Gran Sometta da Saint Jacques per il Colle Sud di Cime Bianche

tipo itinerario: itinerario complesso
difficoltà: BR   [scala difficoltà]
esposizione: Varie
quota partenza (m): 1697
quota vetta/quota massima (m): 3166
dislivello totale (m): 1550

copertura rete mobile
vodafone : 100% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 22/05/17

località partenza: Saint Jacques (Ayas , AO )

cartografia: L'escursionista n.8 1:25000 Val d'Ayas, Gressoney, Monte Rosa

accesso:
Autostrada A5 Torino-Aosta uscita Verres, si risale la Val d'Ayas fino al suo termine, in frazione Saint Jacques. Ampio posteggio prima nella piazzetta del centro abitato.

note tecniche:
Itinerario molto lungo (18 km a/r) e alternativo a quello classico che sale da Cervinia, ma molto più bello e selvaggio.
Salita piuttosto facile fino al Colle Sud di Cime Bianche, oltre il ripido pendio per la cima richiede neve assestata e occorrono piccozza e ramponi.
Vista la lunghezza e la scarsa frequentazione è consigliabile intraprendere la gita a fine stagione (fine aprile/maggio) in modo da trovare la prima parte del percorso priva di neve fino all'inizio del vallone vero e proprio, e con neve trasformata.

descrizione itinerario:
Da Saint Jacques si sale la strada fino alle ultime case, in prossimità di un ponte dove iniziano i sentieri in località località Blanchard 1720 m (poco dopo la cappella votiva posta in mezzo alla strada). Si seguire il sentiero su mulattiera lastricata con numerazione 6-8 addentrandosi nel bosco. A quota 1868 m si trova un bivio appena sotto le case di Fiery, occorre svoltare a sx e proseguire sul sentiero n.6 per il Colle delle Cime Bianche. Passati fra le case di Fiery si continua a sinistra, raggiungendo un pianoro conun ponticello che va attraversato, e quindi si inizia a salire nel costone di larici sino a quota 2050 m dove a sx e a poco dopo a dx 2090m (si esce anche dal bosco) si trascura il sentiero 8E (indicazioni per forno della calce) proseguendo sul n.6 toccando una zona con alcuni ruderi ed un bel canale artificiale per deviare il ruscello, salendo poi a destra il costone erboso finchè non si raggiunge il punto in alto dove scende il ruscello. Qui lo si attraversa sulle pietre, per entrare in una dolce valletta con un enorme masso con vecchie indicazioni di sentieri. Si continua verso nord per alcune centinaia di metri fino a quota 2340 m dove si incontrano delle paline indicatrici. Si prosegue ora su neve o su tracce di sentiero sul bordo sinistro del pianoro (acquitrinoso nel periodo del disgelo) attraversando il torrente nel punto più agevole, per poi salire sull'evidente dosso che dorma la comba d'Aventine guadagnandone la sommità o comunque scegliendo il percorso migliore per sfruttare le lingue di neve. Raggiunto il primo dosso a circa 2400 m si apre davanti tutta la parte alta del vallone di salita, con sullo sfondo la piramide della Gran Sometta. Non c'è percorso obbligato e si deve proseguire in direzione nord restando sempre sul crinale che divide a sinistra il profondo solco del torrente e a destra la valletta sotto il Palon di Tzere.
Si affrontano infinite serie di dossi e piccole perdite di quota, a 2550 m si deve scendere una prima volta ad attraversare il torrente su ponti di neve, e quindi si riprende a salire per una valletta più stretta, che superatala dà accesso ad una seconda enorme conca con il torrente (punto nel quale si scorgono nuovamente i segnavia del sentiero per il Colle delle Cime Bianche. Si sale ora un pendio un po' più ripido per raggiungere la sommità di un dosso di fronte alla Punta Sud (delle Cime Bianche) e quindi proseguendo in falsopiano si raggiunge la conca con il Lago Rollin, lo si aggira a destra se visibile, e quindi si raggiunge una seggiovia ormai nei pressi del colle Sud delle Cime Bianche a sinistra, che si raggiunge senza difficoltà.
Ora occorre scendere di qualche metro nel versante si Cervinia, fino a guadagnare il versante ovest della Gran Sometta, eventualmente traversando il pendio nel punto più alto se le condizioni di innevamento lo permettono, altrimenti si deve scendere ancora di qualche metro di dislivello. Raggiunto il pendio, lo si risale con pendenza abbastanza accentuata per il primo tratto, fino a raggiungere un ripiano sospeso a 3010 m. Da qui si traversa in ascesa verso nord, puntando al ripido pendio nevoso (o di roccette affioranti a seconda della stagione) che proviene dai rocconi visibili in alto (anticima della montagna). Preferibilmente a piedi con ramponi e piccozza si sale questo pendio scegliendo i passaggi migliori fino ad aggirare sulla destra gli speroni di roccia. Da qui per terreno più facile e nevoso, in breve a sinistra si raggiunge la cima (bianca statua della Madonna). In alternativa si può salire in cima anzichè dal pendio centrale, raggiungendo la cresta ovest e salendo per detriti e roccette.
Discesa dal percorso di salita, o eventualmente traversando su Cervinia dove però occorre una seconda auto.