Specchio di Iside Chioda et Labora

difficoltà: 7a+ / 6b obbl
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1600
sviluppo arrampicata (m): 100
dislivello avvicinamento (m): 400

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 11/10/16

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

punti appoggio: Albergo Savoia Forno Alpi Graie

vedi anche: vedi anche: https://rocciatorivaldisea.wordpress.com/vie-nuove-e-riattrezzamenti/

accesso:
Da Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Seguire la strada sterrata fino al suo termine, non proseguire sul sentiero ma guadare il torrente Stura riprendendo dalla riva opposta la strada che porta alle prese dell’acquedotto. Giunti alle costruzioni risalire la pietraia alla loro destra seguendo diversi ometti, quando la pietraia si esaurisce seguire ancora il sentierino in salita e prima che svolti verso la parete principale prendere una traccia a sx che in pochi minuti porta al settore sinistro. (attacco a quota 1600 m circa, 400m di dislivello, 1 h circa). Si giunge a un grande masso tavolare sotto al bellissimo diedro di Gollum che, come diceva Grassi, assomiglia al “diedro del mistero” ma…rovesciato al contrario. Lasciare zaini e scarpe al masso (per lo spostamento al settore alto le scarpe possono essere utili ma non indispensabili). La doppia vi depositerà qui.

note tecniche:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m.
L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni metereologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

Solo per questa via basta 1 serie di friends BD fino al n°3, almeno un 5BD per il terzo tiro. Se si prosegue vedere le altre relazioni per il materiale. Corde da 60m.

Il primo tiro, tutto in fessura è bellissimo, il secondo è di placca muro e sembra di scalare all’Ancesieu, il terzo regala un’atleticissima scalata.
La via “Gal Up” che inspiegabilmente passa più a sinistra cerca illogicamente la difficoltà. Ma forse Grassi lo fece apposta, il nome fu dato per polemizzare con il climber torinese Andrea Gallo che diceva che in Sea c’era nulla di interessante, sul primo quaderno delle vie conservato all’albergo Savoia di Forno si legge ancora la dedica polemica (e molto divertente) di Grassi.
Il secondo tiro è stato liberato a vista da F. Parussa, il terzo è stato salito con un resting a vista dallo stesso Parussa.

descrizione itinerario:
1° tiro) La via attacca in comune con Gollum (1 fix), ma prima che il diedro inizi si sposta a sinistra (1 fix) per prendere il sistema di fessure-lame che corre parallelo e al di sopra di Gollum. La scalata è tutta in fessura con un passaggio delicato (1 fix) sotto una nicchia. Sosta con 2 fix da collegare. Grado 6B. 3 fix sul tiro. Friend dallo 0.4 al 3 BD.
2° tiro) Dritti sopra la sosta per la fessura (friend 2 BD) e quindi a sinistra in piena placca (3 fix) con scalata magnifica su tacche arrivare al diedro dove passa l’originale. Questa si sposta a sinistra (chiodi visibili), proseguire invece dritti nel diedro cieco superando una serie di ribaltamenti (4 fix) fin sotto alla grande nicchia dove parte il tetto fessurato. Sosta su 1 fix e un chiodo collegati. Grado 6C+. 7 fix sul tiro. Utile solo il 2BD per la partenza.
3° tiro) Alzarsi fin sotto la volta fessurata della nicchia (1 fix). Afferrare il bordo (friend 5 BD) e traversare verso lo spigolo (1 fix) con scalata molto atletica. Ribaltarsi fuori dallo spigolo con un passo molto difficile. Proseguire quindi per la larga fessura (1 fix) fino all’uscita in comune con la via “Luna Calante 2016” superando la difficile strozzatura strapiombante. Sosta per corda doppia comune a “Luna Calante 2016”. Grado proposto 7A+. Friend: un 5 BD per la partenza, un 3 BD per l’uscita, friend vari per la fessura (un secondo 5 BD potrebbe essere utile ma non indispensabile per proteggere il tratto dopo il terzo fix).

Da qui si può accedere al settore alto e salire ad esempio la via “Re Azul sempre al potere” che rettifica nella parte alta la “Re Azul” superando il tetto fessurato e non ancora (ottobre 2016) liberato. Ne risulta un itinerario di grande impegno.

DISCESA:
Dalla sosta 2 è possibile calarsi, se si arriva alla fine del salto ci si cala dalla doppia di Luna Calante fino alla base (doppia di quasi 60m).

altre annotazioni:
La via originale “Gal Up”, solo parzialmente ripresa, fu aperta da Grassi nel 1987,
La nuova via 2016 è stata realizzata da L. e M. Enrico il 2 ottobre 2016 e il 8 ottobre terminata con F. Parussa e D. Margiotta “Camisa”.