Grand Capucin Echo des Alpages

difficoltà: 7a+ :: 6b obbl ::
esposizione arrampicata: Sud-Est
quota base arrampicata (m): 3350
sviluppo arrampicata (m): 450
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: marcello.ricotti
ultima revisione: 05/07/16

località partenza: Courmayeur - Entreves (Chamonix-Mont-Blanc , 74 )

punti appoggio: Rifugio Torino

accesso:
Approccio 1h-1h 15m
Da Punta Hellbronner, passare il Col Flambeau, poi scendere il ghiacciaio passando sotto la Nord della Tour Ronde e puntare alla base della sud est del Grand Capucin. Ad inizio stagione può essere una buona mossa andarci con gli sci.

note tecniche:
Sui tiri più facili ho aggiunto ogni tanto un mezzo grado in più rispetto ad altre relazioni. Di facile c’e’ veramente solo L4 e L12. L1-L2-L3 sono impegnative ma superbe: si possono evitare facendo i primi 3 tiri di Elixir, decisamente più semplici. L’unico punto dove di solito i neofiti del Gran Cap si perdono sono le terrazze Bonatti, che terrazze non sono ma piuttosto una fascia di rocce a blocchi alte un 10-15 metri a seconda dei punti. Per orientarsi conviene fare riferimento a cosa si ha sopra la testa come descritto in L4. La via è stata rinchiodata da Francesco Civra Dano nel 2014 che ha messo le catene in quasi tutte le soste e ha sostituito i vecchi spit rispettando rigorosamente la chiodatura originale. Tempi: ci sono guide che la fanno con clienti (veloci!) benna-to-benna o quasi: ma sono Guide (G maiuscola!) con gran livello e che sono state più di 100 (!) volte in cima al Gran Cap. Per gente normale calcolare tra le 8 e le 10 ore. 1h 30 – 2h a scendere.
Materiale: 2 serie complete di friend fino al 3. Prendere anche i micro camlot 000. Utili nut medio-piccoli.

descrizione itinerario:
La via attacca nel punto più basso della parete sud. Individuare un caratteristico tetto triangolare a circa 50 metri dalla base, un po’ sulla sinistra e dove passa Elixir. La fessura che scende dal sopracitato tetto di Elixir finisce su una rampa (discendente da sinistra verso destra) che poi sfocia in un sistema di terrazze ove conviene cambiarsi dopo aver passato la terminale. La terminale, in anni caldi e/o a fine stagione, può essere abbastanza complicata da passare. Di solito la si passa sulla destra. L’Echo des Alpages percorre la PRIMA fessura a destra di Elixir, circa 20-30 metri a destra di questa via. Sulle terrazze, sopra la terminale, individuare un primo spit leggermente a sinistra della verticale della fessura di Echo. In alternativa, 10 metri più in alto dello spit, a sinistra, sulla rampa che poi diventa la fessura di Elixir, c’e’ una sosta con catena; da questa si può traversare in orizzontale, a destra, per riprendere la fessura, evitando di moschettonare il primo spit.

L1, 35m, 7a+, fessura da proteggere. Spit subito all’inizio. Al termine, passo chiave, andare a sinistra, moschettonare due spit e poi, per uscire, bloccare bene man destra sulla fessura e aprirsi sulla lama a sinistra (ottima). Si vede chiodo di Vogler mezzo fuori alla fine. Sosta con catena.

L2, 40m, 6c, placca di 6c non facile all’inizio, con 2 spit; poi più semplice per 10 metri fino a sotto il tetto, traversare sotto il tetto a sinistra su placca spesso bagnata; poi fessura fine e difficile, spit all’inizio, un po’ expo. Sosta con catena.

L3, 30m, 6c, diritti in fessura per alcuni metri poi fessura quasi orizzontale a sinistra. Chiodo. Non uscire a destra nel diedro facile ma andare su dritti per lo strapiombino (roccia con quarzi friabile sotto lo strapiombo). 2 spit fiammanti sulla placca appena sopra. Uscita ancora di tenenza con spostamenti a sinistra su tacche buone ma oblique. Sulle terrazze, appena usciti guardare a sinistra, 6-8 metri sopra: sosta con spit su spigolino a sinistra. Questa sosta è evitabile, si può proseguire ancora per 10 metri, fino alla fine dei gradoni del tiro dopo e fare sosta su friend senza raggiungere la sosta successiva con catena (quella in cima alla lama al termine di L4 che è raggiungibile anche direttamente da sosta di L2 ma un po’ distante, si veda descrizione L4).

