Brenva (Bivacco della) dal Pavillon per il Mont de la Brenva

difficoltà: PD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 2200
quota vetta (m): 3160

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: climbandtrek
ultima revisione: 31/08/17

località partenza: Stazione del Pavillon (Courmayeur , AO )

accesso:
Con l'autostrada a-5 si raggiunge Courmayeur dirigendosi verso il confine dove si trova il piazzale della funivia Skyway.

note tecniche:
La salita dal Pavillon è un'alternativa più alpinistica di quella che si effettua dal fondovalle per l'itinerario classico con difficoltà che, solo in brevi passaggi, non superano il II grado ma che obbligano a traversi esposti su terreno sostanzialmente stabile e compatto, e un po' da ricercare, con pochi punti di riferimento sui ripidi pendii del Mont de la Brenva; nella discesa alla morena, anche qui, bisogna procedere con attenzione cercando i punti migliori di passaggio sul ripido versante sempre però su terreno abbastanza compatto. Il dislivello totale, compresa la discesa alla morena e la risalita, è di circa 1450 m ma come tempi siamo quasi alla pari proprio per la ricerca dei passaggi sul Mont de la Brenva; la discesa conviene effettuarla per l'itinerario classico considerando che, anche questa, non concede assolutamente distrazioni sino al raggiungimento del canale boschivo poco prima della sterrata. La gita è consigliata con buona visibilità e con terreni asciutti, adatta ad amanti di salite faticose del genere "wilderness".

descrizione itinerario:
Si sale il primo troncone della funivia Skyway sino al Pavillon dove si prende il sentiero panoramico 20A raggiungendo il terrazzino panoramico; da questo si risale la dorsale passando dapprima alla sinistra di una lingua di roccia liscia e poi su piccoli terrazzamenti erbosi via via più ripidi con alternati passaggi su roccette. Si sale poi alla destra una breve zona pietrosa culminante con un canalino che riporta in cresta (2593 m, ometto); la si percorre ora a destra ora a sinistra cercando i passaggi migliori che ora sono prevalentemente rocciosi (I/II) arrivando, dopo la risalita di un successivo canalino detritico, ad un colletto roccioso che si raggiunge e si passa (esposto) con una breve discesa (2746 m). Prima di scendere si deve individuare una visibile pietra bianca (vedi foto) situata sul ripido pendio erboso sulla sinistra che si dovrà poi raggiungere contornando prima in leggera salita a poi in discesa il costone (passaggi esposti) sino a raggiungerla; appena dopo si prende una breve cengia che porta ad un camino da risalire (2797 m, II). Dalla sommità si deve scendere, scegliendo il percorso migliore a seconda delle condizioni, il ripido pendio di erba e rocce rimanendo prevalentemente sulla sinistra e comunque in modo da raggiungere la pietraia sottostante; la si attraversa a destra scendendo successivamente un pendio erboso dal quale, abbassandosi ancora verso destra, si mette piede su una poco marcata morena erboso-detritica e da questa in breve sulla pietraia del ghiacciaio sul fondo del vallone dove su qualche grosso masso si trova qualche vecchio bollo giallo (2579 m). Ora il percorso diventa evidente, e faticoso, dovendosi avvicinare al dosso roccioso sulla destra dell'isolotto che divide i due rami del ghiacciaio. Portandosi gradatamente verso il centro del vallone si attraversa la pietraia su rocce mobili che possono scivolare su qualche tratto di ghiaccio vivo arrivando alle sue pendici; qui conviene salire il canale centrale del dosso roccioso per portarsi poi leggermente alla sinistra del pendio roccioso sulla dorsale dove poco sopra si trova il bivacco.

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