Trono di Osiride - Bracciolo Sinistro I misteri della fisica

L'itinerario

difficoltà: 6a+ :: 5c obbl ::
esposizione arrampicata: Ovest
quota base arrampicata (m): 1700
sviluppo arrampicata (m): 150
dislivello avvicinamento (m): 500

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: teo
ultima revisione: 25/07/16

località partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo , TO )

vedi anche: https://rocciatorivaldisea.wordpress.com/vie-nuove-e-riattrezzamenti/

accesso:
Da Forno Alpi Graie percorrere la strada che porta al Santuario della Madonna Nera e parcheggiare in prossimità del bivio con il Vallone di Sea. Incamminarsi sulla strada che poi diviene sentiero in direzione del bivacco Soardi-Fassero, superare l’inconfondibile Torre di Gandalf e proseguire quindi fino al pianoro dove sorge l’alpeggio di Balma Massiet, a quota 1500m circa. Superare la Stura sul ponte per portarsi sul lato idr. dx. e tornare quindi in direzione del fondovalle costeggiando il torrente; per salire all’attacco delle vie del “Bracciolo sx” del Trono conviene tralasciare la prima pietraia, che scende sotto lo “Schienale” (parte centrale), risalendo invece agevolmente la seconda che si incontra, quando questa si esaurisce, cercando il percorso migliore tra la vegetazione (progressione poco agevole), portarsi alla base del settore (attacco a quota 1700 m circa, 500m di dislivello, 1 h 20’ circa).
L’attacco della via è posto a sx della via “diedro di un tempo quando la storia camminava ancora lentamente” (un fix con cordone blu segna la partenza di questa via, che attacca nella direttrice di un grande diedro biancastro, in prossimità di una rientranza disseminata di blocchi e roccia molto rotta). La via ha il primo tiro in comune con “Soffio di Fiaba” e “Urlo del Silenzio”, guardando verso l’alto si nota la prima delle soste a fix di quest’ultima via. Dopo il primo tiro “Urlo del Silenzio” prosegue dritta e indipendente, la nostra via ha invece in comune con “Soffio di Fiaba” anche la seconda lunghezza, poi quest’ultima prosegue verso sx.

note tecniche:
Il Vallone di Sea si colloca in un ambiente prettamente alpino, austero e severo. Le pareti di roccia, sulle quali viene praticata l’arrampicata, si collocano ad una quota variabile tra i 1500 m e i 2700 m. L’avvicinamento varia dai 45-60 minuti per le strutture più vicine fino alle due ore e oltre per quelle ubicate nei posti più reconditi. Fondamentale essere sempre aggiornati sulle previsioni metereologiche prima di intraprendere qualsiasi scalata.
Gli interventi in progetto o già realizzati dall’associazione Rocciatori Val di Sea non hanno l’intento di “mettere in sicurezza” gli itinerari del Vallone bensì di cercare di sostituire, almeno in parte e nei limiti del possibile, l’attrezzatura presente considerata vetusta e soggettivamente non più affidabile. Nessuna delle vie del Vallone presenta o presenterà una chiodatura “plaisir” e nessuna ha subito o subirà una chiodatura integrale a fix. La pubblicizzazione, il rinnovamento o piazzamento di attrezzatura non implica che l’associazione, o chi per essa, intenda arrogarsi la custodia o la manutenzione del luogo e di quello che vi è collocato, né che garantisca la “sicurezza” o l’esclusione di incidenti dovuti a cedimenti di chiodi, protezioni fisse, massi ecc.. Si precisa che l’opera intrapresa NON ha fini di lucro o commerciali ma solamente l’intento di riportare alla luce vie oggi dimenticate.
E’ pertanto esclusivo onere dell’arrampicatore, che percorrerà tali vie, valutare con occhio critico lo stato della chiodatura in loco, eventualmente sostituendo o integrando parte degli ancoraggi fissi (quali ad esempio cordoni, maillon rapide, chiodi tradizionali) ed intraprendendo la scalata solo se ritiene di possedere adeguate capacità tecniche-psico-fisiche (capacità a proteggersi con mezzi amovibili, capacità di valutazione e ricerca del percorso). Essendo inoltre le strutture rocciose soggette ad assestamenti e potenziali crolli l’arrampicatore dovrà essere in grado di verificare con occhio critico eventuali lame o blocchi instabili, rinunciando alla scalata in caso di pericolo.

