Canogia (Cima di) da Arvogno

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1202
quota vetta/quota massima (m): 2350
dislivello salita totale (m): 1750

copertura rete mobile
tim : 20% di copertura

contributors: Larix66
ultima revisione: 24/08/16

località partenza: Arvogno (Toceno , VB )

cartografia: CNS 1:25000 foglio 1311 Comologno

bibliografia: Armelloni R. Guida dei Monti d'Italia Alpi Lepontine ed. CAI-TCI

accesso:
Da Toceno in direzione Vocogno/Craveggia prendere la strada a sinistra che sale ad Arvogno.
Parcheggiare presso i ristoranti o al primo ponte al termine della strada pubblica.

note tecniche:
Escursione ad anello molto lunga, in parte senza sentiero e dal notevole dislivello, che nelle giornate ideali ripaga abbondantemente le fatiche affrontate con uno dei migliori panorami dell'intera Ossola.
Il percorso segue in buona parte quello dell'itinerario 58657 "Campeia (Passo) da Arvogno, giro della Pioda di Crana per il Passo Larecchio" a cui si aggiunge la salita alla cima, che con la successiva discesa comporta almeno un'ora e mezza di percorrenza in più.
La cima presenta una breve e ripida cresta Sud che alla base si suddivide in due dorsali, Sud-Ovest e Sud-Est, percorse rispettivamente all'andata e al ritorno.
Il tratto dall'Alpe Forgnone alla cima coincide con quello descritto da Adriano Maggi nell'itinerario 65097 con partenza dalla Valle Isorno.
Il segnale telefonico è presente nel tratto sopra l'Alpe Forgnone e nei pressi della Cappella di S. Pantaleone.

descrizione itinerario:
Raggiunto l'Alpeggio di Forgnone (1938 m), transitando per l'alpe Colla e il Passo Campeia (2199 m) come nell'itinerario citato nelle note, ci si alza sopra le baite verso il culmine della dorsale Sud-Ovest della cima di Canogia, eventualmente tenendosi a sinistra per evitare la vegetazione invadente del pendio sovrastante l'alpe.
In passato doveva esistere un sentiero che portava all'Alpe Canogia, ormai del tutto scomparso.
Guadagnata la dorsale si scollina presso un affioramento di rocce biancastre, ben visibile anche dal basso; sull'opposto versante si segue una traccia effimera che all'inizio in falsopiano, sotto le formazioni rocciose della dorsale, conduce alla base del pendio Sud-Ovest della cima, ripido ma dal percorso agevole anche grazie alla trama di solchi diagonali che incidono il versante.
In discesa si ripercorre lo stesso pendio in prossimità della cresta Sud, che si scavalca alla base per seguire un'altra traccia sulla dorsale Sud-Est, lungo il fianco rivolto verso il Lago di Larecchio.
Dopo le ultime rocce la dorsale prosegue erbosa in direzione del Passo di Larecchio; si transita presso un'ardita struttura in legno che faceva parte della teleferica utilizzata all'epoca della costruzione della diga per scendere infine su tracce di sentiero in un pendio franoso verso il valico, lasciando il piccolo Lago di Forgnone a destra.
Si prende quindi il sentiero più basso per raggiungere il Lago di Larecchio; si percorre la diga e si risale quindi alla Forcola di Larecchio (2148 m), da cui con il più classico degli itinerari vigezzini, transitando presso il Lago Panelatte, si fa ritorno ad Arvogno. Il percorso descritto nella fase di discesa può costituire un'alternativa al percorso ad anello, risultando anche sensibilmente più breve.
La reperibilità d'acqua lungo il percorso è limitata alla sorgente situata presso l'Alpe Forgnone (all'inizio del sentiero verso il Passo di Larecchio), la casa dei custodi della diga di Larecchio e le fontane poco sotto l'Alpe I Motti e presso l'alpe Villasco.