Rote Saule e traversata della Kreuzspitze

difficoltà: AD
esposizione prevalente: Varie
quota base ferrata (m): 2600

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: flavius
ultima revisione: 08/07/17

località partenza: Parkplatz Wallhorner Mähder (Bodenalm) (Wallhorn , Lienz )

punti appoggio: Sajathutte - Eisenhutte

cartografia: Kompass 1:50000 50, Karte 1 Nationalpark Hohe Tauern - Grossvenediger

accesso:
Per raggiungere dall'Italia la cittadina di Matrei in Osttirol (da non confondere con Matrei am Brenner che si trova sull'autostrada austriaca poco dopo il passo del Brennero!), ci sono tre possibilità, da valutare a seconda della località di partenza, degli orari e delle condizioni del traffico:
1) dall'autostrada del Brennero: uscire a Bressanone, risalire la Val Pusteria fino a Valdaora, dove si gira a sinistra per la valle di Anterselva, che si risale completamente fino all'omonimo lago ed all'inizio della salita per il passo Stalle (il passo è aperto solo d'estate, solo di giorno ed è a senso unico alternato: un quarto d'ora ogni ora). Si scende in Austria e attraverso la Defereggental si giunge all'incrocio con la strada statale B108, dove si svolta a sinistra per Matrei.
2) dall'autostrada per Belluno: dal suo termine si risale il Cadore fino ad Auronzo, dove si prosegue per il Passo Montecroce Comelico. Da lì si scende a San Candido e si svolta a destra verso la frontiera di Sillian. Entrati in Austria si raggiunge Lienz, dove si prende la B108 verso Matrei/Felbertauerntunnel.
3) dall'autostrada per Tarvisio: si esce a Carnia/Tolmezzo, si segue per Paluzza, da dove, attraverso il Passo di Croce Carnico si entra in Austria. Si risale la Gailtal lungo la B108 in direzione del Felbertauerntunnel fino a Matrei.

In ogni caso, a Matrei in Osttirol si svolta a sinistra verso Pragraten. Il bivio per il parcheggio Wallhorner/Bodenalm è proprio frala fine di Wallhorn e l'inizio di Pragraten.

Dall'ampio parcheggio a pagamento (quota 1665m) seguire la strada forestale (possibilità di scorciatoie) verso la Bodenalm (m1965) (30 min circa), dove la pendenza si annulla e la strada prosegue a mezzacosta verso Ovest.
Superato un ponte, essa piega a destra per risalire la inoltrarsi nella verde Timmeltal. Prima di raggiungere la Wallhorneralm, attraversare il torrente Timmelbach per seguire il sentiero 24 "alta via di Pragraten" (cartelli gialli indicatori). Esso prima risale i pendii erbosi, poi , in prossimità di una panchina con scorcio panoramico (Fenster), inizia il lunghissimo mezzacosta ascendente verso la Sajathutte (ore 2 circa dalla Bodenalm).

note tecniche:
Lunghissimo (calcolare almeno 12 ore senza soste) e spettacolare giro che, con costante superbo panorama sugli immensi ghiacciai degli Alti Tauri, concatena due ferrate di caratteristiche molto diverse: breve e tecnica la Rote Saule, lunga e d'ambiente la Kreuzspitze.
Questo è quanto suggeriscono la quasi totalità delle guide in libreria e in rete.
Per chi avesse dimestichezza con l'arrampicata facile, è da qualche anno possibile concatenare le due cime senza scendere dalla Sajatscharte, ma proseguendo per la via di cresta della Sajatkrone, con percorso solo in parte attrezzato (attenzione alla caduta massi) e difficoltà massime di II grado.
Il parcheggio è carissimo (7 euro al giorno), ma per chi soggiorna in valle, basta esporre la gastkarte e sarà la struttura a provvedere al pagamento.