L4, 20m, 4, lunghezza di collegamento, dalla sosta su diritti per gradoni, obliquando leggermente a sinistra. Al termine dei gradoni individuare una lama appoggiata, alta 6-7 metri sopra cui c’e’ la catena di sosta. Per farlo, reperire sulle placche 20 metri sopra i gradoni un tetto orizzontale marcato e lungo che si assottiglia sempre più sulla sinistra fino a scomparire. La lama in questione è in corrispondenza del termine del tetto a sinistra. La lama la si supera facilmente a sinistra partendo dalle terrazze. Sosta con catena.

L5, 35m, 6a+, Il tetto lo si supera alla estremità sinistra dove scompare nelle placche e dove passa anche Elixir. Dalla sosta con catena spostarsi in orizzontale a sinistra, prendere le fessure, stare a sinistra del tetto e superarlo facilmente su enormi rigonfiamenti di granito rosso. Non andare a destra nel diedro incavato (dove passa Elixir) ma proseguire diritti per placche a knobs: qualche spit, delicato, un po’ expo ma bellissimo. La sosta con catena è a sinistra di un grande tetto, un po’ nascosta.

L6, 30m, 6a, dalla sosta tornare in orizzontale a destra per 6-7 metri e prendere un sistema di fessure. Alla base delle fessure, alla stessa altezza della sosta, vecchio spit e dado incastrato. 10 metri in alto a destra si vede spit con cordino. Moschettonare spit e proseguire per placche facili fino a sotto il tetto, seguire fessura del tetto in obliquo a sinistra fino a sosta sotto a fessura orizzontale con 1 spit.

L7, 25m, 6c+, appena sopra la sosta moschettonare lo spit a destra e traversare orizzontalmente a destra, pas-de-bloc sulle braccia. Poi più facile per fessure fino a sosta a fianco di blocco traballante. Fare attenzione, il blocco traballante è tenuto in loco da un cordone fissato ad un friend. Non toccarlo. Sosta con spit, no catena, sotto il caratteristico tetto.

L8, 25m, 7a, diritti sotto il tetto, chiodo, spit e poi via di dulfer per uscire. Sotto il tetto conviene incastrare di mano, oppure, se siete sciolti, piccoli e avete il braccino, andare già in dulfer. Utile friend giallo dopo lo spit. Ancora passetto per arrivare in sosta. Sosta con catena su ampia terrazza alla base del diedrone.

L9, 35m, 7a, bella lunghezza nel diedrone. Un breve tratto offwidth a metà circa, protetto con 2 spit, poi più facile, alla fine uscire a destra, non fermarsi su 3 vecchi chiodi vicini (vecchia sosta) ma andare ancora 2 metri sopra, a destra, dove c’e’ sosta con catena.

L10, 30m, 6c+, dalla sosta fare attenzione e NON seguire i numerosi chiodi che obliquano a sinistra. Andare invece su diritti per la fessura sopra la testa, che obliqua leggermente a destra e che poi diventa diedro. La fessura è all’inizio facile e sembra su roccia dubbia (ma invece è un gran bel tiro) poi diviene diedro e si raggiunge chiodo in alto (lo si vede anche dalla sosta) e poi primo spit. Dallo spit prendere lama fuori a sinistra sul lato strapiombante del diedro, fisico ma semplice, moschettonare secondo spit e andare in sosta con catena.

L11, 25m, 6b, delicato. Dritti su per la fessura, molto di piedi, non immediato da capire, anche perché cominciate ad essere stanchi …. Raggiunto lo spit 15m sopra la sosta ancora due bracciate e siete alla sosta con catena.

L12, 30m, 5c, seguire le fessure, questa volta veramente più semplici del resto. Sosta con catena sotto un tetto triangolare marcato.

L13, 45 metri, 6c, fessura sotto il tetto, superare tetto a destra con un passo fisico poi decisamente più facile. Tenere decisi la destra verso il grande diedro. Sosta con catena.

L14, 45 metri, 6a, partenza atletica e poi più facile. Quasi in cima, non fermarsi alle prime soste ma traversare decisamente a sinistra fino a sosta con catena (come quelle trovate lungo la via), sulla cima centrale, sosta questa più comoda poi per scendere.

Discesa: la prima doppia è sulla verticale, obliquando leggermente a sinistra (faccia a monte) per raggiungere sosta (non usata in salita) 40 metri sotto. Sosta con 2 spit e moschettone, non 2 anelli come le soste di salita. Poi lungo la via di salita, saltando qualche sosta. Dalla sosta di L8, sulla terrazza alla base del diedrone, fare doppia spettacolare nel vuoto e reperire sosta sulle placche sotto.

altre annotazioni:
Via aperta da Burnier, Long, Robert, Vogler nel 1987.
Di originale ci sono solo L1-L3, il resto è una combinazione di Flagrant Delire, Lecco e Elixir d’Astaroth. Ciò premesso è una delle più belle vie che si possono fare su Gran Cap nella sua difficoltà. Fessure a non finire, largamente da proteggere.


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