Valletta (Colletto della) Anello per Rifugio Livio Bianco e il Colle Arpione

difficoltà: OC   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Tutte
quota partenza (m): 834
quota vetta/quota massima (m): 2488
dislivello salita totale (m): 2500
lunghezza (km): 60

copertura rete mobile
vodafone : 20% di copertura

contributors: PIERRICCARDO
ultima revisione: 03/11/10

località partenza: Aisone (Aisone , CN )

punti appoggio: Rifugio Dante Livio Bianco

cartografia: IGC 8 ALPI MARITT/IGC 7 MAIRA GRANA STURA

note tecniche:
Si tratta di un anello non banale che richiede almeno 2 ore di “portage” a spalle.
Da Aisone, 830m, Valle Stura, si sale al colletto della Valletta, 2480m e si scende a S.Anna di Valdieri, 790m (Valle Gesso)
Per il ritorno si puo’ scegliere tra:
1. Variante rossa: da S.Lorenzo, 848m, si sale al Colle dell’Arpione, 1738m, e si scende a Bergemolo, Bergemoletto, Aisone. ( Disliv.2700m, tempo indic. 9ore)
2. Variante viola: da Valdieri, 790m, si sale per asfalto alla Madonna del Colletto, 1305m, si scende fino a tetti Baut, 991m, si prende la sterrata a sx che in leggera salita porta a Bergemolo, 1300m , poi come sopra.(Disliv. 2500m, tempo indic. 8.5 ore)

descrizione itinerario:
Da Aisone si passa sulla dx orografica dello Stura e si prende l’asfaltata con indicazione “Pinet”, subito in ripida salita per un paio di tornanti, ma poi diviene sterrata con pendenze più ragionevoli e, tra incredibili colori autunnali, se è autunno; incredibili colori primaverili, se è primavera, vi deposita alla località “Pinet” (1403) e dopo un altro tornante vi posa in un prato, dove inizia il sentiero, per nulla segnato, ma evidente: trascurate le insicure deviazioni a sx tenendovi sempre sul sentiero superiore, che è più bello, anche se vi costringerà a brevissime discese.
Continuate così, senza quasi mai scendere di sella, fino all’uscita dal bosco e poi ancora , fino al tranquillo lago sottano della Valletta.(1907)
Da qui non vi resta che rassegnarvi, perché in sella non ci starete più fino al colle:
trascurate ora tutte le labili tracce di sentiero che vanno a dx e tenete sempre la sinistra, seguendo gli ometti, sulle pietraie prima del lago soprano della valletta (2231).
Aggiratelo sulla sinistra e risalite bici a spalle il sentiero che vi porta sul colletto della Valletta(2480).
Fermatevi e godetevi l’impareggiabile meraviglia delle punte con strani toponimi che potrete toccare con un dito: Rocca la Paur, il Monte Matto,Cima di Palla, Rocca Pertusà, Ventabren,M.Merqua, Rocca di Pan Perdù e chi più ne sa, più ne metta. Ditevi delle cose profonde ed inutili, e, se siete soli, pensatele solo.
Poi buttatevi giù: starete quasi sempre in sella fino al lago soprano di Sella (2329), ma poi dovrete scendere spesso sul sentiero sassoso che vi porta al Rifugio Dante Livio Bianco, in riva al lago Sottano del Sella (1882).
Ma di lì in giù vi berrete tutta la lunga discesa su bel sentiero a tratti tecnico, ma mai impossibile, fino a S.Anna di Valdieri (1011).
Finita questa pura goduria avete 2 possibilità per il ritorno:
--1—Variante rossa: scendete su asfalto fino a S.Lorenzo (848), pigliate l’asfaltata a sx che vi porta fin sopra Desertetto (1100), continuate sulla sterrata fino a quota 1300 circa, dove fa un tornante a sx che va alla cava di marmo: abbandonatela per la mulattiera/sentiero a sx, pedalabile al 50% fino al colle dell’Arpione (1735).
E’ fatta! Da lassù non vedrete quasi nulla, perché non è così alto e poi c’e’ un sacco di vegetazione, quindi non dite nulla , salvo che “ minchia, sono finite le salite, cominciavano a starmi un po’ sulle palle…ecc..”, e fondatevi in discesa sul sentiero che diviene subito sterrata e vi porta sull’ameno pianoro di Bergemolo, (1213) dove, accanto alla Cappella, troverete l’olmo più plurisecolare che abbiate mai visto e di cui ho in casa 9 foto formato A4 affiancate, che ho scattato in 9 stagioni diverse dello stesso anno. Ma questa è un’altra storia.
Pigliate la sterrata a sx che praticamente in piano, vi porta a Bergemoletto, (1253) borgatella che fu travolta da una valanga all’inizio del secolo scorso ed alcune persone sopravvissero nella casa sotto la valanga per più di un mese con le galline e tutto quanto (pare che le galline non sopravvissero tutte, ma perirono di morte violenta e le sopravvissute dichiararono che erano morte sì sotto la valanga, ma non a causa diretta di essa). Ma anche questa è un’ altra storia, benché vera storia.
Ora, se volete, non avete che da buttarvi giù per asfalto e tornare ad Aisone.
Ma se volete potreste arrivare a “Pinet”: io non l’ho mai fatta, ma dovreste prendere la sterrata in salita a sx finchè finisce e poi credo una traccia di sentiero vi farà attraversare il rio ed arrivare sopra Pinet, ma ho ragione di temere che sia assai brutto. Fatemi sapere.
--2—Variante viola: scendete in asfalto fino a Valdieri (790)e pigliate la mitica salita in asfalto per “Madonna del colletto (1305), scollinate e scendete fino ai “Tetti Baut” (991): prendete qui la sterrata a sx che, per folti boschi di faggio e vallette, in leggera salita e un po’ fangosa se il tempo l’aiuta, arrivate a quota 1300 circa sopra Bergemolo.
Da qui come per variante 1.