Miller (Torre del) via Lotar

difficoltà: 5c :: 5c obbl ::
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 2750
sviluppo arrampicata (m): 350
dislivello avvicinamento (m): 1300

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: brozio
ultima revisione: 29/08/16

località partenza: Pont del guat (Saviore dell'Adamello , BS )

punti appoggio: rifugio Gnutti

bibliografia: Adamello le vie del cielo

accesso:
Le Torri del Miller si raggiungono dalla Valcamonica arrivando nel Comune di Sonico, percorrendo la strada asfaltata che dapprima sale alle frazioni di Garda e Rino, transitando poi in Val Malga fino al “Put del Guat” m 1528 (parcheggio).
Seguendo la strada silvo–pastorale si raggiunge Malga Premassone. Prendere la strada lastricata, oltrepassare due ponti salendo fino alla Malga Frino (recentemente ristrutturata); continuare per sentiero in leggera ascesa si arriva alle “Scale del Miller”.
Si percorre ora il sentiero con ripido percorso fino ad affacciarsi nella Val Miller e di seguito al Rifugio Gnutti m 2166 (comodo punto d’appoggio ore 1,30). Dal Rifugio Gnutti percorrere il sentiero Terzulli per il Passo dell’Adamello.
Arrivati al Pantano del Miller (ore1,00) portandosi a dx si percorre una ripida ed evidente costola erbosa sulla destra (ometti) fino a raggiungere il superiore coster.
Proseguire per marcata costolatura seguendo i numerosi ometti a forma di lancia che, sfruttando i passaggi più agevoli, conducono alla conca nevosa sottostante le le Torri del Miller; ore 1,30 dal Rifugio S. Gnutti; ore 3,00 dal punt del guat

Dal rifugio risalire la morena a sinistra delle torri fin nel suo punto più alto; da qui puntare direttamente alla parete generalmente per breve e poco ripido pendio nevoso; attacco più agevole rispetto alle vie alle altre torri. S0 in corrispondenza di un breve gradino roccioso dove è comodo cambiarsi le scarpe e dove al momento dell’apertura arrivava il nevaio, che tende in tarda stagione a ridursi o sparire, scoprendo la roccia attualmente non protetta.(in loco messo spezzone di corda per agevolare l’avvicinamento alla sosta 0); fix inox da 10 mm con anello da calata e targhetta inox.

note tecniche:
Il nuovo itinerario termina di fatto sulla cresta in corrispondenza della S8 dove si innesta nel pregevole itinerario classico “Sicola-Tagliabue” che supera integralmente le Torri del Miller lungo le loro affilate creste per poi raggiungere la sommità del Corno Miller.
Per non disturbare eccessivamente tale itinerario la S9 è stata attrezzata c. 10 m a dx rispetto al tracciato preesistente ed in linea con la S8 mentre la S10 non risulta attrezzata in ottica moderna lasciando ai ripetitori la scelta di raggiungere o meno la sommità della IV Torre lungo l’itinerario classico.

descrizione itinerario:
L1: dall’esiguo terrazzino della S0 salire per evidente fessura verticale (VI) fino al suo termine; spostarsi leggermente a dx e superare un evidente diedro superficiale (V) fino a toccare la S1 su buon ballatoio sotto un breve salto (35 m, max VI; 2 fix, 1 ch.).
L2: proseguire nella continuazione superiore del diedro; entrare in una placca articolate incisa da fessure traversando a sx in piena placca utilizzando per protezione a friends un’evidente fessura fino a sostare su esiguo terrazzino poco sopra (50 m, max V; 1 fix).
L3: salire la placca superando un sorta di strozzatura con passaggio delicato puntando ad un’evidente macchia caratteristica e superarla per poi iniziare un delicato traverso a sx in placca aperta fino a raggiungere una fessura svasa percorrendo la quale si raggiunge una breve cengetta dove è posta la S3 (30 m, max V+; 3 fix).
L4: alzarsi sopra la sosta piegando a dx ed entrare in un diedro (V); percorrerlo puntando al corto tetto sovrastante (protezione a friends) superandolo nel punto più debole con delicato passo di ristabilimento (VI) immettendosi nella successiva placca; per superficiale fessura svasa (V+/VI) raggiungere la comoda cengietta della S4 (30 m, max VI; 3 fix, 2 ch.).
L5: dalla sosta alzarsi brevemente per poi traversare nettamente a dx ed entrare in un evidente diedro; percorrerlo integralmente con progressione elegante superando nel mezzo un breve salto (V, passi di V+) fino ad uscirne con passo tecnico (VI) proseguendo a sx per ottime lame (IV+) fino ad un’esigua cengetta (45 m, max VI; 3 fix, 1 ch.).
L6: proseguire per facile placca appoggiata (III) fin sotto un salto (fix segnavia con cordone); superarlo (IV+) continuando più facilmente sino a sormontare una sorta di cresta raggiungendo una depressione; continuare tenendo come direttiva lo sperone poco pronunciato superiore superandolo con divertente arrampicata (III, passi di IV) fino al comodo ripiano della S6 (55 m, max IV+; 1 fix).
L7: seguire ancora l’abbattuto sperone con difficoltà analoghe alla precedente lunghezza passando a dx di un accatastamento di macigni; continuare su terreno più facile ma con detrito avendo come direttiva la grande incisione a “v” tra la III e la IV torre andando a sostare sotto un salto più verticale sulla destra del canale-diedro che scende dall’intaglio sopra citato (60 m, max IV).
L8: deviare nettamente a sx salendo per mezzo di una fessura un corto salto (V-) immettendosi in una sorta di antro inciso da due diedri paralleli; proseguire nel diedro di destra per poi superare una sorta di gobba e di seguito la placca corrugata che ne forma la faccia sx con elegante progressione e con ottime possibilità di protezione a friends (V/V+ nel diedro; IV+/V- sulla placca) puntando ad un salto rossastro e verticale al termine del diedro; superarlo direttamente (V) su roccia molto bella fino a sbucare sulla cresta Sud della IV Torre andando a sostare sotto un caratteristico lastrone rosso (55 m, max V+; 2 fix, 3 ch.). Nei pressi della S8 è posizionato il libro di via.
L9: seguire la cresta per l’itinerario della classica “Sicola-Tagliabue” superando dapprima un lastrone liscio in discesa (V-) seguendo poi un evidente diedro (V) fino ad una netta fessura orizzontale che si segue più facilmente (III+/IV-) fino ad un breve salto dove va prestata attenzione ad alcuni massi anche se ben ancorati; superare di seguito un corto salto, lasciare a sx l’evidente diedro della via classica e salire a dx per un salto articolato aggirando un lastrone ed andando a sostare su un netto e comodo terrazzino ben in vista della S8 (30 m, max V).
L10: (eventuale) dal terrazzino è possibile salire sulla cresta e continuare sempre su roccia molto bella di colore rossastro fin sulla sommità vera e propria della IV Torre (40 m, max IV).

Discesa:
In doppia lungo l’itinerario di salita (ore 1.30). Assolutamente consigliabile scendendo la L6 e la L7 calare dapprima un compagno di cordata onde facilitare distensione delle corde ed evitare di smuovere il detrito che caratterizza tali lunghezze (in particolare la L7)