Sentiero Calanca

sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero alpino - segnavia Bianco Rosso Bianco
difficoltà: EEA   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1600
quota vetta/quota massima (m): 2500
dislivello salita totale (m): 3000

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: jubaon
ultima revisione: 28/08/16

località partenza: San Bernardino (Rossa , Moesa )

punti appoggio: capanna Buffalora - ASAC Associazione Sentieri Alpini Calanca

bibliografia: www.sentiero-calanca.ch

accesso:
Raggiungere in autostrada il paese di San Bernardino.
Prima del tunnel posteggiare nei dintorni della ex funivia delle sciovie. Poi prendere il sentiero ben segnalato "Sentiero Alpino Calanca" che sale tra pini e larici.
In alternativa si può andare in auto sino al passo, e intraprendere il sentiero all'altezza dell'Ospizio allungando di qualche km e di 1,5 h la prima tappa.
Il sentiero termina a Santa Maria, sebbene sia interrompibile in certi punti, scendendo in val Calanca.
Da Santa Maria si prende il postale (bus pubblico) che porta a Grono, da qui altro postale per San Bernardino.

note tecniche:
Il Sentiero Alpino Calanca si snoda in alta montagna, è impegnativo e prevede passaggi che richiedono all’escursionista resistenza e un passo sicuro. Alcuni di essi sono caratterizzati da viste grandiose, altri sono percorribili unicamente con l’ausilio di catene o funi. Neve, ghiaccio, pioggia e nebbia possono rendere difficoltosa l’escursione o perfino pericolosa. II Sentiero segue la cresta principale della catena montuosa che divide, sull’asse Nord-Sud, la Val Calanca dalla Mesolcina per circa 50 km. Le vette più alte sfiorano i 3000 metri.
La catena alpina è formata perlopiù da paragneiss, cioè da materiale depositato, trasformato e cristallizzato a seguito della pressione esercitata dalla massa rocciosa. In alcuni punti gli strati sono intercalati da fasci di quarzo bianco. II Sentiero costeggia principalmente la sponda della catena montuosa che si affaccia sulla Valle Calanca. Solo la salita da San Bernadino e la discesa da Pian di Renten a Santa Maria avvengono in Mesolcina.
La maggior parte del sentiero si sviluppa a oltre 2000 metri di altitudine, dunque sopra il limite della vegetazione arborea.
I lucenti lariceti costituiscono la maggiore attrattiva del percorso, ma la flora in generale risplende in tutta la sua bellezza con l’avvicendarsi delle stagioni: in giugno e luglio i pendii costellati di rododendri in fiore offrono uno spettacolo indimenticabile; a settembre i larici si punteggiano di giallo e a ottobre i loro aghi dorati riflettono i raggi del sole.
Il Sentiero Alpino Calanca può essere fatto da Nord verso Sud (meno dislivello in salita) o al contrario: partendo da San Bernardino si incontrano:
rifugio Pian Grand (non è un rifugio è un bivacco con 25 posti letto), rifugio Ganan (piccolissimo bivacco con 7 posti letto), il capanna Buffalora (bello, comodo e ben gestito in mezzo ad un lariceto), rifugio Alp di Fora (casa alpeggio a volte con gestore, con 20 letti in mezzo ai pini). Si arriva con lunga ultima discesa al paese di Santa Maria.
E' consigliabile percorrerlo da metà giugno a metà ottobre e non subito dopo periodi di piogge poichè in diversi tratti può essere scivoloso. Normalmente viene fatto in 3 giorni, con 2 pernottamenti.
Neve, ghiaccio, pioggia e nebbia possono rendere difficoltosa l’escursione o perfino pericolosa. II Sentiero segue la cresta principale della catena montuosa che divide, sull’asse Nord-Sud, la Val Calanca dalla Mesolcina per circa 50 km. Le vette più alte sfiorano i 3000 metri.
La catena alpina è formata perlopiù da paragneiss, cioè da materiale depositato, trasformato e cristallizzato a seguito della pressione esercitata dalla massa rocciosa. In alcuni punti gli strati sono intercalati da fasci di quarzo bianco. II Sentiero costeggia principalmente la sponda della catena montuosa che si affaccia sulla Valle Calanca. Solo la salita da San Bernadino e la discesa da Pian di Renten a Santa Maria avvengono in Mesolcina.
La maggior parte del sentiero si sviluppa a oltre 2000 metri di altitudine, dunque sopra il limite della vegetazione arborea.
I lucenti lariceti costituiscono la maggiore attrattiva del percorso, ma la flora in generale risplende in tutta la sua bellezza con l’avvicendarsi delle stagioni: in giugno e luglio i pendii costellati di rododendri in fiore offrono uno spettacolo indimenticabile; a settembre i larici si punteggiano di giallo e a ottobre i loro aghi dorati riflettono i raggi del sole.

