Boeufs Rouges (Pointe des) dal Refuge de la Pilatte per il Col du Selè e la cresta NNO

difficoltà: PD+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1713
quota vetta (m): 3516
dislivello complessivo (m): 2000

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: m.gulliver
ultima revisione: 02/09/17

località partenza: la Berarde (Saint-Christophe-en-Oisans , 38 )

punti appoggio: Ref. de la Pilatte

cartografia: GN 1:25.000 3436 ET

bibliografia: Constant, Voies normales et classiques des Ecrins

note tecniche:
Non è la via normale per questa cima dal Rifugio della Pilatte, ma l’unica percorribile in sicurezza quando il ghiacciaio è secco e in ghiaccio vivo. Necessari piccozza e ramponi, corda da 30 m sufficiente. La via non è attrezzata (a parte qualche cordino d’abbandono). Attenzione che molte guide francesi (non recenti) sottostimano decisamente la difficoltà e l’impegno, sia della salita al colle, che della cresta finale.

descrizione itinerario:
1° giorno: salire al Rifugio della Pilatte, risalendo il lunghissimo vallone.
2° giorno: dal cortile del rifugio proseguire verso sud, quindi scendere sul ghiacciaio della Pilatte, perdendo un centinaio di metri di dislivello (tratto attrezzato con corde fisse e scale verticali, non banale al buio). Risalire il ghiacciaio fino al pianoro a 2800 m circa sotto la verticale della Pointe de la Pilatte, quindi proseguire verso Est. Salire per neve a tratti ripida (40/45°) o rocce montonate e sfasciumi con percorso sinuoso sx-dx-sx in direzione della verticale del Col du Selè. A quota 3150 m circa si giunge sotto la bastionata rocciosa che sorregge la cresta dove si apre il passo. Si sale ora per rocce ripide ma non difficili (max II, qualche fix, cordoni) seguendo vecchi bolli di vernice blu. Risalito uno speroncino a fianco di un camino, si traversa a sx quindi si risalgono alcune placche articolate, infine si traversa lungamente verso dx sino a raggiungere la cresta, poco a sud del punto di massima depressione.
Si segue ora la cresta verso SSE, inizialmente ampia e detritica (traccia sul fianco est) fin dove si restringe. Si passa ora sul ripido fianco ovest (Pilatte) e seguendo i numerosi ometti di pietre si traversa lungamente sotto il filo, fino a riprenderlo, evitando così un tratto piuttosto frastagliato. Segue ora un tratto su facili placche lato est (Selè), quindi nuovamente un breve tratto lato ovest, fino a giungere la cima di un torrione arrotondato. Si scende qualche metro e si incontra il tratto più impegnativo, costituito da una serie di gendarmi dai fianchi quasi verticali. Lo si supera sul lato orientale con un traverso delicato su rocce ripide (III+). Oltre la cresta si raddrizza finalmente, si attacca inizialmente sul lato ovest (passi di III), quindi sul filo. Con arrampicata su terreno sempre più ripido ed esposto, superato un caratteristico camino (III) e le ultime roccette più facili ma decisamente pericolanti, si raggiunge finalmente la vetta.

Discesa: dalla via normale della breve cresta SO che scende al Col de la Condamine (PD-, scendere un canalino roccioso e restare sul versante SE della cresta), qui si rimette piede sul ghiacciaio della Pilatte e con discesa, inizialmente ripida verso N, si torna al pianoro al centro del circo glaciale dove si era transitati in salita. In caso ghiacciaio secco e ghiaccio vivo, ripercorrere, con cautela, la cresta di salita.