Baldo (Monte) Alta via

sentiero tipo,n°,segnavia: 662, 658, 651,601
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 254
quota vetta/quota massima (m): 2218
dislivello salita totale (m): 3100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: facchinetti flavio
ultima revisione: 18/07/17

località partenza: Caprino Veronese (Caprino Veronese , VR )

punti appoggio: rifugio Altissimo, rifugio Telegrafo, rifugio Fiori del Baldo

cartografia: Kompass lago di garda monte baldo 102 - 1:50000

accesso:
Per la traversata integrale da Caprino Veronese a Nago è possibile utilizzare servizio bus lungo il lago di Garda per il recupero dell'auto.

note tecniche:
Viene descritta l'Alta via del monte Baldo lungo il percorso definito integrale, con partenza da Caprino Veronese in Veneto e arrivo a Nago, località del Trentino; qualche deviazione giusto per raggiungere alcune delle numerose cime.
I tempi di tabella senza deviazioni sono all’incirca:
Caprino – rif. Telegrafo 6 ore ( dislivello 1800 m.),
rif. Telegrafo – rif. Altissimo 6 ore( dislivello 750 m.),
rif. Altissimo – Nago 5 ore e mezza.

descrizione itinerario:
Da Caprino dirigersi lungo una strada asfaltata in direzione Gaole ed in seguito imboccare il sentiero n°662, che conduce al rifugio Telegrafo. Il percorso è segnalato con bollini bianco-rossi e attraversa un bellissimo bosco intervallato da piccole radure.
E' possibile abbandonare il sentiero e sormontare due piccole cime: Monte Sparavero (1516 m.) e Punta di Naole (1659 m.), per scendere alla bocchetta omonima, dove nei pressi è presente un forte risalente alla grande guerra, ancora in buone condizioni. Compaiono ora alla vista due rifugi: Fiori del Baldo e Chierego, quasi adiacenti ad una seggiovia attualmente chiusa. In seguito è possibile salire altre due cime: Vetta delle Buse (2152 m.) e Punta Sascaga (2136 m.). Per l'apertura del rifugio Telegrafo occorre informarsi telefonicamente. Esiste comunque il locale invernale con sei posti letto. Il monte Telegrafo (2200 m.) è non molto distante dal rifugio. Il problema per un trekking in queste zone è la carenza d’acqua, non esistono approvvigionamenti naturali! Cambia il segnavia che diventa n°651 ed in qualche bivio sono presenti anche cartelli indicatori. Per salire sulla Cima di Valdritta (2218 m.) occorre effettuare una deviazione a sinistra salendo per un quasi 200 metri, ma ne vale la pena poiché è un buon punto osservazione, rimarcato da una croce di vetta in metallo. Si può scendere qualche metro per visitare ciò che rimane degli appostamenti militari costruiti dagli austriaci nella prima guerra mondiale.
Per proseguire sull'alta via occorre tornare indietro e riprendere il sentiero. Qui inizia l’unico tratto che classifica il tragitto EE, cioè adatto ad escursionisti esperti; un breve passaggio su roccia facilitato dalla presenza di una lunga catena, buon aiuto in caso di pioggia, ghiaccio o neve. Una parte molto breve rispetto a tutto il percorso, che quindi riprende con facile sentiero, tagliando a mezza costa la Cima di Longino e proseguendo in cresta transitando sulla Cima delle Pozzette (2132 m.), dove è collocata una croce in legno. A Bocca Tratto Spino inizia l’area occupata da impianti sciistici e ristoranti, (chiusi in estate). A questo punto inizia la parte meno interessante del tragitto, poiché occorre proseguire prima su strada sterrata che diventa poi asfaltata in almeno in due occasioni, ma per fortuna l’ultimo tratto prima del rifugio Altissimo, di erta salita, è nuovamente su sentiero e mulattiera di tipo militare. In questo rifugio si può prenotare telefonicamente e una mezza pensione costa 39 euro (soci CAI). Da qui è possibile salire la cima vera e propria dell’Altissimo (2079 m.) e soprattutto visitare tutta l’area circostante il rifugio, così carica di storia grazie alla presenza di trincee, cunicoli vari e tutte opere atte alla difesa militare. Il rifugio stesso è stato risparmiato e riaperto l’anno dopo la fine del conflitto.
Dopo il pernottamento al rifugio Altissimo, l'ultima giornata di trekking è caratterizzato prevalentemente da un percorso in discesa, eccetto una deviazione per salire la vetta del Monte Varagna (1779 m.), anch’esso utilizzato come postazione militare. Dolci pendii con panorami eccelsi che lentamente consentono di abbassarsi di quota. Con l’arrivo del bosco il sentiero taglia più volte la strada asfaltata ed occorre stare attenti a non perdere l’innesto giusto. Pochi oramai rimangono i punti in cui si scorge il lago fino a raggiungere Nago.

altre annotazioni:
Sono segnalati numerosi incidenti, taluni anche gravi, accaduti ad escursionisti conseguenza della frequente scarsa visibilità a causa della risalita della nebbia dalle acque del lago.

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