Orfeuille (Mont) da La Clusaz

sentiero tipo,n°,segnavia: AV2, 21, poi nessuno
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1631
quota vetta/quota massima (m): 2800
dislivello salita totale (m): 1159

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura

contributors: Brunello 56
ultima revisione: 27/08/17

località partenza: La Clusaz (Avise , AO )

punti appoggio: Planaval

cartografia: Carte L’Escursionista: n. 2) La Thuile-PS Bernardo, n. 3) Valgrisenche-Val di Rhemes, scala 1:25000

accesso:
Seguire la SS 26 della Valle d’Aosta fino ad Arvier, quindi la SP della Valgrisenche fino a Planaval. Proseguire fino alla frazione La Clusaz, al secondo tornante, dove stacca il sentiero AV2, si parcheggia. Posti limitati, ma qualche centinaio di metri più avanti verso Baulin un’ampia piazzola sulla destra aumenta la possibilità.

note tecniche:
Più che un monte l’Orfeuille è una lunga cresta quasi pianeggiante che si snoda direzione NE-SW. L’estremità NE sovrasta l’abitato di Planaval mentre quella SW è un colletto, a quota circa 2800 m (manca quota precisa), che si fonde con le pendici che scendono dal Doravidi – Chateau Blanc ed è la destinazione di questo itinerario.
E’ un’escursione facile e lineare, con dislivello non eccessivo, la progressione è sempre agevolata dalla stabilità del terreno e dal giusto compromesso delle dimensioni tra detrito fine e sassi, con anche presenza di zolle erbose.
Unico dettaglio, che è forse la vera complicazione: l’attraversamento del torrente. Se già è difficile al mattino con la corrente più moderata, al ritorno – con l’ingrossamento – prevedere che sarà più problematico.
E’ sicuramente un itinerario nel nome della wilderness e solitudine assoluta, ma non dimenticato o sconosciuto: lungo il percorso si trovano infatti ometti sparsi ed anche segni su un masso, forse ad indicare la via alpinistica per il Doravidi.

descrizione itinerario:
Si parte dal tornante appena passata La Clusaz dove stacca il sentiero dell’AV2 (indicazioni) e si risale il marcato sentiero, con abbondanza di tacche gialle, raggiungendo prima i ruderi dell’alpeggio di Benevy (1950 m), poi una presa dell’acquedotto e sbarcando infine nel Vallone du Fond. Trascurando il bivio con il sentiero 20B, che si incontra subito allo sbarco, si prosegue lungo il percorso dell’AV2 attraversando un primo pianoro erboso. Si attraversa il torrente su un ponte in legno e, risalendo un ripido pendio, si sbarca nel pianoro sovrastante, dove si attraversa nuovamente il torrente su un ponte in legno, arrivando in breve alle Baracche du Fond. Percorso ancora un breve tratto si arriva ad un bivio: l’AV2 devia a destra per il Lac du Fond-Col Crosatie, si prende invece il ramo di sinistra per il Col di Planaval (indicazioni). Il sentiero scende al torrente, lo costeggia per un tratto sulla sua sponda sinistra poi lo attraversa: il punto di attraversamento è individuato da due spondine in pietra squadrata e dalla targa gialla a terra “Col Planaval 2h30”. Il sentiero risale il dosso erboso (tacche e ometti sono frequenti, ma a volte scompare nell’erba) e corre sempre più in alto del pianoro acquitrinoso. Quando arriva al termine del pianoro il sentiero per il colle piega a destra e si avvicina al torrente, mentre per questo itinerario occorre proseguire sempre diritto, rimanendo sul fianco destro del vallone e contro il costone roccioso, puntando ad un enorme ed inconfondibile masso, camminando su fondo erboso con detriti; prima si risale un canale quindi ci si mantiene su un largo cengione, pervenendo così al citato masso dove si vede la testata del vallone e la meta sulla cresta dell’Orfeuille.
Occorre ora perdere un po’ di quota per attraversare l’anfiteatro morenico e per scendere ai torrenti da attraversare. Sono due i torrenti che qui si riuniscono: il Torrent du Glacier che scende dall’Orfeuille, e un altro ramo che scende dal ghiacciaio; la corrente è impetuosa, occorre cercare il miglior punto di attraversamento ma soprattutto tenere presente che, con giornate calde, al ritorno il torrente sarà ingrossato e l’attraversamento ancora più problematico. Al torrente si noterà anche un masso con segni rossi in vernice, segno che questa è una via alpinistica, probabilmente per il Doravidi.
Attraversato il torrente il percorso si semplifica. Prima si risale il pendio, pervenendo ad un crinale che separa da un altro valloncello; lo si risale sul suo culmine puntando verso la cascata, sempre su facile terreno. Dalla cascata si continua a salire, lasciandosi il torrente alla propria destra in basso; si perviene ad un pianoro sovrastante, con la meta bene in vista e che viene raggiunta senza perdere ulteriore quota, risalendo il canale costeggiato da un rivolo che scende dal sovrastante ghiacciaio.
Come detto la meta è il colletto all’estremità della cresta; volendo salire su qualche sommità della cresta dell’Orfeuille si può valutare di puntare a qualche intaglio e rimontare su sassi il ripido pendio; attenzione che la cresta – almeno sul colletto - strapiomba sul versante opposto.
Dal colletto è invece consigliata la risalita del pendio, in ambiente selvaggio e su bellissime rocce montonate tra incantevoli laghetti, fino a toccare il ghiacciaio di Chateau Blanc.
Discesa sullo stesso percorso di salita.