Trono di Osiride - Bracciolo Sinistro Soffio di Fiaba

difficoltà: 6c / 6a obbl / A0
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1700
sviluppo arrampicata (m): 150
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 01/08/16

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

vedi anche: https://rocciatorivaldisea.wordpress.com/vie-nuove-e-riattrezzamenti/

accesso:
Da Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Incamminarsi sulla strada che poi diviene sentiero in direzione del bivacco Soardi-Fassero, superare l’inconfondibile Torre di Gandalf e proseguire quindi fino al pianoro dove sorge l’alpeggio di Balma Massiet, a quota 1500m circa.
Superare la Stura sul ponte per portarsi sul lato idr. dx. e tornare quindi in direzione del fondovalle costeggiando il torrente; per salire all’attacco delle vie del “Bracciolo sx” del Trono conviene tralasciare la prima pietraia, che scende sotto lo “Schienale” (parte centrale), risalendo invece agevolmente la seconda che si incontra, quando questa si esaurisce, cercando il percorso migliore tra la vegetazione (progressione poco agevole), portarsi alla base del settore (attacco a quota 1700 m circa, 500m di dislivello, 1 h 20’ circa).

L’attacco della via è posto a sx della via “diedro di un tempo quando la storia camminava ancora lentamente” (un fix con cordone blu segna la partenza di questa via, che attacca nella direttrice di un grande diedro biancastro, in prossimità di una rientranza disseminata di blocchi e roccia molto rotta).
La via ha il primo tiro in comune con “I Misteri della Fisica” e “Urlo del Silenzio”, guardando verso l’alto si nota la prima delle soste a fix di quest’ultima via. Dopo il primo tiro “Urlo del Silenzio” prosegue dritta e indipendente, la nostra via ha invece in comune con “I Misteri della Fisica” anche la seconda lunghezza, poi quest’ultima prosegue verso dx.

note tecniche:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m. L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni metereologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

Via stupenda con tiri in puro stile granitico, con i fix anche la sezione di A0 è provabile in arrampicata libera.
Materiale: 2 serie di friends BD fino al n°3, un n°4, microfriend, nut, corde da 60m.

descrizione itinerario:
DESCRIZIONE VIA:
1° tiro) Portarsi alla base di una grande scaglia e risalire la bella e larga fessura (friend 4BD) da essa formata, proseguire quindi sul muro ben appigliato spostandosi verso sx, vincere un ribaltamento e portarsi sotto un tetto, con delicata arrampicata aggirarlo sulla dx e uscire sul gradino dove è posta la sosta di “Urlo del Silenzio”. V+/6A.
2° tiro) Tralasciare il primo diedro sopra la sosta caratterizzato da belle ed evidenti fessure (qui passa “Urlo del Silenzio”) ma salire un tratto erboso verso il diedro di dx. Non entrare subito nel fondo del diedro ma salire sulla scaglia a dx, superarla e spostarsi ora verso il fondo del diedro, fino al grande cuneo roccioso che lo biforca. Prendere il ramo sx, salire una magnifica fessura ad incastro di dita e ribaltarsi su un comodo gradone roccioso. 6A+. Sosta su un fix da integrare con un friend.
3° tiro) Salire nel grande diedro di sx sfruttando ottime lame e fessure ed uscire alla sua sommità (5C). La parete soprastante è ostacolata da grossi ciuffi erbosi, traversare quindi decisamente a sx lungo una cornice discendente per una decina di metri (5A) fino a raggiungere il bel diedro opposto che si risale pochi metri fino a un terrazzino (N.B. nel diedro subito a sx dei grossi ciuffi passa “Urlo del Silenzio”). Sosta su 1 fix da integrare con masso incastrato e/o friend.
4° tiro) dalla sosta salire dritti per fessure puntando al magnifico diedro giallastro caratterizzato da una perfetta fessura ad incastro di mano (prevedere friend con misure medie doppie). Superarlo interamente fino a sbucare su una comoda piattaforma rocciosa delimitata alla dx da una gigantesca lastra appoggiata (sulla cui sommità si nota la sosta di “Urlo del Silenzio”). Sosta su 1 fix più friend (in basso a livello dei piedi c’è anche un chiodo originale). 6A+ (forse la via originale evitava la lunga fessura ad incastro traversando in placca sulla dx) .
5° tiro) Innalzarsi nel diedro strapiombante, provvisto di lame incastrate, sopra la sosta. Rizzarsi su uno spuntone e traversare quindi a sx su una cornice spiovente fino a raggiungere una difficile fessura, in origine superata in A1 e di difficile proteggibilità. 2 fix ne permettono il superamento in libera (probabile 6C). Portarsi al di là dello spigolo di sx (2 chiodi) e superare una placca (1 fix) fino in sosta. Sosta con 2 fix da collegare.
6° tiro) Dalla sosta traversare ascendendo verso dx sfruttando una cornice fino a pervenire alla sosta di “Urlo del Silenzio”. Sosta di calata. 5B.


DISCESA:
sulle soste attrezzate di “Urlo del Silenzio” oppure da quelle di “Diedro di quando la storia ….” (in questo caso la prima deve essere fatta in diagonale a dx al di là dello sperone fino alla cengia con pianta)

altre annotazioni:
Aperta il 2 settembre 1982 da G.C. Grassi e I. Meneghin