Rama (Monte) Traversata delle 3 punte (versante SO al Castelletto del Rio Carbunea)

L'itinerario

difficoltà: 5c / 5a obbl
esposizione arrampicata: Sud-Ovest
sviluppo arrampicata (m): 80

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Rello
ultima revisione: 13/03/17

località partenza: Sant'Anna di Lerca (Cogoleto , SV )

accesso:
Raggiunto il parcheggio al termine della strada asfaltata che attraversa Sant’Anna di Lerca, s’imbocca il sentiero segnalato da due linee rosse orizzontali che sale alla vetta del Monte Rama, addentrandosi nel vallone del rio Lerca in riva dx orografica.
Si giunge così alla confluenza tra il rio Carbunea e il rio Argentea, dove attacca la storica via “Zunino” (1h/1h15 dal parcheggio).
Di qui si può raggiungere l’attacco della via Naste/Lunasi, risalendo il corso del Rio Carbunea (v. accesso all’itinerario n. 64558).
In alternativa, se si desidera salire solo i tiri descritti nel presente itinerario, si può raggiungere la struttura del Castelletto attraversando il torrente, e proseguendo sul sentiero. Oltre il guado, infatti, il sentiero risale verso l’impluvio del Rio Argentea (riva dx orografica) ritornando poi in direzione del versante settentrionale del Monte Rama, fino a giungere in vista della struttura a forma di trapezio del Castelletto. Si prosegue allora fin tanto che il sentiero si mantiene in direzione del suo spigolo inferiore, per uscire in coincidenza di un brusco tornante (ometto; 15 minuti circa dal guado sul rio Carbunea).
Si supera quindi il breve pendio alberato soprastante al tornante, per guadagnare la spalletta sotto lo spigolo inferiore, dove la cresta di roccia è incisa da un intaglio, e dove attacca il penultimo tiro della via Naste/Lunasi.
Qui è stato attrezzato un mancorrente con cavo di metallo, che può essere usato come sosta di partenza, se si desidera raggiungere la prima delle “tre punte” del Castelletto percorrendo soltanto gli ultimi due tiri della via Naste/Lunasi.
In alternativa, sfruttando questa breve via ferrata, si può scendere nella corte alberata fra le due creste di roccia del Castelletto, e risalirla fino alla base del canalino fra la seconda e la terza punta, dove attaccano i nuovi tiri descritti nel presente itinerario (cfr. le note tecniche con la descrizione del sito).

note tecniche:
Quattro nuovi tiri da percorrere in combinazione con la via “Naste/Lunasi”, che culmina sulla più meridionale delle “tre punte” al Castelletto del Rio Carbunea (v. itinerario n. 64558).
La seconda punta si colloca poco a monte, oltre una prima vaga selletta, sulla piatta e allungata sommità del trapezio di roccia che fa da sponda alla sottostante valletta alberata.
La terza punta (a forma di squadrato parallelepipedo) si colloca invece oltre un successivo e più marcato colletto, dove culmina la sponda opposta della medesima valletta, costituita da una più bassa e discontinua cresta di rocce.
Al termine della via Naste/Lunasi (dopo aver eventualmente rinviato lo spit di sosta sulla “prima punta”) si prosegue verso la seconda punta, dove è stata attrezzata una calata un po’ esposta verso la sottostante valletta alberata, con doppia piastrina e anelli.
Recuperato il compagno, si arma quindi una calata di 25m. esatti, che deposita proprio all’attaccatura della sottostante valletta, alla base del canalino che si origina dal colletto fra la seconda e la terza punta (e che non può essere percorso in discesa perché, poco sotto, precipita pericolosamente per alcuni metri).
La calata consente di risalire alla seconda punta per linea autonoma ed elegante a dx del canalino (L1-L2) e di scendere nuovamente (senza scomodi trasferimenti) per attaccare lo sperone di rocce a sx del canalino stesso che, con percorso altrettanto diretto, sale alla terza ed ultima punta (L3-L4).
Il tutto con roccia buona e arrampicata abbastanza sostenuta, a maggior gratifica dello sforzo necessario per raggiungere e percorrere la via “Naste/Lunasi” (un'ora di avvicinamento per percorrere 10 tiri complessivi - invece di soli 6 - con identico rientro).

descrizione itinerario:
L1 (15m.)
Dalla base del canalino si punta ad una caratteristica “orecchia di elefante”, che si raggiunge lasciando a dx un massiccio zoccolo di roccia (targhetta di metallo all’attacco della via, con il nome “sinfonia di friends”). Afferrata la bella lama, si forza un difficile passaggio con movimento alla Dulfer, per ristabilirsi a sx di un grosso spuntone (V; friend e/o eccentrico di grosse dimensioni da piazzare dietro all’orecchio di roccia prima di forzare il passaggio; 1 cl. con fettuccia in uscita).
Si entra così in un bel sistema di diedri obliqui, che si percorre appoggiando sulla faccia sx, inizialmente abbastanza gradinata (IV; sosta su piccolo gradino erboso con 1 ch. e 1 spit da collegare).

L2 (20m.)
Si prosegue sul fondo del diedro obliquo, poggiando sempre sulla sua faccia sx. Quando questa diventa più ripida e liscia, si lascia il fondo del diedro traversando verso sx, per aggirare il passaggio e rientrare più in alto, dove il diedro si chiude a formare un piccolo camino (IV+; 1 ch. con possibilità di ottimo nut subito prima; eventuale friends piccolo sul fondo del diedro, subito dopo).
All’uscita il piccolo camino si biforca; salendo in opposizione nel più profondo ramo di dx, si guadagna un terrazzino (IV; possibilità di buoni friends alla radice della biforcazione). Si giunge così alla base di una bella placca che si appoggia alla “seconda punta”, e che si supera più facilmente, sfruttando alcune scanalature oblique (III; possibilità di friends o eccentrici di grosse dimensioni in una profonda fessura orizzontale alla base della placca; sosta sull’ancoraggio di calata con 2 spit da collegare).

L3 (25m.)
Ritornati alla base del canalino, si sale ora lo sperone di rocce che lo chiude a sx (targhetta di metallo all’attacco della via, con il nome “diretta Naste”). Lo sperone è molto articolato, ragion per cui si sale all’interno di un sistema di diedrini che si mantiene a sx del filo (IV+ e V; 4 ch. da integrare con nuts e friends). Al termine dello sperone, tornando a dx del filo, si giunge su comodo terrazzino, sotto un aggettante pilastrino, che fa da sponda alla parte più alta del canalino (sosta su 2 spit da collegare).

L4 (20m.)
In apertura il pilastrino è stato chiodato e superato a sx del filo, dove opponeva un passaggio davvero ostico (V+ e A1; 1 spit che si raggiungeva staffando su 1 ch. ora rimosso)
Successivamente, il passaggio è stato liberato subito a dx del filo dove, con un’abile sequenza, si riesce ad afferrare una buona lama (V+ atletico; 1 spit).
Dopo essersi ristabiliti a dx del filo di cresta, si prosegue in arrampicata libera su roccia super, fino a quando lo spigolo si raddrizza nuovamente (IV; 1 spit e 2 ch.); occorre allora allontanarsi con passo in traverso verso dx su piccole tacche, per superare al centro il liscio muro di roccia sotto la “terza punta” (V+ delicato; 1 ch. e 1 spit; bella incisione per eventuale nut di piccole dimensioni proprio all’uscita; sosta su 2 spit da collegare).

altre annotazioni:
Aperti e attrezzati da G. Pizzorni e S. Rellini fra la fine del 2016 e l’inizio del 2017