Grand Dent da Mandriou

sentiero tipo,n°,segnavia: 3
difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Est
quota partenza (m): 1835
quota vetta/quota massima (m): 2832
dislivello salita totale (m): 1000

copertura rete mobile
wind : 100% di copertura

contributors: gianmario55
ultima revisione: 24/04/17

località partenza: Mandriou (Ayas , AO )

punti appoggio: nessuno

cartografia: L'Escursionista n.8, 1:25.000

bibliografia: Guida C.A.I./T.C.I. Monte Rosa

accesso:
Da Verres risalire la Valle di Ayas fino a Champoluc. Qui seguire le indicazioni per Antagnod e, poco prima di raggiungere questa localita, svoltare a destra per Mandriou (o Mandrou, come scritto sul cartello stradale). Piccolo parcheggio.

note tecniche:
Questa cima è, se vista dalla Valle di Ayas, decisamente poco appariscente. Infatti non è altro che una piccola elevazione, simile ad altre, della cresta che dal Colle Pillonet sale da Sud verso la becca di Nana. Vista da Cheneil ha invece la forma di un grosso dente. Si è scelto di utilizzare la denominazione Grand Dent, senza il "Le", in quanto così è riportato sia sulla Guida C.A.I. sia sulla maggioranza delle carte.
Riteniamo questo percorso il più facile per raggiungere il Grand Dent dalla Valle d'Ayas, soprattutto qualora la cresta tra il Colle Pillonet e la vetta sia ancora innevata.

descrizione itinerario:
Da Mandriou seguire il segnavia 3 (su alcune carte indicato come 33) che sale verso il Colle Vascoccia e la Becca di Nana. Sul bellissimo e panoramico sentiero si raggiunge in breve l'Alpe Vascoccia, m. 2254, dove su un vicino pulpito erboso si trovano anche una bella cappelletta ed una grossa croce di legno. Seguire ancora brevemente il sentiero fino ad un alpeggio diroccato sul quale si trovano l'iindicazione "Falconetta" e la quota "2335". Abbandonare il sentiero segnato e volgere decisamente a sinistra (Sud) iniziando un lungo e pianeggiante traverso su disagevole terreno erboso, mirando grosso modo alla stazione di arrivo di una seggiovia. Dopo un po' il terreno diventa più agevole e, superata di poche decine di metri la verticale di una sorta di cordone morenico tra i pascoli, volgere decisamente a destra (Ovest) iniziando a risalire il ripido pendio erboso soprastante. A quota 2600 circa si raggiunge una sorta di piccolo pianoro erboso costellato di massi di varie dimensioni (qui si trova un piccolo ometto) che si trova più o meno sotto la verticale della vetta, distinguibile da un palo. Volgere ora nuovamente in diagonale verso destra (Nord, Nord-Ovest) risalendo un pendio erboso che, in alcuni tratti ancora più ripido del precedente, costeggia praticamente alla base le rocce della dorsale sommitale. Si raggiunge così una piccolissima valletta erboso-detritica (o nevosa!) dalla quale si ha una bella visione dell'anticima. Percorrerla fino a quando non raggiunge la dorsale (grandioso panorama). Volgere ora a sinistra (Sud) seguendo la larga e facile dorsale in direzione di un grosso ometto posto poco sotto l'anticima. Raggiunta questa in breve si arriva sulla vetta, caratterizzata da un piccolo ometto con un palo infisso. Panorama superlativo a 360°!