ATTREZZATURA:
2 serie di friends BD fino al n°3, un n°4, microfriend, nut, corde da 60m.

Via bella e completamente scalabile in libera, segue tutto un sistema di fessure con arrampicata mai estrema ma tutt’altro che banale. Caratteristico il “sarcofago”.
Abbinabile a “Urlo del silenzio” o al “Diedro di un tempo quando la storia camminava ancora lentamente” di cui la via sfrutta le doppie.

descrizione itinerario:
1° tiro) Portarsi alla base di una grande scaglia e risalire la bella e larga fessura (friend 4BD) da essa formata, proseguire quindi sul muro ben appigliato spostandosi verso sx, vincere un ribaltamento e portarsi sotto un tetto, con delicata arrampicata aggirarlo sulla dx e uscire sul gradino dove è posta la sosta di “Urlo del Silenzio”. V+/6A.
2° tiro) Tralasciare il primo diedro sopra la sosta caratterizzato da belle ed evidenti fessure (qui passa “Urlo del Silenzio”) ma salire un tratto erboso verso il diedro di dx. Non entrare subito nel fondo del diedro ma salire sulla scaglia a dx, superarla e spostarsi ora verso il fondo del diedro, fino al grande cuneo roccioso che lo biforca. Prendere il ramo sx, salire una magnifica fessura ad incastro di dita e ribaltarsi su un comodo gradone roccioso. 6A+. Sosta su un fix da integrare con un friend.
3° tiro) Non salire nel grande diedro di sx (passa “Soffio di Fiaba”) ma seguire le belle fessure sopra la sosta che progressivamente si spostano verso dx fino ad esaurirsi sullo spigolo. Traversare allora verso destra salendo con i piedi sopra una grande stele appoggiata ed entrare nel diedro che muore in una nicchia (attenzione a non far incastrare le corde dove si traversa). Qui si trova un vecchio chiodo ad U (sosta originaria). Uscire dalla nicchia a dx e proseguire per fessure (roccia un po’ rotta, prestare attenzione) (1 chiodo) fino a ribaltarsi su un terrazzino, a dx e un po’ più in basso di un’enorme stele appoggiata. Sosta con 1 fix da integrare con un ottimo nut e/o un friend. 6A. Tiro lungo, attenzione agli attriti, indispensabili friend doppi.
4° tiro) dalla sosta salire dritti su parete articolata, puntando al profondo camino (detto “il sarcofago”) che si incunea in un grande tetto, ben visibile un 30m più in alto più o meno sulla verticale della sosta. Arrivati alla base del camino salirne i primi metri fino a una scaglia. Sosta su 1 fix più friend. V+. Ambiente molto particolare, si sosta comodamente incuneati nelle viscere del camino….ottima sosta in caso di pioggia…
5° tiro) alzarsi nel camino fino a raggiungere la volta del tetto che lo chiude e, come recita la relazione originale, “seppellirsi nel tetto” uscendone tramite un buco che permette di tornare alla luce del sole su una cornice erbosa. Traversare a sx sulla cornice (qui è stato messo 1 fix) fino a un diedro fessurato, superarne la prima parte e con un passo in leggera discesa sostare in una comoda nicchia terrazzata alla base di un largo camino. Cordone rosso su spuntone come sosta. V+.
6° tiro) salire la fessura di sx del camino che al suo interno forma un’ottima lama traversando al suo termine a dx (cordone). Uscire dall’apertura su un pulpito e con un ultimo passo interessante ribaltarsi su un terrazzo, proprio sotto la fine della parete. Sosta con 2 fix+maillon+cordone. 6A.

DISCESA:
Calarsi fino alla sottostante cengia con pianta reperendo la prima calata del “Diedro di un tempo quando la storia camminava ancora lentamente”. Con 3 doppie si arriva a terra. Attenzione alla penultima: essendo la sosta un po’ spostata dalla verticale è un po’ scomoda da prendere, non è essenziale ma può convenire rinviare la sosta intermedia non utilizzata per le doppie.
Doppia 3-fino alla base.

altre annotazioni:
Aperta il 4 settembre 1983 da D. Caneparo e P. G. Rossetti, durante la seconda salita del 17 settembre 1983 rettificata dallo stesso Caneparo con A. Ala, C. Balagna, V. Laudi e M. Rivotto