Presten Pilastro Ovest - Direct starten

difficoltà: 6a+ :: 6a+ obbl ::
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 100
sviluppo arrampicata (m): 450
dislivello avvicinamento (m): 100

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: giudirel
ultima revisione: 27/08/16

località partenza: Strada per Henningsvaer (Henningsvaer , Vågan )

bibliografia: Lofoten Rock di Rockfax. E la miniguida degli stessi autori liberamente scaricabile da internet a questo indirizzo: http://www.raf.mod.uk/rafmountaineering/rafcms/mediafiles/349710C8_1143_EC82_2E2FE1CA19A0A380.pdf

accesso:
Dalla piazzola della strada sotto il pilastro, lievemente a destra, una traccia sale fino all'attacco. Dieci minuti un quarto d'ora.

note tecniche:
Via bellissima e di grande soddisfazione. Oltre che non breve. Non è mai difficile ma non è mai facile. Alla fine impegnativa. Le prime 4 soste sono attrezzate con due spit poi completamente pulita... bisogna sapersi arrangiare.

Un suggerimento sul rack che un bolso medio avrà da portarsi dietro: due serie di Camalot dallo 0.3 al 2. Un 3. Una serie completa di wires (moooolto utile). Utili ma non indispensabili i C4 0.2 e 0.1.
Un paio di fettuccioni lunghi, un po' di anelli standard ed una decina di rinvii oltre alle pippe personali. Assolutamente scarpe leggere da discesa e un wind stopper.
La pila frontale in stagione non serve... a mezzanotte è perfettamente chiaro.
Attaccare tardi, al sole (la via è a ovest) e programmare un'uscita col sole di mezzanotte potrebbe essere un'ottima idea.

descrizione itinerario:
Attacca a destra del punto più basso in corrispondenza di un diedro rampa obliqui a destra... credo sempre umidascio.
1) Si risale il diedro per una quindicina di metri fino ad una cengia dove si traversa a sinistra per 7 o 8 metri fino ad afferrare la fessura che sarà la direttiva dei primi 4 tiri. La si risale per un bel tocco (fisica, specie a freddo) fino ad una sosta con due spit attrezzata fuori a destra. Raggiungerla è il passaggio più difficile e pure ripartirci. Tutto sommato un paio di buoni nut nella fessura sarebbero meglio. 45 m, 5c+
2) Fessurina e poi diedrino di aspetto intimidenti ma ben appigliati. Poi diedro più facile fino a sosta a spit. Questa per fortuna in posto sensato. 40 m, 6a.
3) Delle tre fessure seguire quella centrale: fessurina e diedro , poi uscire poco a destra e diedro rampa più facile fino in sosta con 2 spit. Cattivello. 50 m 6a+.
4) A destra alla fessurona nera per proteggersi e poi a sinistra fino alla cengia... in obliqui a destra fino all'ultima sosta a spit. Un passo di 5, poi facile, 20 m.
5) A destra sulla cengia, salire sotto un bloccone, passarlo a destra per una breve dulfer poi rampa obliqua a sinistra fino a sosta su grosso spuntone. Un passo di 5, il resto semplice, 30 m.
6) Dritti sopra la sosta per una fessura che diventa presto molto sottile e un po' appoggiata... in pratica aderenza. Fino ad un terrazzo sul quale si attraversa a sinistra fino ad un pulpito sul filo del pilastro. Sosta da attrezzare anche se sono presenti due chiodi fessura vecchi ed un po' sospetti. Di sicuro con una doppia da 60 si tornerebbe alla cengia. 45 m, 6a.
7) Fessura diedro all'inizio cattivella. Poi fessurette fino alla sosta. Nei primi metri BD incastrato a sangue ma moschettonabile nell'occhiello. Quindi bomber. Sosta scomodina dopo 45 m, 6a+. Nel complesso greve.
8) Diedro fessura in dulfer, più intimidente che difficile (nelle dulfer proteggersi può essere impegnativo), poi diedro più facile ed appoggiato verso destra. Sosta su spuntoni. 40 m, 5c+
9) Il famoso "slanting corner". Molto fotogenico e fotografato. Diedro obliquo a destra e rovescio. Alla fine rognoso. 6a +, 40 m.
10) Tiro facile prima a destra, poi a sinistra, poi ancora a destra a superare caratteristico bloccone incastrato, e infine rampa a sinistra. Sosta su spuntoncione. 30 m, 5.
11) Diedro molto aperto non banale fino al termine poi traversata, dapprima in discesa, verso destra, abbastanza delicata, fino all'imbocco del canale finale che è il proseguimento del dicco di basalto nero ben visibile dal basso. 35 m, 6a.
12) Canale del dicco. Melmoso, erboso e bagnatissimo. Occhio. Terzo grado ma insidioso. Proteggersi accuratamente.

Dalla cima proseguire su evidenti tracce di sentiero in salita. Poco prima di congiungersi con una cresta più importante tratto delicato ed esposto. Specie se stanchi prestare attenzione.
Dopo qualche saliscendi arrivare alla cresta più importante e scendere a sinistra ad un colletto e poi per un canale erboso ripidissimo con buona traccia. Poco sopra un piano traversare a destra ad un lago e poi di nuovo sentiero molto ripido fino alla strada a un paio di chilometri da dove avrete lasciato l'automezzo. Lungo e palloso. Minimo un'ora e mezza. Anche due.

altre annotazioni:
Arild Meyer e Brynjar Tollefsen nel 1978. Attacco e uscita originali.
L'attacco originale è più a destra e più facile e breve. L'uscita originale è più a sinistra e più difficile (primi salitori in artif), sul 6c per due tiri, presumibilmente molto bella per diedri nettissimi, anche se non si scala uno dei tiri più caratteristici, lo "slanting corner".