Perduta (Parete) La Fortissima

difficoltà: 6b / 6a obbl
esposizione arrampicata: Nord-Ovest
quota base arrampicata (m): 2300
sviluppo arrampicata (m): 315
dislivello avvicinamento (m): 1300

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: bataClan
ultima revisione: 22/08/17

località partenza: Cateri (Noasca) (Noasca , TO )

punti appoggio: Bivacco possibile

cartografia: Carta dei sentieri e dei rifugi 1:50.000 IGC, Gran Paradiso

accesso:
In alternativa all'accesso da Ceresole, Bocchetta Fioria e poi traverso, è possibile lasciare la macchina alla borgata Cateri, prima di Noasca, per poi seguire il sentiero che si dirige verso l'alpe Cherson. Da qui la parete è già visibile. Superato l'alpeggio, o ci si inoltra nella boschina per tracce o meglio si segue il pianoro che porta agli altri alpeggi della conca, quasi in prossimità di un ponte si seguono degli ometti che verso sinistra si inerpicano tra le balze rocciose, fino ad arrivare ad un enorme masso spezzato in due, dove sicuramente in passato albergavano animali da pascolo. Se ci si inoltra troppo nella conca, sarà necessario risalire il letto di uno dei ruscelli, possibile ma più faticoso. Dal grande masso spezzato, seguire la pietraia verso l'evidente parete. Circa 2.5/3 ore al masso e 30-40 minuti la pietraia.

note tecniche:
La parete è splendida, ma lo è ancora di più l'ambiente circostante. Seppur non troppo lontano dal fondovalle, lascia in un completo isolamento, non si sentono rumori né si vedono luci provenienti dalla "civiltà". La roccia è ottima nelle zone più compatte, mentre nelle zone più rotte è necessario sapersi muovere su terreno d'avventura. Si tratta di uno gneiss con abbondanti intrusioni di quarzo, che costituiscono bugne davvero grandi, piacevolissime da scalare, come anche le belle fessure che costellano la parete.

Materiale:
2 serie di friend fino al n.3 ed un n.4 facoltativo. Micro friend e nut utili. Martello per ribattere i chiodi di sosta, già che ci siete anche un paio di chiodi a V e universali non guastano. Corde da 60 mt giuste.

descrizione itinerario:
La via si mantiene sempre alla sinistra degli itinerari Water e Thunder. Si perviene all'attacco tramite un sistema di cenge da dx verso sx, a dx di alcuni tettini rossi, in prossimità di diversi bei diedri perfetti.
I tiri sono tutti molto lunghi, generalmente 50-60mt, è necessario allungare bene le protezioni per evitare di rimanere inchiodati.

L1. 5C, 55mt. Tiro che in linea di massima piega verso destra. Si attacca il diedro rampa a dx di quelli precedentemente citati, ci si ribalta su di un pianerottolo, poi dritto e ancora a dx, per finire 5-6mt di placca facile ma improteggibile se non forse con un chiodo a lama, sosta in una nicchia con colate d'acqua.
L2. 5C+, 55mt. Dalla sosta a destra per belle fessure si perviene ad un diedro tecnico, uscita in cengia che richiede attenzione con passo di equilibrio. Da qui diversi metri su cengia erbosa e ancora qualche metro sulla parete successiva fin sotto ad un evidentissima fessura, sulla sinistra della grande conca di roccia che forma la parete.
L3, 6A, 35mt. Tiro meraviglioso. Seguire l'evidente fessura, su roccia rossa con bugne incredibili. diedri, un tettino manigliato e tratti ad incastro e dulfer. Bellissimo e non difficile. Sosta su cengia con rododendri.
L4. 6B, 45mt. Proseguimento naturale della fessura precedente, inizio fisico ma ben protetto, poi la fessura si allarga e vanno fatto un paio di movimenti off-width non difficili. Da qui si può proseguire per la fessura, che promette difficoltà superiori, o uscire sulla destra con un estetico traverso. Si posegue quindi dritto in piena parete fino ad arrivare ad un diedrino leggermente strapiombante, con passo obbligatorio in uscita, su buone tacche. Sosta sulla grande cengia.
L4bis. 60mt. Trasferimento verso destra lungo la cengia, si sosta su due friend poco prima di una sosta di calata a chiodi.
L5. 6A+, 45 mt. Tiro bellissimo e tecnico, si parte circa 10mt a sinistra di Water, a destra di una grande lama sottile e staccata, strapiombante. Si punta ad un bel diedro, piuttosto lungo e dritto. Dopo un passo proteggibile con friend 0.2 o 2 micronut, abbiamo piantato l'unico chiodo di progressione, poi tolto(chiodo a V medio). Il passo successivo è obbligatorio, sul 6A. Da qui si prosegue dritto per fessure, fino ad un comodissimo pulpito con ampie possibilità per piazzare friend di sosta (n.2-3).
L6. 6A, 60mt. Su dritto per fessure, poi si piega a sinistra, ristabilimento su cengia e diedrino scorbutico, leggermente strapiombante, si punta alla cime del grande diedro con fessure gialle, ma non lo si percorre. Da qui si segue il filo di cresta, tenendosi alla dua destra, riuscendo così a scalare alcune belle fessure. Sosta su cengia erbosa.
L7. 4, 20 mt. Su dritto per il filo di cresta, fino ad arrivare ad un enorme masso appoggiato da cui pende cordone di calata con maillon.

Da qui si può proseguire con 2-3 tiri di cresta e rocce rotte fino alla cresta spartiacque, o si può provare a traversare fino alla cengia finale, da cui partono gli ultimi due tiri di Thunder e Water.

altre annotazioni:
La via è stata aperta da Filippo Ghilardini, Martina Mastria ed Enrico Agnello, con il supporto al seguito della cordata costituita dal mitico Alessandro Zuccon e Sergio Arianos il 20 Agosto 2017. In particolare è stato Sandro a scovare il comodo avvicinamento alternativo alla Bocchetta Fioria, che evita il sali scendi; inoltre ci ha messo a disposizione la sua grande esperienza in aperture di questo tipo!