descrizione itinerario:
Dalla Sajathutte non seguire le indicazioni per la Rote Saule perchè riguardano la via normale (che passa a ovest), ma quelle per la Sajatscharte. All'inizio della parete c'è il cartello "ferrata di Stefano" che indica l'attacco più difficile (due sezioni di difficoltà "E" scale a strapiombo per 3 metri). Per l'attacco più facile proseguire oltre per qualche decina di metri fino a quando non si vede l'inizio degli infissi. Entrambe le varianti si incontrano sotto la lunga e caratteristica scaletta (difficoltà "C").
Le sezioni successive sono tecnicamente di difficoltà medio-bassa, ma in qualche punto richiedono un minimo di atletismo (specie per i ferratisti di statura più bassa). Mano a mano che si sale la verticalità si abbatte ma aumenta la necessità di usare bene i piedi sulle placche. In circa un'ora si è in cima (quota 2820m) con splendido panorama sul "retro" dei ghiacciai della Valle Aurina (Siamo a pochi chilometri in linea d'aria da Riva di Tures e da Predoi).
Anzichè scendere per la normale (fianco ovest) conviene seguire il primo tratto della Sajatkrone (recente via parzialmente attrezzata che concatena le sette cime attorno al rifugio Sajathutte) fino alla forcella Sajatscharte (fune di assicurazione praticamente continua fino a pochi metri sopra la forcella, cui bisogna scendere disarrampicando su un II grado con rocce in parte friabili). Volendo, sarebbe possibile proseguire per tale via fino allo Schernerskopf, ma non si tratta di una vera e propria ferrata, dato che ci sono parecchi tratti di II da superare in free-solo.
Si può quindi scendere per ripido ma facile sentiero fino all'attacco e da lì seguire la "normale" alla Kreuzspitze dalla Sajathutte (sentiero 23). La via risale con qualche serpentina il vallone fino sotto un salto di rocce di un centinaio di metri di dislivello che viene superato lungo un canalone con un facile percorso attrezzato.
Si giunge così alla sommità della dorsale, dove confluisce anche il percorso di cresta della Sajatkrone.
Senza più difficoltà, ma con molta attenzione (si cammina su placche che precipitano sui salti di roccia sottostanti, qualche fune corrimano di quando in quando) si giunge prima allo Schernerskopf e poi con un'ultima impennata su ripidissimo pendio di detriti, ai 3155m della Kreuzspitze (ore 2 circa dalla Sajathutte).
Per la discesa, volendo chiudere l'anello, si continua sul sentiero 23 verso la Eisenhutte (direzione est). Si scende su terreno facile ma non troppo stabile (occhio all'esposizione soprattutto verso sud) alla Tulpscharte (m. 2948) con qualche facile passaggio di disarrampicata proprio sopra la forcella. Da qui è necessario risalire (sentiero 23B) alla Tulpspitze (m.3046) per facili detriti.
La discesa non è invece altrettanto banale ed è infatti attrezzata con cavo (forte esposizione da ambo i lati). Si arriva in vista della Zopetscharte (che si riconosce per i cartelli gialli indicatori) quando (forse troppo presto per gli standard del ferratista medio italiano) le corde finiscono. E' quindi necessario scendere con attenzione alcuni passaggi di I/II grado su terreno non proprio solido e ancora discreta esposizione verso nord. Una volta alla forcella, si può tranquillamente iniziare la discesa verso la Eisenhutte lungo il ben tracciato e battuto sentiero 929 (Venediger Hohenweg) che nella parte alta presenta qualche tratto attrezzato e scende vicino a resti di nevai, ma poi si addolcisce via via fino a giungere ad un pianoro dove il Timmelbach forma un laghetto.
Nei pressi di un enorme masso ci sono tutte le indicazioni di questo importante incroci di alte vie. Per minimizzare il percorso già lungo dell'anello, bisogna prima attraversare il torrente e seguire il percorso per la Eisenhutte, ignorando le biforcazioni che porterebbero sulla parte idrografica sbagliata.
Dalla Eisenhutte seguire il facile sentiero 26 che riporta alla Wallhorneralm, dalla quale inizia la sterrata da ripercorrere a ritroso fino all'auto.

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