San Giorgio (Monte), Rubatabo, Pera Luvera e Pietraborga da Piossasco

sentiero tipo,n°,segnavia: 306, 307, SDB (Sentiero David Bertrand) e vari segni
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 360
quota vetta/quota massima (m): 890
dislivello salita totale (m): 850

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: kiwi gieffe mario-mont
ultima revisione: 27/11/16

località partenza: Piossasco (Piossasco , TO )

cartografia: 1:25.000 Fraternali n. 6

bibliografia: F. Chiaretta, Passeggiate sulle montagne torinesi, 2016

accesso:
Da Torino per Piossasco per la A55 con uscita a Volvera o seguendo la provinciale per Pinerolo; in paese, alla prima rotonda, si svolta a sinistra su via Pinerolo proseguendo sulla medesima. Alla seconda rotonda si gira a destra in via Battisti e poi a sinistra su via Oberdan (indicazioni per ristorante Nove Merli) e poi a sinistra in via San Vito che porta alla piazza della omonima chiesa (park).

note tecniche:
Percorso ad anello molto vario e piuttosto lungo, che, alternando bosco e radure, offre grandi vedute sul pinerolese.
Sentieri molto ben indicati e tracciati ma, vista la natura del terreno, decisamente sconnessi e umidi, soprattutto in discesa occorre prestare molta attenzione. Tenuto conto delle quote modeste è vivamente sconsigliato in estate.
Dalla Pietraborga splendido panorama su tutte le Alpi Piemontesi.

descrizione itinerario:
Dalla chiesa di San Vito si prende, di fronte, Via Rapida ai Castelli; dopo un breve tratto, dopo le case, si svolta a destra (paline,) su un viottolo che poco dopo diventa sentiero che sale a sinistra rapidamente nel bosco (scorci su San Vito).
Si prosegue per un tratto a mezza costa, un paio di svolte e si esce su un panoramico costone (paline) su cui si prosegue incontrando un bivio: lasciare a destra il sentiero 304b proseguendo per incontrare dopo poco un altro bivio.
Qui si abbandona il sentiero 306 (che si percorrerà in discesa al ritorno) per proseguire sul 307 che taglia a mezzacosta il pendio (vista su gruppo Monviso, Marittime e pianura pinerolese).
Un po' di svolte, qualche mezzacosta e poi quasi in piano, tralasciando a destra i bivi per il Colle della Serva prima e poi quello per il Rubatabo, in lieve discesa si giunge al Colle del Prè (m. 712) dove giunge la sterrata che collega Piossasco alle Prese.
Si segue la sterrata in discesa a sinistra fino al primo tornate dove (paline) si prende a destra il sentiero per Pera Luvera che ripidamente e per strette svolte risale il fitto bosco fino ad incontrare sulla destra un piattone di roccia dove, uscendo dal sentiero di poco, si può godere di un notevole panorama. Proseguendo, poco dopo una traccia a destra porta verso un pilone votivo nascosto dagli alberi (Pera Luvera 833 m).
Tornati al sentiero si prosegue in salita passando a fianco di una parete e, poco dopo, in discesa, alcuni ometti a destra indicano una traccia che passando fra lato Sangano e cresta raggiunge la Montagnassa ( 890 m).
Tornati al sentiero principale, si procede in leggera discesa a mezzacosta lato Piossasco (pochi segni) per passare poi su lato Sangano per finire su un largo costone che porta al Colletto delle Prese o colle Damone (825 m).
Davanti a noi sale una piccola sterrata in lieve salita che passa vicino a un grosso ripetitore e prosegue sulla cresta. Dopo breve cammino e qualche saliscendi si giunge in una zona , ben segnalata, dove sorgono i menhir celtici, veramente imponenti.
Proseguendo, si arriva alla cuspide del monte Pietraborga, a cui porta un ertissimo ma breve sentiero.

Per la discesa, si ripercorre la sterrata fino al colle delle Prese e si scende a sinistra sulla sterrata che scende rapidamente su lato Sangano fino a raggiungere le Prese di Sangano. Proseguendo sulla strada si raggiungono le Prese di Piossasco supeririori e procedendo in piano nel fitto bosco si superano le Prese di Piossasco inferiori per giungere nuovamente al Colle del Prè da cui prima si era transitati (in sostanza si è fatto in senso orario il periplo della Montagnassa).
Percorrendo a ritroso l'itinerario dell'andata, dopo poco il Colle si incontra a sinistra il bivio per il Rubatabo. Imboccare il sentiero che all'inizio si appoggia sul lato Sangano per poi passare e rimanere sul lato Piossasco. In circa 20' si giunge così la pianeggiante sommità del Rubatabo ( 822 m) attraversandola fra tratti di bosco e radure.
Si scende lungo il costone boscoso con scorci sul Monte San Giorgio fino ad incontrare la mulattiera che giunge dal Colle del Prè (palina): si svolta a sinistra e poco dopo si giunge al Colle della Serva ( 728 m).
Qui, si sale per pochi metri sulla strada per il San Giorgio fino ad imboccare al primo tornante un sentierino che sale rapidamente nel bosco intercettando due volte la strada sterrata che porta agli ultimi prati poco sotto la cima (836 m, grande croce e chiesetta romanicadel secolo XI; grandissimo panorama su tutti l'arco alpino).
A ritroso, poco sotto la cima del San Giorgio (paline), si imbocca a sinistra il sentiero n. 306 che dopo un breve aereo tratto sul costone entra nel bosco (cartello in legno Colle della Serva).
Svoltare a sinistra lungo un sentiero molto sconnesso che scende rapidamente lungo il ripido costone fino a confluire sul sentiero che arriva dal Colle della Serva (palina).
Svoltare a sinistra per giungere all'incrocio con il sentiero 307 dove si chiude l'anello. Sempre in discesa si giunge in breve al bivio del sentiero 304b dove, svoltando a destra e lungo l'itinerario di salita si giunge rapidamente a San Vito.
In alternativa si può al colle di Prè scendere sulla panoramica sterrata ben esposta al sole (cosa consigliata in inverno) e raggiungere la borgata Campetto, al termine della sterrata.
Da qui parte un sentiero a sinistra che sale un centinaio di metri, costeggia il monte San Giorgio e perviene alla fine sul sentiero percorso all'andata in prossimità dei castelli.

altre annotazioni:
Per altre notizie sui menhir, consultare il sito :
http://www.3confini.it/Foto%20Piossasco%201/Trana%20menhir.htm

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