Tetti Niot (Falesia) Per un pugno di noccioline

difficoltà: 6b / 6a obbl
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 1300
sviluppo arrampicata (m): 400
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
vodafone : 100% di copertura

contributors: mahler
ultima revisione: 25/03/10

località partenza: Tetti Niot (Valdieri , CN )

punti appoggio: Balma Meris a S. Anna di Valdieri

bibliografia: Alpi Doc n. 55

accesso:
da S.Anna di Valdieri proseguire sulla carozzabile delle Terme e arrivati al fraz. Tetti Niot, parcheggiare nello spiazzo posto di fronte i grandi edifici delle colonie estive. Da qui attrversare lo spiazzo dei boscaioli (catenella di chiusura) e salire verso grandi massi a dx, posti dietro l'edificio dei Tetti Niot. Proseguire nel boschetto che fa da sponda sx (salendo) della grande pietraia fino ad arrivare alla base della parete. Contornarla salendo verso sx fino raggiungendo un canale (rusciello) da dove sono visibili delle corde fisse che salgono un ripido pendio di roccette ed erba a dx (attenzione: alla base della parete si trova una freccia rossa e degli spit sopra di essa, forse un tiro di raccordo con la parte superiore della via. Mancano informazioni).
Salire lungo le corde fisse e raggiungere un terrazzo con alberelli da dove parte l'itinerario (spit visibili).

note tecniche:
La falesia Tetti Niot è una bella e verticale parete posta proprio al di sopra dei casolari della frazione Tetti Niot.
Già in passato vi sono stati tracciati un paio di itinerari ormai in disuso ma la parete, e soprattutto quelle poste più in alto a dx, pssono ancora offrire innumerevoli possibilità.
La via percorre un bel pilastro verticale posto nella parte sx della parete e, giunti sulla sommità, continua, dopo un breve attraversamento di un boschetto di faggi (ca. 50 m), seguendo uno sperone formato da diversi salti di roccia.
La prima parte, soprattutto nelle prime due lunghezze, oppone difficoltà sostenute mentre lo sperone finale è più discontinuo e facile ma comunque piacevole e sempre su ottima roccia, offrendo, alla fine della via, un bellissimo panorama sul gruppo dell'Asta.
A differenza da quanto selezionato dai primi salitori, le difficoltà sono in alcuni punti leggermente diverse. L'obbligatorio dato dai primi salitori in 5c/A0 in alcuni tratti della seconda lunghezza non sarebbe possibile se non usando una staffa (in un paio di punti tra spit e spit, non raggiungibili in A0 fra di loro, l'obbl. è più consono con il grado di 6a o con un passo in A1).

descrizione itinerario:
L1: attaccare lungo un diedrino obliquo a dx (5c) superare un bel muro verticale (6b o 5c/A0), e continuare su compatta placca abbattuta (5b). Traversare a sx (5a) sostando dietro uno spigoletto. 30 m S1, 7 spit + 2 spit di sosta.
L2: superare la placca abbattuta e raggiungere il verticale muro compatto posto di fronte (4c). Salire lo spogoletto a destra (5c) e portandosi leggermente verso sx superara la parte più compatta e verticale del muro (6b o 6a/Ao, oppure A1 con una staffa). Continuare su placca verticale fessurata (5c) che abbattandosi porta alla sosta posta su un comodo terrazzo. 30 m S2, 7 spit + 2 spit di sosta.
L3: salire il muretto a dx della sosta (3c) e continuare su compatta placca abbattuta (3a) fino ad un grande terrazzo roccioso sormontato da un bosco di faggi. 50 m S3 su faggio, 3 spit + cordone di sosta su albero.
Attraversare il boschetto prima dritti e poi verso dx fino a raggiungere lo sperone superiore (spit visibili, una cinquantina di m ca.)
L4: salite la placca incisa da una piccola fessura (5b, rel. primi salitori 5c). Continuare su placca abbattuta e dopo aver superato un breve saltino (4b) raggiungere la sosta. 30 m S4, 5 spit + 2 spit di sosta.
L5: traversare decisamente verso dx su rampa erbosa e superare uno spigoletto verticale (5c+, rel. primi salitori 5c). Proseguire su placca abbattuta (3b). 40 m S5, 3 spit + 2 spit di sosta.
L6: salire lo sperone a placche posto di fronte la sosta (5b, un passo, poi 4c) e raggiungere per placche (4b) la sosta. 40 m S6, 2 spit + fix con golfaro di sosta.
L7: attaccare il muro a dx della sosta (a dx di un canale erboso) e per placche (5a, rel. primi salitori 5b) raggiungere un grande albero in alto a sx dove si sosta. 35 m S7, 2 spit + cordone su albero di sosta.
L8: traversare facilmente a sx e superare il bel muro verticale (6a+ o 5c/A0, rel.primi salitori 6b) raggiungendo (passo di 5c) una zona di roccia più abbattuta che facilmente porta alla sosta su spuntone. 25 m S8, 3 spit + fix con golfaro e cordone di sosta.
L9: attaccare la verticale paretina posta di fronte la sosta superando un vago diedrino di roccia compatta (5c). Continuare su placca verticale (5b) e raggiungere per placca abbattuta la sosta. 40 m S9, 3 spit + fix con golfaro di sosta.
L10: attraversare il prato attaccando la parete frontale in basso a dx (grande masso alla base). Salire dritti per placche e diedrini (5a all'inizio poi 4b) fino alla sommità. 50 m S10, 1 spit e 2 chiodi + fix con golfaro di sosta.

Discesa:
dalla sosta traversare a sx alcuni metri e scendere il ripido canalino erboso posto a sx della via. Per ripidi ma facili pendii e canalini erbosi con alcuni saltini rocciosi andare quasi a raggiungere l'evidente forra a dx (scendendo) dove corre un ruscielletto.
Andare a sx e scendere verso un faggio posto su pendio erboso, da qui con una doppia da 30 m su albero (non attrezzata) raggiungere il bosco di faggi posto alla fine della prima parte della via (è possibile scendere sempre a piedi prestando però milta attenzione, doppia consigliata). Attraversare il boschetto fino al faggio con cordone e maillon della S3. Fare una calata da 50 m fino alla S2 e da qui con una calata da 50 m si raggiunge l'attacco della via.
Per una ripetizione portare alcuni friend piccoli e uno grande utile all'inizio del muro verticale della L2. Luogo molto solitario e roccia ottima.

altre annotazioni:
aperta da Gianluca Bergerse e Gianfranco Ghibaudo il 6 e 14 Novembre 2004.