Trono di Osiride - Bracciolo Sinistro Via del RIpiego vs. 2017

difficoltà: 6b / 6a obbl
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1600
sviluppo arrampicata (m): 170
dislivello avvicinamento (m): 400

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 03/09/17

località partenza: Forno Alpi Graie (TO) (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia

vedi anche: https://rocciatorivaldisea.wordpress.com/vie-nuove-e-riattrezzamenti/

accesso:
Da Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Incamminarsi sulla strada che poi diviene sentiero in direzione del bivacco Soardi-Fassero, superare l’inconfondibile Torre di Gandalf e proseguire quindi fino al pianoro dove sorge l’alpeggio di Balma Massiet, a quota 1500m circa. Superare la Stura sul ponte per portarsi sul lato idr. dx. e tornare quindi in direzione del fondovalle costeggiando il torrente; per salire all’attacco delle vie del “Bracciolo sx” del Trono conviene tralasciare la prima pietraia, che scende sotto lo “Schienale” (parte centrale), risalendo invece agevolmente la seconda che si incontra, quando questa si esaurisce, cercando il percorso migliore tra la vegetazione, portarsi alla base del settore (attacco a quota 1600 m circa, 380m di dislivello, 1 h circa). Invece che andare fino a Balma Massiet è possibile guadare più a valle il torrente, saltando tra due pietroni (cautela), se si guarda bene ci sono degli ometti. Il guado è posto di fronte alla menzionata pietraia, dove c’è l’evidentissimo grande masso triangolare dei boulder “Polvere di stelle”.
Giunti nel settore sx l’attacco è posto sullo sperone a dx, sullo spigolo a dx del pendio d’erba, proprio dove la parete comincia a salire e fa angolo. Fix con cordone visibile.

note tecniche:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m.
L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni meteorologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

1 serie di friends BD fino al n°4, raddoppiare il n°2 e 3, e per chi vuole proteggersi maggiormente raddoppiare anche qualche misura media. Corde da 55m.
Via in fessura molto divertente, con passaggi più impegnativi di quanto possa apparire da sotto. Il primo tiro nella nuova versione supera lo zoccolo dove c’è più roccia ma comunque il tratto della fessura è bello e fisico. Dopo magnifica arrampicata con tutti i generi di fessure, l’ultimo tiro, che unisce in uno solo gli originali due della via “Rosina” è affascinante perché si svolge nel grande diedro imbuto che sembra quasi avere una volta. Quando se ne esce ci si trova tra i rododendri al culmine della parete con di fronte l’imponente parete dei Titani e la Torre della Tigre. Via che può essere paragonata alla Robinson allo Specchio ma forse è un po’ più severa.

descrizione itinerario:
1° tiro) Salire lo sperone biancastro, a dx di un ripido pendio erboso, con facile arrampicata. Giunti su una cengetta dirigersi verso un muro giallastro solcato da una fessura, salirla e giungere in sosta, tralasciando la sosta su masso con fascio di vecchi cordoni. Grado 5C. 2 fix. Sosta con 2 fix e fettuccia rossa visibile dal basso.
2° tiro) Salire il diedro con stupenda lama-fessura a sx dello spigolo. Il diedro a dx (vecchio chiodo visibile) è della via “Sono 43 giovani e forti”. Tralasciare una vecchia sosta intermedia a chiodi e giungere per atletiche fessure a un’ottima terrazza. Grado 6A-6A+. Sosta su grande clessidra e fix.
3° tiro) Dalla sosta salire sui gradoni a sx (tralasciare anche qui il diedro a dx, con chiodo visibile, sempre della via “Sono 43…”), e portarsi in un sistema di diedrini verso sx (fix di direzione). Grado 6A. Sosta con 2 fix.
4° tiro) Dritti per il diedro e quindi per due evidenti fessurine parallele, fino alla terrazza con alberi. Grado 6A. Sosta con due fix e cordone, 3 fix sul tiro.
5° tiro) Questa lunghezza sfrutta le ultime due originali della via “Rosina” dando continuità e rettilineità alla nostra. Ci si infila nel grande diedro imbuto che sembra quasi avere una volta formata da tetti. Su per la fessura larga e un po’ strapiombante, poi più facilmente si perviene all’ultimo tratto, con fessure e movimenti su tacche si esce a sx dal tetto. Grado 6B. 2 fix sul tiro. Tiro stupendo e lungo, allungare bene le protezioni. Sosta per doppia.

DISCESA:
Con una doppia fino alla terrazza e da qui con 3 doppie rettilinee (sosta sulla terrazza a sx faccia a monte)

altre annotazioni:
La via originale fu aperta il 20 luglio 1981 da Isidoro Meneghin, Anna, Carlo e Maurizio Restagno.
La via nella versione 2017 è opera di Luca e Matteo Enrico il 27 e 29 agosto 2017.