Maria (Punta) - Creste Savoia Via Guderzo alla Parete Est

difficoltà: TD   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota vetta (m): 2790

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Baley93
ultima revisione: 30/07/17

località partenza: Terme di Valdieri (Isola , 06 )

punti appoggio: rifugio questa - rifugio valasco

bibliografia: Guida CAI TCI ALPI MARITTIME VOL. 2 itinerario 160b - Guida GOGNA PASTINE della zona del prefouns

accesso:
dalle terme seguire il sentiero-strada per il valasco, fino al piano superiore, da qui si gira a sinistra seguendo il sentiero per il passo prefouns, lo si segue fino a un altra deviazione a dx (indicazioni rif questa-colle prefouns) che con bel tratto orizzontale porta all' imbocco del vallone del prefouns, da qui ci si inoltra nel vallone, fino a giungere ai piedi delle creste Savoia (sulla dx) , abbandonare il sentiero dirigendosi sotto la verticale della punta maria (circa 2h e 30m)

si trova copiosa acqua di sorgente proprio sul sentiero che sale alle creste, 10 minuti dopo aver imboccato il vallone di prefouns, ultimo rifornimento.

In alternativa si può dormire al rifugio Questa , da qui in circa 40 min. si è all’ attacco (dal rifugio ridiscendere il sentiero e poi andare a destra, dopo 200 metri deviazione verso vallone prefouns)

note tecniche:
Via molto bella in ambiente stupendo, l'avvicinamento è lungo ma merita davvero una visita, per scalare su questa roccia quasi unica in marittime (buona, spesso ottima,qualche blocco sui 50 metri finali).
La scalata si presenta sempre verticale anche nel facile.
L'itinerario è abbastanza evidente, la chiodatura è molto datata e soprattutto pressoché assente. Prevedere quindi materiale adeguato
Di seguito viene riportata la relazione che si trova sul libro di Gogna e Pastine della zone del prefouns (con qualche modifica)

Materiale:
- cordini in abbondanza
- friend :tutti i micro + da 0.3 al 3 (BD) con qualche misura doppia (n°4 utile in un paio di punti) - ball nut molto utili
- un mazzetto di nut
-6/8 chiodi assortiti di cui almeno 5 a lama, martello

descrizione itinerario:
La linea di salita è data da una serie di diedri e fessure gialle che dalla cengia salgono direttamente ad una Forcelletta nera con grandi blocchi incastrati. La forcelletta, ben visibile dalla pietraia, e situata a circa metà dello spigolo est nord-est che fiancheggia il canale discendente dal colle tra la Punta Maria e la vicina Punta Giovanna.
Attraversare i primi metri della cengia sovrastante lo zoccolo basale, fermandosi a una ventina di metri dallo spigolo della punta Maria, la base di un diedrino dalle pareti levigate e dal fondo erboso è il punto ri riferimento: Attaccare a sinistra di esso una placca , per portarsi poi in un diedrino liscio che si supera.

L1- Attaccare il diedrino liscio che si supera (IV+), guadagnando un gradino erboso (3 vecchi chiodi di sosta). Traversare a destra puntando ad evidente lama staccata, salirci sopra (varie possibilità V) , sulla sua cuspide fare sosta su grosso albero ben visibile già dal basso → 45 metri

L2- Salire poi su una cengia erbosa alla base di un diedro-camino strapiombante fessurato ben visibile dal basso. Attraversare qualche metro a sx , arrampicare per 4 o 5 m in una specie di camino molto svasato alla sinistra del diedro (IV+) e, quando questo prosegue più evidente ed invitante girare uno spigolo sulla destra V) e proseguire in placca sempre obliquando verso destra (IV+ diff. di chiodare) fino a raggiungere la parte terminale del diedro strapiombante che si rimonta direttamente. → 35 metri

L3- Dal piccolo terrazzino soprastante attaccare una placca a sinistra di uno strapiombo, risalirla obliquando leggermente a sinistra (V molto delicato) traversare quindi a destra 6-7 metri (IV, IV+) riprendendo poi verticalmente per una specie di diedro-fessura (IV+ breve passo di V-) che porta a un terrazzino erboso/detritico alla base di un gran diedro di 35 metri. Arrampicare nel diedro 10-12 metri (IV, IV+) e, dove le pareti di questo si fanno levigate, spostarsi in un diedrino sulla destra. Proseguire diedrino (IV) puntando a un evidente albero sotto una forcella. Sostare facilmente su di esso.

L4- Dopo un gradone verticale, si giunge ad un colletto composto da grossi blocchi, attaccare direttamente una grande placca nera coperta di lichene obliquando, a metà , leggermente a destra (vecchio chiodo rotto) e toccare dopo alcuni metri, un terrazzino detritico alla base di un canale ascendente verso sx III+, IV delicato). Proseguire direttamente sulla stessa placconata bianca (III+, IV delicato) tendenzialmente verso dx fino a piccolo terrazzino (chiodo ottimo).→50 metri

L5 Traversare a sinistra 20 metri e raggiungere il filo dello sperone terminale ~III, II~I+). Continuare sempre sul filo, spesso su grandi blocchi e lame, e raggiungere un ampio terrazzo detritico → 30m
L6 . Con larghissima spaccata, da un blocco incastrato, portarsi sulla parete sovrastante il terrazzo ,(IV+, V- faticoso) e risalire alcuni metri sulla sinistra fino alla base di un diedro regolare coperto di lichene nerissimo. Rimontare il diedro direttamente (V-) e uscire pochi metri al disotto della vetta.

(Rel. G. Calcagno~ I.p. Guderzo, Pettinati, Bussetti, Tasso, L.Calcagno, Revello, Vassallo).


altre annotazioni:
Prima ascensione: G. Guderzo, D. Pettinati, 12 settembre 1954.
Prima solitaria: A. Gogna, 26 luglio 1965.

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