Avic (Mont) cresta NO

difficoltà: F :: :: :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 600
quota vetta (m): 3006
dislivello complessivo (m): 2400

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: lupo solitario
ultima revisione: 21/08/16

località partenza: Fenis (Fenis , AO )

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia -Monte Emilus e Rosa dei Banchi- Parco del Mont Avic. G.Berrutto - L.Fornelli

accesso:
Autostrada A5 Torino-Aosta, uscita Nus; si prosegue per Fenis e si seguono successivamente le indicazioni per la Val Clavalitè, a destra nella parte alta del paese lungo la via centrale.
Si prosegue lungo la strada asfaltata fino ad incontrare appena usciti dal paese sulla destra la palina con indicato il sentiero n.1 per Arbussayes (scalinata in cemento)

note tecniche:
Lunga salita, in uno degli angoli meno battuti della Vallée. Un modo originale per raggiungere l'Avic senza salire dal classico itinerario che parte da Veulla.
Percorso per gli amanti delle lunghe camminate e dei dislivelli importanti.

descrizione itinerario:
Si parte incontrando all'inizio della strada che conduce in Val Clavalitè una palina indicatrice con segnavia n.1 per gli alpeggi di Arbussayes.
Da qui si continuerà a seguire lo stesso segnavia passando dall'alpe Chervaz e superando un bivio con indicato il segnavia 1b che si lascerà sulla destra per continuare a sinistra.
Giunti quindi all'imbocco del vallone di Ponton, si attraversa il modesto torrente che scende dal vallone e dopo poche centinaia di metri si incontra un bivio con indicato segnavia 4 e 7.
A questo punto seguire il segnavia n.7 che con un lungo traverso sulla dx orografica del vallone di Ponton condurrà fino ai pressi di un bivacco forestale.
Da qui il sentiero volge a sinistra tralasciando la deviazione a destra per il colle di Bela Lana e prosegue ben segnalato fino al col Varotta.
Giunti al colle deviare a destra superando una serie di piccoli denti rocciosi che si possono aggirare o superare con difficoltà di II. L'ultimo di questi denti si sale da sinistra per una piccola cengia ascendente facile, ma esposta.
Si scende quindi brevemente ad un colletto, alla base del pendio finale di detriti che porta in vetta.
Su questo pendio, per tracce di sentiero, si sale verso la sommità che si raggiunge infine con qualche breve passo di I o II (corde fisse e cavi metallici sui passaggi più esposti).


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