Lastoi di Formin (Cima) per il Rifugio Città di Fiume

sentiero tipo,n°,segnavia: sentiero 467 - 458 - 436, traccia con ometti
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1663
quota vetta/quota massima (m): 2657
dislivello salita totale (m): 1100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: lancillotto
ultima revisione: 27/06/17

località partenza: SS251 parcheggio rifugio Fiume (Zoldo alto , BL )

punti appoggio: Rifugio Cai Città di Fiume - rif. Palmieri - rif. Passo Staulanza

cartografia: Carta Tabacco 015 Marmolada - Pelmo

accesso:
Da Longarone si percorre tutta la Val di Zoldo fino a Passo Staulanza. Da qui si scende per pochi tornanti fino al parcheggio del rif. Fiume.

note tecniche:
uno dei più bei tratti dell' Alta Via delle Dolomiti nr 1 al cospetto di tutte le maggiori cime. Nelle vicinanze il sito di Mondeval de Sora dove è stata rinvenuta la sepoltura Mesolitica dell'uomo di Mondeval lo scheletro e il suo corredo funebre .

descrizione itinerario:
Dal parcheggio si sale in circa 25' al rif. Città di Fiume sotto l'imponente parete del Pelmo. Salire ora alle spalle del rifugio per traccia nell'erba fino alla mulattiera che passando sotto il Col de la Puina, conduce a F.lla Col Roan. COn vari saliscendi si arriva tra ampi pascoli a Casera Prendera, chiusa, riparo di emergenza sotto lo stallone: il piccolo bivacco è stato chiuso, essendo di proprietà delle Regole di San Vito. Si risale in breve alla F.lla di Col Duro a fianco dell'omonimo monte erboso a sx e si traversa in lieve salita a F.lla Ambrizzola da dove si può calare al rif. Palmieri. Una lieve discesa e poi l'ultima salita a F.lla Formin, ultimo tratto ripido. Dalla forcella, ampia e ghiaiosa, ci si addentra nell' altopiano/crestone che conduce ai Lastoi di Formin. Questo tratto è segnalato solo con ometti: bisogna fare attenzione con nebbia o neve ai grandi intagli della cresta che sprofondano strettissimi verso valle. Al di là della vetta, il monte Formin scoscende con una alta parete (non sporgersi...). Molto usato come gita scialpinistica fino a stagione avanzata. Circa 3,40 dalla partenza a seconda del passo.

altre annotazioni:
L'importanza di Mondeval è legata ad un sito archeologico preistorico. Si tratta di una scoperta eccezionale: è la sepoltura di un cacciatore di epoca mesolitica, perfettamente conservato col suo corredo funerario.
Il sito archeologico fu rinvenuto nel 1985, sotto un masso erratico di dolomia, da Vittorino Cazzetta da Pescul di Selva di Cadore, un appassionato della sua terra sia dal punto di vista geologico che storico. Cazzetta aveva notato alcuni reperti, in particolare manufatti litici e resti di pasto, nel terriccio accumulato da una marmotta impegnata nello scavo della propria tana.
Il ritrovamento più rilevante del sito di Mondeval è stato la sepoltura del cacciatore preistorico che costituisce per diversi motivi una scoperta importantissima, essendo, ad oggi, l'unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota (2.150 m circa). Inoltre, è da ricordare la straordinaria conservazione del corredo funerario collocato attorno allo scheletro, con reperti organici (in particolare resti di pasto e resine con propoli) che hanno ampliato notevolmente le conoscenze paleontologiche.
Oggi lo scheletro del cacciatore del mesolitico è conservato nel nuovo museo di Selva di Cadore.
LO scopritore Vittorino Cazzetta, un operaio forestale con la passione dei fossili, morì in circostanze tragiche proprio in quella zona precipitando in un anfratto dove, si presume, aveva portato una statuetta della Madonna come ringraziamento per essersi salvato in una precedente caduta. Il suo corpo, cercato per giorni, fu ritrovato da un amico che non aveva mai smesso di cercarlo, oltre un anno più tardi.