salire fino ad alcune lame rovesce, più appigliate (chiodo). Superate le lame, salire in diagonale a destra per raggiungere un piccolo ballatoio (chiodo con vecchio cordone). Continuare per placca (passo delicato, roccia levigata) e per il seguente tratto più facile e appoggiato. Sosta su due chiodi da collegare.

L2 - VII+ (VI+/A0), 35 mt
Seguire una piccola rampa a sinistra della sosta, quindi in diagonale verso destra (chiodo), sfruttando delle lame, fino ad un bombè aggettante da superare con decisione e passi atletici sfruttando un'evidente fessura (1 spit, 1 fix, 1 nut incastrato). Sosta poco oltre su un piccolo pulpito (1 spit, 1 chiodo, 1 fix).

L3 - VI, 45 mt
Salire verticalmente per placca lavorata, a sinistra della sosta (chiodo abbastanza in alto, non visibile dalla sosta). Superare un tratto più aggettante sfruttando una buona lama, quindi traversare decisamente a destra su placca molto lavorata e continuare per piccola rampa. Sosta poco più in alto, su piccolo balconcino erboso (spit e chiodo).

L4 - VI-, 45 mt
Seguire una rampa con fessura, a tratti intasata dall'erba (2 chiodi), fino ad una nicchia. Sosta su 1 fix, 1 spit, 1 clessidra.

L5 - Tiro di trasferimento, un passo di IV, 55 m;
Superare la nicchia e traversare decisamente a destra per roccette (spuntone con cordino). Seguire un'evidente cengia fino a una rampa erbosa che, verso sinistra, conduce alla prossima sosta (due fix).

L6 - VI, 40 mt
Spostarsi a destra della sosta seguendo una lama, poco oltre a una vaga fessura aggettante. Proseguire per bella placca, ripida ma lavorata (chiodo e fix).

L7 - V, 50 mt
Seguire un diedro appoggiato verso destra fino al suo termine. Superare una zona erbosa oltre la quale si sosta su una grande scaglia incastrata (sosta da attrezzare).

L8 - IV, 50 mt
Salire verso sinistra Per facile rampa di erba e roccette. Seguire la cengia fino a un breve camino, oltre il quale sostare su una scaglia piuttosto larga e affilata (cordone con maillon di calata).

DISCESA
Con cinque doppie lungo la via: da S8 a S6; da S6 a S5; da S5 a S3; da S3 a S2 e da quest'ultima a terra.

altre annotazioni:
Manuele Panzeri, Pietro Tentori, Giovanni Giarletta. Terminata il 3 agosto 2017.