descrizione itinerario:
1 GIORNO
Parcheggiata l'auto a Grono, nei pressi della fermata del postale al bivio Calanca, ho preso il bus delle 8.27 (8.40 chf) che in 1 ora circa porta a San Bernardino paese. Quindi ho iniziato il trekking per facile sentiero boschivo che in circa 1h45' raggunge il Pass di Passit. Da qui dopo breve pausa si prosegue in direzione del Pass de la Cruseta, su facile sentiero tra rocce ed erba ben segnalato. Per il Piz D'Arbeola: 200m prima del Pass de la Cruseta si taglia in direzione S-E dapprima tentando su cresta W-N-W rocciosa con passaggi tra I e II grado per poi traversare verso E imboccando la docile cresta NE. C'è comunque da stare un po' all'occhio per salire al Piz d'Arbeola Q2600. Son ridisceso poi con medesimo percorso, direzionandomi infine verso la Bocca della Crusetta. Raggiunta, si scende agirando in circa 1h30' tutto il Piz Pian Grand ed infine si riprende quota fino a raggiungere le due piccole strutture del bivacco Pian Grand quasi a Q2400. Il bivacco è ben attrezzato con materassini comodi, un paio di coperte a testa, cuscino e piccola cucinina con pentole e piatti.
Dislivello: in salita + 1150m - in discesa -350m

2 GIORNO
Ripartendo dal rifugio si sale al passo Ovest dell'Alta Burasca (nominato anche Cresta Bedoleta) in circa 15'-20'. Da qui la vista è magnifica sull'alp de Trescolmen e sull'omonimo Lago. Questo (Q2514) è il punto piu alto di tutto il sentiero alpino (togliendo il Piz d'Arbeola). La discesa è almeno un T4 , non banalissima, con un paio di punti attrezzati utili in caso di pioggia. Il terreno è molto franoso. Da qui si prosegue per una lunga discesa fino all'Alp de Trescolmen e al Lago che sono attorno a Q2000.
Dinnanzi c'è l'immensa Cima de Gagela e piu ad ovest il Piz De Largè da aggirare. Il lungo traverso verso la Bocchetta del Buscenel, seppur monotono non fa mai annoiare, i paesaggi sono splendidi e selvaggi.
Dalla Bocchetta del Buscenel c'è da stare un po' attenti per i salti nel vuoto e le rocce a picco. Il sentiero si fa spesso molto stretto (T4). Superato il Fil de Ciar il sentiero va via via migliorando. In circa 4h30' dalla partenza del Pian Grand si arriva al piccolo e nascosto bivacco Ganan Q2375, molto piu spartano e semplice rispetto al precedente. Anche dal Piz de Ganan in poi sul versante ovest c'è da stare all'occhio con assenza di vertigini e passo sicuro in due o tre passaggi, quasi sempre attrezzati con qualche catena. Ad un certo punto si verrà accecati dalla splendida vista del Lago del Calvaresc. Si prosegue poi in direzione della Capanna Boffalora. Nonostante la si intraveda già, la strada da fare è ancora parecchia. In piu il percorso alterna continuamente salite e discese. La capanna è ben fornita e ci sono gestori ospitali.
Dislivello: in salita + 950 m - in discesa -1200 m

3 GIORNO
Dalla Capanna Buffalora in 20' circa si raggiunge il Passo di Buffalora, salendo di circa 200m. Da qui una bella deviazione potrebbe essere salire alla Cima di Nomnom, seguire la cresta fino alla Cima D'Aion e poi reinserirsi sul sentiero alpino. Ma in vista della lunga e pesante giornata continuo per il sentiero. Durante la salita a Q2427 sul Fil De Nomnom il sentiero è molto esposto. In effetti qui è comodo avere un cordino di sicurezza specie se il terreno fosse bagnato. E' un passaggio di circa 100m dove il sentiero si fa molto fine e la sensazione di esposizione molto alta. Comunque vi sono le catene quindi nessun pericolo. In fondo una facile scala di 15 m agevola gli ultimi metri di discesa. Si inizia a scendere decisi verso la località di Aion De Sora, dove il paesaggio inizia a mutare in maniera piu familiare. Dalla Motta del Perdull si entra finalmente in un bosco di conifere e si torna sotto Q2000. Da qui si segue un lungo traverso con piccoli saliscendi fino a Bosch Ner Q2000 circa. Si prosegue circa 100m in salita per poi affrontare un punto delicato con una scala verticale, non esposta di 5/7m. Oltre ad essa un altro facile punto attrezzato in discesa. Si scende fin quasi a Q2000 per poi riprendere una dolce pendenza fino ai 2100m del Mottone, con ottima vista sulla val Calanca.
Ora comincia la discesa fino all'Alp di Fora Q1844, grosso alpeggio (casa rifugio non sempre con guardiano) lungo il percorso. Da qui un ultimo sforzo in salita fino ai 1914m del Pian di Renten per poi buttarsi sul versante mesolcinese e scendere ripidamente fino a Santa Maria in Calanca Q989. Il paese di Grono Q333 è molto più in basso, conviene prendere il postale che in 20 minuti porta in valle e nell'attesa visitare la piccola chiesetta del 1200 e sorseggiare una bevanda al bar a 30 mt dalla fermata.
Dislivello: in salita + 750 m circa - in discesa -2400 m circa

altre annotazioni:
L’idea di creare un sentiero alpino in Valle Calanca nasce da un progetto capitanato da Wilfried Graf di Binningen. L’obiettivo era di riportare alla luce antichissimi sentieri alpini e impronte di selvaggina scomparse per creare un meraviglioso itinerario.
Il sentiero, lungo circa 50 chilometri, è percorribile dal 1983.