Sodadura (Monte) dal Culmine San Pietro, giro

difficoltà: TC / TC+ / S1   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1203
quota vetta/quota massima (m): 2002
dislivello salita totale (m): 970
lunghezza (km): 27
disl. da portare (m): 70

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: sergio meroni
ultima revisione: 05/09/17

località partenza: Culmine San Pietro (Moggio , LC )

punti appoggio: In Valsassina molte possibilità di alloggio

cartografia: Doc. Top. Cartina Kompass n. 105

accesso:

Da Como – direzione Lecco, abbandonando la superstrada dopo la galleria del Barro, seguendo le indicazioni per la Valsassina. A Ballabio, alla rotonda, la prima a destra, per il Colle Balisio, e qui, si piega a destra e si prosegue in alta valle. Giunti in corrispondenza della rotonda di Cremeno, si seguono le indicazioni per Moggio e Il Culmine S. Pietro. Lungo la sinuosa salita, quando manca 1,400 Km al culmine, sulla sinistra, si trova un piccolo parcheggio e l’imbocco del largo sterrato per la salita ai Piani ( con sbarra di accesso per le auto). Punto di partenza e rientro di questo itinerario.

note tecniche:
Una stimolante variante alla sola salita alla cima. Consente un aggiramento completo, con rientro sul tracciato iniziale
Un itinerario che è fattibile anche senza un GPS, non presentando particolari difficoltà di orientamento.

descrizione itinerario:
La salita è lunga, ma ben ciclabile fino ai piani, dove la vista comincia a spaziare in tutte le direzioni.
Dai piani, sempre per largo sterrato, ora non più così agevole ( parte finale in sella solo se si dispone di bici assistita ) si arriva nei pressi dei rifugi Nicola e Cazzaniga,
(Giudizio personale, senza dubbio per una sosta e rifocillarsi è da preferire il Rif. Nicola) mi space declassare l’altro rifugio, ma il servizio e la gestione al Nicola è sotto ogni aspetto migliore).
Attenzione! Qui, il percorso di solo salita e finito, ma vi suggerisco di abbandonare momentaneamente la bike al rifugio, e prima di fare una doverosa e necessaria lunga sosta, a piedi, salire sulla facile cima del M. Sodatura, in particolare per osservare da un punto panoramico spettacolare i Piani di Artavaggio e parte della prima e ultima parte di tracciato del giro ad anello attorno alla cima.

Giro e rientro a valle.
Se si comincia dal Rif. Nicola, il primo breve tratto in sella alla bike è fino alla deviazione in prossimità dell’inizio della salita alla cima. A questo punto si piega a sinistra e si inizia il lungo traverso esposto a Nord e che senza possibilità di errori porta nei pressi della deviazione per Il M. Araralta e Pizzo Baciamorti, Un divertente e facile traverso, con un fondo discreto e molto scorrevole.
Alla deviazione ben segnalata, si cambia radicalmente direzione verso Sud. Il sentiero ora si allarga, ma con progressiva tendenza ad un fondo in buona parte più ghiaioso e sassoso, dove necessita una buona guida per restare il più possibile in sella. Un tratto sinuoso e con brevissimi passaggi che richiedono attenzione. Poi, avvicinandosi al Rif. Battisti (chiuso) e di seguito al Rif. Gherardi ( aperto e con possibilità di ristoro), tutto cambia e si scorre più veloci e in completa sicurezza. Dal Rif Gherardi, si torna indietro per il breve tratto fino al Rif. Battisti
Attenzione!
Ora si ha la possibilità nel rientro di fare due diversi tracciati per un breve tratto iniziale.
Il primo è quello classico, che scende per un brevissimo tratto verso valle, per poi riprendere a salire lungo un tratto cementato e lastricato, dove è scontato che si deve spingere la bike.
Il secondo ( non collaudato ) è quello di prendere il sentiero segnalato posto sul retro del Rif. Battisti , che consente di ricongiungersi al tracciato classico, lungo un sentiero che all’apparenza sembra perdere meno quota, comunque credo, cha anche in questo caso, senza poche possibilità di essere ciclabile.
Poi il rientro, prosegue tendenzialmente in salita, con qualche brevi tratti ciclabile e altri a spinta fino nei pressi di un evidente alpeggio, posto a quota 1699. Da qui in poi, progressivamente aumentato i tratti ciclabili e con tendenza in discesa fino ad un breve traverso nel bosco. In uscita dal bosco, ora non resta che concludere il giro a mio avviso meritevole di essere fatto.
Giunti al raccordo con il tracciato di salita, rientrare a valle e quanto di meglio si possa desiderare. Ora quasi senza dare pedalate di spinta, con una lunga e infinita discesa. si ritorna al punto di partenza.