Olperer dalla Schmirntal per la Wildlahnertal, l'Olpererferner e la cresta N

tipo itinerario: ghiacciaio
difficoltà: ORA / PD+   [scala difficoltà]
esposizione: Nord
quota partenza (m): 1509
quota vetta/quota massima (m): 3476

copertura rete mobile
vodafone : 100% di copertura

contributors: flavius
ultima revisione: 29/05/17

località partenza: Toldern (Innerschmirn , Innsbruck-Land )

cartografia: Alpenvereinskarte 31/3 Brennerberge 1:50000 (scialpinistica) - Kompass 36 Innsbruck Brenner 1:50000

bibliografia: Roberto Iacopelli,

accesso:
Appena entrati in Austria con l'autostrada del Brennero, prendere la prima uscita e proseguire sulla Brennerstrasse in direzione Innsbruck/Steinach am Brenner. Superato il paese di Gries am Brenner, poco prima di Steinach am Brenner, in località Stafflach, girare a destra seguendo le indicazioni per Schmirtal e Valsertal. Al successivo bivio, seguire per Schmirn e risalire l'omonima valle fino alla località Toldern (1462m). Qui, sulla destra, parte una stradina che in 1-2km conduce al parcheggio di Hochmark (quota 1509), in prossimità di un ponticello sul torrente Wildlahnerbach, chiuso da una sbarra.
In tarda stagione, la sbarra è aperta e, ignorando il divieto, i locali risalgono in auto i circa 5km di forestale (non asfaltata, ma priva di buche ed in ottime condizioni quando sgombra di neve) che conducono alla malga Issalm (quota 1950m circa), dove è possibile parcheggiare sul prato. In questo modo sviluppo e dislivello si accorciano notevolmente e la gita diviene affrontabile con le ciaspole in giornata.

note tecniche:
Fino alla sella della cresta N quotata 3343 m bastano ramponi e picozza (per l'ultimo pendio sui 45° e i 15 metri di neve e roccette che portano in cresta).
Per raggiungere la cima dell'Olperer sono invece necessari imbrago, corda e discensore (per calarsi direttamente senza affrontare in discesa i tratti più esposti della cresta).

descrizione itinerario:
Dalla Issalm, dove finisce la strada forestale, attraversare in quota i pendii della sinistra orografica seguendo la traccia estiva (Wildlahnerweg, sentiero 525 per la Gerarer Hutte - cartelli gialli) fino a raggiungere l'ampio pianoro di quota 2089m con l'Olperer di fronte. Le balze rocciose che chiudono ad anfiteatro la vista si superano sulla destra (sinistra orografica) per l'evidente greto innevato del torrente, solitamente ricoperto da impressionanti resti di valanga (come ci ricorda Iacopelli nel suo libro, "Wildlahnertal" in Tedesco significa "valle della slavina selvaggia"). Con pendenza costante si sale più o meno in linea retta fino ad arrivare nei pressi di una piccola elevazione chiamata Wetterkreuz e contrassegnata appunto da una croce (quota 2500 circa). Ora lo scenario si apre in un immenso pianoro con le seraccate dell'Olpererferner sullo sfondo. Piegando a sinistra si raggiungerebbero la Hollenscharte ed il Klenier Kaserer, mentre volgendo progressivamente a destra si prosegue per l'Olperer ricongiungendosi con l'itinerario dalla Valsertal (salita alternativa). Seguendo le ondulazioni della vasta piana, è possibile aggirare sulla destra la Wildlahnergrat (la modesta cresta che, scendendo da sinistra a destra rispetto alla direzione di marcia, delimita il ghiacciaio pensile dell'Olperer che abbiamo sopra di noi) e mettere piede sul ghiacciaio dopo un ultimo strappo un po' più ripido (quota 2700m circa). A questo punto è necessaria la massima attenzione nella scelta della traccia, dato che il ghiacciaio, per quanto piccolino, è pieno di crepacci nella sua zona centrale. La traccia più sicura si limita a stare più a sinistra possibile costeggiando le roccette della cresta. I primi 300 metri sono una specie di ripido pendio-canale, poi, da quota 3000 in su, la pendenza si abbatte (ma in compenso aumenta l'esposizione, dato che, alla nostra sinistra, il ghiacciaio precipita in suggestivi seracchi sul pianoro da cui lo guardavamo prima). Gli ultimi 200 metri di dislivello prima della Wildlahnerscharte sono un non ripido ma spettacolare traverso sotto i grandi seracchi che scendono dalla cima. Qualche blocco di ghiaccio staccatosi qua e là consiglia di non attardarsi in questa zona. Appena usciti da questa naturale balconata si giunge (purtroppo) nei pressi di uno skilift (quota 3220m) che sale dal Tuxerferner (impianti di sci estivo). Scegliere se lasciare qui le ciaspole (con il rischio che qualche bambino se le pigli) o se portarle un po' più in alto. In caso di buon innevamento, è infatti possibile risalire il pendio che costeggia la cresta nord (alla nostra destra) per ulteriori 100-150m di dislivello, fino al deposito sci su cui si cala in doppia chi scende dalla vetta. Comunque necessari da qui ramponi e picozza con neve dura. Arrivati a quota 3300m circa, con 15m di dislivello alla nostra sinistra (roccette elementari o, in caso di buon innevamento, breve traverso innevato di solito tracciatissimo) raggiungere il filo di cresta proprio in corrispondenza dell'inizio delle difficoltà alpinistiche (segnalate dalla presenza di maniglioni di ferro per far sicura e progredire nei punti più esposti o strapiombanti).
Si attacca ora la cresta N, con passaggi di II/III su roccia (fittoni metallici per assicurarsi) e seguirla fino alla croce di vetta. Difficoltà variabile a seconda delle condizioni.
Discesa dalla via di salita (possibili calate dai fittoni per superare i tratti più delicati).